Dopo il successo della prima edizione, torna SPS Italia Up Challenge, competition promossa dalla fiera SPS Italia tra Start-up e PMI che hanno sviluppato idee creative, realizzabili in ambito tecnologico. Ecco tre delle finaliste di questa iniziativa, CDC Studio, Neurality e SunCubes, per conoscere più da vicino i progetti presentati.
L’iniziativa SPS Italia Up Challenge, riproposta anche nell’edizione 2025 di SPS Italia (13-15 maggio, Parma), offre alle aziende emergenti l’opportunità di mostrare i propri progetti e incontrare nuovi clienti e possibili partner. Un Premio all’innovazione che fa la differenza e premia le tre finaliste con una partecipazione gratuita alla fiera con uno stand attrezzato nell’area Start-up della manifestazione, dove potranno vivere a pieno titolo l’esperienza fieristica. Il vincitore, scelto da una giuria composta da membri del Comitato Scientifico di SPS Italia, sarà annunciato in occasione di un evento dedicato il primo giorno di fiera alle 14:30 nell’Arena Tech (Pad. 7).
InMotion ha intervistato tre dei finalisti di questa iniziativa, Cristina Di Carlo, CEO & Founder di CDC Studio, che ha presentato una soluzione inedita per il settore del riciclo tessile; Alessia Pasotto, Account Manager di Neurality che ha illustrato un progetto incentrato sull’automazione delle ispezioni visive per il controllo qualità e infine Davide Russo, Chief Innovation Officer di SunCubes, che ha proposto alla giuria un servizio di alimentazione e ricarica wireless per dispositivi elettronici quali sensori, droni e robot industriali, attraverso l’uso di un laser di potenza.
InMotion: Nello sviluppo della vostra soluzione quali sono le principali difficoltà che avete incontrato? E qual è stato secondo voi l’elemento che vi ha permesso di superarle e riuscire a proporre la vostra soluzione?
Cristina Di Carlo, CEO & Founder, CDC Studio: La sfida più grande è stata finanziare la ricerca di Miktòs – la tecnologia che converte scarti tessili misti in un polimero sostitutivo della plastica – senza capitali iniziali. Molti centri di ricerca ritenevano che riciclare fibre tessili eterogenee senza separarle fosse un obiettivo irraggiungibile o poco efficiente. Ma fondendo scienza, creatività e determinazione, abbiamo portato avanti una ricerca continua, collaborato con esperti di discipline diverse e coinvolto partner strategici per testare ogni passaggio. Così abbiamo dimostrato che la nostra idea di circolarità non solo era possibile, ma anche concretamente realizzabile. L’elemento decisivo, poi, è stato ottenere investimenti che ci hanno permesso di potenziare rapidamente il team e di industrializzare la tecnologia, dimostrando sul campo l’efficacia di Miktòs. Questa sinergia tra ricerca, perseveranza e fiducia nelle nostre intuizioni ha reso possibile proporre una soluzione inedita per il settore del riciclo tessile.

Alessia Pasotto, Account Manager, Neurality: All’inizio, come piccola realtà, le sfide più grandi che abbiamo affrontato sono state legate alla scalabilità della nostra tecnologia e alla fiducia che grandi corporate potessero riporre in noi. L’automazione delle ispezioni visive per il controllo qualità richiede affidabilità e precisione e inizialmente abbiamo dovuto affrontare scetticismo, soprattutto da parte di aziende consolidate. La difficoltà maggiore è stata quella di dimostrare che una piccola azienda come la nostra fosse in grado di affrontare le esigenze complesse di queste realtà, offrendo una soluzione all’altezza dei loro standard. Tuttavia, grazie al nostro impegno nella ricerca e sviluppo e alla continua innovazione, siamo riusciti a superare questi ostacoli. Oggi possiamo vantare un portafoglio clienti che include nomi importanti di diversi settori e siamo felici di vedere che sempre più aziende credono nel nostro approccio e nelle potenzialità della nostra tecnologia. Questo ci ha permesso di consolidare la nostra posizione sul mercato e di continuare a crescere, portando soluzioni su misura per le specifiche necessità di ogni cliente.
Davide Russo, Chief Innovation Officer, SunCubes: Essendo SunCubes una startup deeptech che progetta, sviluppa e produce hardware, abbiamo dovuto confrontarci con la realtà concreta della prototipazione: le cose si rompono, spesso, e soprattutto quando si è alle prime armi. L’integrazione optoelettromeccanica è estremamente delicata e richiede competenze multidisciplinari, attenzione al dettaglio e l’uso di strumenti adeguati – cose che inizialmente non avevamo. Pulizia delle ottiche, saldatura delle schede, prevenzione di contaminazioni o scariche elettrostatiche sono aspetti critici dei nostri componenti. Abbiamo imparato osservando direttamente le pratiche di integrazione adottate in grandi aziende del settore, tentando di riprodurle con le nostre risorse ridotte in laboratorio. È stato lo spirito di adattamento, unito a flessibilità, resilienza e tanta determinazione, a permetterci di superare questi ostacoli e proporre una soluzione solida. Il vero segreto? Saper fare innovazione con ciò che si ha, anche quando è poco.
InMotion: In che modo la community dei partecipanti a SPS può collaborare con il vostro progetto? A livello tecnologico quali collaborazioni cercate?
