Non solo taglio e piegatura: Gualini Lamiere rivoluziona il flusso documentale con una collaborazione con la start-up M-AI. Dalla lettura della grafia manuale al matching automatico con l’ERP, ecco come l’inserimento ordini diventa automatico, liberando il capitale umano per attività ad alto valore aggiunto.
Il panorama della lavorazione della lamiera in Italia è costellato di eccellenze tecnologiche, realtà dove l’automazione spinta ha trasformato le officine in ambienti all’avanguardia. Laser in fibra ad alta potenza, robot di piegatura antropomorfi e magazzini automatici interconnessi rappresentano ormai lo standard per chi vuole competere a livello europeo. Tuttavia, esiste un paradosso latente che affligge anche le aziende più evolute: mentre nello stabilimento produttivo si limano i centesimi di secondo sui tempi ciclo, negli uffici tecnici e amministrativi il tempo sembra scorrere con dinamiche ancora legate al passato. La gestione del flusso informativo in ingresso, spesso destrutturata e caotica, rimane un processo manuale, lento e soggetto all’errore umano, creando un disallineamento evidente tra la velocità del ferro e la lentezza della carta.
È proprio per sanare questa frattura che Gualini Lamiere, storica realtà del settore con sede a Bolgare, in provincia di Bergamo, ha deciso di intraprendere un percorso di innovazione fondamentale. L’azienda non si è limitata ad aggiornare il parco macchine, ma ha scelto di affrontare il collo di bottiglia burocratico sviluppando internamente una soluzione software basata sull’Intelligenza Artificiale. L’obiettivo è ambizioso quanto concreto: automatizzare l’inserimento degli ordini nel gestionale (ERP) partendo da input eterogenei come e-mail, PDF o anche documenti manoscritti, liberando così risorse preziose da reimpiegare in attività a maggior valore aggiunto.
Per comprendere la genesi di questo progetto, è necessario inquadrare il contesto industriale in cui opera l’azienda. Gualini Lamiere nasce nel 1956 e oggi rappresenta un punto di riferimento nel settore, contando circa 80 dipendenti organizzati come una vera e propria piattaforma di centro servizi per la lamiera, che costituisce il core business dell’attività. La struttura produttiva è imponente e diversificata: “disponiamo di tre impianti di taglio, con un quarto laser già pianificato per il prossimo anno, e di sei impianti di piegatura, oltre a reparti interni di fresatura, saldatura robotizzata, verniciatura e sabbiatura. A questo si aggiunge una forte integrazione logistica” spiega Marco Travella, COO dell’azienda e responsabile dell’innovazione.
Questa configurazione permette all’azienda di proporsi come un One-Stop-Shop, un partner unico capace di gestire l’intera commessa, anche in situazioni di fuori standard, grazie alla piegatrice da ben 16 metri e 2.800 tonnellate di potenza di cui dispone. Il vantaggio competitivo di tale approccio è totale, come sottolinea lo stesso Travella: “il pezzo entra come lamiera ed esce finito, senza dover essere spostato da un’azienda all’altra. Questo significa meno tempi morti, meno rischi, maggiore qualità e pieno controllo del processo”. Su queste solide basi industriali, Gualini ha sviluppato linee di produzione dedicate a settori ad alta criticità, realizzando componenti militari, pali per il trasporto persone e serbatoi complessi.
Innovare è un imperativo

Tuttavia, in un mercato globale sempre più aggressivo, la sola capacità produttiva non basta. L’innovazione tecnologica diventa il discrimine tra la sopravvivenza e la crescita. “Un centro servizi ha senso solo se mette a disposizione dei clienti le migliori tecnologie per la lavorazione della lamiera. Questo è il nostro vero driver competitivo. Per noi l’innovazione non è un concetto astratto: è una condizione di esistenza” afferma Travella. Una filosofia supportata dai numeri: negli ultimi sei anni, l’azienda ha investito oltre 10 milioni di euro in nuovi macchinari, con un’accelerazione di 2 milioni investiti solo nell’ultimo biennio e ulteriori 1,5 milioni già pianificati per il prossimo anno in sistemi di taglio e upgrade delle tecnologie di piegatura.
Parallelamente all’hardware, anche il software ha subito una profonda trasformazione: la digitalizzazione in Gualini include ERP evoluti, sistemi MES (Manufacturing Execution System) per il controllo di fabbrica, l’utilizzo diffuso di modelli 3D e un portale clienti stile Amazon per il tracciamento in tempo reale delle commesse.
“Per il cliente questo si traduce in qualcosa di molto semplice: tempi più certi, qualità più stabile e massima trasparenza” sintetizza il COO. Nonostante questo livello di eccellenza, l’analisi dei flussi aziendali ha fatto emergere una criticità. Nel manifatturiero della lamiera, la produzione high-tech contrastava spesso con procedure d’ufficio lente e laboriose. Gli ordini dei clienti arrivano nei formati più disparati: e-mail con testo libero, allegati PDF scansionati a bassa risoluzione, file Excel con formattazioni variabili o, caso non raro nel settore delle costruzioni, bolle e note scritte a mano. “Siamo partiti da una considerazione molto semplice: vogliamo ridurre il tempo che intercorre tra l’ordine e la consegna del prodotto finito. Molti dei nostri clienti ci scelgono perché la puntualità è un elemento chiave del valore che cercano in un fornitore” racconta Travella.
Superare il freno dell’inserimento ordini manuale
Analizzando il Value Stream Mapping, ovvero la mappatura del flusso del valore, il management ha individuato nel data entry manuale un freno inaccettabile. “Analizzando i nostri processi ci siamo resi conto che uno dei colli di bottiglia era l’inserimento degli ordini a sistema. Ogni cliente utilizza un formato diverso e, nonostante due persone dedicate, capitava che un ordine venisse inserito con 1, 2 o anche 3 giorni di ritardo” ammette Travella con trasparenza. “Per un centro servizi, che vive di consegne rapide, questo non è accettabile: il nostro obiettivo è portare le consegne sotto la settimana, e non possiamo perdere giorni solo per caricare un ordine”.

