Quando si parla delle grandi eccellenze industriali italiane, lo sguardo si rivolge spesso al Nord della penisola. Eppure è nelle Marche, a Fano, che opera una realtà di primo piano per l’economia nazionale e internazionale: Profilglass.
Fondata nel 1982 dai fratelli Giancarlo e Stefano Paci, Profilglass è partita da uno stabilimento di appena 7.000 metri quadrati e da una ventina di dipendenti, con un core business concentrato sulla produzione di profili distanziatori per vetri isolanti, il cosiddetto vetrocamera. La proprietà ha però compreso presto che la crescita passava dalla diversificazione. Negli anni Duemila l’azienda ha così compiuto il salto decisivo, entrando nel settore dei laminati.
Oggi il polo industriale di Fano si estende su di una superficie di oltre 485.000 metri quadrati e rifornisce settori strategici come l’edilizia, la meccanica, l’elettronica, l’automotive, il cookware e gli elettrodomestici. Profilglass è oggi un leader europeo nelle lavorazioni dell’alluminio, il metallo che più di ogni altro esprime la logica dell’economia circolare. La crescita è sostenuta da un piano di investimenti di ampia portata. Nel solo quinquennio 2021-2026 l’azienda ha avviato la quarta fonderia, capace di produrre placche fino a 28 tonnellate; il quinto laminatoio a freddo, in grado di processare bobine da 2.300 mm; una linea di taglio lamiere fino a 2.800 mm di larghezza, 16 mm di spessore e 16 metri di lunghezza; e il secondo laminatoio a caldo, dimensionato per coil fino a 2.800 mm di larghezza.
Proprio questo secondo nuovo laminatoio a caldo, fiore all’occhiello dell’azienda, tra i più grandi installati in Europa, aprirà a Profilglass l’ampliamento della gamma e l’ingresso in nuovi settori, come il navale e i trasporti pesanti. Un impianto di ultima generazione realizzato da Mino, dal peso di 6.000 tonnellate con una potenza installata di 40.000 kwh, capace di produrre 350.000 tons all’anno di laminato di alluminio con larghezze fino a 2.800 mm e 16 mm di spessore in uscita. I numeri confermano la solidità del gruppo: un fatturato di circa un miliardo di euro, una produzione annua che supera le 280.000 tonnellate di alluminio, quattro linee di prodotto, otto certificazioni di qualità e circa mille dipendenti. A questi dati si aggiunge l’indotto generato sul territorio.
L’azienda continua ad attrarre competenze — circa il 30% della forza lavoro proviene da altre regioni — e a investire con decisione in formazione e sicurezza. Come sottolinea il presidente Giancarlo Paci: “Profilglass ha un focus importante sul capitale umano, risorsa preziosa per l’azienda, con l’implementazione di percorsi formativi trasversali sulle varie funzioni aziendali e oltre 50.000 ore di formazione erogate a tutti i nostri collaboratori”. L’offerta di Profilglass si articola nelle diverse linee che ne caratterizzano l’attività: Laminati. Prodotto di punta dell’azienda, comprendono lamiere, bandelle, nastri, nastrini, dischi e triangoli con una capacità di stoccaggio fino a 30.000 tonnellate di sbozzati. Eurotubi. Leader nella produzione di tubi in alluminio elettrosaldato in diverse leghe e dimensioni, dispone di un ampio parco di macchine di profilatura capaci di realizzare tubi da 6 a 70 mm di diametro, con grande flessibilità e standard qualitativi elevati. Profili. I profili distanziatori e decorativi per vetrocamera rappresentano i prodotti storici: quelli da cui l’azienda è nata e che oggi la collocano tra i leader mondiali del settore, con esportazioni in 85 Paesi. LamiAl. Nasce dall’esperienza e dalla ricerca e sviluppo per rispondere con prodotti specifici alle esigenze del settore automotive.
Dal rottame d’alluminio al prodotto finito
L’elemento che davvero distingue Profilglass nel suo settore è la verticalizzazione del processo produttivo. L’azienda non si limita a lavorare l’alluminio, ma gestisce l’intero ciclo del materiale in un’ottica di economia circolare. Su questo fronte l’azienda ha investito in misura consistente, creando una divisione interna dedicata al recupero e al riciclo. La divisione si occupa del ritiro di rottami di alluminio e lattine usate, che vengono poi conferiti alla fonderia interna: qui i materiali di recupero sono selezionati, fusi in forni ad alta tecnologia e trasformati in nuove placche. Il cuore della sostenibilità e della competitività di Profilglass risiede proprio nella sua grande fonderia. È qui che prende forma il riciclo dell’alluminio: un processo industriale ad alta tecnologia che trasforma scarti e rottami metallici in semilavorati di qualità pari a quella del metallo vergine. Si tratta di un ciclo integrato, sostenuto da un risparmio energetico rilevante. La lavorazione dell’alluminio da riciclo — il cosiddetto alluminio secondario — nello stabilimento di Fano segue una sequenza rigorosa, indispensabile perché le impurità non compromettano le proprietà chimiche e meccaniche finali del materiale.
Come illustra il responsabile del Processo di Riciclo, il percorso si articola in sei fasi:
1. Approvvigionamento e selezione. I rottami metallici arrivano in azienda da due fonti principali: scarti industriali (ritagli di lavorazione di altre fabbriche) e scarti post-consumo (lattine per bevande, vecchi infissi, lastre).
