{"id":700,"date":"2018-11-12T14:10:54","date_gmt":"2018-11-12T14:10:54","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=700"},"modified":"2025-06-24T15:42:18","modified_gmt":"2025-06-24T15:42:18","slug":"cybersecurity-un-problema-sempre-piu-importante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/cybersecurity-un-problema-sempre-piu-importante\/","title":{"rendered":"Cybersecurity: un problema sempre pi\u00f9 importante"},"content":{"rendered":"<p>Gestire la sicurezza informatica vuol dire essenzialmente garantire la protezione del patrimonio informativo e, quindi, la sicurezza dei dati informatici aziendali<\/p>\n<p><em>di Valerio Alessandroni<\/em><\/p>\n<p>Il ritmo di crescita delle minacce informatiche in Europa \u00e8 preoccupante. Gi\u00e0 nel 2016 sono stati registrati oltre 4.000 attacchi ransomware al giorno attraverso malware che limitano l\u2019accesso del dispositivo infettato, richiedendo un riscatto (\u201cransom\u201d in Inglese) da pagare per rimuovere la limitazione. L\u201980% delle imprese europee ha subito almeno un incidente di cybersecurity nell\u2019ultimo anno.<br \/>\nGli incidenti di sicurezza in tutti i settori sono aumentati del 38%. In alcuni Stati membri i reati informatici costituiscono il 50% di tutti quelli commessi.<\/p>\n<p><strong>Come proteggersi attraverso le piattaforme software<\/strong><br \/>\nPartiamo da un semplice parallelo. Quando viaggiamo in auto, siamo molto concentrati sulla qualit\u00e0 dell\u2019asfalto o sui servizi che possiamo trovare lungo la strada, ma spesso non ci accorgiamo del TIR che corre contromano o del fatto che la macchina accanto a noi sta andando a fuoco. Passando all\u2019infrastruttura: \u00e8 giusto preoccuparci delle prestazioni della nostra rete e delle possibilit\u00e0 che il cloud ci mette a disposizione, ma dovremmo conoscere meglio l\u2019infrastruttura stessa e capire come trasmettiamo e riceviamo i dati. Che cosa bisogna fare? Non esiste la bacchetta magica e dunque il concetto di \u201csecurity by product\u201d va accantonato: \u00e8 molto pi\u00f9 sensato parlare di \u201csecurity by design\u201d. Un vestito di protezione confezionato ad hoc \u00e8 la migliore soluzione possibile: per farlo per\u00f2 bisogna prima di tutto prendere le misure. Quasi sempre ci si concentra su ci\u00f2 che fisicamente sta sull\u2019impianto o nell\u2019ufficio senza considerare che l\u2019IoT ha completamente ridefinito il concetto di perimetro. Oggi esistono piattaforme software in grado di \u201csniffare\u201d la rete e indicare tutti i dispositivi e gli applicativi compresi nell\u2019infrastruttura. Una volta tracciata la nostra piantina, \u00e8 possibile cominciare a monitorarne il traffico, definendo policy e volumi di traffico dati che possano essere tradotti in regole. A questo punto la rilevazione delle anomalie dovrebbe essere pi\u00f9 semplice e, una volta identificati i punti critici, si potr\u00e0 procedere selezionando soluzioni specifiche.<\/p>\n<p><strong>Quali sono le iniziative europee: una rete di centri di competenze<\/strong><br \/>\nPer dotare l\u2019Europa degli strumenti adatti ad affrontare la costante evoluzione delle minacce informatiche, la Commissione europea ha proposto nel 2017 una serie di misure di ampia portata. Oltre alle iniziative dell\u2019Ue gi\u00e0 in atto, la Commissione ha recentemente proposto di creare una rete di centri di competenze e di un Centro europeo di competenza industriale, tecnologica e di ricerca sulla cybersecurity. Il Centro europeo di competenza coordiner\u00e0 l\u2019utilizzo dei fondi previsti nell\u2019ambito del prossimo bilancio a lungo termine dell\u2019Ue per il periodo 2021-2027, nel quadro dei programmi Europa digitale e Orizzonte Europa.<br \/>\nIl centro sosterr\u00e0 la rete e la comunit\u00e0 nella realizzazione della ricerca e dell\u2019innovazione in materia di cybersecurity, e pianificher\u00e0 gli investimenti congiunti dell\u2019Ue, degli Stati membri e dell\u2019industria. Ad esempio, nell\u2019ambito del programma Europa digitale saranno investiti 2 miliardi di euro nella salvaguardia dell\u2019economia digitale, della societ\u00e0 e delle democrazie dell\u2019Ue, promuovendo il settore Ue della cybersecurity e finanziando attrezzature e infrastrutture all\u2019avanguardia in tale settore. Ciascuno Stato membro designer\u00e0 a capo della rete un centro nazionale di coordinamento, che si impegner\u00e0 nello sviluppo di nuove capacit\u00e0 e di competenze pi\u00f9 ampie in materia. La rete contribuir\u00e0 a individuare e a sostenere i progetti pi\u00f9 significativi negli Stati membri.