{"id":17371,"date":"2026-10-02T12:44:48","date_gmt":"2026-10-02T12:44:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/?p=17371"},"modified":"2026-10-02T12:44:51","modified_gmt":"2026-10-02T12:44:51","slug":"dallambiente-accademico-soluzioni-concrete-per-i-processi-produttivi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/dallambiente-accademico-soluzioni-concrete-per-i-processi-produttivi\/","title":{"rendered":"Dall\u2019ambiente accademico, soluzioni concrete per i processi produttivi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Obiettivo del progetto di ricerca DITECH, che ha visto il coinvolgimento del mondo accademico tra cui il <a href=\"https:\/\/www.polimi.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><strong>Politecnico di Milano<\/strong><\/a>, \u00e8 riuscire a ridurre le attivit\u00e0 ripetitive e\/o faticose per l&#8217;operatore e aumentare la sua ergonomia nel lavoro alla linea. Il progetto si \u00e8 concretizzato con la creazione di una cella dedicata alla manipolazione e all\u2019imballaggio di prodotti a fine linea, realizzata con la collaborazione di <a href=\"https:\/\/it.automation.camozzi.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">C<strong>amozzi Automation<\/strong><\/a>.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di Laura Alberelli<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nato all\u2019interno dello Spoke 8 del partenariato PNRR MICS, il progetto di ricerca <strong>DITECH <\/strong>(acronimo di \u201cDIgital TEChnologies for Human centric and collaborative human-machine manufacturing systems\u201d) ha sviluppato una cella robotizzata collaborativa, dove uomo e robot possono cooperare all\u2019interno dello stesso spazio operativo in modo sicuro, coordinato ed efficiente. <em>\u201cIl progetto nasce dalla volont\u00e0 di essere parte attiva nell\u2019innovazione dei prodotti e dei processi industriali, mettendo in relazione le nostre competenze tecnologiche e applicative con quelle degli enti di ricerca pi\u00f9 avanzati\u201d<\/em>, afferma <strong>Francesco Alberti<\/strong>, Technical Director Mechatronics Research Projects di <strong>Camozzi Automation<\/strong>. <em>\u201cL\u2019obiettivo \u00e8 trasformare metodologie sviluppate in ambito accademico in soluzioni concrete, applicabili ai processi produttivi e potenzialmente integrabili nei prodotti gi\u00e0 presenti a catalogo\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Solo tecnologie all\u2019avanguardia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto si \u00e8 articolato principalmente in due macrofasi, spiega <strong>Marco Faroni<\/strong>, Robotics Researcher presso il <strong>Politecnico di Milano<\/strong>. <em>\u201cLa prima \u00e8 stata una fase di ricerca metodologica e accademica, caratterizzata da un livello di maturit\u00e0 tecnologica inizialmente pi\u00f9 bassa. La seconda fase, avviata indicativamente dalla met\u00e0 del progetto, ha riguardato il trasferimento delle metodologie sperimentate a livello laboratoriale su casi di studio industrialmente rilevanti. Le tecnologie sviluppate sono state quindi implementate e validate con <strong>Camozzi Automation <\/strong>all\u2019interno di un dimostratore industriale, con l\u2019obiettivo di raggiungere un livello di maturit\u00e0 pi\u00f9 elevato e pi\u00f9 vicino alle condizioni reali di produzione. <br>Per il progetto <strong>DITECH <\/strong>sono state utilizzate tecnologie all\u2019avanguardia: simulazione, digital twin, AI e soluzioni per la cybersecurity. L\u2019intelligenza artificiale \u00e8 stata impiegata principalmente negli algoritmi di orchestrazione, schedulazione e pianificazione del moto. Questi algoritmi consentono di coordinare le attivit\u00e0 dell\u2019operatore e del robot, prevedendo possibili interferenze e modificando in tempo reale l\u2019ordine delle operazioni o la traiettoria del robot. Il beneficio principale consiste nella possibilit\u00e0 di mantenere elevati standard di sicurezza senza penalizzare l\u2019efficienza produttiva. In una cella collaborativa tradizionale, infatti, l\u2019avvicinamento dell\u2019operatore pu\u00f2 determinare frequenti rallentamenti o arresti del cobot. Grazie agli algoritmi sviluppati, il cobot pu\u00f2 invece assumere un comportamento proattivo, spostandosi in un\u2019altra zona della cella o avviando un\u2019attivit\u00e0 che non interferisca con l\u2019operatore. Si riducono cos\u00ec i fermi legati alla sicurezza e si evita, per quanto possibile, l\u2019aumento del tempo ciclo. Gli algoritmi sviluppati combinano metodologie pi\u00f9 tradizionali di pianificazione e schedulazione con tecniche di machine learning, utilizzate per apprendere dai dati dell\u2019impianto e ottimizzare progressivamente il funzionamento della cella. Anche il tema della cybersecurity \u00e8 stato affrontato da un gruppo di ricerca del <strong>Politecnico di Milano<\/strong>, che ha analizzato le potenziali minacce informatiche su alcuni componenti di <strong>Camozzi Automation <\/strong>utilizzati nel dimostratore, con l\u2019obiettivo di individuare criticit\u00e0 e valutarne il livello di sicurezza\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_2_web.jpg\" alt=\"Solo tecnologie all\u2019avanguardia\" class=\"wp-image-17379\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_2_web.