{"id":2079,"date":"2019-12-10T10:27:53","date_gmt":"2019-12-10T10:27:53","guid":{"rendered":"http:\/\/publiteconline.it\/deformazione\/?p=2079"},"modified":"2019-12-10T10:27:53","modified_gmt":"2019-12-10T10:27:53","slug":"lindustria-e-sempre-piu-social-ma-luomo-resta-al-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/deformazione\/2019\/12\/lindustria-e-sempre-piu-social-ma-luomo-resta-al-centro\/","title":{"rendered":"L\u2019industria \u00e8 sempre pi\u00f9 Social, ma l\u2019uomo resta al centro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019industria \u00e8 cambiata: flessibilit\u00e0 ed efficienza sono requisiti fondamentali per gestire lotti sempre pi\u00f9 ridotti e indici elevati di rotazione dei codici. Anche la visione di <strong>Salvagnini<\/strong> si \u00e8 evoluta e la sua proposta si \u00e8 arricchita di un nuovo paradigma, quello della Social Industry, capace di combinare <br> le tecnologie digitali, immateriali per definizione, con i pi\u00f9 moderni concetti di produzione, flusso di processo e smart manufacturing.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Mario Lepo<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube aligncenter wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe title=\"Blechexpo 2019: intervista a Tommaso Bonuzzi, Direttore Marketing Salvagnini\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Fnd9Nwzo_1w?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">L\u2019uomo, con le sue competenze, diviene il punto di contatto tra queste due dimensioni apparentemente lontane come quella social dell\u2019immateriale e quella fisica dei processi produttivi. Il risultato \u00e8 una combinazione di processi adattivi, efficienti e automatici, perfettamente bilanciati, interconnessi all\u2019interno e all\u2019esterno dall\u2019azienda, rispettosi dell\u2019uomo e dell\u2019ambiente, in grado di comunicare tra loro, di eliminare i tempi morti di lavorazione, di massimizzare la produttivit\u00e0, e di effettuare una produzione personalizzata, minimizzando gli scarti e i consumi. \u00c8 stato ancora una volta questo il messaggio legato alla partecipazione di Salvagnini alla Blechexpo di Stoccarda del novembre scorso, in cui ha messo in bella mostra il proprio stato dell\u2019arte in fatto di taglio e piegatura della lamiera con alcune innovazioni importanti ma soprattutto ha messo in pratica tutti i concetti pi\u00f9 evoluti della Social Industry. Dopo averla tenuta a battesimo lo scorso anno in occasione della EuroBLECH di Hannover, la Social Industry si \u00e8 ulteriormente sviluppata attorno alla centralit\u00e0 dell\u2019uomo che \u00e8 l\u2019elemento fondamentale, il fulcro di questa filosofia. \u201cFacciamo fare all\u2019uomo qualcosa di diverso rispetto al passato\u201d spiega Tommaso Bonuzzi, Sales Director Salvagnini. \u201cValorizziamo le sue competenze, affidandogli gestione e controllo da remoto dei sistemi produttivi ed eliminando tutte le attivit\u00e0 a basso valore aggiunto, per certi versi alienanti, per permettergli di esprimere tutto il proprio potenziale. Con i nostri nuovi strumenti software l\u2019operatore pu\u00f2 organizzare al meglio la produzione bilanciando i flussi di lavoro, producendo solo quello che serve esattamente quando serve; le macchine, totalmente sensorizzate e adattative, si autocorreggono in ciclo e consumano solo ed esclusivamente l\u2019energia necessaria\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una soluzione totalmente integrata e perfettamente bilanciata<\/strong><br> Non si parla pi\u00f9 di sola efficienza di processo, quanto di efficienza di fabbrica: Salvagnini mette a disposizione dell\u2019uomo gli strumenti pi\u00f9 avanzati per realizzare una vera e propria automazione flessibile. \u00c8 questo il vero valore aggiunto della Social Industry, una soluzione totalmente integrata e perfettamente bilanciata con cui produrre ci\u00f2 che si vuole, quando si vuole, indipendentemente dalle dimensioni dei lotti. Questo \u00e8 da sempre nel DNA Salvagnini, e risponde alle richieste espresse con sempre maggior frequenza dai clienti. E questa \u00e8 esattamente l\u2019esperienza produttiva che i visitatori hanno potuto vivere visitando lo stand Salvagnini a Stoccarda.