Nel panorama della fotonica mondiale, poche figure hanno saputo coniugare in modo così naturale rigore scientifico, visione strategica e capacità di incidere sul tessuto industriale come Orazio Svelto. La sua scomparsa, avvenuta il 10 gennaio 2026, lascia un vuoto profondo non solo nella comunità scientifica, ma anche in quella più ampia dell’innovazione tecnologica, in Italia e nel mondo.
Orazio Svelto è stato uno dei protagonisti assoluti dello sviluppo della fisica dei laser. Le sue ricerche fondamentali e applicative hanno contribuito in modo determinante alla comprensione e alla realizzazione di laser a stato solido e laser a semiconduttore, ponendo basi teoriche e sperimentali che ancora oggi sostengono gran parte delle tecnologie fotoniche moderne.
Il suo approccio alla ricerca era caratterizzato da una rara capacità di sintesi: la profondità della teoria si accompagnava sempre a una chiara attenzione alle implicazioni pratiche e tecnologiche. Questa visione è riflessa in modo emblematico nel suo volume Principles of Lasers, divenuto negli anni un testo di riferimento imprescindibile per studenti e ricercatori di tutto il mondo. Non un semplice manuale, ma un’opera capace di trasmettere un modo di pensare la scienza dei laser, fondato su chiarezza concettuale e solidità fisica.
L’accademico e il costruttore di comunità
Accanto allo scienziato, Svelto è stato un grande accademico e, soprattutto, un costruttore di istituzioni. Al Politecnico di Milano e nell’ambito del CNR, in particolare con l’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie (IFN), ha contribuito a creare ambienti di ricerca capaci di competere a livello internazionale, formando generazioni di studiosi oggi attivi nei più importanti centri di ricerca e aziende del settore.
Il suo ruolo non si è limitato alla guida scientifica: Svelto ha avuto una funzione decisiva nel rafforzare la presenza italiana nelle reti internazionali della fotonica, promuovendo collaborazioni, partecipazione a grandi progetti e un dialogo costante con le società scientifiche, tra cui l’IEEE Photonics Society. In questo senso, la sua azione ha contribuito a dare alla fotonica italiana una riconoscibilità e una credibilità oggi pienamente consolidate.
Il ponte tra ricerca e industria
Uno degli aspetti più distintivi, e meno conosciuti, della figura di Orazio Svelto è stato il suo atteggiamento verso l’innovazione industriale. Lontano da una visione autoreferenziale della ricerca accademica, ha sempre considerato il dialogo con l’industria come parte integrante della missione scientifica. Emblematica, in tal senso, fu la sua collaborazione con il gruppo di Fotonica di Italtel nel 1990 per lo sviluppo di particolari laser con cavità in vetro drogato Er/Yb per telecomunicazioni. Quella ricerca si dimostrò particolarmente faticosa per la scarsa ripetibilità delle prestazioni dei vetri che acquistavamo negli USA. Fu alla fine di una riunione con il Prof. Svelto dedicata a capire le ragioni delle nostre difficoltà che suggerì un contatto scientifico decisivo con il gruppo del Dr. Valentin Gapontsev all’Istituto di Radio Ingegneria a Fryazino, vicino a Mosca, che aveva conosciuto anni prima come un grande esperto proprio nel campo dei vetri drogati Er/Yb.
Quella intuizione non solo contribuì a risolvere un problema tecnologico concreto, ma dal 1992 avviò una catena di eventi che avrebbe portato, negli anni successivi, alla nascita e all’affermazione di IPG Photonics, specialista nel campo dei laser in fibra e degli amplificatori ottici di potenza. Non è un caso se IPG ha un suo importante centro di sviluppo a Cerro Maggiore, nell’hinterland milanese, che oggi conta più di 200 addetti allo sviluppo e alla fabbricazione di nuovi prodotti per il mercato mondiale. Un esempio straordinario di come una visione scientifica profonda e internazionale, non solo accademica, possa tradursi in impatto industriale e occupazionale, anche sul territorio italiano.
Un’eredità che guarda al futuro
Orazio Svelto è stato, in definitiva, molto più di un grande scienziato: è stato un maestro, un visionario e un facilitatore di opportunità. La sua eredità vive nei risultati scientifici, nelle istituzioni che ha contribuito a costruire, nelle aziende che hanno beneficiato indirettamente della sua lungimiranza e, soprattutto, nelle persone che ha formato e ispirato.
Per la comunità della fotonica, italiana e internazionale, ricordare Orazio Svelto significa non solo rendere omaggio al passato, ma riaffermare un modello di scienza capace di tenere insieme conoscenza, responsabilità e visione del futuro. Un modello di cui oggi, forse più che mai, abbiamo bisogno.
di Guido Chiaretti e Antigone Marino



