Mercati

Dopo un anno in calo è attesa la ripresa

FEDERMACCHINE conferma il calo di tutti i principali indicatori economici nel 2024. Nel 2025 è attesa una ripresa, trainata dai segnali positivi che riguardano il mercato domestico; tuttavia l’industria italiana del bene strumentale difficilmente potrà recuperare il terreno perduto nell’anno appena concluso. Il Presidente, Bruno Bettelli, sottolinea la necessità che la federazione lavori per supportare l’attività di internazionalizzazione e auspica che il Piano Transizione 5.0 possa restituire un po’ di brio alla domanda domestica.

a cura della redazione (fonte FEDERMACCHINE)

Nel 2024, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali ha registrato un calo generalizzato di tutti i suoi principali indicatori economici, segno della profonda difficoltà che il comparto ha attraversato in questi 12 mesi. Il 2025 dovrebbe essere di differente tenore, ma i risultati saranno decisamente inferiori a quelli registrati nel 2023. Questo è, in sostanza, quanto emerge dalle rilevazioni del Gruppo Statistiche FEDERMACCHINE, la federazione che raggruppa le imprese costruttrici di beni strumentali. Sebbene mentre scriviamo non siano ancora disponibili i dati ufficiali, il consuntivo 2024 dovrebbe far registrare un calo del 7,8% rispetto al 2023, attestandosi poco sopra i 52.000 milioni di euro, sulla base dei riscontri forniti dalle imprese sia sul mercato estero che interno. Anche l’export dovrebbe subire un calo del 3,9 % attestandosi poco al di sopra dei 36.000 milioni di euro.

I principali mercati di sbocco del Made in Italy del comparto dei beni strumentali, nel periodo gennaio-settembre 2024 (ultimo dato ad oggi disponibile), sono risultati: Stati Uniti (+3,8%); Germania (-4,1%), Francia (- 1,3%), Cina (-4,7%), Spagna (+2,1%). Le consegne sul mercato interno sono stimate in calo del 15,5% rispetto al 2023, penalizzate dalla drastica riduzione del consumo domestico di macchinari.

Crescita attesa per il 2025, grazie alla ripresa del consumo domestico

Ma arriviamo ora alle note positive. Secondo le previsioni, infatti, nel 2025 il fatturato riprenderà a crescere, con un incremento del 2% rispetto al dato del 2024. L’export dovrebbe risultare sostanzialmente stazionario. Le consegne dei costruttori italiani registreranno una crescita del 5%, trainate dalla ripresa del consumo domestico che dovrebbe avere un incremento del 4,3%.

Bruno Bettelli, presidente FEDERMACCHINE, ha così commentato: “dopo gli anni di grande espansione, l’industria italiana costruttrice di beni strumentali si è trovata ultimamente a fare i conti con una condizione di contesto profondamente differente. L’instabilità geopolitica, da un lato, e la debolezza della domanda interna, dall’altro, hanno inciso profondamente sui nostri risultati. La condizione generalizzata di complessità è proprio l’elemento che più ci allarma rispetto al prossimo futuro. Infatti, le imprese italiane del machinery devono affrontare le difficoltà oltreconfine che riguardano paesi vicini e lontani e che, in parte, risentono dei conflitti aperti nelle zone calde del mondo; ma sono costrette anche a ragionare su come rispondere alle criticità del mercato italiano che si dimostra decisamente asfittico”.

Le difficoltà legate all’export

“Con riferimento all’estero – continua Bettelli – il nostro comparto, che destina oltre la metà del proprio fatturato ai mercati stranieri, non può che essere preoccupato dalla situazione della Germania. Questo paese, infatti, che da sempre traina l’economia dell’area europea, soffre oggi pesantemente dalla crisi dell’auto. Le stesse considerazioni valgono per la Francia e la Polonia… e anche per i mercati extra-europei: dopo la Russia, la Cina ha notevolmente ridotto l’attività con i player dell’area euro”. In questo contesto il Presidente sottolinea la necessità che la federazione lavori per supportare l’attività di internazionalizzazione, al di là delle iniziative delle singole associazioni su mercati di specifico interesse. Risponde a questo obiettivo la seconda edizione dei INGENIUM, lo studio realizzato da FEDERMACCHINE in collaborazione con Confindustria – che verrà presentato a inizio anno – volto ad analizzare le potenzialità di questo comparto sul mercato internazionale e a misurare l’avanzamento della nostra industria rispetto ai risultati presentati nell’edizione numero 1 effettuata nel 2023.

Concludiamo con i commenti del presidente sulla situazione italiana. “L’auspicio – ha concluso Bettelli – è che il perfezionamento del Piano Transizione 5.0 possa effettivamente restituire un po’ di brio alla domanda domestica. L’industria manifatturiera italiana ha necessità di innovare e l’innovazione passa, anzitutto, attraverso gli investimenti in nuovi macchinari di produzione. Per questo è fondamentale pensare già al dopo Transizione 4.0-5.0 che di fatto si concludono con la fine del 2025”.

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