trasporto persone e serbatoi complessi.
Oltre al ritardo temporale, questa modalità operativa generava rischi concreti sulla qualità e sulla puntualità, oltre a creare una pericolosa dipendenza dall’esperienza del singolo operatore nel decifrare le richieste dei clienti storici. La risposta a questa sfida non poteva arrivare da un software “a scaffale”, troppo rigido per le mille variabili della carpenteria metallica. Gualini Lamiere ha quindi scelto la via della co-progettazione, collaborando con la società specializzata M-AI per creare un software su misura. “Da qui nasce il progetto sviluppato insieme a M-AI, con l’obiettivo di automatizzare l’inserimento degli ordini. L’intelligenza artificiale legge i documenti del cliente, indipendentemente dal formato, ed estrae in modo strutturato tutte le informazioni necessarie per il sistema” spiega Travella descrivendo il cuore tecnologico della soluzione.
Il funzionamento del software è un esempio perfetto di applicazione pragmatica dell’Intelligenza Artificiale. L’utente inserisce nello strumento il documento di ordine e da qui l’algoritmo entra in azione: applica un motore OCR (Optical Character Recognition) evoluto, capace di interpretare non solo i caratteri digitali ma anche la grafia manuale, di stinguendo numeri e annotazioni scritte a penna su bolle o disegni. Dopodiché il software esegue un matching intelligente interrogando il database del gestionale aziendale e l’AI compila autonomamente i campi cliente, codice articolo, quantità e date di consegna, preparando l’ordine per la produzione. “Il risultato è duplice: riduciamo drasticamente i tempi e rendiamo il processo indipendente dalle singole persone. Non serve più un’esperienza decennale per inserire correttamente un ordine: il know-how diventa patrimonio dell’azienda” sottolinea Travella. Il software agisce come un ponte intelligente tra il caos dei dati esterni non strutturati e l’ordine rigoroso richiesto dall’ERP interno.
Tuttavia, Gualini Lamiere ha ben chiaro che la tecnologia deve potenziare l’uomo, non sostituirlo. Il processo prevede infatti una fase cruciale di validazione umana: il sistema presenta all’operatore una preview dell’ordine precompilato, dove i dati certi sono evidenziati in verde e i dubbi o le eccezioni sono segnalati per un controllo rapido. L’operatore non deve più digitare centinaia di righe, ma deve solo verificare e confermare con un click. Gli impatti operativi di questa rivoluzione sono stati immediati e tangibili. I tempi di inserimento sono stati drasticamente ridotti, gli errori di trascrizione filtrati a monte e il flusso verso l’officina accelerato, permettendo di rispettare l’obiettivo di consegne sotto la settimana. Ma c’è un aspetto ancora più rilevante, che tocca i temi dell’Industry 5.0: la valorizzazione del capitale umano. Le risorse liberate dalla gravosa attività di data entry non sono state tagliate, ma reindirizzate verso attività a maggior valore aggiunto come la pianificazione fine della produzione, il nesting ottimizzato e un customer service proattivo. Questo ha permesso di allineare l’efficienza dell’ufficio a quella dell’officina, migliorando il clima lavorativo e fornendo al management dati più tempestivi per le decisioni strategiche. “Per il cliente questo significa maggiore velocità, precisione e affidabilità” nota Travella.

taglio, con un quarto laser già pianificato.
La trasformazione digitale al servizio dei clienti
Guardando al futuro, Gualini Lamiere non intende fermarsi a questo primo successo. La visione è quella di un’azienda in cui l’AI permea trasversalmente i processi. “Vediamo diverse aree dove l’intelligenza artificiale può aiutarci a migliorare. Molti processi aziendali oggi sono ancora manuali e quindi lenti: dalla logistica, al controllo di DDT e fatture, alle riconciliazioni bancarie, fino alla pianificazione della produzione” conferma il manager, delineando i prossimi orizzonti di sviluppo. Tuttavia, l’entusiasmo per la tecnologia è temperato dalla tipica concretezza industriale lombarda, che rifugge dalle mode passeggere. “Per noi l’AI non è un fine ma uno strumento. Può aiutare le aziende a diventare più veloci, più precise e più resilienti, ma solo se genera un valore percepito dal cliente. Non investiamo in progetti di intelligenza artificiale per poter dire che facciamo AI” precisa Travella con lucidità.
L’approccio adottato è graduale e orientato ai risultati misurabili. “Per questo abbiamo scelto un approccio molto pragmatico: siamo partiti da un primo progetto pilota su 12 dei nostri clienti chiave e i risultati sono interessanti. La nostra priorità oggi è renderlo davvero efficace e completo per l’intera base clienti. Dopo aver consolidato questo primo caso, valuteremo l’estensione dell’AI ad altri processi”. In conclusione, l’esperienza di Gualini Lamiere dimostra come la trasformazione digitale non sia appannaggio esclusivo delle grandi multinazionali software, ma possa diventare un fattore abilitante formidabile anche per le PMI manifatturiere che sanno guardare oltre il proprio cancello. L’integrazione tra ferro e algoritmi sta disegnando un nuovo modello di Centro Servizi, più reattivo e flessibile. La sintesi perfetta di questa filosofia è nelle parole finali di Marco Travella: “investiamo in tecnologia per rendere la vita più semplice ai nostri clienti”.
di Elena Ferralti




