
La corsa verso un’automazione sempre più spinta ha cambiato il modo di concepire e sviluppare i prodotti delle aziende. In CMATIC – produttore di raccordi pneumatici da oltre 40 anni – questo ha significato evolvere da una logica puramente di prodotto a una logica di soluzione applicativa, un orientamento che è comunque parte della identità della azienda fin dalla sua fondazione nel 1979.
di Laura Alberelli
Da oltre 40 anni, CMATIC – azienda di Giussano in provincia di Monza Brianza – produce esclusivamente in Italia la sua ampia gamma di raccordi pneumatici destinati alle applicazioni più diverse nel settore dell’automazione industriale (e non solo), una automazione sempre più spinta in cui i processi industriali hanno raggiunto un grado di digitalizzazione molto elevato. I componenti meccanici di base – come ad esempio i raccordi – continuano comunque a rivestire un ruolo cruciale, in quanto rappresentano le fondamenta di ogni innovazione tecnologica. La corsa verso un’automazione così elevata ha però inevitabilmente modificato il modo di concepire e sviluppare i prodotti, come ci conferma Filippo Confalonieri, COO di CMATIC: “L’automazione ha cambiato profondamente il nostro approccio, perché oggi anche un componente apparentemente semplice come il raccordo deve essere pensato come parte attiva del sistema. In un contesto industriale sempre più automatizzato, non si chiede più al raccordo solo di collegare due elementi: gli si chiede di garantire continuità di servizio, affidabilità nel tempo, compatibilità con fluidi e ambienti differenti, facilità di installazione e coerenza con requisiti normativi sempre più stringenti. È una visione che il settore della pneumatica ha ormai maturato con chiarezza: la raccorderia non è più un elemento passivo, ma una componente che incide direttamente sulla qualità complessiva del processo.
In CMATIC questo ha significato evolvere da una logica puramente di prodotto a una logica di soluzione applicativa. Progettiamo e sviluppiamo i nostri raccordi partendo dall’uso reale, quindi dal fluido veicolato, dalle condizioni di esercizio, dall’ambiente operativo e dalle esigenze del costruttore di macchina. In verità questo orientamento è parte della nostra identità fin dal 1979, ma oggi si esprime in modo ancora più strutturato grazie a un’attività continua di ricerca, sperimentazione e sviluppo”.


Competenza progettuale
CMATIC progetta e realizza raccordi pneumatici e componenti speciali per ogni tipo di applicazione. Qual è il peso della produzione customizzata rispetto alla produzione standard e che tipi di aziende necessitano dello speciale e per quale motivo? Risponde Filippo Confalonieri: “La nostra struttura produttiva si fonda su un catalogo estremamente ampio e consolidato, composto da oltre 40 famiglie di prodotto e circa 5.000 configurazioni, a cui si affianca una quota di produzione custom minoritaria ma significativa. Questo dato rappresenta bene il nostro posizionamento: da un lato una gamma standard molto estesa, in grado di coprire la maggior parte delle esigenze della pneumatica industriale; dall’altro la capacità di sviluppare soluzioni dedicate quando l’applicazione richiede un livello superiore di personalizzazione.
Generalmente, il prodotto standard è la scelta più efficiente per la pneumatica generale e per le applicazioni in cui le condizioni di lavoro rientrano in parametri consolidati. Il prodotto speciale, invece, è richiesto soprattutto da costruttori di macchine, OEM e aziende che operano in comparti nei quali entrano in gioco fattori più articolati: penso al food & beverage, al vending, al chimico-farmaceutico, al cosmetico, al packaging. In questi contesti, requisiti igienici, compatibilità chimica, vincoli dimensionali, prevenzione della contaminazione o necessità di conformità specifiche rendono necessario uno sviluppo dedicato.
Lo speciale, quindi, non è mai fine a sé stesso. Nasce sempre da un’esigenza concreta: migliorare l’integrazione del raccordo nella macchina, semplificare il montaggio, rispondere a un requisito normativo, resistere a un fluido o a un ambiente particolarmente severo, oppure aumentare l’affidabilità complessiva del sistema. È in questo spazio che la competenza progettuale fa la differenza”.

