La piegatura non dev’essere un collo di bottiglia
La richiesta di lotti sempre più piccoli, complessi e disomogenei richiede soluzioni per accorciare i tempi di produzione, gestire l’elevata produttività degli impianti di taglio laser fibra e abbassare i costi nella lavorazione della lamiera. L’automazione è una via obbligata e con Corrado Nucci di VICLA analizziamo quali soluzioni l’azienda propone per ottimizzare la fase di piegatura.
Fin dalla sua nascita, VICLA ha basato il suo successo sull’italianità della sua produzione e sulla ricerca di nuove soluzioni. L’azienda, con sede a Albavilla (Como), ha sempre fatto dell’innovazione la sua parola d’ordine, spesso rivoluzionando il panorama delle macchine e dei processi industriali nel settore della lamiera. Ha investito risorse notevoli per sviluppare una proposta anche di soluzioni per l’automazione dei processi di piegatura, nella convinzione che questa è la migliore risposta possibile, una via obbligata per diversi aspetti, a cominciare dal risparmio di tempo, dalla precisione garantita, dalla ripetibilità delle prestazioni. Ma non solo, ultimamente un problema molto sentito è la mancanza di personale qualificato: l’automazione quindi viene apprezzata sempre di più perché permette anche ai neofiti di poter essere subito produttivi senza dover attendere mesi o anni per la formazione. Infatti le operazioni vengono svolte in ufficio, dove l’operatore senior imposta gli utensili e sceglie i parametri di lavorazione per poi lanciare la produzione.
Il controllo dell’angolo
Una volta l’automazione nella carpenteria metallica era sinonimo di quantità elevate di pezzi da realizzare, altrimenti l’investimento non era giustificato, specie per i tempi di programmazione e di cambio attrezzature: più il lotto è piccolo, più i tempi di attrezzaggio impattano sulla produttività della macchina e sul costo di produzione. Quel sistema piuttosto rigido si è evoluto, come precisa Corrado Nucci, co-titolare e co-fondatore di VICLA insieme Marcello Ballacchino: “Oggi sono stati introdotti numerosi e notevoli accorgimenti che hanno liberato versatilità e convenienza. E noi di VICLA svolgiamo un ruolo importante essendo tra i fornitori di macchine con sistemi di automazione che possono rispondere egregiamente alle esigenze della moderna fabbrica automatica, anche e soprattutto nel caso di contoterzisti. La piegatura robotizzata, l’automazione, l’analisi dei dati e la programmazione da remoto sono solo alcune delle caratteristiche che contraddistinguono la nostra nuova generazione di macchine per lamiera”.
Nel reparto di piegatura spesso emergono tutte le variabilità della lamiera che causano non conformità, errori e anche inefficienze. Per questo anche la proposta di automazione si sviluppa su più livelli di crescente complessità. Il primo livello di automazione nella piegatura si concretizza nell’esecuzione automatica dell’angolo di piega e nel cambio automatico degli stampi. Sappiamo bene che circa la metà del tempo di lavorazione viene spesa in attrezzaggio, controllo e sistemazione dei pezzi, quindi qui occorre agire per un primo miglioramento dell’intero processo. Il mercato ha ormai accettato senza le remore iniziali il controllo dell’angolo di piega: “Abbiamo constatato che una buona formazione verso gli operatori, con focalizzazione sulle tre o quattro metodologie di lavoro da adottare, garantisce rapidamente all’officina notevoli vantaggi nell’impiego dei sistemi di controllo automatico dell’angolo. Si pensi alla procedura manuale necessaria a controllare il pezzo ed eventualmente a operare correzioni: raramente questo tempo sprecato viene preso in considerazione. In realtà negli anni abbiamo visto tante volte che il controllo dell’angolo vale enormemente i pochi secondi necessari al suo impiego. Inoltre questo automatismo permette di impiegare sulla macchina anche personale junior senza l’esperienza e l’intuito dell’artigiano quasi artista”.
