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“Alive by LAPP”, la connettività industriale da infrastruttura a pilastro strategico

A SPS Italia 2026, LAPP ha presentato il concept “Alive by LAPP”, cercando di ridefinire il ruolo della connettività nei sistemi produttivi moderni. Cybersecurity OT, conformità normativa internazionale, diagnosi preventiva della rete, eco-design e integrazione di sistema: cinque direttrici che trasformano cavi e connettori in componenti strategici per la continuità e la resilienza dell’industria 4.0.

In un mondo che non si ferma mai, la connettività è il battito costante che sincronizza fusi orari, mercati e linee produttive. Eppure, troppo spesso, i cavi vengono ancora considerati semplici componenti passivi. Basta però immaginare una fabbrica senza di essi per capire che non si tratterebbe di uno stabilimento fermo, ma di uno stabilimento cerebralmente morto. È a partire da questa consapevolezza che LAPP ha costruito il concept presentato a SPS Italia 2026: “Alive by LAPP”. Un’idea semplice nella forma, profonda nelle implicazioni: energia, dati e segnali non sono semplici flussi, ma gli impulsi nervosi che tengono in vita la manifattura contemporanea. In questo senso, la connettività cessa di essere un accessorio tecnico per diventare un pilastro strategico per la sopravvivenza del business.

Simone Albrizio, Product Marketing Manager di LAPP Italia, sintetizza così la filosofi a che ha guidato la presenza in fiera: “Volevamo trasmettere un messaggio chiaro: la connettività non è un costo da minimizzare, è un investimento che determina la capacità produttiva e competitiva dell’impianto. Ogni cavo, ogni connettore, ogni soluzione di rete che progettiamo porta con sé una responsabilità precisa verso il cliente”.

Cybersecurity OT: una scadenza da segnare in rosso

L’integrazione progressiva tra reti IT e OT ha allargato in modo significativo la superficie d’attacco a disposizione di potenziali minacce informatiche. La sicurezza industriale non può più limitarsi a un firewall software: deve diventare “Hardware Cybersecurity”, ovvero una protezione che parte dall’architettura fisica della rete stessa.

Il quadro normativo europeo ha già tracciato la rotta con il già operativo Cyber Resilience Act (CRA); la data da segnare sul calendario è il 20 gennaio 2027, quando il nuovo Regolamento Macchine renderà obbligatori standard di cybersecurity stringenti per tutti i costruttori. LAPP si è posizionata in anticipo su questa scadenza: l’obiettivo dichiarato è rendere disponibili prodotti certificati secondo lo standard IEC 62443 – riferimento internazionale per la sicurezza dei sistemi di automazione – già entro la fine del 2026.

“Il tema della cybersecurity OT non è più una questione per gli specialisti IT – spiega Albrizio – È diventato un argomento che il costruttore di macchine deve affrontare nella fase di progettazione, scegliendo componenti che siano già conformi e certificati. La compliance non è un vincolo burocratico: è un elemento del prodotto che il cliente finale inizia a richiedere esplicitamente”.

La conformità come vantaggio competitivo

Se la cybersecurity rappresenta la sfida emergente in ambito europeo, la conformità alle normative UL e CSA rimane lo scoglio principale per i costruttori italiani che esportano verso il mercato nordamericano. Stati Uniti e Canada applicano requisiti certificativi rigidi e differenti da quelli dell’Unione Europea, e ogni componente non conforme può trasformarsi in un collo di bottiglia commerciale o in un costo imprevisto durante la fase di installazione.

La strategia di LAPP risponde a questa complessità con un approccio strutturale: offrire prodotti già documentati e certificati alla fonte, che fungano da vero e proprio “passaporto” per il macchinario sui mercati internazionali. La scelta di un cavo smette così di essere una decisione puramente tecnica per diventare una leva commerciale e strategica. Come ricorda Albrizio: “Un componente certificato UL/CSA integrato nel progetto fin dall’inizio elimina ritardi doganali, riduce i costi di adeguamento in loco e accelera il time-to-market. Per molti nostri clienti, questo ha fatto la differenza tra aggiudicarsi o perdere una commessa”.

Diagnosticare prima che si rompa

L’evoluzione di LAPP verso servizi ad alto valore aggiunto trova una delle sue espressioni più concrete nel Network Assessment. In ambienti dominati dall’Industrial IoT, dove la trasmissione dati in tempo reale governa processi critici, una micro-interruzione può tradursi in perdite economiche significative o in guasti a cascata difficili da diagnosticare a posteriori.

