{"id":4567,"date":"2025-06-16T09:25:17","date_gmt":"2025-06-16T09:25:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/?p=4567"},"modified":"2025-07-30T10:56:53","modified_gmt":"2025-07-30T10:56:53","slug":"al-fianco-dei-laboratori-per-lanalisi-e-la-produzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/al-fianco-dei-laboratori-per-lanalisi-e-la-produzione\/","title":{"rendered":"Al fianco dei laboratori per l&#8217;analisi e la produzione"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Abbiamo intervistato ATS FAAR Industries e URAI che ci parlano delle principali linee di evoluzione dei laboratori industriali e della loro strumentazione: dalla sostenibilit\u00e0 e la &#8220;Green Chemistry&#8221; fino alle nuove normative e le tecnologie di ultima generazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Valerio Alessandroni<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per <a href=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/?p=4502#\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/?p=4502#\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">la consueta rubrica curata da G.I.S.I. dedicata al mondo dei laboratori industriali<\/a>, abbiamo intervistato due realt\u00e0 consolidate nel settore. Cominciamo con <strong><a href=\"https:\/\/www.atsfaar.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.atsfaar.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ATS FAAR Industries<\/a><\/strong>, con una lunga esperienza nella progettazione e realizzazione di laboratori chiavi in mano. L&#8217;azienda opera in ambiti quali i laboratori chimico-fisici, alimentari, petrolchimici, cosmetici e molti altri. La sede di Cassina de&#8217; Pecchi, alle porte di Milano, offre una gamma completa di soluzioni: arredi tecnici, strumentazione, cappe e impianti di aspirazione, contribuendo a rendere performanti i laboratori scolastici e industriali. Particolare attenzione viene dedicata alla progettazione su misura: attiva sia in ambito nazionale che internazionale, ATS FAAR Industries adatta ogni elemento della fornitura per creare ambienti di lavoro versatili, modellati sulle esigenze specifiche dei clienti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Priorit\u00e0: le nuove normative<\/strong> <strong>e le pratiche sostenibili<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Abbiamo chiesto a <strong>Laura Bartiromo<\/strong>, CEO di ATS FAAR Industries, quali sono le principali linee evolutive dei laboratori industriali nei settori di riferimento della sua azienda: \u00abGi\u00e0 oggi, e sempre pi\u00f9 nei prossimi anni, l&#8217;attenzione sar\u00e0 rivolta alle nuove normative e all&#8217;adozione di pratiche sostenibili. Crescer\u00e0 il focus sia sulla tutela delle persone che lavorano in laboratorio, sia sulla qualit\u00e0 ambientale interna ed esterna. Sostenibilit\u00e0 e &#8220;Green Chemistry&#8221; saranno al centro del dibattito\u00bb. L&#8217;adozione di materiali ecocompatibili, la riduzione dei rifiuti e l&#8217;efficienza energetica saranno i cardini della sostenibilit\u00e0 nei laboratori industriali. Anche la &#8220;chimica verde&#8221; si sta affermando come standard di riferimento. \u00abUn altro aspetto fondamentale sar\u00e0 la collaborazione interdisciplinare fra ricerca, produzione e filiera industriale\u00bb prosegue Laura Bartiromo. \u00abSi tratta di un modello innovativo ma complesso da implementare nel contesto italiano, caratterizzato da una forte presenza di PMI.\u00bb<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Soluzioni personalizzate<\/strong> <strong>e tecnologie emergenti<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crescente domanda di soluzioni personalizzate spinge i laboratori a sviluppare sistemi sempre pi\u00f9 flessibili. \u00abL&#8217;innovazione rapida \u00e8 oggi una priorit\u00e0\u00bb aggiunge Laura Bartiromo. \u00abCon cicli di sviluppo e produzione pi\u00f9 brevi, l&#8217;adozione dell&#8217;intelligenza artificiale pu\u00f2 fare la differenza. Tuttavia, in Italia siamo ancora all&#8217;inizio, soprattutto a causa dell&#8217;elevato costo dell&#8217;energia e della carenza di data center adeguati\u00bb.