Realtà italiana attiva da oltre trent’anni nel mondo delle apparecchiature elettroniche per l’automazione industriale e il controllo di processo, Datexel amplia i suoi orizzonti con una sede più grande e nuovi moduli I/O per scoprire nicchie di mercato.
di Claudia Dagrada
Nata nel 1992 dal fiuto di Virgilio Solaro che ha colto i potenziali del settore, Datexel progetta e costruisce apparecchiature elettroniche per l’automazione industriale e il controllo di processo. I clienti tipici sono gli installatori, i system integrator e gli utilizzatori finali a cui viene commissionata l’attività di studio e sviluppo di un sistema di automazione o controllo di processo industriale.
L’offerta comprende: trasmettitori, convertitori di temperatura e segnale (sia analogici che digitali), isolatori galvanici, duplicatori di segnale, moduli I/O, soglie di allarme, alimentatori, isolatori per loop di corrente, misuratori e indicatori digitali. Tutti i processi di lavorazione, dalla progettazione all’assemblaggio fino al collaudo, vengono svolti internamente attraverso i reparti Commerciale, Ricerca e Sviluppo-Progettazione, Produzione. Datexel è anche fornitore di aziende a cui brandizza il prodotto. Si tratta di realtà sia italiane che straniere con cui opera da diversi anni.
Dataxel, l’attenzione verso il cliente per un prodotto “su misura”

Da piccola realtà di provincia a conduzione famigliare, in questi decenni Datexel è riuscita ad affermarsi a livello nazionale e internazionale, con un fatturato che si aggira intorno ai 3 milioni di euro l’anno. A parlarci di questa evoluzione è Lorenzo Stella, General Manager e socio di Datexel: «La mia storia in azienda inizia nel 1995, e nel 2004 ne ho preso in mano le redini. A oggi contiamo 16 persone che operano in una struttura di 500 m2, ma all’inizio del prossimo anno ci trasferiremo nella nuova sede. Abbiamo fatto un investimento importante a fine 2024, acquistando un edificio di 1.500 m2 che stiamo finendo di ristrutturare. Avremo a disposizione il triplo dello spazio, così da poter gestire l’attività in modo ancora più organizzato.»
Datexel si appoggia a una rete di distribuzione sia in Italia che all’estero, con un fatturato distribuito per il 60% in Italia e il 40% in mercati stranieri. La rete commerciale interna invece si interfaccia con i clienti diretti, distributori e i rivenditori. «Il nostro mercato è ancora di nicchia, ed è fondamentale offrire prodotti di qualità, affidabili nel tempo e di precisione: sono installati in impianti industriali in cui il fallimento non è contemplato, un fermo impianto può costare caro. La nostra forza è proprio questa. Inoltre, le soluzioni proposte soddisfano ogni esigenza, perché a differenza di grandi multinazionali abbiamo la capacità di dedicarci con più attenzione al cliente, anche nelle applicazioni in cui il prodotto standard non lo soddisfa pienamente, personalizzandolo il più possibile» sottolinea Lorenzo Stella.
Nuovi moduli per approcciare nuovi mercati
Proprio il fatto di operare in un settore di nicchia ha spinto Datexel ad affrontare una nuova sfida: espandere gli ambiti applicativi. Le apparecchiature che costruisce convertono segnali analogici provenienti dal campo attraverso moduli in segnali, sempre di tipo analogico, tipicamente letti dai PLC e dai sistemi di acquisizione. In parallelo a questa famiglia di prodotti, sviluppa anche moduli I/O remoti che acquisiscono gli stessi segnali, ma trasferendoli su bus di campo. Di prassi Datexel utilizza i protocolli Modbus RTU, Modbus TCP/IP, CANopen e Profinet I/O. Proprio quest’ultimo è un protocollo “nuovo” per l’azienda, una novità introdotta per interfacciarsi con realtà industriali fino a oggi non accessibili. La sfida riguarda i prodotti della serie DAT 11000.
Questa famiglia di moduli I/O, acquisisce segnali di tipo analogico e digitale trasferendoli su protocollo Profinet I/O dove sono operative apparecchiature che supportano tale protocollo; questa serie può essere utilizzata per la gestione dei segnali. Come previsto dal consorzio Profinet, di cui Datexel fa parte, i prodotti sono certificati per garantire l’interoperabilità con i sistemi in commercio.
«Abbiamo deciso di sviluppare questa nuova famiglia di prodotti con l’obiettivo di espandere il nostro mercato nel modo dell’automazione industriale, in particolare con strumentazione Siemens» afferma Lorenzo Stella. «Con le nostre soluzioni andiamo incontro all’installatore che cerca moduli all’interno di una fascia di costo gestibile.»
La famiglia di prodotti si allarga
Datexel ha lanciato la Serie DAT 11000 all’inizio di quest’anno, ed è tutt’ora in espansione. L’azienda ha infatti sviluppato una serie di moduli che al momento sono in fase di test, certificazione e omologazione, ed entro la fine dell’anno la famiglia di prodotti sarà al completo. Per Datexel il mercato è ancora più di nicchia rispetto a quello tradizionale. Si è presentata con la versione dei moduli con ingressi e uscite digitali, e il completamento della gamma includerà ulteriori moduli con ingressi e uscite analogici.
Scendendo ancora più nel dettaglio tecnico, si contano 4/8 ingressi di tipo analogico (segnagli di temperatura, millivolt, milliampere e via dicendo) mentre quelli digitali possono avere relè di uscita che effettuano commutazioni, e di conseguenza possono gestire soglie di allarme, e aprire o chiudere contatti in funzione delle esigenze dell’utilizzatore finale.
Una gamma di moduli che permette di gestire pochi segnali
Altra nuova famiglia di moduli su cui ha investito Datexel è la Serie DAT 2000. Lanciata nei mesi scorsi, è la più fresca di progettazione. È equivalente a due famiglie già esistenti, di moduli I/O remoti che comunicano su linea seriale RS485 comunicante con protocollo Modbus RTU. «Questa gamma nasce dai riscontri che abbiamo avuto direttamente dal campo: alcuni nostri clienti utilizzano moduli interfacciabili con ingressi che in alcune applicazioni risultano sovradimensionati»dice Lorenzo Stella. «Parliamo di applicazioni in cui l’utente medio deve gestire pochi segnali, uno o due in genere, mentre di prassi i nostri moduli hanno una configurazione media di 4/8 segnali. La domanda che quindi si è posto il cliente è la seguente: perché acquistare un modulo con una serie di ingressi che non utilizza, con un costo considerevole non necessario? L’idea è nata da questa esigenza di mercato. Abbiamo così pensato di sviluppare questi nuovi prodotti proprio per soddisfare questo tipo di esigenze.»
La Serie DAT 2000 gestisce gli stessi ingressi delle altre famiglie realizzate da Datexel, quindi segnali di tipo analogico, ma in questo caso gestendo solo uno o due segnali in applicazioni anche in ambito building automation, perché il dispositivo ha un formato meccanico adatto anche per l’installazione in quadri elettrici presenti in ambito civile.







