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Rettificatrici: sinergia per macchine ad alte prestazioni

Rosa e Favretto hanno unito il loro know-how e la loro esperienza, dando vita a un’unica visione progettuale che si identifica nel concetto di GrindTech. A livello pratico, questo si traduce nella selezione e integrazione delle migliori soluzioni tecniche di entrambi i brand, con l’obiettivo di ottimizzare le prestazioni e l’affidabilità delle rettificatrici.

di Adriano Moroni

Una rettificatrice tangenziale deve garantire qualità nella lavorazione, affidabilità e flessibilità nell’utilizzo. Affinché ciò accada, deve possedere alcune caratteristiche chiave, tra cui:
– struttura robusta per garantire stabilità e ridurre al minimo le vibrazioni;
– movimentazione degli assi precisa e controllata per assicurare lavorazioni ripetibili e con tolleranze minime;
– qualità dell’accoppiamento tra le parti mobili e quelle fisse per ottimizzare la precisione dei movimenti e la durata nel tempo della macchina;
– flessibilità per adattarsi a diverse tipologie di lavorazione e garantire versatilità operativa.
E poi anche: precisione della testa porta-mola, sistema di refrigerazione efficiente e CNC avanzato.

Obiettivo: ottimizzare prestazioni e affidabilità delle macchine

Con due storie simili, ma percorsi distinti e per certi versi complementari, Rosa e Favretto hanno unito il loro know-how e la loro esperienza, dando vita a un’unica visione progettuale che si identifica nel concetto di GrindTech. A livello pratico, questo si traduce nella selezione e integrazione delle migliori soluzioni tecniche di entrambi i brand, con l’obiettivo di ottimizzare le prestazioni e l’affidabilità delle macchine.
Oggi GrindTech non è solo la sintesi di due realtà, ma rappresenta un’evoluzione tecnologica pensata per migliorare la precisione, l’efficienza e la versatilità della rettifica tangenziale, integrando robustezza strutturale e innovazione in un’unica identità tecnologica.

Per essere all’altezza delle applicazioni più complesse, una rettificatrice tangenziale deve garantire qualità nelle lavorazioni, affidabilità e flessibilità d’impiego

Due aziende, strategie diverse

Fondata nel 1934 ed entrata a far parte di Rosa Ermando nel 2017, nel corso della sua storia Favretto si è specializzata nella realizzazione di rettificatrici tangenziali, con un focus sulle macchine a portale di grandi dimensioni. “Pur continuando a produrre modelli di tutte le taglie, Favretto ha infatti privilegiato lo sviluppo di soluzioni con larghezze utili di lavoro a partire da 1.500 mm e lunghezze che possono superare i 10 metri”, spiega Pierangelo Varetto, Sales Manager di Favretto.
Nata nel 1964, Rosa ha seguito una strategia diversa, concentrandosi sulla produzione e sul miglioramento qualitativo delle rettificatrici medio-piccole, con superfici utili di lavoro che variano indicativamente da 300×600 a 1.000×6.000 mm. “Oltre a investire nella razionalizzazione dei processi produttivi, l’azienda si è dedicata alla progettazione di macchine più compatte, rispondendo così alle esigenze di un mercato ampio e diversificato”, afferma Claudio Mezzanzanica, Sales Manager di Rosa Ermando.
Questa distinzione ha permesso a entrambe le realtà di consolidare la propria presenza sui diversi mercati, offrendo soluzioni mirate in base alle specifiche esigenze produttive dei clienti.

Alla storia di Rosa Ermando, a un certo punto, si è intrecciata anche quella di Favretto, storico marchio italiano della rettifica

Unione e nascita della tecnologia GrindTech

L’unione del know-how e dell’esperienza di Rosa e Favretto – avvenuta a seguito dell’acquisizione di Favretto Srl da parte di Rosa Ermando SpA nel 2017 – è il risultato di un’analisi approfondita di tutti i progetti, inclusi quelli storici di Favretto, condotta dall’ufficio tecnico di Rosa Ermando in collaborazione con il CNR – Istituto di Sistemi e Tecnologie Industriali Intelligenti per il Manifatturiero Avanzato (STIIMA), ex ITIA (Istituto di Tecnologie Industriali e Automazione). Questo confronto ha permesso di selezionare e integrare le migliori soluzioni tecniche di entrambi i brand in un’unica visione progettuale, con l’obiettivo di ottimizzare le prestazioni e l’affidabilità delle macchine.
Il risultato è una gamma completa di rettificatrici tangenziali, oggi commercializzate con i brand Rosa GrindTech e Favretto GrindTech, progettate per rispondere al meglio alle esigenze degli utilizzatori. “Grazie a un approccio particolarmente concreto all’innovazione, alla qualità e all’affidabilità, queste macchine ottimizzano i processi produttivi degli utenti, migliorandone l’efficienza e la sostenibilità”, sostengono i due Sales Manager.

