Il modo più efficiente per ottenere una trasformazione del profilo di un fascio laser è tramite l’utilizzo di lenti asferiche, poiché la superficie a curvatura variabile delle asferiche può essere progettata per deviare ogni zona del fascio secondo una legge precisa, ottenendo il profilo desiderato.
Nell’ottica contemporanea, la transizione dalle geometrie sferiche tradizionali a quelle asferiche rappresenta uno dei salti tecnologici più significativi, specialmente in ambiti ad alta precisione come il laser processing e il beam shaping. Uno dei vantaggi cardine dell’utilizzo di lenti asferiche risiede nella drastica riduzione del numero di superfici ottiche necessarie per ottenere le stesse prestazioni di un sistema multi-elemento. Questa semplificazione consente la miniaturizzazione dei sistemi, l’aumento dell’efficienza e una qualità del fascio superiore.
Nelle ottiche sferiche tradizionali, la curvatura costante induce intrinsecamente l’aberrazione sferica: i raggi luminosi che attraversano la periferia della lente non convergono nello stesso punto focale dei raggi centrali. Per correggere questo difetto nei sistemi laser, i progettisti sono spesso costretti a utilizzare gruppi multipli di lenti correttive. Tuttavia, ogni superficie ottica aggiuntiva introduce inevitabili perdite per riflessione e assorbimento, oltre a potenziali fenomeni di flare.
L’adozione di un’unica lente asferica, la cui curvatura varia dal centro al bordo, permette di correggere l’aberrazione sferica in modo intrinseco con un unico elemento e riduce le riflessioni indesiderate e le perdite energetiche, garantendo che l’energia del laser sia concentrata esattamente dove richiesto, migliorando drasticamente l’efficienza complessiva del sistema.
Perché superare le geometrie sferiche nei sistemi laser
Nel processamento laser industriale, la qualità del fascio determina la qualità del risultato finale. La distribuzione spaziale e l’intensità del fascio sono parametri critici che influenzano precisione, efficienza energetica e affidabilità in applicazioni di taglio, saldatura, marcatura e trattamenti medicali.
Le lenti asferiche si sono imposte come elementi ottici insostituibili per ottenere profili di fascio ottimali con una semplicità impossibile da raggiungere con geometrie sferiche tradizionali. La riduzione del numero di superfici ottiche è un elemento fondamentale per preservare la qualità del fascio ed è uno dei vantaggi più rilevanti delle lenti asferiche rispetto alle sferiche. Questa semplificazione, oltre a essere una questione di ingombro e peso, spesso elementi incisivi in sistemi laser di ridotte dimensioni, ha un impatto diretto e misurabile sull’efficienza energetica e sulla qualità del fascio di un laser.
Ogni superficie ottica inserita in un sistema introduce inevitabilmente delle perdite, anche quando è trattata con coating antiriflesso di alta qualità. In un sistema sferico tradizionale che, ad esempio, utilizzi quattro lenti per correggere l’aberrazione sferica, si hanno otto superfici ottiche attive; le perdite per riflessione si sommano su ciascuna interfaccia e si aggiungono a quelle per assorbimento nel substrato, che dipendono dal materiale e dallo spessore delle lenti. Il risultato è un progressivo degrado della qualità del sistema.
La sostituzione di questo gruppo multielemento con una singola lente asferica riduce le superfici ottiche da otto a due, le perdite per riflessione si riducono quindi a circa un quarto, con un incremento netto dell’efficienza complessiva. Un vantaggio tutt’altro che marginale, soprattutto nelle applicazioni laser ad alta potenza, dove anche pochi punti percentuali di efficienza si traducono in minori perdite energetiche e incremento della stabilità e della produttività del processo. Ma l’impatto va oltre la mera efficienza energetica. Ogni interfaccia aria-vetro è potenzialmente una sorgente di riflessioni parassite e flare. Anche con coating ottimizzati, una piccola frazione della luce viene riflessa in direzioni indesiderate, creando riflessioni fantasma che degradano il contrasto del fascio e possono generare punti caldi (hot spots) nel sistema. In applicazioni critiche come la marcatura di precisione o la micro elaborazione laser, questi artefatti ottici possono compromettere la qualità del risultato. Riducendo il numero di superfici, le asferiche minimizzano intrinsecamente questi fenomeni, producendo un fascio più pulito e controllato.
Beam shaping: controllare la distribuzione energetica del laser
Un laser tipicamente produce un fascio con profilo gaussiano, dove l’intensità è massima al centro e decresce verso i bordi, adatta a varie applicazioni di lavorazione laser per ottenere requisiti di alta efficienza e alta precisione. Ma in alcune applicazioni industriali questo profilo non è ottimale, ad esempio nel taglio laser causa zone alterate termicamente, nella marcatura produce contrasto non uniforme, nella saldatura richiede adattamenti alla geometria del giunto. In questi casi si ricorre al beam shaping, che converte un raggio laser incidente gaussiano in una forma circolare, rettangolare, quadrata, retta o comunque personalizzata, adattandolo alle esigenze specifiche del processo industriale.
Il modo più efficiente per ottenere una trasformazione del profilo di un fascio laser è tramite l’utilizzo di lenti asferiche, poiché la superficie a curvatura variabile delle asferiche può essere progettata per deviare ogni zona del fascio secondo una legge precisa, ottenendo il profilo desiderato. Rispetto a sistemi con lenti sferiche multiple o diffrattivi, le asferiche offrono minori perdite energetiche, assenza di ordini diffrattivi indesiderati, maggiore efficienza di conversione e compattezza del sistema.
Applicazioni industriali del beam shaping

Nel taglio laser di lamiere metalliche, una lente asferica progettata per focalizzare il fascio con minima aberrazione garantisce uno spot di dimensioni ridotte e distribuzione energetica controllata. Questo si traduce in tagli più netti, minore zona termicamente alterata e maggiore velocità. Per materiali spessi o riflessivi come l’alluminio, il beam shaping ottimizza il rapporto tra potenza di picco e media, riducendo difetti come dross e ossidazione.
Nella saldatura laser per giunti di precisione in automotive ed elettronica, le lenti asferiche permettono profili ellittici o rettangolari che si adattano alla geometria del giunto, minimizzando tensioni residue e garantendo penetrazione uniforme. Per materiali dissimili o applicazioni con wobbling del fascio, offrono la flessibilità per modulare dinamicamente il profilo energetico.
La marcatura laser richiede uniformità di contrasto e alta risoluzione. Un sistema con asferiche trasforma il fascio gaussiano in profilo flat-top, garantendo che ogni pixel riceva la stessa dose energetica. Questo elimina sovra o sotto-esposizione, produce marcature leggibili anche a dimensioni ridotte e aumenta la ripetibilità.
Nelle applicazioni medicali, come ablazione corneale o chirurgia dermatologica, il beam shaping consente controllo micrometrico di profondità ed estensione, minimizzando danni ai tessuti circostanti.
di Alberto Fasoli, COO di Tecnottica Consonni S.r.l.



