Applicazioni

L'industria delle valvole nel settore dell'Oil & Gas

Nonostante lo scenario globale si stia facendo più incerto, il settore italiano delle valvole Oil & Gas può contare su una geografia di esportazione favorevole che ne attenua le criticità. Scopriamone l’andamento grazie all’Osservatorio IVS-Prometeia.

di Massimo Brozan

L’industria italiana delle valvole per l’Oil & Gas rappresenta un segmento strategico del manifatturiero nazionale: conta 139 imprese, circa 10.000 addetti e un fatturato annuo pari a 3,4 miliardi di euro. Sono questi alcuni dei numeri di cui si è parlato durante la conferenza stampa per la sesta edizione di IVS – Industrial Valve Summit, l’evento dedicato all’industria delle valvole industriali e del flow control, in programma alla Fiera di Bergamo il prossimo maggio. In occasione delle conferenza infatti è stato presentato l’aggiornamento 2025 dell’Osservatorio IVS-Prometeia “The Oil & Gas Valve Industry in Italy”. Realizzato con il contributo dell’ufficio studi di Confindustria Bergamo, il nuovo report fotografa lo stato del comparto italiano.
Con il 36,6% della produzione europea complessiva, l’Italia si conferma leader nel mercato delle valvole per l’Oil & Gas, con una specializzazione nelle valvole a sfera e a maschio, nelle valvole a farfalla e nei componenti e parti di ricambio.
La Lombardia è il cuore produttivo del settore, contribuendo per quasi due terzi all’output nazionale, con Bergamo come polo industriale di riferimento. Entro un raggio di 100 chilometri dalla città, operano oltre cento imprese specializzate che generano più del 90% del fatturato italiano nel comparto, registrando 1,9 miliardi di euro di ricavi (pari al 55% del totale) e oltre 6.000 occupati.

Esportazioni di valvole Oil & Gas: il 2024 registra ottimi risultati

Nel 2024 le esportazioni italiane di valvole per l’Oil & Gas hanno registrato un incremento del 16,9%, superando ampiamente la crescita del commercio mondiale del settore (+8,5%) e colmando il gap accumulato negli ultimi cinque anni.
L’Italia ha consolidato la propria posizione su mercati strategici come l’Europa occidentale e il Medio Oriente, con quote di mercato superiori al peso di tali aree sull’import globale. Nel 2024 ha mantenuto la terza posizione mondiale tra gli esportatori di valvole Oil & Gas.
Una leva decisiva per la ripresa dell’export italiano nel post-pandemia è stata l’espansione nell’area MENA (Medio Oriente e Nord Africa), che ha compensato le difficoltà riscontrate in Europa, Asia e Nord America. Quattro dei cinque Paesi che hanno maggiormente contribuito alla crescita dell’export italiano si trovano infatti in Medio Oriente. L’Italia ha superato i concorrenti in cinque delle dieci principali destinazioni della regione (che insieme rappresentano l’85% dei flussi in entrata), inclusa l’Arabia Saudita, dove le esportazioni italiane sono cresciute a un ritmo doppio rispetto ai competitor, e addirittura quattro volte più velocemente nel segmento delle valvole a sfera e a maschio. Complessivamente, le esportazioni verso l’area MENA sono aumentate di oltre il 60%, ben oltre la crescita media del mercato regionale (+27%).

Arabia Saudita mercato di punta per le valvole Oil & Gas

L’Arabia Saudita si è rivelata il mercato di punta nel 2024, grazie a forti investimenti nelle infrastrutture energetiche, in particolare negli impianti di gas naturale liquefatto e nei progetti upstream per il gas naturale, mentre la compagnia nazionale ARAMCO ha parzialmente rallentato gli sviluppi nei giacimenti petroliferi. Oltre all’Oil & Gas, anche progetti infrastrutturali legati alla Vision 2030 saudita (come i grandi impianti di desalinizzazione) hanno contribuito a rafforzare la domanda di valvole industriali. La quota dell’Arabia Saudita sulle esportazioni italiane di valvole è cresciuta di circa il 6%, rappresentando quasi il 50% dell’aumento complessivo dell’export italiano del settore nel 2024 (267 milioni su 566 milioni di euro).