Robustezza della struttura delle macchine

Uno degli elementi distintivi delle rettificatrici Rosa GrindTech e Favretto GrindTech è la costruzione del basamento, progettato per estendersi su tutta la lunghezza della macchina. “Questo design garantisce una distribuzione uniforme dei carichi e una maggiore rigidità strutturale, evitando punti di scarico tipicamente localizzati alle estremità della macchina (configurazione, quest’ultima, che potrebbe compromettere la stabilità della macchina). La scelta costruttiva di GrindTech migliora la stabilità, la precisione e l’affidabilità delle lavorazioni nel tempo”, sottolinea Varetto.
La conformazione delle strutture e delle nervature è frutto di un’analisi accurata, che combina simulazioni FEM con dati FRF (Funzione di Risposta in Frequenza) ottenuti tramite caratterizzazione dinamica sperimentale, un approccio che permette di studiare il comportamento strutturale della macchina sotto sollecitazioni reali, garantendo prestazioni affidabili nel tempo. “L’analisi è stata condotta con il supporto di una piastra Kistler, installata sulla tavola della macchina, per assicurare la massima precisione nelle misurazioni”, spiega Mezzanzanica.
Per la realizzazione dei basamenti delle rettificatrici, viene impiegata ghisa grigia comune, un materiale scelto per la sua capacità di smorzare efficacemente le vibrazioni. Questo effetto è dovuto alla presenza di microfessure nei componenti di grafite, che favoriscono la dissipazione dell’energia cinetica, migliorando così la stabilità della macchina durante il funzionamento.
Le strutture in ghisa vengono successivamente sottoposte a trattamenti termici di normalizzazione o distensione, finalizzati a ridurre le tensioni interne e garantire una maggiore durata nel tempo. Nel caso in cui le guide del basamento siano temprate superficialmente, come avviene nei modelli GrindTech, viene eseguito un ulteriore trattamento di rinvenimento per ottimizzarne le proprietà meccaniche.

Uno degli elementi distintivi delle rettificatrici Rosa GrindTech e Favretto GrindTech è la progettazione del basamento, concepito per estendersi lungo l’intera lunghezza della macchina

Precisione nella movimentazione degli assi

Un altro elemento distintivo delle rettificatrici Rosa GrindTech e Favretto GrindTech è il sistema di movimentazione degli assi, progettato per garantire elevati livelli di precisione e controllo, fattori essenziali per ottenere lavorazioni di alta qualità. Questa precisione non dipende solo dai motori e dal controllo elettronico, ma anche dal tipo di guida meccanica adottata, che varia in base alle scelte costruttive.
Le rettificatrici GrindTech sono progettate per offrire maggiore rigidità e stabilità degli assi, riducendo giochi e vibrazioni, così da garantire movimenti più fluidi e precisi.
L’integrazione del know-how di Favretto con l’esperienza di Rosa ha, inoltre, portato a un’importante evoluzione nella progettazione delle rettificatrici, che si è concretizzata nel passaggio da macchine equipaggiate esclusivamente con guide ad attrito radente a una soluzione mista, che combina attrito radente e attrito volvente.
Questa scelta, da un lato, ha permesso di ottimizzare ulteriormente il movimento degli assi, garantendo una maggiore scorrevolezza e precisione durante la lavorazione. E, dall’altro, ha contribuito a ridurre l’usura delle guide, migliorando la stabilità delle macchine nel tempo e assicurando lavorazioni più efficienti e ripetibili”, sottolinea Mezzanzanica.
L’adozione di questa tecnologia influisce positivamente anche sulla manutenzione. “L’impiego di guide a ricircolo di rulli sull’asse verticale garantisce infatti una rigidità superiore e un’usura pressoché nulla, a differenza delle guide a strisciamento, che tendono a degradarsi nel tempo e richiedono interventi di manutenzione periodici. A questo si aggiunge il vantaggio di una drastica riduzione della quantità di lubrificante necessario: il coefficiente di attrito è fino a 50 volte inferiore, limitando così la generazione di calore”, dichiara Varetto.
La scelta di mantenere lo scorrimento per l’asse trasversale, invece, risponde a precise esigenze tecniche. “Sebbene questa configurazione presenti caratteristiche dinamiche meno favorevoli rispetto alle guide a rulli, offre un miglior assorbimento delle vibrazioni. Un aspetto determinante, questo, soprattutto in considerazione del fatto che l’asse trasversale è posizionato vicino al mandrino e influisce direttamente sulla qualità della finitura superficiale”, spiega Mezzanzanica.
Per incrementare ulteriormente la precisione del movimento degli assi, vengono adottate diverse soluzioni avanzate. Dove è richiesta un’accuratezza elevata nel posizionamento, ad esempio, si utilizzano righe ottiche millesimali, che garantiscono misurazioni e controlli estremamente precisi. A questo si affianca l’implementazione di tabelle di compensazione, utili per correggere eventuali deviazioni lungo il percorso di movimento.
Infine, è stata introdotta una funzione di compensazione della quota in altezza, basata su un unico punto di misurazione. Questo accorgimento consente di ridurre l’errore medio sulla linearità dell’asse trasversale, migliorando l’accuratezza complessiva del sistema di movimentazione.