<br>Rispetto all&#8217;evoluzione tecnologica degli strumenti di laboratorio, osserva: \u00abLe tecnologie disponibili consentono analisi estremamente precise. L&#8217;automazione e l&#8217;informatizzazione riducono quasi del tutto gli errori umani. Gli strumenti portatili permettono misure sul campo con trasmissione dei dati in tempo reale al laboratorio. Dobbiamo per\u00f2 porre maggiore attenzione alla riduzione dell&#8217;uso di sostanze chimiche tossiche, all&#8217;efficienza energetica e alla possibilit\u00e0 di gestione e manutenzione\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Monitoraggio ambientale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto si inserisce lo sviluppo di un sistema interamente progettato e realizzato in Italia, frutto della collaborazione fra una start-up e un&#8217;universit\u00e0 italiana. Il dispositivo \u00e8 pensato per il monitoraggio in tempo reale dei principali gas inquinanti, inclusa la <strong>CO\u2082<\/strong>, con rilevamento simultaneo di temperatura, umidit\u00e0 relativa, pressione atmosferica e rumore ambientale. L&#8217;obiettivo \u00e8 migliorare la sicurezza e la salubrit\u00e0 degli ambienti di lavoro nei laboratori. L&#8217;installazione \u00e8 semplice, la gestione avviene tramite app su smartphone.<br>Il progetto ha portato anche allo sviluppo di una <strong>centralina per ambienti esterni<\/strong>, destinata al monitoraggio della qualit\u00e0 dell&#8217;aria nei pressi dei siti produttivi. Il sistema rileva gas, parametri ambientali e <strong>particolato fine fino al PM 1,0<\/strong>, in linea con la nuova <strong>Direttiva Europea 2881<\/strong>. I dati raccolti in tempo reale supportano l&#8217;analisi degli impatti ambientali e si integrano con le logiche del <strong>bilancio di sostenibilit\u00e0 ESG<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Spettrometria di emissione ottica<\/strong> <strong>a scarica luminescente<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Passiamo ora a <strong><a href=\"https:\/\/www.urai.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.urai.it\/\">URAI<\/a><\/strong>, azienda di cui avevamo gi\u00e0 parlato in questa rubrica sul numero 38 di &#8220;Controllo e Misura&#8221;. Specializzata nella distribuzione di specialit\u00e0 chimiche e apparecchiature da laboratorio dal 1948, \u00e8 distributrice in esclusiva e centro di assistenza per il mercato italiano della spettrometria di emissione ottica a scarica luminescente (&#8220;Glow-Discharge Optical Emission Spectroscopy&#8221; o GDOES) di Spectruma. Considerata una delle tecniche pi\u00f9 precise per l&#8217;analisi elementare e la determinazione dello spessore di strati, \u00e8 una tecnica analitica che permette di studiare la composizione chimica di materiali solidi, metallici o meno.<br>Grazie a un plasma che erode in modo controllato la superficie del campione solido in esame, si possono analizzare virtualmente tutti gli elementi chimici della tavola periodica, eseguendo scansioni nanometriche, dalla superficie del campione in profondit\u00e0. \u00c8 possibile analizzare strati con uno spessore compreso fra 50 nm e 100 \u00b5m, ottenendo informazioni quali-quantitative per ogni strato di rivestimento. <br>Abbiamo chiesto a <strong>Piermario Fossati<\/strong> di URAI, gi\u00e0 in carica nel direttivo G.I.S.I. come consigliere e attuale Presidente del Comitato Laboratori Industriali dell&#8217;associazione, quali sono le principali caratteristiche di innovazione offerte dalla tecnologia GDOES: \u00abLa prima caratteristica importante \u00e8 che si riesce a ottenere contemporaneamente sia la composizione elementare, sia lo spessore degli strati di un materiale multilayer, e non solo lo spessore o la composizione elementare. Infatti, grazie a un&#8217;ablazione leggera, \u00e8 possibile