{"id":4481,"date":"2025-02-07T08:23:39","date_gmt":"2025-02-07T08:23:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/?p=4481"},"modified":"2025-06-24T15:41:59","modified_gmt":"2025-06-24T15:41:59","slug":"un-2025-allinsegna-dellincertezza-geopolitica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/un-2025-allinsegna-dellincertezza-geopolitica\/","title":{"rendered":"Un 2025 all&#8217;insegna dell&#8217;incertezza geopolitica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>G.I.S.I. ha fatto il punto su cosa dobbiamo aspettarci da quest&#8217;anno caratterizzato da variabili preoccupanti: l&#8217;impatto del governo Trump, i rapporti commerciali con la Cina e la debolezza dell&#8217;Eurozona. Ma non mancano nuove opportunit\u00e0 per gli investimenti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Claudia Dagrada<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo scorso novembre durante l&#8217;assemblea ordinaria dei soci, una cosa \u00e8 saltata all&#8217;occhio: il 2024 \u00e8 stato un anno intenso per <strong><a href=\"https:\/\/gisi.it\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/gisi.it\/\">G.I.S.I.<\/a><\/strong>, a partire dai festeggiamenti per i suoi cinquant&#8217;anni fino otto nuove aziende entrate a far parte della &#8220;famiglia&#8221;. I soci hanno potuto partecipare a fiere con condizioni speciali, e a webinar che hanno toccato svariati temi, dalla misura della portata dei fluidi alla cybersecurity, in un formato di breve durata e alto contenuto tecnologico. Da quest&#8217;anno, si pensa di registrare i prossimi webinar per metterli a disposizione anche on demand, e di creare nuovi contenuti tecnici e formativi.\u00c8 stato portato avanti come di consueto l&#8217;Osservatorio economico, strumento strategico per monitorare le dinamiche di mercato e identificare le opportunit\u00e0 di crescita. Sono stati approfonditi i temi caldi del momento, come la transizione energetica, la digitalizzazione, la sostenibilit\u00e0 e la cybersecurity. Si \u00e8 dato spazio al Gruppo Laboratori che ha organizzato interviste pubblicate su &#8220;Controllo e Misura&#8221;, e dato vita a iniziative e collaborazioni con associazioni affini. Il tutto partecipando a fiere di settore.<br>Per il futuro si stanno vagliando alcune proposte, come la creazione di un canale YouTube dedicato a contenuti tecnici e tematici focalizzati su metodi di misura e settori di riferimento (laboratorio, processo e manifatturiero) e tematiche trasversali (sicurezza informatica, gestione delle materie prime, efficientamento energetico). Un&#8217;altra proposta \u00e8 legata allo storytelling, per raccontare il valore del settore attraverso video, interviste e contenuti coinvolgenti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>&#8220;L&#8217;effetto Trump&#8221; sull&#8217;economia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Molto spazio durante l&#8217;assemblea \u00e8 stato dedicato alle previsioni relative a quest&#8217;anno appena iniziato: tante infatti sono le incertezze fra cui il mercato dovr\u00e0 destreggiarsi. Se ne \u00e8 parlato con Giampaolo Vitali, economista CNR-IRCrES e docente di Economia Europea presso l&#8217;Universit\u00e0 di Torino. La situazione geopolitica ha diverse variabili preoccupanti, prime fra tutte il nuovo governo Trump che va ad aggiungersi alle guerre in Ucraina e Medio Oriente, le tensioni a Taiwan, i rapporti con la Cina e la Governance europea.<br>Le promesse fatte in campagna elettorale erano principalmente legate all&#8217;aumento dei dazi protezionistici. Esistono gi\u00e0, Trump non farebbe altro che aumentarli per rafforzare le produzioni locali a scapito delle importazioni.<br>Un&#8217;altra grande promessa \u00e8 stata la &#8220;deportazione di massa&#8221; dei clandestini, con il rischio di ridurre anche il numero degli immigrati, che con il loro lavoro attivano il PIL interno. Questo avrebbe probabilmente un impatto negativo sull&#8217;economia. &#8220;Last but not least&#8221;, Trump minacciava l&#8217;abbandono della politica ambientale rispetto all&#8217;accordo di Parigi per combattere il cambiamento climatico. Una simile incertezza influisce sulle strategie delle imprese, che non capiscono in che direzione investire.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>L&#8217;impatto negli USA e nel mondo<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Queste promesse da parte di Trump porteranno cambiamenti importanti sia all&#8217;interno degli USA, sia all&#8217;esterno. In particolare, l&#8217;aumento dei dazi protezionistici avr\u00e0 una serie di conseguenze a cascata. Per quanto riguarda l&#8217;economia degli Stati Uniti, porter\u00e0 una crescita dei prezzi e quindi dell&#8217;inflazione. Gli aiuti dati ai produttori locali faranno aumentare la spesa pubblica, il deficit e il debito, e di conseguenza i tassi sui titoli pubblici e gli oneri per il debito. Tutto ci\u00f2 potrebbe impattare anche la diminuzione dei tassi da parte della BCE. L&#8217;effetto sul PIL americano non si pu\u00f2 prevedere con precisione, ma si parla del +2\/3% come negli ultimi anni.