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_2_web-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_2_web-130x73.jpg 130w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_2_web-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_2_web-390x220.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Per il progetto DITECH sono state utilizzate tecnologie all\u2019avanguardia: simulazione, digital twin, AI e soluzioni per la cybersecurity. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019importanza degli algoritmi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <strong>DITECH <\/strong>sono stati sviluppati algoritmi di orchestrazione e schedulazione basati sull\u2019AI per coordinare uomo e robot in tempo reale. Riprende <strong>Marco Faroni<\/strong>: <em>\u201cSi tratta di algoritmi capaci di coordinare non soltanto i movimenti del robot, ma anche l\u2019ordine e il momento in cui vengono svolte le diverse attivit\u00e0 della cella. Il sistema tiene conto della posizione dell\u2019operatore, delle operazioni che deve svolgere e delle zone della cella che dovr\u00e0 occupare. In funzione di queste informazioni, il cobot pu\u00f2 decidere autonomamente di modificare la propria traiettoria, spostarsi in un\u2019altra area o svolgere un\u2019attivit\u00e0 prima di un\u2019altra. L\u2019elemento distintivo \u00e8 quindi il comportamento proattivo: il robot non attende necessariamente che si verifichi un\u2019interferenza per fermarsi, ma cerca di prevedere dove si sposter\u00e0 la persona e adatta di conseguenza il proprio comportamento. Questo consente di mantenere la sicurezza dell\u2019operatore e, allo stesso tempo, di limitare gli arresti della macchina e le perdite di produttivit\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:100%\">\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" data-id=\"17380\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_3_web.jpg\" alt=\"L\u2019importanza degli algoritmi\" class=\"wp-image-17380\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_3_web.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_3_web-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_3_web-130x73.jpg 130w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_3_web-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_3_web-390x220.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Francesco Alberti, Technical Director Mechatronics Research Projects di Camozzi Automation.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" data-id=\"17381\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_4_web.jpg\" alt=\"Francesco Alberti, Technical Director Mechatronics Research Projects di Camozzi Automation.\" class=\"wp-image-17381\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_4_web.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_4_web-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_4_web-130x73.jpg 130w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_4_web-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_4_web-390x220.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Marco Faroni, Robotics Researcher presso il Politecnico di Milano. <\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-8f761849 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una cella che riproduce una tipica applicazione di fine linea<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La concretizzazione di <strong>DITECH <\/strong>ha portato alla creazione di un dimostratore industriale di fine linea per il pick and packaging. A illustrarne le peculiarit\u00e0 \u00e8 <strong>Francesco Alberti<\/strong>: <em>\u201cLa cella riproduce una tipica applicazione di fine linea dedicata alla manipolazione e all\u2019imballaggio di prodotti finiti. La soluzione comprende innanzitutto una serie di componenti pneumatici standard di <strong>Camozzi Automation<\/strong>, quali unit\u00e0 per il trattamento dell\u2019aria, valvole per comandare l\u2019apertura e la chiusura dei cilindri e mini-cilindri utilizzati, per esempio, per arrestare o posizionare le scatole lungo il processo. \u00c8 presente, inoltre, un sistema di movimentazione elettrica: il cobot \u00e8 installato su un asse a doppia guida che amplia il raggio d\u2019azione del cobot. L\u2019asse \u00e8 controllato tramite l\u2019azionamento integrato con controllo vettoriale DRVI, a sua volta coordinato con il controllore mediante appositi algoritmi. Questo coordinamento \u00e8 essenziale perch\u00e9 il sistema deve conoscere in tempo reale sia la posizione del robot sia quella dell\u2019asse sul quale \u00e8 montato. La cella comprende anche un sistema di cambio utensile. Pur essendo basato su un tool changer manuale, il cambio \u00e8 stato automatizzato attraverso apposite forcelle e specifici movimenti del robot. Il robot pu\u00f2 quindi selezionare utensili diversi in funzione dell\u2019operazione da svolgere. Tra questi vi sono un utensile