{"id":991,"date":"2019-03-14T10:42:16","date_gmt":"2019-03-14T10:42:16","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=991"},"modified":"2025-06-24T15:41:26","modified_gmt":"2025-06-24T15:41:26","slug":"scuola-e-impresa-due-facce-della-stessa-medaglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/scuola-e-impresa-due-facce-della-stessa-medaglia\/","title":{"rendered":"Scuola e impresa: due facce della stessa medaglia"},"content":{"rendered":"<p>Il basso livello di integrazione che ancora esiste tra scuole e imprese in Italia \u00e8 una delle cause principali del faticoso ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Ci sono per\u00f2 iniziative concrete come il Piano Nazionale della Scuola Digitale<\/p>\n<p><em>di Renato Uggeri<\/em><\/p>\n<p>La lenta transizione scuola-lavoro in Italia \u00e8 alla base del numero di Neet pi\u00f9 alto d\u2019Europa (giovani tra i 18 e 24 anni che non hanno un lavoro n\u00e9 sono all\u2019interno di un percorso di studi) e di una disoccupazione giovanile ferma al 40%, mentre molte imprese non trovano le competenze necessarie per entrare nel vivo di Industry 4.0 e delle nuove tecnologie che la quarta rivoluzione industriale ha introdotto. Tuttavia, il processo di trasformazione digitale che le imprese sono chiamate ad affrontare per essere competitive e protagoniste sui mercati non \u00e8 solo una questione tecnologica, ma anche di competenze. Una produzione industriale completamente automatizzata e interconnessa, con l\u2019introduzione delle nuove tecnologie (IoT, robotica\/automazione, stampa 3D, realt\u00e0 aumentata, economia dei dati, intelligenza artificiale, cloud) cambia i modi di produrre ma cambia anche i modi di pensare e di fare impresa. Prima di essere una rivoluzione tecnologica \u00e8 una rivoluzione culturale quella che devono compiere le aziende, e al centro di queste evoluzioni ci sono le persone.<\/p>\n<p><strong>Una strategia complessiva verso una scuola sempre pi\u00f9 digitale<\/strong><br \/>\nNegli ultimi anni, sono state quindi stanziate risorse ingenti per l\u2019innovazione digitale nella scuola, perch\u00e9 \u00e8 ormai un dato di fatto che una maggiore alfabetizzazione digitale fin dai primi anni di studio possa contribuire a creare un pi\u00f9 elevato grado di occupabilit\u00e0. In particolare, il Piano Nazionale della Scuola Digitale (Pnsd) \u00e8 un documento di indirizzo del Ministero dell\u2019Istruzione dell\u2019Universit\u00e0 e della Ricerca (Miur), creato al fine di lanciare una strategia complessiva di innovazione della nostra scuola e contribuire alla sua evoluzione nell\u2019ottica di soddisfare le esigenze sopra accennate. Questo Piano si sviluppa in quattro sezioni principali, denominate \u201cStrumenti\u201d, \u201cCompetenze e contenuti\u201d, \u201cFormazione dei docenti\u201d e \u201cAccompagnamento\u201d.<br \/>\nNella prima sezione, per esempio, l\u2019obiettivo \u00e8 quello di potenziare le infrastrutture digitali della scuola con soluzioni sostenibili e inclusive come la banda ultra-larga, e la creazione di spazi per l\u2019apprendimento e ambienti per la didattica digitale integrata. Sul fronte della digitalizzazione della scuola si prevede inoltre la creazione di un\u2019identit\u00e0 digitale delle scuole dal punto di vista dell\u2019amministrazione, oltre all\u2019introduzione di strumenti come il registro elettronico.<br \/>\nLa sezione \u201cCompetenze e contenuti\u201d si propone invece di definire le competenze digitali che ogni studente deve sviluppare per aumentare la sua occupabilit\u00e0 e sostenere i docenti nel ruolo di facilitatori di percorsi didattici innovativi. La sezione \u201cFormazione dei docenti\u201d prevede azioni volte alla formazione dei docenti sui temi dell\u2019innovazione didattica e organizzativa e, laddove necessario, al rafforzamento delle loro competenze digitali. Infine, la sezione \u201cAccompagnamento\u201d \u00e8 dedicata ad accompagnare la scuola nella sfida dell\u2019innovazione con una visione strategica, su pi\u00f9 livelli, per non lasciare che le scuole prendano iniziative slegate fra loro, ma per portarle gradualmente nel futuro.