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Al via la strategia internazionale del gruppo

Vero Project SPA ha organizzato a marzo il primo Global Summit, evento che segna l’avvio operativo della dimensione internazionale del Gruppo.
L’incontro ha riunito rivenditori e clienti internazionali, puntando al rafforzamento delle partnership e alla condivisione di contenuti strategici per affrontare le sfide della manifattura globale.

di Alberto Marelli

Si è tenuto dal 17 al 19 marzo a Brescia il Global Summit 2026, il primo appuntamento globale organizzato da Vero Project SPA, realtà bresciana specializzata in soluzioni software per il settore degli stampi. “L’evento rappresenta un momento chiave per il lancio dell’attività internazionale di Vero Project SPA, che entra finalmente nel vivo grazie all’apertura delle nuove sedi e al trasferimento dei clienti Hexagon Manufacturing Intelligence”, ha spiegato Antonio Perini, CEO di Vero Project SPA. “L’obiettivo principale è rafforzare le relazioni con i rivenditori esteri, presenti con delegazioni provenienti da Repubblica Ceca, India, Australia e Sudafrica, oltre a clienti da Portogallo, Francia, Inghilterra e Germania.
Pur trattandosi del primo anno e nonostante le incertezze legate al contesto internazionale, la partecipazione è molto positiva.
L’incontro rappresenta anche un’importante occasione di confronto interno, coinvolgendo i dipendenti delle sedi francesi, inglesi e tedesche nel lavoro di definizione e organizzazione del supporto tecnico. La presenza di Stephen Graham, Vice President Product & Technology, Production Software Division di Hexagon Manufacturing Intelligence, conferma inoltre il riconoscimento del ruolo di Vero Project come unico Global Solution Provider a livello mondiale
”.

Al via la strategia internazionale del gruppo
Antonio Perini, CEO di Vero Project SPA

Crescita: imperativo strategico

La giornata inaugurale ha offerto un quadro chiaro delle sfide che attendono il settore nei prossimi anni. “La manifattura sta cambiando ritmo. Oggi la differenza la fa chi sa prendere decisioni rapide, basate su informazioni affidabili, e chi sa creare valore insieme alla propria filiera. Non basta innovare: bisogna saper eseguire, ogni giorno, con disciplina e responsabilità”, ha affermato Perini. “Siamo entrati in una fase in cui la crescita non è più un’opzione, ma un imperativo strategico. I nostri clienti ci chiedono integrazione tra sistemi, maggiore visibilità operativa, tempi decisionali sempre più rapidi e supporto su più mercati. Per rispondere a queste esigenze non basta offrire software: serve costruire soluzioni, competenze e partnership che generino valore lungo tutta la filiera”.

Crescita: imperativo strategico
La giornata inaugurale del Global Summit 2026 di Vero Project ha offerto un quadro chiaro delle sfide che attendono il settore nei prossimi anni

Crescita debole e forte imprevedibilità

Nella mattinata della giornata inaugurale si è tenuta la tavola rotonda dal titolo: “Approfondimenti reali da partner e clienti che guidano la crescita multi-mercato”, moderata dal Professor Alessandro Ceriani dell’Università Carlo Cattaneo, che ha riunito Manuel Olivera, Segretario Generale CEFAMOL e Responsabile della Segreteria ISTMA World e ISTMA Europe; Andrea Digirolamo, Presidente UCISAP e CEO Micromec; Jean Paul Seuren, Senior Advisor di JePaS Consulting; Stephen Graham, Vice President Product & Technology, Production Software Division di Hexagon Manufacturing Intelligence.
La discussione ha evidenziato come le imprese operino oggi in un contesto di crescita debole e forte imprevedibilità. Per restare competitive sono quindi indispensabili flessibilità, capacità di adattamento e una visione globale.
Il comparto europeo della costruzione stampi, in particolare in Portogallo e Italia, conferma questo quadro critico: mercati stagnanti, forte dipendenza dall’automotive, prezzi compressi, ritardi nei pagamenti e costi elevati. Pur disponendo di solide competenze e tecnologie, le aziende soffrono una debolezza finanziaria e una competizione poco equilibrata rispetto ai Paesi asiatici, caratterizzati da costi molto più bassi.
Ampio spazio è stato dedicato al tema della diversificazione: l’ingresso in nuovi settori (come difesa, produzione di serie e materiali compositi) è visto come una possibile risposta, ma richiede cambiamenti profondi nel modello di business e nuove competenze.
L’Intelligenza Artificiale è considerata una leva importante per il futuro, anche se il suo utilizzo concreto è ancora limitato a poche aziende. Rimane invece centrale il problema della carenza di personale qualificato e della necessità di rendere l’industria più attrattiva per le nuove generazioni.
In sintesi, l’industria europea dispone di know-how e capacità, ma deve affrontare costi elevati, concorrenza globale, carenza di talenti e forte incertezza. La risposta passa attraverso innovazione, cooperazione e maggiore apertura al cambiamento.