Il cambio stampi automatico

In VICLA le idee sono chiare: se si vuole aumentare la produttività dell’officina fino al 30-35% è necessario installare un magazzino automatico degli utensili. Già nel 2019, per esempio, VICLA ha presentato, primo costruttore in Europa, un sistema che collega due presse piegatrici ibride a un magazzino utensili servito da un unico shuttle, una soluzione versatile ed efficiente. Per alimentare la macchina piegatrice (il modello .SUPERIOR) l’utente può scegliere la configurazione più adatta: un magazzino automatico e una sola macchina, oppure un cambio stampi automatico e due presse piegatrici. “È una soluzione interessante – conferma Corrado Nucci – perché il costo del magazzino stampi può essere suddiviso e ammortizzato su due macchine. Magari anche non immediatamente: il nostro magazzino singolo nasce già con la possibilità di doppia uscita, quindi la seconda macchina può essere aggiunta a distanza di tempo senza vanificare l’investimento precedente. In realtà potrebbe anche nascere un magazzino che oggi non esiste ancora, data la nostra forte attitudine ad esaminare le richieste del mercato e ad inventare soluzioni ad hoc. Noi non operiamo in base al catalogo, siamo un ‘atelier’ della lamiera, un approccio sartoriale in ogni progetto!”.
L’attenzione verso il cliente si riflette anche nel post vendita; l’azienda lombarda ha vari punti di assistenza in Italia, senza contare la sede centrale nella quale vengono forniti i servizi di formazione. Tutte le macchine installate sono collegate in telediagnosi e spesso un intervento telefonico è sufficiente a risolvere il problema. Tutti gli sforzi sono indirizzati comunque per fornire risposte competenti in tempi accettabili, nella convinzione che tutte le aziende lavorano “oggi per domani” e non c’è tempo da perdere.
Utilizzo del robot

Il secondo livello di automazione riguarda la parte di piegatura in sé, che viene affidata a un robot (antropomorfo o cobot): “Abbiamo sviluppato due tipologie di sistemi; quella classica impiega un robot a terra su binario lungo l’asse della pressa piegatrice. Questa soluzione richiede un impianto fisso, espressamente dedicato alla piegatura automatica. Un’altra soluzione è il robot letteralmente “appeso” sopra un portale, in modo che l’operatore possa scegliere se piegare a mano o in automatico, a seconda delle necessità; per esempio riservando i programmi automatici al lavoro non presidiato, magari per pezzi più complessi o più pesanti”.
La proposta di VICLA è quindi .MATRIX, una cella di piegatura robotizzata che consente di passare velocemente dalla modalità manuale all’impostazione automatica. L’utilizzo è facile e intuitivo, grazie al touch-screen e al joystick di movimentazione: il pezzo viene prelevato dal robot dotato di ventose o magneti; segue il controllo dello spessore e il rilascio della lamiera sulla piastra di centraggio. Inizia poi la sequenza di piega con eventuali riprese o ribaltamenti e infine la pallettizzazione: “Le celle di piegatura robotizzate .MATRIX – confermano in VICLA – sono macchine oggi molto richieste dal mercato; l’utilizzo di soluzioni automatizzate permette alle aziende di rendere sempre più efficiente il ciclo produttivo, mantenendo bassi i costi di produzione senza compromettere la qualità”.
Da cella a linea, il prossimo step
Nell’isola robotizzata di VICLA i programmi vengono scritti in ufficio, mentre il robot preleva i pezzi, li controlla, li piega e li deposita. Cambia il programma, cambiano gli stampi, e così via, tutto in autonomia. Manca un ultimo tassello, ovvero il collegamento tra la macchina di taglio laser e l’isola. La criticità consiste oggi nel dividere opportunamente e selezionare i pezzi normalmente impilati uno sull’altro dopo il taglio.
Qualche soluzione già esiste sul mercato per sistemare i pezzi su pallet, ma VICLA ne sta progettando una innovativa. L’obiettivo è una intera linea totalmente automatica nella quale entra la materia prima ed esce il prodotto finito: magazzino lamiera, impianto di taglio laser, isola di piegatura, tutto in totale automatismo.
di Edoardo Oldrati e Giancarlo Giannangeli