Valvole Oil & Gas: nel 2025 la crescita si normalizza

Dopo un 2024 da record, il commercio estero italiano di valvole Oil & Gas ha mostrato segnali di normalizzazione nel primo trimestre del 2025. Le esportazioni sono diminuite del 6,8% rispetto al trimestre precedente, pur rimanendo circa il 10% sopra i livelli del primo trimestre 2024, e quasi il 25% sopra la media quadriennale. A livello di prodotto, le valvole a sfera e a maschio (nonostante non siano ancora performanti su base annua) hanno contribuito in modo maggiore alla contrazione trimestrale. A livello geografico, la riduzione è stata trainata soprattutto dai Paesi del Golfo, con un calo marcato in Arabia Saudita: -29% rispetto al quarto trimestre 2024, pur segnando un solido +30% anno su anno.

Il mercato del petrolio rallenta e cresce quello del gas naturale

Nel 2024 la crescita della domanda globale di petrolio si è notevolmente attenuata (+0,7%, pari a 720.000 barili/giorno) a causa del rallentamento industriale, dell’espansione della mobilità elettrica e dell’esaurimento degli effetti post-pandemia. Al contrario, il mercato del gas naturale è tornato a crescere strutturalmente (+1,8%), spinto in particolare dalla domanda elettrica dei Paesi asiatici.
L’inizio del 2025 non ha segnato un’inversione di tendenza. Il cosiddetto “Liberation Day” dell’amministrazione Trump ha coinciso con un previsto aumento della produzione da parte dell’OPEC, generando un calo prolungato dei prezzi del petrolio, interrotto solo temporaneamente dallo scoppio della guerra dei 12 giorni fra Israele e Iran. Anche i prezzi del gas hanno seguito una traiettoria simile, con un forte calo in primavera dovuto al rallentamento delle prospettive di crescita e a condizioni climatiche favorevoli, seguito da un temporaneo rimbalzo a metà giugno. Va segnalato che, nonostante due anni consecutivi di calo, i prezzi del gas restano elevati, mentre quelli del petrolio risultano più contenuti.

Sicurezza energetica e rinnovabili sono al centro dell’attenzione

Gli investimenti Oil & Gas si muovono tra la pressione sui margini e il ritorno di attenzione verso la sicurezza energetica. Se da un lato l’attività nella regione MENA resta vivace, in Nord America si osserva una flessione, che ha interrotto una crescita durata tre anni, portando a una sostanziale stabilità degli investimenti globali in perforazione su base annua.
Due tendenze divergenti caratterizzano il settore: da un lato i produttori statunitensi si sono mostrati agili nel ridurre le attività in risposta al calo dei prezzi; dall’altro, la crescente instabilità geopolitica ha rafforzato l’attenzione mondiale verso la sicurezza energetica, favorendo investimenti soprattutto nei Paesi meno sensibili alle fluttuazioni di prezzo, dove dominano le compagnie petrolifere nazionali.
Parallelamente, gli investimenti globali in energie rinnovabili hanno raggiunto livelli mai toccati prima, proseguendo il trend avviato nel post-pandemia. Nel 2024, l’energia pulita ha rappresentato la priorità negli investimenti di governi, aziende e fondi, con volumi che ormai superano quelli delle fonti fossili in un rapporto di 2 a 1.

Valvole Oil & Gas: cala il fatturato globale ma il mercato italiano regge

Per quanto riguarda il fatturato globale del settore Oil & Gas, si è registrato un calo del 5% nel 2024, ma resta del 23% sopra i livelli pre-pandemia. I margini operativi mostrano tenuta, così come gli investimenti in conto capitale (CapEx), seppur rallentati. Le previsioni indicano un calo del 15% degli investimenti core nel biennio 2025–2026.
Nel mercato italiano invece, nonostante la previsione di un calo degli investimenti globali nel settore Oil & Gas del 3,4% nel 2025, l’industria delle valvole mostra una dinamica più articolata. Questo perché la gran parte delle nostre esportazioni è diretta verso aree che, almeno nel 2025, prevedono un’espansione degli investimenti.
In particolare, i mercati emergenti e gran parte di Europa, Asia e Medio Oriente continueranno a investire in infrastrutture Oil & Gas, spinti dalla necessità di garantire la sicurezza energetica e ammodernare le reti. Al contrario, gli Stati Uniti, pur essendo uno dei maggiori mercati mondiali, sono attesi in flessione, rappresentando però solo l’11% dell’export italiano di valvole. Questa divergenza suggerisce che il rallentamento del mercato statunitense potrebbe avere un impatto limitato sul settore italiano.

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