<\/p>\n<p><strong>L\u2019alternanza scuola-lavoro per far dialogare i due mondi<\/strong><br \/>\nUn\u2019intera parte della sezione \u201cCompetenze e contenuti\u201d del Pnsd \u00e8 dedicata al rapporto fra digitale, imprenditorialit\u00e0 e lavoro. Gli obiettivi specifici relativi a queste tematiche sono quelli di colmare il divario digitale che caratterizza il nostro Paese, promuovere carriere in ambito Steam (Science, Technology, Engineering, Arts &amp; Maths), valorizzare il rapporto tra scuola e lavoro, coinvolgere gli studenti come leva di digitalizzazione delle imprese e come traino per le vocazioni dei territori e cos\u00ec via. D\u2019altra parte, la connessione fra scuola e lavoro \u00e8 efficace solo se si trasforma in una sinergia bilaterale. Le due parti devono infatti trovare un terreno comune di dialogo per permettere una transizione dall\u2019una all\u2019altro che sia soddisfacente sia per i datori di lavoro sia per i nuovi lavoratori. Per questo motivo all\u2019interno del Piano Industria 4.0 \u00e8 stata elaborata una delle direttrici chiave proprio sul rapporto sinergico tra questi due mondi, intitolata \u201cDiffondere la cultura Industria 4.0 attraverso Scuola Digitale e Alternanza Scuola Lavoro\u201d. Nel Piano industria 4.0 sono infatti previste indicazioni per alcune implementazioni. Il digitale \u00e8 il terreno fertile su cui costruire la casa comune di scuola e lavoro, e il mezzo pi\u00f9 efficace attualmente a disposizione per far dialogare i due mondi pu\u00f2 essere questa alternanza. Tale strumento deve per\u00f2 ancora affrontare una lunga fase di rodaggio in cui le scuole devono comprendere fino in fondo le sue potenzialit\u00e0. Solo attraverso il contatto con le imprese, creando dei percorsi di alternanza che siano veramente utili agli studenti, la scuola riuscir\u00e0 a identificare le competenze necessarie da fornire ai ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Alcune iniziative concrete<\/strong><br \/>\nGrazie all\u2019evoluzione tecnologica, in Italia si sta quindi attuando un vero e proprio cambiamento anche nella didattica, e si aumentano i corsi professionalizzanti di laurea e i dottorati.<br \/>\nIl Politecnico di Torino, per esempio, ha introdotto un corso professionalizzante triennale, incentrato sull\u2019ingegneria della produzione industriale, meccatronica e tessile condividendo docenze e apparecchiature sperimentali per il \u201clearning-by-doing\u201d. \u00c8 possibile scegliere tra tre percorsi: il percorso di laurea di tre anni all\u2019interno del Politecnico, due anni di ITS con il conseguimento del diploma superiore oppure, dopo i due anni di ITS, la frequenza del terzo anno per acquisire una laurea professionalizzante. Lo scorso Novembre \u00e8 partito anche \u201cSmart Industry\u201d il primo dottorato italiano dedicato all\u2019Industria 4.0. Il percorso di durata triennale (finanziato dalla Regione Toscana in collaborazione con le Universit\u00e0 di Pisa, Firenze e Siena) mette in contatto gli allievi con le aziende, e offre l\u2019opportunit\u00e0 di essere formati sulle nuove figure professionali riguardanti l\u2019innovazione tecnologica nei processi industriali 4.0. La particolarit\u00e0 del dottorato \u00e8 l\u2019obbligo di condurre parte della ricerca presso laboratori di imprese o laboratori misti Universit\u00e0-<br \/>\nimprese. Infine, per la formazione delle aziende e dei lavoratori \u00e8 nato a Bologna Bi-Rex, il primo dei sette competence center per l\u2019industria 4.0 che sorgeranno in Italia. All\u2019interno del centro operano 57 partner tra universit\u00e0, centri di ricerca e imprese.<br \/>\nLe attivit\u00e0 si estendono anche ad altre regioni fra cui Campania, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Sicilia e Trentino-Alto Adige, con l\u2019obiettivo di formare imprese e lavoratori alla rivoluzione digitale dell\u2019industria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il basso livello di integrazione che ancora esiste tra scuole e imprese in Italia \u00e8 una delle cause principali del faticoso ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. 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