{"id":17443,"date":"2026-09-30T07:12:12","date_gmt":"2026-09-30T07:12:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/?p=17443"},"modified":"2026-09-30T07:12:14","modified_gmt":"2026-09-30T07:12:14","slug":"lo-standard-omlox-a-prova-di-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/lo-standard-omlox-a-prova-di-futuro\/","title":{"rendered":"Lo standard omlox a prova di futuro"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Affinch\u00e9 persone, macchine, robot e sistemi di intelligenza artificiale possano collaborare in modo sicuro ed efficiente, devono condividere una comprensione comune dello spazio e del movimento. Dati di localizzazione aperti e interoperabili costituiscono la base spaziale della Physical AI. Ad affermarlo \u00e8 Matthias J\u00f6st, Head of the Committee omlox presso <a href=\"https:\/\/it.profibus.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">PI (PROFIBUS &amp; PROFINET International)<\/a>. Physical AI (ovvero un&#8217;intelligenza artificiale capace di percepire attivamente lo spazio fisico e di agire in funzione del contesto) richiede per\u00f2 un linguaggio spaziale comune per descrivere posizioni, movimenti e identit\u00e0 nello spazio, indipendente dai singoli fornitori di tecnologia. Ed \u00e8 proprio qui che entra in gioco lo standard omlox, indipendente dai produttori.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">omlox mette a disposizione un livello tecnologicamente neutrale che consente di armonizzare i dati di localizzazione provenienti da tecnologie Ultra-Wideband (UWB), BLE, Wi-Fi, GNSS, sistemi di localizzazione basati su immagini, RFID e dalle future tecnologie di posizionamento.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una logica best-of-breed<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzich\u00e9 vincolare i clienti a ecosistemi proprietari, l&#8217;approccio omlox consente alle aziende di far evolvere nel tempo il proprio panorama tecnologico, salvaguardando gli investimenti gi\u00e0 effettuati. Le imprese sono cos\u00ec libere di scegliere le soluzioni e i dispositivi pi\u00f9 adatti alle proprie esigenze secondo una logica best-of-breed, proteggendo gli investimenti e mantenendo al tempo stesso la piena sovranit\u00e0 sui propri dati spaziali. <br>Che questa interoperabilit\u00e0 funzioni concretamente viene dimostrato ogni anno attraverso i Plugfest, l&#8217;ultimo dei quali si \u00e8 svolto nel giugno 2026. Nell&#8217;ultima edizione, 21 esperti di 9 aziende hanno testato 12 diversi componenti omlox, tra cui infrastrutture UWB, tag di localizzazione, tecnologie di posizionamento complementari, omlox hub e applicazioni software industriali. L&#8217;attenzione si \u00e8 concentrata in particolare sui test di interoperabilit\u00e0 che si sono conclusi con grande successo. <br>Quest&#8217;anno l&#8217;omlox Plugfest \u00e8 stato inoltre affiancato da una conferenza ospitata da <strong>Fraunhofer IOSB-INA <\/strong>presso SmartFactoryOWL a Lemgo (Germania) e organizzata congiuntamente da <strong>PI<\/strong> (<strong>PROFIBUS &amp; PROFINET International<\/strong>) e <strong>Fraunhofer IOSB-INA<\/strong>. L&#8217;evento ha proposto dimostrazioni dal vivo di come i dati di localizzazione standardizzati possano accelerare l&#8217;automazione dei magazzini, la robotica autonoma, le applicazioni per la sicurezza, l&#8217;ottimizzazione dei flussi di materiali e l&#8217;intelligenza operativa basata sull&#8217;AI. <em>(Foto: Gorodenkoff\/Adobe Stock\u00a0 &#8211; Adobe Stock n. 1700142714)<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Affinch\u00e9 persone, macchine, robot e sistemi di intelligenza artificiale possano collaborare in modo sicuro ed efficiente, devono condividere una comprensione comune dello spazio e del movimento. Dati di localizzazione aperti e interoperabili costituiscono la base spaziale della Physical AI. Ad affermarlo \u00e8 Matthias J\u00f6st, Head of the Committee omlox presso PI (PROFIBUS &#038; PROFINET International). 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