leggere man mano pi\u00f9 strati uno sopra l&#8217;altro; quindi la tecnologia \u00e8 adatta per la valutazione di spessori multilayer. Infine, si pu\u00f2 lavorare sia su supporti conduttivi che non conduttivi. Ci\u00f2 significa che \u00e8 possibile effettuare l&#8217;analisi di metalli ma anche di ghise, per esempio, o di coating depositati su ceramica o su vetro, di polimeri e cos\u00ec via. Altro fattore distintivo \u00e8 che la superficie non richiede una preparazione prima della misura\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>La velocit\u00e0 la rende ideale<\/strong> <strong>per molteplici utilizzi<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La tecnologia GDOES \u00e8 molto rapida, perch\u00e9 la misura richiede tipicamente da 30 a 40s. Ci\u00f2 ne consente l&#8217;uso non solo in laboratorio, come metodo analitico per ricerca, sviluppo, controllo qualit\u00e0 e via dicendo, ma anche in asservimento alla produzione. \u00abNella fattispecie, un tema oggi rilevante \u00e8 quello dei costi dell&#8217;energia soprattutto nelle aziende energivore, come quelle che eseguono i trattamenti di metalli come la tempra ad alta temperatura\u00bb afferma Piermario Fossati. \u00abLa possibilit\u00e0 di fermare il processo al momento giusto significa risparmiare energia, perch\u00e9 si andrebbe a nobilitare oltremodo un prodotto quando non \u00e8 necessario\u00bb. <br>Lo strumento produce un plasma che crea sulla superficie del materiale un&#8217;ablazione. Ci\u00f2 che si trova sul substrato viene quindi vaporizzato in una camera a vuoto, al cui interno si pu\u00f2 montare sensoristica diversa, come i sensori CCD che hanno uno spettro molto ampio e quindi consentono di leggere molti elementi. Di contro, l&#8217;accuratezza \u00e8 leggermente inferiore rispetto a quella dei fotomoltiplicatori, ma \u00e8 possibile montare sia l&#8217;una che l&#8217;altra tecnologia, componendo quindi la camera di misura in funzione dei propri obiettivi. \u00c8 disponibile tutta la tavola periodica, inclusi gli elementi molto volatili, per i quali la camera dispone di un sistema di raffreddamento accessorio. Un altro vantaggio \u00e8 il costo di mantenimento: si deve sostituire un anodo del portacampioni economico una volta al mese. A ci\u00f2 si aggiunge il costo dell&#8217;energia elettrica necessaria per innescare il plasma, mentre le pompe da vuoto vengono attivate solo quando necessario cos\u00ec come per i gas nobili che servono per ottenere il plasma. La tecnologia GDOES, molto versatile, trova impiego in numerosi settori industriali collegati allo studio e la nobilitazione delle superfici: l&#8217;industria automobilistica e il suo indotto, l&#8217;industria metallurgica, siderurgica, meccanica di precisione, aerospaziale, elettronica, dei nano materiali, del vetro e della ceramica, galvanica, fotovoltaica e altro ancora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo intervistato ATS FAAR Industries e URAI che ci parlano delle principali linee di evoluzione dei laboratori industriali e della loro strumentazione: dalla sostenibilit\u00e0 e la &#8220;Green Chemistry&#8221; fino alle nuove normative e le tecnologie di ultima generazione.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":4568,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_twitter_title":"","_seopublitec_twitter_desc":"","_seopublitec_twitter_image":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[27],"tags":[1767,1729,1529,1766],"class_list":["post-4567","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologie","tag-ats-faar-industries","tag-laboratorio","tag-sostenibilita","tag-urai"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[4568],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4567"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4569,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4567\/revisions\/4569"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4568"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}