Professoressa ordinaria presso il Politecnico di Torino, Gabriella Bosco è una delle principali esperte internazionali nel campo delle comunicazioni ottiche. Nel 2026 è stata eletta presidente della IEEE Photonics Society, dopo aver ricoperto diversi ruoli di leadership all’interno della comunità IEEE. L’abbiamo intervistata per approfondire la sua visione del presente, ma soprattutto del futuro della fotonica.
di Antigone Marino
Quali sono le priorità strategiche del suo mandato alla guida della IEEE Photonics Society?
Le priorità del mio mandato nascono da un’idea semplice: una comunità scientifica forte è quella che riesce a essere allo stesso tempo eccellente, inclusiva e connessa. Da un lato vogliamo continuare a garantire standard di eccellenza nelle nostre pubblicazioni e conferenze, che restano il cuore della IEEE Photonics Society, promuovendo standard sempre più elevati e favorendo la diffusione di risultati scientifici di impatto. Dall’altro, stiamo investendo molto nel coinvolgimento dei membri, soprattutto dei più giovani, attraverso programmi di mentorship, networking e sviluppo professionale, con l’obiettivo di accompagnarli lungo tutto il loro percorso di crescita. Un ulteriore elemento chiave è il riconoscimento: valorizzare i risultati, a tutti i livelli di carriera, è fondamentale per mantenere una comunità viva e motivata. In parallelo, stiamo anche lavorando per rafforzare il dialogo tra accademia e industria. La fotonica è per sua natura applicativa, e creare più occasioni di interazione significa accelerare il passaggio dalle idee alle soluzioni reali.
La fotonica sta trasformando numerosi settori applicativi: quali ritiene saranno le innovazioni più impattanti nei prossimi 5–10 anni, in particolare nell’ambito delle tecnologie laser?
Siamo in una fase in cui la fotonica sta passando da tecnologia abilitante a infrastruttura critica in molti settori. Nel mondo delle comunicazioni, per esempio, la crescita dell’intelligenza artificiale e dei data center sta spingendo verso sistemi ottici sempre più veloci ed efficienti. Qui vedremo un ruolo crescente di laser integrati e soluzioni fotoniche su chip, sempre più strettamente accoppiate all’elettronica. Un altro ambito molto dinamico è quello del sensing: laser sempre più stabili, compatti e intelligenti stanno aprendo applicazioni in monitoraggio ambientale, infrastrutture, biomedicale. Allo stesso tempo, tecnologie laser ad alta potenza e ad alta precisione continueranno a trasformare la manifattura avanzata. Infine, sta emergendo con forza anche il ruolo della fotonica nelle tecnologie quantistiche, dove sorgenti laser altamente stabili e controllate sono elementi abilitanti fondamentali.
Qual è il ruolo della collaborazione tra accademia, industria e società scientifiche nel favorire il trasferimento tecnologico in fotonica?
Il trasferimento tecnologico in fotonica è intrinsecamente un processo collaborativo. Nessun attore, da solo, è in grado di coprire l’intera catena che va dalla ricerca fondamentale alla produzione industriale. L’accademia ha un ruolo chiave nell’esplorazione di nuovi concetti e nell’avanzamento delle conoscenze, mentre l’industria è essenziale per la scalabilità, l’ingegnerizzazione e l’accesso al mercato. Le società scientifiche, come la IEEE Photonics Society, possono agire come catalizzatori, creando spazi di interazione, definendo standard, promuovendo best practice e facilitando il dialogo tra questi mondi. In un contesto sempre più complesso e interdisciplinare (si pensi all’integrazione tra fotonica e semiconduttori) questo ruolo di “ponte” diventa ancora più critico. Iniziative congiunte, piattaforme di ricerca condivise e programmi di formazione industriale sono strumenti fondamentali per accelerare l’innovazione e ridurre il tempo di trasferimento verso applicazioni reali.
Dal punto di vista della ricerca applicata, quali colli di bottiglia tecnologici (materiali, fabbricazione, caratterizzazione o modellistica) ritiene più critici per accelerare la transizione dalla dimostrazione in laboratorio alla produzione industriale in fotonica avanzata?
Questa è una domanda molto rilevante, perché oggi il vero salto di qualità per la fotonica non è tanto nella dimostrazione di principio, quanto nella scalabilità. Tra i principali colli di bottiglia c’è l’integrazione eterogenea di materiali diversi, fondamentale per combinare funzionalità ottiche attive e passive, ma ancora complessa in termini di resa, affidabilità e costi. Un secondo aspetto critico riguarda packaging e interconnessioni ottiche, che spesso incidono in modo significativo sul costo complessivo e limitano la diffusione su larga scala. Anche la disponibilità di piattaforme di fabbricazione standardizzate e accessibili è un fattore chiave. Le foundry fotoniche stanno facendo grandi progressi, ma è necessario continuare a lavorare su modelli di co-design tra dispositivi, circuiti e sistemi. Infine, anche gli strumenti di simulazione e caratterizzazione devono evolvere: quando i sistemi diventano complessi, ridurre la distanza tra modello e realtà diventa fondamentale per accorciare i tempi di sviluppo.
Come la IEEE Photonics Society può supportare le nuove generazioni di ricercatori e professionisti, soprattutto in termini di inclusione e sviluppo delle carriere?
Supportare le nuove generazioni è una responsabilità centrale per la nostra Società. Questo significa non solo offrire opportunità, ma anche creare un ambiente realmente inclusivo e accessibile. Stiamo lavorando per rafforzare programmi di mentorship e networking, come Mentor Match, e iniziative dedicate a chi rientra nel mondo della ricerca o dell’industria dopo una pausa, come Reignite. Allo stesso tempo, puntiamo molto sugli Student Chapters, che sono spesso il primo punto di ingresso nella comunità internazionale. Un altro elemento chiave è lo sviluppo delle competenze trasversali: leadership, comunicazione, capacità di lavorare in contesti interdisciplinari. In questo senso, il volontariato all’interno della Society rappresenta una straordinaria opportunità di crescita professionale. Infine, l’inclusione non è solo un obiettivo, ma un principio guida: promuovere la diversità di esperienze, background e prospettive significa creare le condizioni perché talenti diversi possano emergere e contribuire alle sfide globali della fotonica.