Maggiore tenuta, durata e conformità
Indipendentemente dall’ambito applicativo, il raccordo deve garantire tenuta, durata e conformità. Quali sono i criteri tecnici principali su cui si basa la scelta di un materiale? “Il primo principio da cui partiamo è molto chiaro: non esiste un materiale migliore in assoluto, esiste il materiale più adatto a una determinata applicazione”, riprende Confalonieri. “La scelta corretta nasce sempre dall’analisi combinata di più fattori: il tipo di fluido, la concentrazione, la temperatura di esercizio, l’ambiente esterno, le sollecitazioni meccaniche, le modalità di installazione e il quadro normativo applicabile. Oggi più che mai il raccordo deve essere selezionato come parte di un sistema e non come un elemento standard indistinto.
Tra i criteri principali, il primo è certamente la compatibilità chimica e termica. A seconda dell’applicazione, il raccordo può trovarsi a gestire aria compressa, acqua, vapore, detergenti, sostanze chimiche aggressive o fluidi destinati ad ambiti regolamentati. Il secondo criterio è la resistenza ambientale e meccanica, quindi la capacità del materiale di mantenere le proprie prestazioni in presenza di umidità, vibrazioni, ambiente aggressivo, shock termici o altre condizioni gravose. Il terzo criterio è la conformità, vale a dire l’aderenza a requisiti come REACH, RoHS, MOCA, NSF e ad altre prescrizioni tipiche dei settori più sensibili.
È importante inoltre ricordare che la scelta non riguarda soltanto il corpo del raccordo. Anche le guarnizioni e la componentistica interna sono determinanti, perché contribuiscono in modo diretto alla tenuta, alla compatibilità chimica e alla durata del sistema. Per questo la selezione corretta è sempre una valutazione complessiva della configurazione, non del solo materiale principale”.
Aumenta la specializzazione dei materiali
Nella produzione di raccorderia pneumatica esistono materiali di concezione “moderna” che per la loro particolare formulazione stanno imponendosi rispetto a quelli più tradizionali? Risponde Confalonieri: “Più che parlare di materiali moderni che sostituiscono quelli tradizionali, preferiamo parlare di una maggiore specializzazione dei materiali. L’evoluzione delle applicazioni e delle normative ha ampliato in modo importante la gamma delle soluzioni disponibili: oggi accanto all’ottone e all’acciaio inox troviamo tecnopolimeri ingegnerizzati in grado di rispondere a requisiti prestazionali molto specifici. Questa evoluzione riflette il cambiamento del mercato, che chiede componenti sempre più mirati, performanti e conformi.
Tra i materiali più rilevanti possiamo citare il POM, molto utilizzato nell’automazione industriale per la sua stabilità dimensionale e resistenza a fatica; il PEI, indicato per applicazioni ad alta temperatura; il PARA, interessante nei progetti di sostituzione del metallo; il PPSU (polifenilsulfone), particolarmente adatto per ambienti igienico-sensibili come food & beverage, vending e macchine da caffè; il PK (polichetone), che trova impiego in applicazioni come drinking water e datacenter cooling. Sul fronte metallico, sono molto importanti l’ottone a basso contenuto di piombo, che risponde a esigenze di conformità in settori F&B regolamentati, e l’acciaio inox 316L, che resta il riferimento per ambienti fortemente corrosivi o applicazioni particolarmente condizionate da esigenze igienico-sanitarie.
I benefici principali derivanti dalla scelta del materiale giusto sono molteplici: maggiore aderenza alle condizioni reali di esercizio, possibilità di ridurre peso e ingombri, miglior equilibrio tra prestazioni e costo, migliore compatibilità con fluidi e detergenti specifici e, in molti casi, maggiore facilità di conformità ai requisiti di settore. In definitiva, la disponibilità di materiali evoluti consente oggi di progettare raccordi più coerenti con l’applicazione finale e quindi più efficienti dal punto di vista tecnico ed economico”.

Sostenibilità ambientale e certificazioni di conformità
Un raccordo CMATIC non è dunque solo un raccordo: è il frutto dell’ingegno italiano applicato alla tecnologia. Ma non solo. Nella sua produzione un ruolo importante rivestono anche la sostenibilità ambientale e le certificazioni di conformità, che per CMATIC sono fattori imprescindibili del proprio iter produttivo, come conferma Filippo Confalonieri. “Per CMATIC sostenibilità e conformità fanno parte integrante del concetto di qualità. Non le consideriamo elementi accessori, ma dimensioni strutturali del nostro modo di progettare, produrre e supportare il cliente. Sul fronte ambientale l’azienda ha adottato un approccio concreto, che comprende la certificazione ISO 14001, l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, l’ottimizzazione dei consumi, la riduzione dell’impiego di risorse naturali come l’acqua e il recupero degli scarti di lavorazione. Si tratta di un percorso coerente con la crescita dell’azienda e con una visione industriale orientata alla responsabilità e alla continuità nel tempo.
Le certificazioni di conformità sono altrettanto centrali, perché in molti settori rappresentano una condizione indispensabile per poter operare. Le nostre famiglie di raccordi sono nella maggior parte dei casi conformi a REACH, RoHS, MOCA, NSF, che testimonia l’attenzione costante verso la compatibilità dei materiali, la tracciabilità e la prevenzione del rischio di contaminazione”.


Il raccordo del futuro
La specializzazione maturata da CMATIC in oltre 40 anni di attività ha regalato all’azienda una capacità progettuale, una cura del dettaglio e uno spirito di intuizione davvero elevati. In virtù di ciò che aspetto e che caratteristiche potrebbe avere il “raccordo del futuro”? Secondo Filippo Confalonieri “il raccordo del futuro sarà un componente sempre meno generico e sempre più progettato sull’applicazione. La sua evoluzione non andrà tanto nella direzione di una complessità fine a sé stessa, quanto piuttosto verso una maggiore coerenza fra materiale, geometria, tenuta, ambiente operativo e requisiti normativi. In altre parole, sarà un componente ancora più integrato nella logica del “sistema macchina”.
Dal nostro punto di vista, le direttrici saranno tre. La prima è la crescente specializzazione dei materiali, con soluzioni sempre più mirate in funzione di temperatura, fluido, igiene, corrosione e sostenibilità.
La seconda è la compattezza funzionale, quindi raccordi capaci di offrire alte prestazioni in spazi ridotti e con una migliore esperienza di montaggio.
La terza è la conformità nativa, ovvero la capacità di rispondere fin dalla progettazione alle esigenze di certificazione, tracciabilità e compatibilità richieste dai mercati più evoluti.
Se dovessimo sintetizzarlo, diremmo che il raccordo del futuro sarà sempre più un componente di progetto e sempre meno una commodity. Continuerà a essere piccolo, ma avrà un peso crescente nella qualità, nell’efficienza e nell’affidabilità dell’intero sistema. Ed è proprio in questa direzione che CMATIC intende continuare a investire, forte di oltre quarant’anni di esperienza, di una cultura tecnica costruita nel tempo e di una costante attenzione all’innovazione”.




