{"id":878,"date":"2019-01-25T11:19:55","date_gmt":"2019-01-25T11:19:55","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=878"},"modified":"2025-06-24T15:41:26","modified_gmt":"2025-06-24T15:41:26","slug":"luci-e-ombre-del-quadro-economico-2019","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/luci-e-ombre-del-quadro-economico-2019\/","title":{"rendered":"Luci e ombre del quadro economico 2019"},"content":{"rendered":"<p>Mentre la crescita sembra subire un rallentamento a livello sia nazionale sia internazionale, con dinamiche congiunturali diverse da Paese a Paese, il governo rilancia alcune misure che dovrebbero favorire l\u2019innovazione soprattutto per le PMI<\/p>\n<p>Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2018 la crescita del prodotto interno lordo si fermer\u00e0 all\u20191,1% in termini reali, con una lieve accelerazione nel 2019 (+1,3%). L\u2019attuale scenario di previsione \u00e8 caratterizzato da alcuni rischi al ribasso, rappresentati da una pi\u00f9 moderata evoluzione del commercio internazionale, da un aumento del livello di incertezza degli operatori e dalle decisioni di politica monetaria della Banca Centrale Europea. \u201cLa crescita economica in Italia si sta assottigliando\u201d afferma anche il Centro Studi Confindustria, secondo il quale nel 2019 l\u2019aumento del PIL sar\u00e0 solo dello 0,9%, in rallentamento rispetto al +1,1% del 2018. Per Confindustria, l\u2019obiettivo programmatico di +1,5% appare sovradimensionato se si materializzassero alcuni rischi, ovvero se una accresciuta sfiducia degli investitori stranieri e i giudizi negativi delle agenzie di rating dovessero innescare una spirale depressiva su credito, consumi e investimenti.<\/p>\n<p><strong>Si prevede una crescita per l\u2019export<\/strong><br \/>\nA tenere nel quadro italiano sembrano per il momento, secondo il Csc, soltanto le esportazioni che dovrebbero tornare a crescere quest\u2019anno, seppur a ritmi contenuti, sempre che si affievoliscano le tensioni commerciali internazionali, e il cambio dell\u2019euro non si tramuti in un freno alle vendite come gi\u00e0 accaduto nel 2018. Anche gli analisti di Goldman Sachs non vedono positivamente l\u2019andamento dell\u2019economia italiana, e parlano di una possibile recessione nel primo semestre 2019. Ovviamente l\u2019analisi parte da quella che \u00e8 la situazione in atto, ossia dai deboli recenti dati macroeconomici che l\u2019Istat ha diffuso. Il calo del PIL nel terzo trimestre, l\u2019aumento della disoccupazione e la flessione sotto quota 50 dell\u2019indice PMI manifatturiero sono segnali da non tralasciare.<\/p>\n<p><strong>Lo scenario internazionale tra protezionismo e rallentamenti<\/strong><br \/>\nAnche le previsioni per l\u2019economia internazionale di quest\u2019anno indicano una decelerazione del PIL reale al +3,5% dal +3,7% del 2018. Tale andamento sconta gli effetti negativi sul commercio mondiale dell\u2019applicazione di misure protezionistiche e, in particolare nei Paesi emergenti, di condizioni finanziarie pi\u00f9 restrittive, delle tensioni geopolitiche e di un prezzo del petrolio pi\u00f9 elevato. I rischi associati al processo ancora in corso per finalizzare la Brexit dovrebbero invece attenuarsi alla luce dell\u2019accordo raggiunto dal governo britannico, che prefigurerebbe l\u2019ipotesi di un\u2019unione doganale con l\u2019Ue.<br \/>\nNei mesi estivi dello scorso anno, l\u2019aumento congiunturale del PIL dell\u2019area euro si \u00e8 attestato allo 0,2%, in decelerazione dallo 0,4% del secondo trimestre. Il rallentamento, che ha determinato un ridimensionamento della variazione tendenziale (+1,7% da +2,2%), \u00e8 principalmente guidato dai fattori dal lato della domanda, e da un minore impulso fornito dagli scambi extra area che hanno risentito dell\u2019effetto congiunto dell\u2019indebolimento del commercio mondiale, e di un moderato apprezzamento del tasso di cambio nominale effettivo dell\u2019euro.<\/p>\n<p><strong>Le diverse dinamiche nei vari Paesi<\/strong><br \/>\nTra i Paesi il segno e l\u2019intensit\u00e0 delle dinamiche congiunturali sono stati eterogenei.<br \/>\nNel terzo trimestre il PIL in Francia \u00e8 cresciuto congiunturalmente dello 0,4%, mostrando segni di accelerazione (+0,2% in T2), in Spagna si \u00e8 stabilizzato allo 0,6% mentre in Germania \u00e8 diminuito (-0,2%) anche a causa dell\u2019entrata in vigore della normativa sui gas di scarico che ha depresso le vendite e la produzione di auto.<br \/>\nQualora i segnali di decelerazione dell\u2019attivit\u00e0 economica si protraessero ulteriormente, nei prossimi mesi vi potrebbero essere riflessi sulle decisioni di normalizzazione della politica monetaria della Bce.<br \/>\nI fondamentali per consumi e investimenti dell\u2019area nel complesso si confermano comunque solidi e suggeriscono che si possa trattare di un rallentamento temporaneo.<br \/>\nL\u2019Economic Sentiment Indicator rilevato dalla Commissione europea lo scorso ottobre \u00e8 diminuito per il decimo mese consecutivo, confermando le indicazioni delle indagini di fiducia dei singoli Paesi. Per il PIL reale si attende una crescita del 2,1% nel 2018, e una decelerazione all\u20191,9% quest\u2019anno, a causa principalmente di fattori esogeni come il rallentamento del commercio mondiale.<br \/>\nSul mercato dei cambi, lo sfasamento ciclico a favore degli Stati Uniti e il rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve potrebbero determinare un apprezzamento del dollaro nei confronti dell\u2019euro nel 2019.<\/p>\n<p><strong>Proseguono gli incentivi per le PMI<\/strong><br \/>\nIn Italia, intanto, sono state confermate alcune disposizioni sull\u2019iperammortamento per gli investimenti in ambito Industria 4.0. Come scritto nelle legge di bilancio 2019, \u201cal fine di favorire processi di trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello Industria 4.0, le disposizioni dell\u2019articolo 1, comma 9, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, si applicano anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi, destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato, effettuati entro il 31 dicembre 2019, ovvero entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione\u201d.<br \/>\nLa novit\u00e0 pi\u00f9 interessante \u00e8 che la maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica nella misura del 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 100% per gli investimenti oltre 2,5 e fino a 10 milioni, e nella misura del 50% per gli investimenti oltre 10 e fino a 20 milioni.<br \/>\nLa maggiorazione del costo non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni.<br \/>\nSi conferma quindi l\u2019attenzione alla crescita delle PMI. Mentre l\u2019iperammortamento per i beni strumentali passa dal 250 al 270%, e vengono sacrificati gli investimenti dei grandi impianti produttivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la crescita sembra subire un rallentamento a livello sia nazionale sia internazionale, con dinamiche congiunturali diverse da Paese a Paese, il governo rilancia alcune misure che dovrebbero favorire l\u2019innovazione soprattutto per le PMI Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2018 la crescita del prodotto interno lordo si fermer\u00e0 all\u20191,1% in termini reali, con una &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":879,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_twitter_title":"","_seopublitec_twitter_desc":"","_seopublitec_twitter_image":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-878","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologie"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[879],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/878","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=878"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/878\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":880,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/878\/revisions\/880"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media\/879"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=878"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=878"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=878"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}