<br> \u201cOltre ad apprezzare le numerose innovazioni presentate, tra cui la sorgente da 6 kW ad alta densit\u00e0 di potenza introdotta sul laser a fibra ad alte dinamiche L5 ed il cambio utensili automatico AU-TO sulla pressa piegatrice B3, abbiamo dato ai visitatori la possibilit\u00e0 di vivere un\u2019esperienza produttiva reale in cui le nostre macchine collaboravano fra loro in un insieme di flussi concatenati\u201d spiega Francesca Zanettin, Head of MarkComm Salvagnini. \u201cIl visitatore poteva scegliere un oggetto da produrre &#8211; naturalmente per una questione di praticit\u00e0 la scelta avveniva all\u2019interno di una gamma di oggetti prestabilita &#8211; e decidere come personalizzarlo prima di avviarne l\u2019iter produttivo. \u00c8 a questo punto che, secondo la logica della Social Industry, ogni macchina, laser, pressa piegatrice o pannellatrice che sia, comunica a quella successiva cosa sta lavorando in modo da predisporla per lavorazione seguente; ognuna collabora e interagisce per produrre quello che serve nel momento richiesto. E ogni macchina era connessa alle altre grazie a carrelli autoguidati SGV che, muovendosi liberamente tra esse, gestivano al meglio il flusso dei semilavorati. Ecco, questo \u00e8 il vero significato della digitalizzazione di fabbrica e dell\u2019Industria 4.0 secondo Salvagnini\u201d conclude Zanettin. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Efficientare la programmazione per massimizzare la resa <\/strong><br> Scendendo pi\u00f9 nel dettaglio dei contenuti integrati nella Social Industry proposta a Stoccarda e prima di parlare delle singole macchine integrate \u00e8 utile e corretto parlare di \u201cintelligenza di sistema\u201d, ovvero di ci\u00f2 che \u00e8 per Salvagnini il software. Intelligenza di sistema distribuita, continuamente valorizzata e coordinata in tempo reale per migliorare le prestazioni, che mette in relazione tecnologie produttive e operatori consentendo il trattamento delle informazioni, la loro diffusione e il loro coordinamento. Codice per pensare, per pianificare, per programmare garantendo massima semplicit\u00e0, efficacia ed efficienza, per gestire il processo nella sua interezza, per apprendere rapidamente dall\u2019esperienza e dall\u2019ambiente circostante, per comprendere situazioni complesse e attribuire loro significato, per risolvere problemi.  \u201cIl software \u00e8 da sempre un elemento decisivo nella nostra proposta,\u201d esordisce Stefano Cera, Product Manager Salvagnini. \u201cIl nostro approccio \u00e8 quello di garantire il miglior livello prestazionale in officina grazie a una programmazione snella, semplice ed efficace. In un certo qual modo possiamo dire che la soluzione Salvagnini sia, da sempre, un mix tra prestazioni software e hardware e il mercato ci ha sempre riconosciuto una posizione di leadership in questo senso. In quest\u2019ottica \u00e8 naturale che la rapida, rapidissima trasformazione che il mercato della deformazione lamiera ha affrontato negli ultimi anni ci abbia spinti a evolvere anche i nostri strumenti di programmazione\u201d.  \u201cCi siamo resi conto di quanto fosse necessario efficientare le attivit\u00e0 di programmazione per massimizzare la resa dei sistemi installati in officina,\u201d racconta ancora Cera. \u201cPer farlo nel migliore dei modi siamo ripartiti dal nostro mercato, dai nostri clienti: vivendo accanto a loro, affrontando le loro problematiche quotidiane. Ci siamo accorti che pi\u00f9 che sulle tecnologie con cui li producono, sono concentrati sui propri particolari, sulle proprie unit\u00e0, sui propri oggetti finiti. A quel punto l\u2019evoluzione naturale della nostra proposta non poteva che essere una