<br>Vediamo ora l&#8217;impatto esterno del nuovo governo Trump. Quali sono i Paesi che hanno il maggior surplus commerciale con gli Stati Uniti? Secondo &#8220;The Economist&#8221;, in base ai dati BEA, nel 2023 c&#8217;\u00e8 la Cina seguita dall&#8217;Europa, con la Germania e l&#8217;Italia ai primi due posti. \u00abNon credo le importazioni degli USA dalla Cina si ridurranno nel modo sperato da Trump, perch\u00e9 attraverso &#8220;triangolazioni&#8221; strategiche \u00e8 possibile far entrare la merce da Paesi amici\u00bb afferma Giampaolo Vitali. \u00abQuesto comporta un aggravio dei costi per la Cina, ma potrebbe essere anche un fattore positivo perch\u00e9 esporter\u00e0 beni di maggior valore aggiunto con un margine di guadagno pi\u00f9 alto. Ed \u00e8 uno sprone per le imprese cinesi a trovare alternative al mercato statunitense, guardando all&#8217;Africa, ai Paesi emergenti (un esempio \u00e8 il nuovo porto in Per\u00f9) e all&#8217;Europa\u00bb.<br>L&#8217;impatto sul Vecchio Continente sar\u00e0 pesante perch\u00e9 le esportazioni subiranno i dazi maggiori, e arriveranno i prodotti cinesi che non trovano sbocco negli Stati Uniti. In una simile cornice, si prevede una riduzione della crescita del PIL a livello europeo. La speranza \u00e8 che, se da una parte le esportazioni negli USA saranno appesantite dai dazi, dall&#8217;altra saranno alleggerite dall&#8217;euro pi\u00f9 debole. Ci saranno anche imprese che, nonostante i costi elevati, decideranno di costruire impianti produttivi negli Stati Uniti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Il &#8220;soft landing&#8221;e i rischi<\/strong> <strong>della competizione cinese<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In tutto questo ci sono due notizie interessanti, sottolinea Giampaolo Vitali: \u00abLa prima, che reputo positiva, \u00e8 che la crescita pi\u00f9 sostenuta negli USA e quella pi\u00f9 modesta in Europa si stiano riducendo grazie alla politica monetaria restrittiva attivata per limitare l&#8217;inflazione, nata dopo la pandemia e acuita dalla guerra in Ucraina. Per evitare la recessione, \u00e8 stato impostato un &#8220;soft landing&#8221;, che si manifesta con tassi in calo e crescita modesta nei Paesi OCSE grazie a un intervento tecnico statale sia negli USA che in Europa\u00bb.<br>La seconda notizia, meno positiva, \u00e8 che la Cina ha problemi interni, con una stagnazione dei consumi dovuta allo scoppio di una bolla immobiliare. Il clima di fiducia nelle famiglie si \u00e8 abbassato sensibilmente, e si parla di disoccupazione giovanile. Tutto questo ha un effetto pesante sulle esportazioni, perch\u00e9 le imprese hanno una notevole capacit\u00e0 produttiva ma la domanda interna \u00e8 scarsa. Quindi esporteranno ancora pi\u00f9, diminuendo i prezzi e diventando pi\u00f9 competitive. In realt\u00e0 questo sta gi\u00e0 accadendo da mesi, in vista dei dazi di Trump.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Debolezze e nuove opportunit\u00e0<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Congiuntura Flash di Centro Studi Confindustria rilasciata lo scorso novembre evidenzia un&#8217;economia italiana particolarmente debole: a fine anno era sostenuta dai servizi e dal taglio dei tassi, ma l&#8217;industria restava in difficolt\u00e0. Gi\u00e0 a met\u00e0 anno alcuni settori (acciaio, chimica e macchinari in primis) avevano visto una riduzione della produzione. Questo calo \u00e8 ora generalizzato, soprattutto per i settori che fanno parte della global supply chain: pesano la debolezza dell&#8217;Eurozona e la recessione tedesca. In particolare si vede un calo della produzione in ambito automotive, moda, tessile. Quello dell&#8217;automotive \u00e8 un problema ben noto legato soprattutto alla transizione energetica. I bassi numeri dei settori moda e tessile invece sono legati alla Cina, perch\u00e9 i marchi leader del lusso mondiale non riescono a vendere sul mercato cinese, e quindi riducono le commesse ai fornitori, dove le imprese italiane sono in prima linea.<br>Lo stesso vale per l&#8217;industria di macchine utensili, automazione e robotica, secondo quanto riportato dal Centro Studi Ucimu-Sistemi per produrre lo scorso settembre. La domanda interna (-19,5%) e le importazioni (-34,8%) oggi registrerebbero probabilmente un ulteriore calo, mentre le esportazioni tengono ancora (+4,4%).<br>Per quanto riguarda le prospettive di medio periodo per i settori G.I.S.I., transizione green, digitalizzazione e PNRR offrono nuove opportunit\u00e0 per gli investimenti privati e pubblici in molti ambiti, come le energie rinnovabili, la mobilit\u00e0 sostenibile, la domotica per edilizia e la telemedicina in sanit\u00e0. Inoltre, la crescente domanda di energia favorisce anche i tradizionali investimenti nel settore Oil&amp;Gas.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>G.I.S.I. ha fatto il punto su cosa dobbiamo aspettarci da quest&#8217;anno caratterizzato da variabili preoccupanti: l&#8217;impatto del governo Trump, i rapporti commerciali con la Cina e la debolezza dell&#8217;Eurozona. 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