Cristina Di Carlo: La community di SPS, composta da aziende che guardano all’innovazione e all’automazione industriale, rappresenta un’opportunità unica per promuovere Miktòs come nuovo materiale sostenibile. Cerchiamo partner interessati a integrare il nostro granulo, derivato al 100% da scarti tessili, nei propri processi produttivi. Lavorando fianco a fianco con costruttori di macchinari e integratori di sistemi, possiamo adattare Miktòs alle diverse linee di produzione, validare prestazioni tecniche e migliorare i cicli di lavorazione. Insieme vogliamo dare vita a progetti pilota, sfruttare tecnologie avanzate e condividere competenze, con l’obiettivo di portare la circolarità direttamente nel cuore della filiera manifatturiera, offrendo soluzioni concrete e tangibili alle imprese in cerca di materiali più ecologici.
Alessia Pasotto: La community di SPS rappresenta un’opportunità unica per entrare in contatto con attori del settore che condividono la visione di Neurality di un’industria sempre più automatizzata e intelligente. Siamo principalmente alla ricerca di clienti OEM e utilizzatori finali che abbiano la necessità di automatizzare le ispezioni visive per il controllo qualità, un ambito in cui possiamo davvero fare la differenza. La nostra tecnologia è pensata per integrarsi facilmente nei processi produttivi e migliorare l’efficienza e la precisione, quindi siamo molto interessati a collaborare con aziende che vogliono innovare e ottimizzare il loro controllo qualità. Inoltre, siamo sempre aperti a discutere con potenziali investitori che credano nel nostro progetto e vogliano aiutarci a scalare ulteriormente, così come con partner commerciali e tecnologici. La possibilità di esplorare nuove sinergie con altre realtà del settore ci permette di crescere più velocemente e di arricchire la nostra offerta con tecnologie complementari che possano estendere le capacità della nostra soluzione.

Davide Russo: La community di SPS può essere un punto di contatto prezioso per SunCubes, soprattutto per creare sinergie con aziende che operano nel campo dell’automazione industriale, sensoristica, optoelettronica e comunicazioni. Il nostro sistema fornisce un servizio di alimentazione e ricarica wireless per dispositivi elettronici quali sensori, droni e robot industriali, attraverso l’uso di un laser di potenza. Cerchiamo partner con competenze in elettronica, attuatori di precisione, sistemi di controllo e sicurezza, ma anche realtà interessate a co-sviluppare use case industriali concreti. Siamo alla ricerca di aziende con cui testare la nostra tecnologia in ambienti complessi: fabbriche, impianti, infrastrutture critiche. Chi lavora su robotica autonoma, manutenzione predittiva o reti di sensori può trovare in SunCubes un alleato tecnologico per aumentare l’autonomia dei propri sistemi. Per noi, SPS è una piattaforma dove trasformare idee e connessioni in prototipi e progetti reali.
InMotion: Quale valore ha per voi essere selezionati tra i finalisti di SPS Italia UP Challange 2025?
Cristina Di Carlo: Essere tra i finalisti di SPS Italia Up Challenge 2025 non è solo un riconoscimento prestigioso, ma una vera e propria accelerazione del nostro percorso di innovazione. È la prova tangibile che Miktòs, nato per rivoluzionare il modo in cui ricicliamo gli scarti tessili e produciamo manufatti, ha il potenziale di catturare l’interesse di un’organizzazione di primo piano e di un pubblico industriale ampio e qualificato. È, inoltre, una vetrina privilegiata per consolidare relazioni, avviare nuove partnership e aprirci a scambi con esperti di vari settori, da cui possiamo imparare e a cui possiamo mostrare la nostra visione. In un contesto in cui sono presenti aziende già consolidate, per CDC Studio la partecipazione a SPS Italia è l’occasione perfetta per portare creatività, tenacia e spirito innovativo, dimostrando come una start-up possa dare un contributo concreto all’evoluzione dell’industria e dei processi produttivi.
Alessia Pasotto: La selezione ha un valore speciale per noi, soprattutto perché è il secondo anno che riceviamo questo riconoscimento. Siamo davvero orgogliosi di vedere che, in due edizioni consecutive, Neurality è stata considerata il fiore all’occhiello di SPS, una fiera di grande importanza nel panorama dell’automazione industriale. Questo riconoscimento non solo conferma la qualità della nostra soluzione e il nostro impegno nell’innovazione, ma ci dà anche una visibilità maggiore in un contesto altamente competitivo. È un incentivo a continuare a migliorare, a spingerci oltre i limiti e a consolidare la nostra presenza nel mercato, aiutando le aziende a migliorare i loro processi di controllo qualità grazie alla nostra tecnologia.
Davide Russo: Essere selezionati tra i finalisti è per noi un riconoscimento importante: conferma che anche una giovane realtà deeptech come SunCubes può portare innovazione concreta nel mondo dell’industria. Operando in un ambito complesso come quello della trasmissione wireless di energia, spesso percepito come futuristico o lontano, questo risultato ci dà credibilità e visibilità presso una community altamente qualificata, capace di trasformare idee visionarie in progetti applicabili. È anche un’opportunità unica per confrontarci con realtà affermate, validare le nostre soluzioni in contesti industriali reali e aprire collaborazioni strategiche. Per una startup come la nostra, ogni connessione può fare la differenza: per crescere, migliorare il prodotto e accelerare l’ingresso sul mercato. Speriamo di poter offrire un assaggio di ciò che facciamo ogni giorno nei nostri laboratori e condividendo la passione che ci guida nello sviluppo di questa nuova tecnologia.