2. Trattamento e pulizia. I rottami vengono frantumati in piccoli pezzi (cippatura) per renderli omogenei.
3. Separazione magnetica e a correnti parassite. Il materiale frantumato attraversa potenti separatori: i magneti catturano eventuali residui di ferro o acciaio, mentre i sistemi a correnti parassite (Eddy Current) separano l’alluminio dagli altri metalli non ferrosi — come rame e zinco — e dalle parti inerti (vetro, plastica).
4. De-verniciatura (decoating). I rottami verniciati passano attraverso un tamburo di decoating, un sistema a pirolisi che brucia vernici, lacche, plastiche, oli e umidità residua senza fondere il metallo, evitando che queste sostanze contaminino la colata successiva.
5. Fusione in forni rigenerativi. L’alluminio pulito entra nei grandi forni fusori ad alta efficienza, dove viene sciolto a una temperatura di circa 750 °C. In questa fase Profilglass utilizza forni a camera sommersa e sistemi a ossicombustione, che riducono al minimo l’ossidazione del metallo e massimizzano la resa del rottame.
6. Affinamento e colata. Il metallo liquido viene purificato tramite l’insufflazione di gas inerti (azoto o argon) per eliminare l’idrogeno e le micro-inclusioni. Standardizzata la chimica della lega, l’alluminio viene colato e solidificato in grandi placche, pronte per la successiva laminazione a caldo e poi a freddo.
Leghe Green a bassa impronta di carbonio certificata
Il ciclo così descritto garantisce un bilancio energetico nettamente favorevole rispetto alla produzione di metallo primario, con un risparmio che si traduce in cifre significative: rifondere l’alluminio richiede il 95% di energia in meno rispetto alla produzione da materia prima vergine. Analogo il discorso sulle emissioni di CO2: produrre un chilogrammo di alluminio primario genera in media tra i 12 e i 18 kg di CO2, a seconda del mix energetico del Paese d’origine, mentre il processo da riciclo riduce l’impronta a meno di 0,5 kg di CO2 per chilo di alluminio. Va poi sottolineata l’efficienza dei forni di Profilglass: l’azienda ha adottato bruciatori rigenerativi che recuperano il calore residuo dei fumi di combustione per preriscaldare l’aria immessa nei forni, un accorgimento che riduce di un ulteriore 30-35% il consumo di gas metano rispetto ai forni tradizionali. Grazie a questo circuito chiuso, Profilglass immette sul mercato prodotti con un’impronta carbonica particolarmente bassa, rispondendo alla domanda di sostenibilità di settori chiave come l’automotive e l’edilizia e attenuando al tempo stesso l’impatto dei costi energetici sulla produzione. Case automobilistiche e grandi studi di architettura chiedono oggi fornitori in grado di garantire metallo a basse emissioni. Profilglass ha risposto a questa esigenza strutturando e certificando le sue leghe green: • Green Cookware (100% riciclata), destinata al settore casalingo e alla cartellonistica, prodotta con un elevato recupero di scarti post-consumo, come le lattine; • Green Automotive (riciclata al 70%), progettata per garantire standard meccanici elevati sui veicoli leggeri, riducendo al tempo stesso l’impronta ecologica dell’auto.
Focus sulla sostenibilità e l’ambiente
In un mercato europeo segnato dalla volatilità dei costi dell’energia elettrica e del gas, il riciclo non è soltanto una scelta ecologica: è una leva competitiva decisiva sul piano economico. Se da un lato il riciclo protegge l’azienda, dall’altro le normative UE impongono una progressiva e severa riduzione delle emissioni dei siti produttivi, regolati dal sistema ETS europeo. Alimentare i forni fusori richiede temperature elevatissime e un forte consumo di combustibili: per questo Profilglass ha avviato per tempo un piano di investimenti multimilionario, che riguarda in particolare:
• la produzione di energia solare, con l’installazione sul tetto dello stabilimento di Fano di uno dei più grandi parchi fotovoltaici aziendali d’Italia: 53.000 pannelli per una potenza di 16,2 MWp, capaci di coprire una quota importante dei consumi elettrici interni;
• i forni rigenerativi e l’ossicombustione, con la sostituzione dei vecchi sistemi termici con impianti di nuova generazione che recuperano il calore dei fumi di scarico, riducendo il consumo di gas metano ed eliminando oltre 9.000 tonnellate di CO2.
In sintesi, la transizione ecologica europea agisce da acceleratore per Profilglass. Chi non ha investito rischia di restare penalizzato dai costi della CO2; chi, come l’azienda marchigiana, ha anticipato i tempi puntando sulla fonderia da riciclo, si trova oggi in posizione di vantaggio sul mercato. Vale infine la pena chiudere il ritratto di Profilglass sottolineando il legame tra la famiglia Paci e la comunità di Fano, che il Bilancio di Sostenibilità dell’azienda definisce “responsabilità verso la comunità di riferimento”. Nonostante la dimensione ormai multinazionale, l’azienda ha mantenuto testa e cuore a Fano. Nel solco delle migliori tradizioni del capitalismo familiare marchigiano, questo legame con il territorio si traduce in investimenti costanti nel welfare aziendale, nella sicurezza sul lavoro e nel sostegno a iniziative culturali, sportive e sociali. Cultura del lavoro, pragmatismo marchigiano e una costante spinta verso l’innovazione sono i valori su cui poggia la Profilglass guidata da Giancarlo e Silvia Paci. Profilglass rappresenta la migliore espressione del Made in Italy industriale: solida, innovativa e capace di competere con i grandi player globali senza rinunciare a una forte identità territoriale. In un’epoca in cui la transizione ecologica e la leggerezza dei materiali sono tra i principali driver dell’economia mondiale, la “città dell’alluminio” di Fano si conferma un asset strategico per il futuro industriale del Paese.