per la manipolazione delle scatole e una pinza parallela smart, serie CSPT, integrata con sensori tattili. La pinza pu\u00f2 acquisire informazioni locali sulla superficie e sulla geometria dell\u2019oggetto mediante il contatto. Queste informazioni vengono combinate con quelle di un sensore di visione \u201cTime of Flight\u201d, che ricostruisce l\u2019ingombro generale dell\u2019oggetto. In questo modo, grazie agli algoritmi di ricostruzione di oggetti sconosciuti e alla nostra pinza smart, \u00e8 possibile manipolare oggetti non noti a priori. Il sistema ne ricostruisce l\u2019ingombro nello spazio, individua le possibili pose di presa e acquisisce informazioni pi\u00f9 accurate durante il contatto, migliorando l\u2019affidabilit\u00e0 e la precisione della manipolazione\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_5_web.jpg\" alt=\"Una cella che riproduce una tipica applicazione di fine linea\" class=\"wp-image-17383\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_5_web.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_5_web-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_5_web-130x73.jpg 130w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_5_web-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_5_web-390x220.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L\u2019asse \u00e8 controllato tramite l\u2019azionamento integrato con controllo vettoriale serie DRVI.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fornitori del \u201cuse case industriale\u201d<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo progetto, <strong>Camozzi Automation<\/strong> ha rivestito un ruolo centrale nella definizione e nella realizzazione del caso applicativo, come conferma lo stesso <strong>Francesco Alberti<\/strong>: <em>\u201cInnanzitutto abbiamo fornito il \u201cuse case industriale\u201d, trasformando le tematiche di ricerca in una prova di concetto concreta. Il caso applicativo \u00e8 stato individuato attraverso un\u2019attivit\u00e0 di ricognizione svolta con il <strong>Politecnico di Milano<\/strong> e con i direttori dei nostri stabilimenti, per identificare un processo realmente utile alla produzione e, allo stesso tempo, sufficientemente articolato da consentire la sperimentazione delle diverse tecnologie studiate. La scelta \u00e8 ricaduta su un\u2019applicazione di fine linea perch\u00e9 rappresenta una necessit\u00e0 produttiva reale e permette di integrare collaborazione uomo-robot, movimentazione elettrica, pneumatica, manipolazione, sensing, sicurezza e orchestrazione intelligente. Abbiamo inoltre messo a disposizione le nostre competenze nella pneumatica, nell\u2019attuazione elettrica e nell\u2019automazione industriale, mettendo a sistema il nostro know-how con le competenze algoritmiche e metodologiche delle universit\u00e0. La componentistica \u00e8 stata selezionata privilegiando, per quanto possibile, prodotti standard e commercialmente disponibili. In alcuni casi tali prodotti sono stati utilizzati secondo la loro funzione abituale; in altri sono stati integrati con nuove logiche, sensori o algoritmi per ampliarne le funzionalit\u00e0 e valutarne future evoluzioni\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Risultati soddisfacenti, ma con un margine di miglioramento<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Con il progetto <strong>DITECH <\/strong>e la <strong>cella di pick and packaging<\/strong> \u00e8 stato effettivamente possibile ridurre le attivit\u00e0 ripetitive o faticose e migliorare ergonomia e sicurezza? <em>\u201cI risultati ottenuti indicano che le metodologie da noi sviluppate hanno raggiunto un livello di maturit\u00e0 tecnologica sufficientemente elevato da poter essere applicate, almeno in buona parte, a scenari industriali realistici\u201d<\/em>, risponde <strong>Marco Faroni<\/strong>. <em>\u201cIl sistema consente di affidare al robot operazioni ripetitive, usuranti o potenzialmente poco ergonomiche, lasciando all\u2019operatore le attivit\u00e0 che richiedono maggiore flessibilit\u00e0, capacit\u00e0 decisionale e adattamento. Dal punto di vista della sicurezza, gli algoritmi di pianificazione, la stima delle forze e il coordinamento in tempo reale contribuiscono a prevenire collisioni e interferenze. Rimane tuttavia necessario un ulteriore passaggio di ingegnerizzazione prima di poter adottare la soluzione in maniera estesa sulle linee produttive. Il dimostratore \u00e8 vicino all\u2019ambiente industriale, ma alcune parti devono essere ulteriormente testate e rese pi\u00f9 robuste\u201d<\/em>. <br>Il modello di pick and packaging \u00e8 facilmente esportabile e replicabile dalle aziende?