ROBOTICA

PoWa di ABB Robotics: il meglio di due mondi in un’unica macchina

ABB Robotics lancia PoWa, una nuova famiglia di robot collaborativi che integra le prestazioni tipiche dei robot industriali nella forma compatta e sicura di un cobot. Sei varianti di payload, un’unica piattaforma hardware e software condivisa con i robot industriali ABB Robotics, e strumenti di programmazione pensati anche per chi non ha un reparto di automazione strutturato.

Si chiama PoWa e porta in dote qualcosa che, fino a oggi, il mercato dei cobot faticava a offrire: le prestazioni di un robot industriale dentro una macchina pensata per la collaborazione con l’uomo. ABB Robotics ha presentato ufficialmente questa nuova famiglia di robot collaborativi in Europa nella primavera del 2026, dopo un lancio anticipato in Cina avvenuto a dicembre dell’anno scorso. PoWa si presenta come una piattaforma scalabile articolata, nella sua fase iniziale, in sei varianti di payload che vanno dai 7 ai 30 chilogrammi.

“Abbiamo preparato sei varianti che vanno dai sette ai trenta chili – spiega Andrea Cassoni, Global Head of Collaborative Robotics di ABB Robotics – Hanno le caratteristiche tipiche dei robot collaborativi, facilità d’uso, velocità di installazione, footprint piccolo, peso leggero. Però gli abbiamo messo una cosa che sul mercato non trovavamo: performance da robot industriale. Possono andare molto veloci, fino a circa sei metri al minuto. È una macchina ibrida, in un certo senso”.

Il footprint è compatto, il peso è contenuto e l’installazione è progettata per essere rapida. A bordo sono integrati tutti gli elementi di sicurezza tipici dei cobot, incluso il Power and Force Limiting (PFL), senza dover scegliere: la stessa macchina può operare in modalità collaborativa o industriale a seconda delle esigenze del momento. Non è una novità assoluta per ABB: lo SWIFTI aveva già puntato nella stessa direzione, ma mancava di alcuni elementi fondamentali per essere classificato come cobot, primo fra tutti proprio il PFL. “Abbiamo lavorato con tantissimi clienti per definire esattamente le caratteristiche che cercavano, e abbiamo fatto PoWa”, ricorda Cassoni.

Settori e applicazioni di PoWa

I quattro mesi di disponibilità anticipata sul mercato cinese hanno già fornito ad ABB Robotics una serie di casi applicativi concreti. I settori in cui PoWa ha trovato immediata collocazione sono automotive, elettronica e componenti elettrici, mercati ad alto valore aggiunto dove precisione e produttività sono variabili critiche. “Le applicazioni più diffuse, quelle che ancora oggi sono la maggioranza: il machine tending, il pick and place, l’asservimento macchine – elenca Cassoni – Per applicazioni più specificatamente di processo, dove serve il controllo fine della forza, il nostro GoFa può essere più confacente”.

I due prodotti non si escludono ma si completano: alcuni clienti hanno acquistato PoWa per le applicazioni più veloci e precise, e GoFa per quelle di processo. Un modello che ABB considera strategico: non spingere il cliente verso una scelta, ma offrire la combinazione più efficace per ogni situazione. C’è poi un aspetto che rende PoWa particolarmente interessante per contesti produttivi dinamici: la possibilità di spostarlo da una linea all’altra con relativa facilità. “Con un robot industriale tradizionale, fare una cosa del genere è impensabile”, osserva Cassoni.

Un’unica piattaforma per tutto

L’elemento che ABB Robotics presenta come più qualificante è la scelta di adottare la stessa piattaforma hardware e software per i robot collaborativi e quelli industriali. “Il controllo è lo stesso, il cervello quindi non cambia – sottolinea Cassoni – così come il software di base. Un avanzamento da un lato si trasmette dall’altro. Questa cosa è possibile solo se ci sono lo stesso controllore e lo stesso software, altrimenti non è fattibile”. Tradotto in pratica: ogni miglioramento introdotto sul software dei robot industriali si riversa automaticamente sui cobot, e viceversa.

A ciò si aggiunge l’Ecosystem Program, con cui ABB Robotics testa, valida e certifica prodotti di terze parti (gripper, telecamere 2D e 3D, sensori) garantendo la compatibilità con i propri robot prima della vendita. Le connessioni al polso di PoWa sono state ridisegnate per ospitare questi dispositivi con il minimo di cablaggio esterno. ABB Robotics applica inoltre ai cobot gli stessi standard produttivi dei robot industriali: “Miliardi di test prima di lanciarlo, e poi processi rigorosi di produzione e verifica in fabbrica”, afferma Cassoni.

Abbattere le barriere all’ingresso

Per molte PMI i cobot rappresentano il primo punto di contatto con la robotica tout court, ma sarebbe un equivoco ridurre PoWa a uno strumento per le piccole imprese: il primo mercato dei cobot è l’automotive. Ma è proprio nel segmento delle aziende meno strutturate che PoWa ha curato con maggiore attenzione l’esperienza dell’utente finale. ABB Robotics ha risposto su più livelli. Il primo è il Lead-Through: la possibilità di muovere fisicamente il robot lungo la traiettoria desiderata, registrare il percorso e riprodurlo automaticamente. Il secondo è quello delle interfacce semplificate: menu a tendina, drag and drop, programmazione a blocchi, senza richiedere la conoscenza del linguaggio RAPID.

Il terzo è la simulazione offline tramite RobotStudio, già punto di forza per i robot industriali e disponibile anche per PoWa: un’azienda può programmare e simulare l’intera applicazione al computer prima che il robot arrivi in fabbrica. “Quando poi arriva, lo monta, lo installa, scarica il programma e può partire la produzione senza problemi”, spiega Cassoni. I tempi di messa in servizio, in questo scenario, si comprimono a circa un’ora.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Considerate la possibilità di sostenerci disabilitando il blocco degli annunci.