Crescita debole e forte imprevedibilità
Andrea Digirolamo, Presidente UCISAP- Unione Costruttori Italiani Stampi e Attrezzature di Precisione

IA: dalla piattaforma all’impatto sul business

A seguire, nel keynote dedicato all’Intelligenza Artificiale, Giacomo Frizzarin, Corporate Sales Director Western Europe di Microsoft, ha illustrato come l’Intelligenza Artificiale stia entrando in una nuova fase di maturità. Non più tecnologia sperimentale o strumento di supporto, ma infrastruttura operativa capace di incidere direttamente su processi, decisioni e modelli organizzativi. Frizzarin ha descritto il passaggio dagli assistenti AI agli agenti intelligenti, sistemi in grado di agire autonomamente, orchestrare attività, connettersi ai software aziendali e generare risultati misurabili. Un’evoluzione che sta dando vita alle cosiddette Frontier Firms: organizzazioni che mettono l’IA al centro della creazione di valore e ripensano ruoli, workflow e responsabilità in un’ottica di collaborazione tra persone e agenti digitali. La relazione ha evidenziato anche le condizioni necessarie per scalare queste tecnologie: qualità dei dati, governance, sicurezza, osservabilità e maturità organizzativa. Un approccio che sta già trasformando funzioni come vendite, customer service, operations, finanza e supply chain.

IA: dalla piattaforma all'impatto sul business
Giacomo Frizzarin, Corporate Sales Director Western Europe di Microsoft

Il valore strategico dei dati

La giornata inaugurale si è conclusa con la tavola rotonda “I dati come asset strategico: valore, rischio e responsabilità nell’era dell’AI”, che ha affrontato temi cruciali come governance, cybersecurity e responsabilità condivisa tra produttori e fornitori di tecnologia. Alla discussione, moderata da Alberto Albertini, Strategic Marketing Director – Antares Vision, hanno preso parte: Gabriele Minniti, CEO e fondatore di WhySecurity; Annita Larissa Sciacovelli, Professoressa di Diritto internazionale e membro dell’Advisory Group dell’Agenzia dell’Unione europea per la cybersecurity (ENISA); Gabriele Villi, CTO Vero Project SPA.
La discussione si è aperta con una riflessione sulla profonda trasformazione dell’industria manifatturiera: dove un tempo si producevano macchinari pesanti, oggi si realizzano cabinet per data center, simbolo del passaggio a un’economia guidata dai dati e dal digitale. La tecnologia, ormai commoditizzata, non è più il vero fattore distintivo; ciò che conta è la capacità imprenditoriale e la leadership umana nel governare il cambiamento. Non basta più essere “human in the loop”: occorre essere “human in the lead”.
Al centro del dibattito è emerso il valore strategico dei dati, spesso sottovalutato soprattutto dalle PMI. Come ha sottolineato Gabriele Minniti: “Molte informazioni critiche sono disperse in file Excel, presentazioni o documenti su dispositivi non protetti. Il problema principale è l’assenza di processi strutturati di protezione del dato”.

Il valore strategico dei dati
La tavola rotonda “I dati come asset strategico: valore, rischio e responsabilità nell’era dell’AI”

Sistema regolatorio molto articolato per la protezione dei dati

La Professoressa Sciacovelli ha offerto una prospettiva normativa, ricordando come l’Unione Europea stia costruendo un sistema regolatorio molto articolato per la protezione dei dati. Dopo il GDPR, nuove normative entreranno in vigore a breve. Ha portato l’esempio dell’attacco informatico a Jaguar Land Rover, che ha bloccato la produzione, causando ingenti perdite e colpendo migliaia di fornitori, a dimostrazione di come i cyber attacchi possano compromettere intere filiere industriali.
Dal punto di vista operativo, Gabriele Villi ha evidenziato come nel manifatturiero i dati vengano spesso raccolti ma non utilizzati: restano “dormienti” nei sistemi, senza tradursi in conoscenza o supporto alle decisioni. È un limite soprattutto culturale che frena il pieno sfruttamento della digitalizzazione.
Minniti ha aggiunto infine un rischio emergente: alcuni attori stanno già accumulando dati cifrati in previsione di future capacità di decodifica, ad esempio con il quantum computing, rendendo potenzialmente vulnerabili anche le informazioni oggi considerate sicure.

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