Attraverso il team dei LAPP Expert, l’azienda agisce come un vero e proprio “medico della rete”: tecnici specializzati intervengono in impianto con strumentazione hardware e software dedicata, analizzando la stabilità e le prestazioni dell’infrastruttura di trasmissione dati. Il risultato non è una semplice diagnosi, ma un report strutturato che acquisisce valore tecnico e legale, diventando parte integrante della documentazione di impianto.

“Molti problemi di produttività che sembrano legati alle macchine hanno in realtà origine nella rete – osserva Albrizio – Il Network Assessment permette di identificare vulnerabilità latenti prima che si manifestino come fermi impianto. È un servizio che i nostri clienti inizialmente percepiscono come accessorio, e che poi diventano i primi a raccomandare”.

Miniaturizzazione e sostenibilità

Il 2026 ha segnato i sessant’anni dei connettori EPIC®, una delle linee di punta del portafoglio LAPP.
Il 2026 ha segnato i sessant’anni dei connettori EPIC®, una delle linee di punta del portafoglio LAPP.

Il 2026 ha segnato i sessant’anni dei connettori EPIC®, una delle linee di punta del portafoglio LAPP. Una ricorrenza che non ha rappresentato un’occasione per celebrare il passato, bensì per proiettare il prodotto verso le esigenze della manifattura contemporanea. Disponibili nelle versioni circolari e rettangolari per uso industriale, i connettori EPIC® hanno beneficiato di un restyling significativo, ad esempio nell’ambito della miniaturizzazione: massimizzare le prestazioni in spazi sempre più ridotti, rispettando le esigenze di compattezza dei quadri e dei sistemi di cablaggio moderni.

Ciò che distingue EPIC® è anche la sua robustezza, versatilità e la continuità operativa che garantisce nel tempo, oltre che la facilità di assemblaggio in campo che ha reso EPIC® un riferimento per i system integrator di tutto il mondo. “Sessant’anni di storia sono una garanzia di affidabilità, ma non un alibi per restare fermi – sottolinea Albrizio – I nostri clienti ci chiedono prodotti che durino nel tempo e che rispettino i requisiti sempre più stringenti. Il restyling di EPIC® nasce esattamente da questo ascolto”.

Un solo interlocutore per tutta la complessità

In un’epoca caratterizzata da supply chain fragili e da una crescente pressione sui tempi di consegna, la frammentazione dei fornitori è diventata un rischio che le imprese manifatturiere non possono permettersi. Gestire grandi progetti industriali significa coordinare migliaia di variabili: specifiche tecniche, certificazioni, logistica, conformità normativa. LAPP risponde a questa complessità con il modello Project Business, che trasforma l’azienda da semplice vendor a partner strategico di sistema.

Con un fatturato consolidato di 1,93 miliardi di euro, 35 siti produttivi, oltre 40 sedi commerciali nel mondo e un catalogo che supera le 40.000 soluzioni, LAPP dispone della massa critica per garantire continuità e controllo su scala globale. La storia del gruppo, che affonda le radici nel 1959, si traduce oggi in una rete logistica e industriale in grado di gestire commesse complesse con un unico punto di responsabilità.

“I nostri clienti più strutturati ci chiedono di essere presenti con loro dall’ingegnerizzazione fi no alla consegna, inclusa la gestione documentale – spiega Albrizio – Il modello Project Business nasce da questa esigenza: non vogliamo essere uno dei tanti fornitori da coordinare, vogliamo essere il partner che semplifica. Un interlocutore unico che risponde di tutto”.

Verso un’automazione consapevole

Connettività industriale non significa più soltanto trasportare energia da un punto A a un punto B: connettere oggi significa soprattutto proteggere l’impianto dai cyberattacchi, navigare con sicurezza tra normative internazionali che cambiano, ridurre l’impatto ambientale della produzione, garantire la continuità operativa attraverso la diagnosi preventiva della rete e semplificare la gestione dei progetti complessi attraverso un modello di partnership integrata.

Sessantasette anni di storia – quanti ne conta il gruppo LAPP – non sono un punto di arrivo, ma la base su cui poggiano quelle che Simone Albrizio definisce “rivoluzioni silenziose”: trasformazioni profonde che avvengono lontano dai riflettori, dentro i cavi e i connettori che tengono in vita le fabbriche del presente e del futuro. “La domanda che poniamo ai nostri clienti – conclude Albrizio – non è se i loro macchinari siano affidabili. La domanda è: quanto è resiliente il sistema nervoso che li fa funzionare? La risposta non risiede nell’acciaio delle macchine, ma nell’intelligenza e nella sicurezza delle connessioni che le animano”.

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