soluzione integrata, che consentisse di programmare le attivit\u00e0 lungo l\u2019intero processo produttivo, in cui la tecnologia fosse un elemento quasi trasparente. Cos\u00ec \u00e8 nato STREAM\u201d. STREAM \u00e8 la risposta di Salvagnini al contesto industriale contemporaneo, una suite di programmazione che migliora la reattivit\u00e0 e riduce costi, errori operativi e inefficienze di processo. STREAM \u00e8 l\u2019ecosistema integrato per gestire tutte le attivit\u00e0 in ufficio e in fabbrica, l\u2019unico punto di accesso a tutte le tecnologie, dal taglio alla piega, per assolvere alle esigenze di pianificazione, programmazione, produzione, gestione, controllo e ottimizzazione lungo l\u2019intero processo di produzione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019evoluzione naturale <\/strong><br> \u201cLe nostre soluzioni software ricevono le informazioni relative agli oggetti finiti da produrre direttamente dal gestionale aziendale,\u201d continua ancora Cera. \u201cConsiderando che sempre pi\u00f9 spesso i programmatori sono nativi digitali, distanti dalle tecnologie produttive vere e proprie, STREAM li assiste nella gestione delle attivit\u00e0 a basso valore aggiunto: partendo dal 3D del pezzo finito, ricrea automaticamente uno sviluppato e lo adatta automaticamente alla tecnologia di piega impiegata, rispettando gli opportuni vincoli della piegatura tradizionale o della pannellatura. Il passo successivo \u00e8 la creazione automatica dei nesting, che possono essere ottimizzati per una realizzazione al laser, in punzonatura ma anche, perch\u00e9 no, in processi combinati laser-punzonatura. Il programmatore si trasforma in un supervisore, verifica che il processo avvenga in modo fluido e corretto, si inserisce e prende il controllo solo qualora sia necessario modificare o affinare il processo. E pu\u00f2 ignorare specifiche tecniche e vincoli tipici dei sistemi disponibili in officina, di cui si occupa autonomamente il software\u201d. Il mercato chiede di rispettare la sua normale logica produttiva e di focalizzarsi sul prodotto finito, STREAM risponde capovolgendo la tradizionale logica dei software CAM\/NEST. Senza dimenticare che consente anche il calcolo dei costi, includendo se necessario le lavorazioni a monte e a valle. \u201cSi tratta di una realt\u00e0 impensabile fino a qualche anno fa, che snellisce la programmazione e la gestione del flusso informativo,\u201d conclude Cera. \u201cSolo un altro player sul mercato vanta lo stesso, ampio ventaglio di soluzioni hardware e software proposte da Salvagnini. Ma Salvagnini \u00e8 la sola a proporre, oggi, un ambiente unico per gestire tutte le tecnologie: perch\u00e9 ecosistema integrato significa proprio questo, poter controllare punzonatrici, sistemi per il taglio laser, pannellatrici e presse piegatrici all\u2019interno di un\u2019unica piattaforma. Una rivoluzione per tutti, per noi un\u2019evoluzione naturale\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6 kW di potenza per competere  in tutte le categorie<\/strong><br> Parlando di evoluzione, Pierandrea Bello, Product Manager Salvagnini spiega come \u201cnel corso degli anni, il sistema di taglio L5 abbia affrontato un processo di miglioramento continuo e quest\u2019anno si presenta all\u2019appuntamento di Blechexpo con due importanti novit\u00e0: la sorgente da 6 kW ad alta densit\u00e0 di potenza ed il sistema a compasso con struttura evoluta in fibra di carbonio completamente riprogettato. Si tratta di novit\u00e0 particolarmente significative, che esponiamo in Germania per la prima volta\u201d. La sorgente completa l\u2019offerta Salvagnini nel campo delle soluzioni a 6kW: si tratta di una novit\u00e0 rilevante perch\u00e9, combinata con le caratteristiche tipiche di L5, ne esalta le prestazioni e garantisce performance superiori su spessori medio-sottili, anche rispetto a sorgenti di potenza superiore.