<strong> Francesco Alberti<\/strong>: <em>\u201cIl progetto ha raggiunto un TRL relativamente elevato, seppure la soluzione non sia ancora trasferibile in modo diretto e identico in qualsiasi stabilimento. Prima dell\u2019adozione industriale \u00e8 necessario verificare tutti i possibili scenari operativi, rendere pi\u00f9 robuste alcune funzioni e adattare gli algoritmi al processo, agli spazi, ai prodotti e alle esigenze di ogni specifico sito produttivo. Ma la cosa davvero interessante \u00e8 che alcune tecnologie risultano gi\u00e0 facilmente trasferibili. \u00c8 il caso, per esempio, delle librerie di algoritmi sviluppate per la gestione degli azionamenti integrati con controllo vettoriale, sulla nostra serie DRVI, gi\u00e0 messe a disposizione dei clienti. Altre funzionalit\u00e0, come l\u2019orchestrazione complessiva della cella, richiedono invece una progettazione e una validazione personalizzate per ciascuna applicazione, ma il potenziale di utilizzo industriale \u00e8 davvero molto elevato\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_6_web.jpg\" alt=\"Risultati soddisfacenti, ma con un margine di miglioramento\" class=\"wp-image-17384\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_6_web.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_6_web-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_6_web-130x73.jpg 130w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_6_web-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_6_web-390x220.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Sulla cella \u00e8 presente un sistema di movimentazione elettrica: il cobot \u00e8 installato su un asse a doppia guida che amplia il raggio d\u2019azione del cobot. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019equilibrio uomo-macchina \u00e8 gi\u00e0 qui<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il progetto <strong>DITECH <\/strong>propone una visione di fabbrica ibrida, nella quale l\u2019uomo e il robot lavorano insieme e condividono lo stesso ambiente operativo. Si pu\u00f2 quindi gi\u00e0 parlare di \u201cfabbrica del futuro\u201d? Commenta <strong>Marco Faroni<\/strong>: <em>\u201cLa fabbrica collaborativa appare gi\u00e0 oggi vicina alle caratteristiche e ai bisogni del tessuto industriale italiano, composto in larga parte da piccole e medie imprese. In questo contesto, il robot pu\u00f2 occuparsi delle attivit\u00e0 ripetitive, usuranti e facilmente automatizzabili, mentre l\u2019operatore mantiene un ruolo fondamentale grazie alla sua flessibilit\u00e0, alla capacit\u00e0 di affrontare situazioni impreviste e alla variet\u00e0 delle competenze che possiede. Il futuro prossimo non sembra quindi alla ricerca del miglior equilibrio tra le capacit\u00e0 dell\u2019operatore e quelle della macchina\u201d<\/em>. <br><em>\u201cSono assolutamente d\u2019accordo con Marco e il progetto <strong>DITECH <\/strong>vuole essere una testimonianza concreta di come anche le aziende manifatturiere svolgano un ruolo attivo nella ricerca del migliore equilibrio uomo-macchina\u201d<\/em>, aggiunge <strong>Francesco Alberti.<\/strong> <em>\u201cIn <strong>Camozzi Automation<\/strong> siamo perfettamente consapevoli che le macchine e, pi\u00f9 in generale, tutte le nuove tecnologie, stiano cambiando almeno in parte i processi di produzione, ma siamo altrettanto convinti che la persona continuer\u00e0 a svolgere un ruolo centrale\u201d<\/em>. <br>Infine, a <strong>Francesco Alberti<\/strong> abbiamo chiesto che importanza ha per <strong>Camozzi Automation<\/strong> sostenere progetti come quello descritto in questo articolo. <em>\u201cPer <strong>Camozzi<\/strong>, attivit\u00e0 di questo tipo sono molto importanti perch\u00e9 ci consentono di collaborare con realt\u00e0 pi\u00f9 avanzate nel panorama accademico e scientifico italiano, di accedere a competenze specialistiche e di confrontarci con punti di vista differenti. Il valore non risiede soltanto nello sviluppo di nuovi prodotti o metodologie, ma anche nella possibilit\u00e0 di condividere conoscenze con altre aziende e altri settori industriali. Una tecnologia sviluppata per l\u2019automazione industriale pu\u00f2 infatti essere adattata ad altri contesti, generando nuove applicazioni, idee e opportunit\u00e0. La partecipazione a partenariati estesi ci permette di anticipare le evoluzioni tecnologiche, trasferire i risultati della ricerca nei nostri prodotti e processi e contribuire alla costruzione di un ecosistema dell\u2019innovazione pi\u00f9 aperto e interdisciplinare\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_7_web.jpg\" alt=\"L\u2019equilibrio uomo-macchina \u00e8 gi\u00e0 qui\" class=\"wp-image-17385\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_7_web.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_7_web-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_7_web-130x73.jpg 130w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_7_web-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/inmotion\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/camozzi_7_web-390x220.jpg 390w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Pinza parallela smart serie CSPT, componente realizzato e distribuito da Camozzi Automation. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Obiettivo del progetto di ricerca DITECH, che ha visto il coinvolgimento del mondo accademico tra cui il Politecnico di Milano, \u00e8 riuscire a ridurre le attivit\u00e0 ripetitive e\/o faticose per l&#8217;operatore e aumentare la sua ergonomia nel lavoro alla linea. 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