<\/p>\n<p><strong>La cybersecurity in Italia: l\u2019aumento dei \u201ccustodi digitali\u201d<\/strong><br \/>\nSebbene la percezione dei rischi legati ai crimini informatici nel nostro Paese sia ancora molto bassa, negli ultimi anni si \u00e8 assistito a una significativa crescita nel numero di imprese che offrono strumenti e servizi per combattere questa minaccia. Quindi, mentre la crescita del cybercrime a livello mondiale produce ogni giorno danni sempre pi\u00f9 gravi agli scambi commerciali e alle istituzioni pubbliche, il sistema delle imprese italiane cerca di correre ai ripari. Secondo un\u2019elaborazione Unioncamere-InfoCamere, tra il 2011 e la met\u00e0 del 2017 le aziende italiane che offrivano servizi nel campo della sicurezza informatica o della cybersecurity sono aumentate del 36,8%, passando da 505 a 691. A questo balzo nel numero degli operatori ha fatto eco un aumento quasi doppio nel numero degli addetti, passati nello stesso periodo da 3.504 a 5.609 unit\u00e0. In termini relativi, parliamo di una crescita del 60% nei cinque anni e mezzo analizzati, cui corrisponde una media di 16 addetti per azienda al 30 giugno 2017.<br \/>\nOltre la met\u00e0 delle societ\u00e0 esistenti a fine settembre 2017 (368) \u00e8 nata dopo il 2011. La concentrazione pi\u00f9 elevata di \u201ccustodi digitali\u201d si \u00e8 registrata nel Lazio, dove al 30 settembre 2017 avevano sede 166 imprese (il 24% del totale); sempre il Lazio \u00e8 si aggiudicato la fetta pi\u00f9 consistente della crescita assoluta del periodo.<br \/>\nA seguire in entrambe le classifiche la Lombardia (con 121 imprese residenti alla fine di settembre), mentre Campania, Sicilia e Veneto si sono segnalate come le regioni pi\u00f9 sensibili al tema della sicurezza informatica e del contrasto professionale al cybercrime.<\/p>\n<p><strong>Pianificare le giuste modalit\u00e0 per far fronte a una violazione<\/strong><br \/>\n\u00c8 impossibile garantire una sicurezza totale rispetto a eventuali attacchi informatici, tuttavia \u00e8 fondamentale per le aziende individuare, attraverso un apposito piano d\u2019azione, le modalit\u00e0 mediante le quali rispondere a una violazione di sicurezza. Tale attivit\u00e0 di pianificazione deve altres\u00ec identificare il referente o il team al quale affidare la gestione dell\u2019incidente. \u00c8 inoltre essenziale formare adeguatamente i dipendenti e i collaboratori, mettendo a punto una policy che faccia chiarezza su ci\u00f2 che possono, non possono o devono fare.<\/p>\n<p><strong>Tre principi fondamentali alla base di ogni strategia<\/strong><br \/>\nGestire la sicurezza informatica in un\u2019organizzazione significa sostanzialmente garantire la protezione del patrimonio informativo e, quindi, la sicurezza dei dati informatici aziendali. Ma come assicurarsi una corretta e adeguata gestione dei dati? Strategie, attivit\u00e0, ruoli e competenze possono essere differenti, ma ogni strategia di information o cybersecurity si basa sempre su tre principi basilari: confidenzialit\u00e0, integrit\u00e0 e disponibilit\u00e0 dei dati. Tali principi devono essere ricercati in ogni soluzione di sicurezza, tenendo conto anche di eventuali rischi e vulnerabilit\u00e0.<br \/>\nI temi attuali di cybersecurity e di privacy viaggiano in parallelo in quanto vicendevolmente funzionali uno all\u2019altro.<br \/>\nUna recente indagine dell\u2019Osservatorio Information Security &amp; Privacy del Politecnico di Milano ha evidenziato che il mercato delle soluzioni di information security ha raggiunto in Italia nel 2016 un giro d\u2019affari di 972 milioni: +5% rispetto al 2015. Peccato che a spendere siano per il 74% le grandi imprese, il che vuol dire che alle PMI resta solo un 26%, poco pi\u00f9 di 250 milioni.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza informatica vista come un investimento necessario<\/strong><br \/>\nSebbene il tema della cybersecurity sia stato posto sempre di pi\u00f9 all\u2019attenzione del legislatore nazionale ed europeo, emerge ancora la mancanza di un\u2019adeguata consapevolezza nei confronti delle minacce informatiche.<br \/>\n\u00c8 dunque necessario adottare un nuovo approccio, considerando la sicurezza come un investimento e come una condizione necessaria per garantire la competitivit\u00e0 del nostro sistema produttivo.<br \/>\nAl riguardo, risulta altres\u00ec fondamentale promuovere la cultura della sicurezza, sensibilizzando gli utenti sull\u2019opportunit\u00e0 di adottare una serie di accorgimenti volti a scongiurare possibili attacchi hacker: modificare frequentemente le password dei propri account, non aprire link o scaricare file provenienti da fonti sospette e non verificate. Potrebbe inoltre essere utile prevedere programmi di formazione per consentire ai giovani di comprendere i rischi che l\u2019utilizzo delle tecnologie comporta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gestire la sicurezza informatica vuol dire essenzialmente garantire la protezione del patrimonio informativo e, quindi, la sicurezza dei dati informatici aziendali di Valerio Alessandroni Il ritmo di crescita delle minacce informatiche in Europa \u00e8 preoccupante. 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