G.I.S.I. ha celebrato i suoi cinquant’anni con un grande evento, che ha avuto come protagoniste le tematiche più calde: la transizione energetica, la digitalizzazione e la gestione delle materie prime. E si prepara ad af rontare le prossime sfide.
di Claudia Dagrada
Cinquant’anni non si festeggiano facilmente. Non poteva quindi mancare un evento per celebrare G.I.S.I., che da mezzo secolo coordina, tutela e promuove gli interessi delle imprese dell’industria italiana nel settore della strumentazione, dei dispositivi e dei sistemi di automazione per applicazioni industriali, civili e di laboratorio. Grazie a una collaborazione strategica, nei decenni si è passati dai 35 soci iniziali ai 150 di oggi. Si è creata una cultura del settore, affrontando le crescenti complessità e puntando sulle sinergie, ritrovando uno spirito di coesione fra le aziende. Gli associati oggi possono contare su comitati di lavoro, corsi di formazione, analisi di mercato e collettive negli eventi. E non mancano le pubblicazioni tecniche, che vanno dall’Annuario (merceologico del settore) all’Osservatorio (una panoramica completa sul mercato italiano della strumentazione) a “Controllo e Misura”. E G.I.S.I. guarda avanti, preparandosi ad affrontare le sfide del futuro.
Dati e comunicazione
Per festeggiare il cinquantesimo, lo scorso maggio è stata organizzata una tavola rotonda seguita dal pranzo con tutti i partecipanti presso un agriturismo di Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza. Si è voluto fare il punto su tre tematiche calde: la transizione energetica, la digitalizzazione e la gestione delle materie prime, con l’intervento di specialisti di settore. La Presidente G.I.S.I., Micaela Caserza Magro, ha ricordato subito l’importanza della strumentazione nel mondo industriale: «Senza una misura corretta non si può fare nulla: se mancano i dati non c’è digitalizzazione».
Di questo si è parlato con Giorgio Santandrea del Consorzio Profibus e Profinet, che raggruppa aziende italiane che condividono le tecnologie di comunicazione principali. In epoca 5.0, il dato è di importanza essenziale, ma va trasportato: la mission è fare in modo che arrivi ai sistemi di controllo nel modo corretto e performante. Le tendenze dei prossimi mesi? La comunicazione verso il mondo dei robot, e la sicurezza informatica, in modo da far evolvere la comunicazione per farla diventare nativamente sicura.
Sicurezza informatica: serve più consapevolezza
Il tema della cyber security industriale è stato approfondito con Lorenzo Ivaldi di Clusit, l’associazione italiana per la sicurezza informatica. Ivaldi ha presentato il Rapporto relativo al 2023 sulla sicurezza ICT in Italia. Il nostro Paese ha registrato un +25% negli incidenti a danno del settore manufacturing, secondo solo a quello pubblico. La crescita è costante fin dal 2019, ma lo scorso anno ha raggiunto il picco, passando dal 2% al 6% del totale degli attacchi in 5 anni. Per proteggersi, in primis ci vuole più consapevolezza da parte delle aziende, e la necessità di avere un referente interno. Da qui, il bisogno di investire in formazione è basilare. Il problema principale è l’errore umano, che spesso non permette alle apparecchiature informatiche di fare il proprio lavoro.
Valentina Mussi di Bureau Veritas Italia, azienda attiva nell’ispezione, verifica di conformità e certificazione, si è focalizzata sul nuovo Regolamento Macchine Ue 2023/1230: porta in primo piano la cyber security e l’adozione di protocolli, per prevenire e limitare le conseguenze di possibili attacchi informatici. Pubblicato nel giugno 2023, il Regolamento entrerà in vigore nel gennaio 2027: “Stabilisce i requisiti di sicurezza e di tutela della salute per la progettazione e costruzione di macchine e prodotti correlati e quasi-macchine”, e ne disciplina la messa a disposizione e la messa in servizio all’interno dell’Ue. Sia il costruttore che l’utilizzatore finale devono fare una valutazione del rischio cyber: identificare minacce e vulnerabilità, calcolare pericoli e contromisure. I fabbricanti dovranno investire in formazione, gestire i rischi, garantire una vigilanza post-marketing e collaborare con le autorità competenti. A oggi, la IEC 62443 è l’unica norma che si occupa di cyber security in ambito automazione con un approccio integrato. Punta a creare una standardizzazione specifica, per superare la resistenza da parte delle aziende in merito all’importanza di attivarsi contro gli attacchi informatici.