<br> \u201cQuesta sorgente ci garantisce, rispetto alla precedente, tutta una serie di benefici\u201d continua Bello. \u201cIl primo e pi\u00f9 evidente \u00e8 che abbiamo disponibile una L5 6 kW. Il secondo, derivante esclusivamente dalla sorgente, \u00e8 che possiamo aumentare la nostra velocit\u00e0 di taglio sul range di applicazioni pi\u00f9 diffuso di L5, ovvero gli spessori medio-sottili, fino a 6 mm. Il terzo e collegato alle caratteristiche della L5 \u00e8 che grazie all\u2019alta velocit\u00e0 di taglio possiamo migliorare in maniera consistente anche le accelerazioni di taglio su spessori fino a 4 mm. Non solo: i dati che abbiamo raccolto indicano che la nuova sorgente raggiunge prestazioni tipiche di soluzioni di potenza superiore. E senza incidere negativamente sulle performance sugli spessori medio-alti, anche grazie al contributo dei nuovi ugelli Thunder sviluppati da Salvagnini per aumentare prestazioni e qualit\u00e0 nel taglio di forti spessori in azoto\u201d. <br> Il rilascio del nuovo sistema a compasso con struttura evoluta in fibra di carbonio, invece, segue quello del nuovo pianificatore delle traiettorie e contribuisce a esaltare ulteriormente i vantaggi ottenuti dalla nuova sorgente: le maggiori dinamiche su spessori medio-sottili non influiscono sull\u2019ottima precisione di L5, e addirittura vengono accompagnate da un miglioramento delle performance grazie alla maggiore velocit\u00e0 raggiunta nei movimenti in rapido, che si traduce in un aumento di produttivit\u00e0 che pu\u00f2 raggiungere quasi il 10% a seconda della tipologia di nesting.<br> Il sistema esposto a Stoccarda proponeva anche alcuni aggiornamenti tecnici che contribuiscono a rendere L5 ancora pi\u00f9 efficiente. La novit\u00e0 pi\u00f9 interessante \u00e8 la nuova opzione APM, un sistema compatto e chiavi in mano per il taglio in aria compressa: collegandosi direttamente alla rete pneumatica aziendale, APM normalizza i valori di pressione, filtraggio ed essicazione dell\u2019aria compressa ottimizzandoli per il taglio in aria. Combinato con la velocit\u00e0 della nuova sorgente da 6 kW, APM permette di tagliare in aria un ampio range di materiali mantenendo una qualit\u00e0 molto elevata e costi decisamente contenuti rispetto al classico taglio in azoto: per esempio, su una lamiera di acciaio inox con spessore di 3 mm, con qualit\u00e0 di taglio molto simili \u00e8 possibile risparmiare oltre 10 \u20ac\/h, naturalmente in funzione del costo dell\u2019azoto. Ma L5 era dotata anche di altre novit\u00e0: la nuova opzione SVS, acronimo di Sheet Vision System, che permette al cliente di riutilizzare i classici spezzoni di lamiera che spesso popolano le officine, ricavandone un dxf da utilizzare come formato di partenza per nestare nuovi pezzi da tagliare direttamente a bordo macchina; i nuovi innovativi algoritmi di nesting che assicurano minori tempi di elaborazione, schemi di nesting pi\u00f9 ordinati e un miglior impiego del materiale, garantendo risparmi fra il 5% e 10%; infine l\u2019opzione visione artificiale AVS, che permette rapidi allineamenti sui bordi del foglio in lavorazione o la possibilit\u00e0 di riferirsi su lavorazioni gi\u00e0 presenti nel foglio, senza limiti di forma.\u2003<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Ogni attrezzaggio ha una durata certa, ripetibile e prevedibile <\/strong><br> Dal taglio alla piega il passo \u00e8 breve, o almeno quello sequenzialmente parlando pi\u00f9 logico. La pressa piegatrice \u00e8 probabilmente, tra le principali tecnologie di lavorazione della lamiera, quella meno evoluta e meno integrata in ottica smart factory, che richiede ancora una forte presenza e interazione con l\u2019operatore. Proprio per soddisfare la necessit\u00e0 di integrare verticalmente anche la pressa piegatrice nel processo produttivo, oltre che per ridurre le difficolt\u00e0 nel reperimento di operatori macchina qualificati ed esperti, Salvagnini ha lavorato sul tema dell\u2019automazione: il frutto di questo lavoro \u00e8 la pressa piegatrice B3.AU-TO, equipaggiata con il nuovo cambio utensili automatico, espressione concreta di un nuovo concetto di pressa piegatrice automatizzata e scalabile.