Qualità dell’accoppiamento tra le parti mobili e quelle fisse

Un altro fattore determinante per la precisione di una rettificatrice tangenziale è la qualità dell’accoppiamento tra le parti mobili e quelle fisse. L’accuratezza con cui queste superfici vengono lavorate e assemblate ha infatti un impatto diretto sulla geometria della macchina e, di conseguenza, sulla precisione finale della lavorazione.
L’impiego di materiali antifrizione di elevata qualità e di una lubrificazione progressiva minimale garantisce un film d’olio costante tra le parti, evitando che la macchina operi in condizioni di attrito secco.
A questo si aggiunge l’uso di strumenti avanzati di controllo geometrico, che riduce giochi e irregolarità, assicurando movimenti fluidi e precisi nel tempo. Per ottimizzare questi parametri, Rosa Ermando ha investito negli anni in strumenti di misurazione elettronici all’avanguardia, adottando le tecnologie più moderne e performanti.
L’officina dell’azienda dispone oggi di strumenti come:
– laser di ultima generazione, usati per verificare e calibrare la geometria della macchina;
– macchine di misura tridimensionali (CMM), impiegate per controllare il 100% dei pezzi lavorati, assicurando il rispetto delle tolleranze richieste;
– livelle elettroniche e collimatori laser, strumenti essenziali per monitorare con estrema precisione la planarità e l’allineamento delle superfici.
Questi investimenti segnano un’evoluzione significativa nel settore, consolidando un approccio incentrato su precisione e affidabilità nella produzione di rettificatrici.

Flessibilità nell’utilizzo

Un altro aspetto evolutivo introdotto da Rosa è la testa tiltante, nota anche come testa universale, un elemento derivato dall’esperienza Favretto e reinterpretato per migliorarne l’integrazione nelle rettificatrici GrindTech, così da ottimizzarne le prestazioni e ampliarne la versatilità operativa. “A differenza delle teste a ingranaggi, inoltre, richiede una quantità minima di lubrificante e necessita di interventi di manutenzione ridotti e dilazionati nel tempo”, afferma Varetto. “La testa universale è una soluzione che in genere viene integrata nelle macchine di grandi dimensioni, ed è progettata per consentire la lavorazione del pezzo in un’unica presa. Questo permette di ridurre i tempi di lavorazione ed evitare riposizionamenti successivi, migliorando l’efficienza del processo e garantendo una maggiore precisione”.
Grazie a questa soluzione, le macchine sono in grado di eseguire lavorazioni su pezzi con geometrie complesse con maggiore facilità, adattandosi a diverse esigenze produttive senza la necessità di frequenti riposizionamenti del pezzo.
Per garantire la massima precisione e affidabilità della testa tiltante, le soluzioni GrindTech adottano un sistema con due motoriduttori in configurazione master-slave, che mantiene l’asse sempre in presa, evitando giochi e assicurando movimenti precisi anche nei cambi di direzione. Inoltre, un encoder ad alta precisione, posizionato direttamente sull’asse di rotazione della testa, consente un controllo retroazionato estremamente accurato, permettendo posizionamenti angolari con una risoluzione fino al decimo di grado.

Rosa ha sempre puntato sulla produzione e sul miglioramento qualitativo delle rettificatrici medio-piccole, con superfici utili di lavoro comprese indicativamente tra 300×600 e 1.000×6.000 mm

Innovazione nella movimentazione della tavola

Un altro elemento distintivo delle rettificatrici GrindTech è l’impiego dei motori lineari per la movimentazione delle tavole, in alternativa alla vite a ricircolo di sfere, ancora ampiamente adottata dalla maggior parte dei costruttori. “Questa scelta ha reso Rosa Ermando una delle prime aziende in Europa e la prima in Italia a introdurre questa tecnologia, rimanendo tuttora l’unica nel Paese a impiegarla”, sostiene Mezzanzanica.
L’adozione dei motori lineari porta con sé tre vantaggi principali:
– Efficienza energetica. I motori lineari garantiscono un consumo energetico inferiore rispetto ai sistemi basati su viti a ricircolo di sfere, poiché riducono le dispersioni di energia e migliorano il rendimento complessivo della macchina.
– Minore usura e maggiore durata. Le viti a ricircolo di sfere hanno una durata inferiore rispetto alla vita operativa della macchina e sono soggette a usura e possibili rotture, rendendo necessaria la loro sostituzione periodica. I motori lineari, invece, eliminano questo problema, garantendo maggiore affidabilità e riducendo la necessità di manutenzione.
– Maggiore velocità e precisione. A differenza delle viti a ricircolo di sfere, che hanno un limite di velocità, i motori lineari permettono una traslazione più rapida della tavola senza compromettere la precisione. Questo si traduce in cicli di lavorazione più veloci e una produttività complessiva superiore.

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