Conversione del mix energetico
Con Lorenzo Privitera di A2A si è passati a un’altra tematica importante: l’evoluzione del mix energetico globale. Il focus era sulla decarbonizzazione dei consumi attraverso la conversione del mix energetico verso fonti rinnovabili. Oggi l’impiego dei combustibili fossili è del 64%, ma l’obiettivo è di ridurlo al 10% entro il 2050 (Fonte: IRENA). Questo si traduce nella diffusa elettrificazione dei consumi finali, nella forte crescita della produzione di energia da biomasse e di biometano, e nell’utilizzo dell’idrogeno per specifici settori applicativi. L’idrogeno è il vettore energetico complementare per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. I principali ambiti riconvertibili sono la mobilità e i cosiddetti settori “hard-to-abate”. A oggi il focus è su progetti pilota, ma bisogna sviluppare un intero mercato che pesi almeno l’85% degli obiettivi al 2023 del nuovo PNIEC (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima). Il problema è che l’idrogeno costa molto e il mercato italiano, con dinamiche diverse da quelle di altri Paesi europei, non è abbastanza sovvenzionato.
Focus applicativi: sostenibilità e trattamento termico
Per passare dal teorico al pratico, ci sono stati due interventi interessanti. Stefano Vismara di AB Impianti ha presentato alcune soluzioni di sostenibilità energetica: ECOMAX®, una linea di impianti per la cogenerazione da metano e biogas; BIOCH4NGE® per l’upgrading del biometano tramite sistema a membrane; CH4LNG® per la liquefazione del biometano. È stata poi la volta di Enrico Morgano di AIM, l’Associazione Italiana Metallurgia. In ottica di sostenibilità ambientale e di transizione ecologica, l’evoluzione del trattamento termico svolge un ruolo essenziale per ridurre le emissioni di CO2 e, allo stesso tempo, per migliorare le prestazioni meccaniche nel campo della metallurgia, applicata al motore elettrico. Un esempio concreto: l’utilizzo di forni elettrici di cementazione in bassa pressione ha permesso di ridurre i consumi e le emissioni, di usare impianti a parete fredda e senza fiamme libere, di evitare la gestione e lo smaltimento di olii da tempra.
Economia: cosa aspettarsi
Infine, si è fatto il punto anche sullo scenario economico, italiano e globale, insieme a Giampaolo Vitali, economista CNR-IRCrES e docente di Economia Europea Università di Torino. Anche se piuttosto limitata, la crescita nel mondo occidentale è in atto. L’inflazione è aumentata molto e in modo altrettanto rapido, ma non scenderà con la stessa velocità. Il primo calo si vedrà a partire da fine anno. L’aspettativa aumenta però le possibilità di ripresa degli investimenti da parte delle imprese.
Quando l’inflazione scenderà, i salari aumenteranno il loro potere di acquisto, portando probabilmente una crescita dei consumi nel 2025. Con il PNRR ci sarà un aumento della spesa pubblica, facendo girare meglio l’economia e aumentando il PIL. Queste sono le previsioni di base, sempre che le guerre in Ucraina e Medio Oriente non degenerino.
Per quanto riguarda lo scenario Ue e italiano, l’industria manifatturiera arriva dal periodo 2021-2023 di pieno utilizzo della capacità produttiva, con forte domanda interna e straniera, scarsità di manodopera, crescita dei profitti, bassi oneri finanziari. Nel 2024 si mantengono i livelli di produzione dell’anno precedente, superiori al 2019 ma inferiori al 2008.
Passando invece all’analisi dei bilanci svolte per l’Osservatorio 2023, su 250 PMI che hanno meno di 50 milioni di fatturato, la sintesi è ottimistica: buona struttura patrimoniale e finanziaria, forte ripresa della produzione che ha segnato +12% di fatturato sul periodo 2021-2022. In conclusione, sono imprese robuste che hanno sopportato la crisi durante la pandemia, e danno quindi adito a buone prospettive per il 2024.



