Come cambia l’alimentazione da coil? Ne parla Asservimentipresse
Diametri dei coil più grandi, elettrificazione delle calandre e riduzione degli errori di setup grazie a un’interfaccia guidata: sono questi i temi tecnologici su cui Asservimentipresse costruisce la propria proposta di efficienza. Ne abbiamo parlato con Ottavio Albini, Sales Manager dell’azienda.
Nel panorama industriale contemporaneo, segnato da una volatilità senza precedenti, la flessibilità ha smesso di essere un’opzione strategica per diventare un imperativo di sopravvivenza, anche nel mondo dei coil. Secondo Ottavio Albini, Sales Manager di Asservimentipresse, azienda della provincia di Lodi specializzata nella produzione di linee di alimentazione di presse coil, la richiesta del mercato è chiara: “le aziende, oggi, chiedono maggiore flessibilità degli impianti e maggiore velocità di produzione. Questo non tanto perché c’è la necessità di produrre più pezzi, ma perché la produzione si è velocizzata e soprattutto sono richiesti diversi cambi coil rapidi. La flessibilità permette di ammortizzare i costi di produzione, poiché il cambio coil smette di essere un collo di bottiglia”.
L’economia del “costo pezzo”
La sfida del prezzo non è più questione di volumi, quindi, ma piuttosto di efficienza dei costi fissi; soprattutto in un mercato globale dove la concorrenza asiatica si fa sempre più aggressiva. “L’efficienza d’impianto – commenta Albini – consente di spaziare tra settori diversificati (dalla componentistica automotive alla posateria, fino alle guide per cassetti) mantenendo una marginalità sostenibile. Se il costo pezzo non si abbatte attraverso la tecnologia più innovativa, il mercato sceglierà l’alternativa più economica: da qui la scelta di concentrare lo sviluppo tecnologico sulla rimozione dei colli di bottiglia, individuando nel cambio coil il principale nemico della redditività”.
Si sa, nella gestione della lamiera il tempo è denaro. I sistemi tradizionali soffrono fermi macchina prolungati e un’autonomia limitata. Asservimentipresse ha agito su due leve: l’incremento delle dimensioni dei coil e l’automazione del cambio. Il passaggio da bobine con diametro esterno di 1.000 mm a formati da 2.000 mm triplica l’autonomia operativa. Grazie all’automazione, i tempi di sostituzione crollano da 15 a soli 3 minuti, con un recupero stimato di circa un’ora di produzione effettiva su una giornata standard: un guadagno che, in un settore che ragiona sui millesimi di euro per pezzo, non è da sottovalutare.
Colmare il gap di competenze

L’efficienza meccanica sarebbe vana senza una gestione semplificata, specialmente in un’epoca di cronica carenza di manodopera specializzata. “Oggi nelle aziende la manodopera è sempre meno qualificata – afferma Albini – il capitale umano di persone appassionate e altamente competenti purtroppo al momento scarseggia”. Una risposta proposta da Asservimentipresse in questo senso è l’interfaccia AP SMART, progettata seguendo la “filosofia dello smartphone”: suggerisce i parametri ottimali e riduce gli errori di setup. Ottavio Albini avverte però che la macchina “smart” non esonera l’uomo dal giudizio: “è sempre l’operatore ad avere l’ultima parola, quindi deve avere conoscenze adeguate a capire se il risultato è corretto”.
Elettrificazione e risparmio della materia prima
Un pilastro della strategia attuale dell’azienda lodigiana è il passaggio dai sistemi idraulici a quelli elettronici nel pilotaggio delle calandre: a differenza delle pompe idrauliche che operano a ciclo continuo generando calore, i motori elettronici lavorano “on-demand”, con una riduzione dei consumi tra il 20% e il 25% e un controllo millimetrico del materiale. Sempre in ottica di risparmio, Asservimentipresse propone gli impianti Zig Zag, che ottimizzano il taglio spostando il nastro sotto lo stampo in modo sfasato, per ricavare pezzi circolari riducendo lo scarto di lamiera – fattore critico di fronte alla crescita dei prezzi dei metalli.
Nuovi orizzonti
Il mercato è in mutamento: settori storici come il casalingo e l’automotive rallentano, mentre crescono le infrastrutture per l’energia e i data center, con ordini che si muovono però su orizzonti brevi. Ma il settore del coil sta impattando anche con i diversi cambiamenti geopolitici, sociali ed economici che stanno interessando il tessuto globale: quale sarà il futuro? Quali sono le azioni che bisogna mettere in atto?
Ottavio Albini osserva il cambiamento con pragmatismo: “non possiamo permetterci di perdere la produzione europea, sarebbe un problema economico generalizzato per il nostro continente. La sopravvivenza industriale europea dovrà passare da un mix inscindibile di innovazione tecnologica e rigore operativo. Il settore della lamiera, ma non solo, si trova in un periodo di transizione, dove l’eccellenza tecnologica è lo strumento per attraversare il ‘ponte’ verso un nuovo modo di produrre e fare business”.