<br> \u201cPer prima cosa abbiamo semplificato l\u2019utilizzo della macchina\u201d spiega Giulio Farina, CEO di Salvagnini Robotica \u201ce l\u2019abbiamo resa capace di comunicare i propri dati alle altre macchine e ai sistemi gestionali aziendali. L\u2019obiettivo \u00e8 di rendere la piegatura un\u2019operazione meno influenzata dalle variabili di processo e quindi di poter dare maggiori certezze, per esempio in termini di tempi di lavorazione, e quindi di costi e di previsione degli stessi. Il sistema Salvagnini MAC2.0 (Material Attitude Correction) rientra appunto nell\u2019ottica di garantire maggiore stabilit\u00e0 al processo, abbattendo contemporaneamente i tempi ciclo: attraverso un solo rilevamento laser, la pressa piegatrice reagisce in maniera adattiva a eventuali variazioni del materiale che, quando necessario, vengono compensate automaticamente.\u201d<br> Il nuovo cambio utensili automatico AU-TO conclude un percorso iniziato con l\u2019allestitore automatico utensili ATA, che consente a Salvagnini di ridurre in modo decisivo la variabilit\u00e0 che da sempre contraddistingue la piegatura tradizionale e di ridefinire il concetto di tempo collegato alla pressa piegatrice: indipendentemente dal materiale, dallo spessore e dalla geometria del particolare da processare, ciascuno specifico attrezzaggio ha sempre una durata certa, ripetibile e prevedibile. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un\u2019automazione adatta alla propria realt\u00e0 di fabbrica <\/strong><br> Ma AU-TO consente a Salvagnini di realizzare anche un concetto modulare di automazione, scalabile in funzione di ci\u00f2 che serve al cliente, per massimizzare la flessibilit\u00e0 e l\u2019autonomia della pressa piegatrice, permettendole di adattarsi nell\u2019attrezzaggio e nella gestione degli utensili in funzione di ci\u00f2 che si deve produrre. \u201cNon \u00e8 un semplice riattrezzaggio automatico\u201d continua Farina \u201cma un concetto pi\u00f9 evoluto: mettiamo a disposizione del cliente diversi livelli di automazione. Il primo livello \u00e8 rappresentato dal dispositivo ATA (Automatic Tool Adjuster), che permette di cambiare e regolare in automatico la lunghezza degli utensili di piega superiori recuperando tempi ed efficienza produttiva. Il secondo livello prevede l\u2019estensione del dispositivo ATA.L agli utensili inferiori, la soluzione ideale per produzioni a kit, perch\u00e9 permette di piegare in sequenza pezzi di differenti spessori. Il terzo livello \u00e8 rappresentato dall\u2019opzione MVM, la matrice ad apertura variabile alternativa ad ATA.L: adatta automaticamente l\u2019apertura della V in funzione del programma e consente di piegare materiali di spessori e raggi diversi. Non richiede l\u2019intervento dell\u2019operatore per l\u2019allestimento delle matrici, a tutto vantaggio della produttivit\u00e0 e flessibilit\u00e0 della pressa piegatrice. Quello che Salvagnini propone oggi con il cambio utensili AU.TO \u00e8 invece il quarto livello, quello pi\u00f9 evoluto, che non esclude le funzionalit\u00e0 dei dispositivi ATA: riduce i tempi di allestimento e aumenta la disponibilit\u00e0 della pressa piegatrice B3, permettendo all\u2019utente di creare un\u2019automazione adatta alla propria realt\u00e0 di fabbrica, attrezzando automaticamente la macchina con le migliori strategie possibili in funzione del proprio flusso di produzione\u201d. <br> \u2003<br><strong> La pannellatrice guarda sempre pi\u00f9 al futuro<\/strong><br> Parlando di piegatura e di Salvagnini non si pu\u00f2 che parlare delle sue pannellatrici, ovvero la tipologia di macchina che pi\u00f9 di ogni altra caratterizza il suo spirito innovatore: non a caso la pannellatura \u00e8 una tecnologia di cui il Gruppo Salvagnini detiene la leadership mondiale. Completamente automatizzata e adattativa &#8211; disponibile in 15 modelli &#8211; la pannellatrice Salvagnini \u00e8 una delle protagoniste assolute della Social Industry. Proprio per questo a Stoccarda \u00e8 stata esposta una pannellatrice compatta P2lean-2120 di terza generazione: senza dubbio uno dei modelli di maggior successo, grazie alle elevate produttivit\u00e0 e versatilit\u00e0, ma anche alle ridotte necessit\u00e0 energetiche e all\u2019ingombro contenuto. <br> \u201cLa pannellatrice Salvagnini \u00e8 una macchina automatica sotto ogni aspetto e, come tale, ideale per una moderna smart factory\u201d spiega Nicola Artuso, Product Manager Salvagnini. \u201cSi tratta di una macchina di comprovata affidabilit\u00e0, che \u00e8 stata recentemente reindustrializzata e a cui continuiamo ad apportare interessanti migliorie. Rispetto alla serie precedente, la terza generazione Lean ha delle peculiarit\u00e0 ancora pi\u00f9 attraenti: abbiamo incrementato l\u2019altezza massima di piegatura, con due modelli che raggiungono i 203 mm di piega ad affiancare i due da 165 mm. Le lunghezze massime di piegatura variano da 2.180 mm a 2.500 mm, ma ancor pi\u00f9 significativo riteniamo il dato relativo alle dimensioni minime delle scatole che \u00e8 possibile realizzare, sceso a 119 x 280 mm. Lo spessore massimo della lamiera che \u00e8 possibile lavorare \u00e8 di 3,2 mm, ma ancora pi\u00f9 interessanti a nostro parere sono gli 0,4 mm di spessore minimo che la P2lean processa senza difficolt\u00e0, e naturalmente senza riattrezzaggio: gli utensili universali di cui \u00e8 dotata sono in grado di processare tutto il range di spessori e materiali lavorabili. Come da tradizione Salvagnini, si tratta di una macchina adattativa capace di settarsi da sola e di reagire in conseguenza delle mutate condizioni di piega &#8211; per esempio in base alla temperatura, o a seconda del carico di rottura del materiale da piegare &#8211; garantendo precisione, ripetibilit\u00e0 e qualit\u00e0 del prodotto finito: questo significa anche azzerare gli scarti e ridurre le correzioni. E proprio perch\u00e9 la macchina applica forze e parametri completamente differenti a seconda del pannello da realizzare, utilizzando esattamente l\u2019energia necessaria per piegare quel determinato pezzo, queste pannellatrici Lean di terza generazione sono pi\u00f9 facili da manutenere, consumano meno e sono ancora pi\u00f9 silenziose e compatte\u201d. <br> A Stoccarda, la pannellatrice P2lean si presentava anche con una interessante novit\u00e0: lo sviluppo e l\u2019implementazione di un utensile dedicato, oltre all\u2019integrazione con una tecnologia di terza parte &#8211; una Cornerformer ACF &#8211; consentivano di formare a freddo gli angoli dei pannelli senza richiedere ulteriori attivit\u00e0 di saldatura, rettifica, finitura e levigatura.<br> \u201cSi tratta di un\u2019applicazione che pensiamo possa essere davvero interessante in alcuni settori industriali &#8211; l\u2019elettrico, il trattamento aria, il catering\/food equipment o il mobile metallico, ma non solo\u201d continua Artuso. \u201cLa pannellatrice prepara gli angoli sfruttando le potenzialit\u00e0 degli utensili CLA\/SIM, le lame ausiliarie componibili in lunghezza che si settano in modo automatico e in tempo mascherato per consentire la realizzazione di alette rivolte, in questo caso, verso l\u2019alto. Gli angoli sono poi completati sulla Cornerformer ACF. Il vantaggio che l\u2019utente finale ricava da questa integrazione \u00e8 duplice: da un lato, migliora sensibilmente la qualit\u00e0 dei propri particolari; dall\u2019altro, riduce drasticamente costi e tempi operativi. Senza dubbio un\u2019opportunit\u00e0 attraente, in un mercato sempre pi\u00f9 competitivo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019industria \u00e8 cambiata: flessibilit\u00e0 ed efficienza sono requisiti fondamentali per gestire lotti sempre pi\u00f9 ridotti e indici elevati di rotazione dei codici. 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