{"id":420,"date":"2018-01-29T10:56:04","date_gmt":"2018-01-29T10:56:04","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=420"},"modified":"2025-06-24T15:37:08","modified_gmt":"2025-06-24T15:37:08","slug":"la-cyber-security-nel-mondo-industriale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/la-cyber-security-nel-mondo-industriale\/","title":{"rendered":"La cyber security nel mondo industriale"},"content":{"rendered":"<p>La vulnerabilit\u00e0 della sicurezza e l&#8217;aumento dei programmi dannosi rendono necessaria la protezione di computer e sistemi di controllo delle reti industriali contro gli attacchi informatici. Come prevenire questi rischi? La parola va a Phoenix Contact<\/p>\n<p><em>di Anna Balliana<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il panorama industriale attuale vede la diffusione sempre maggiore di sistemi interconnessi tra loro. Tuttavia, nella progettazione e nella costruzione dei singoli componenti di sistema, i responsabili spesso non considerano tutti i flussi di comunicazione tra il sistema in esame e il resto della rete, tralasciando quindi l\u2019introduzione delle soluzioni di sicurezza informatica gi\u00e0 in fase di progetto (security by design). Purtroppo \u00e8 ancora comune pensare di mettere al sicuro l&#8217;azienda concentrandosi sulle tradizionali aree di competenza IT, trascurando i rischi derivanti dalle comunicazioni di fabbrica, legati ad esempio alle reti Wi-Fi usate in produzione, all\u2019uso di chiavi USB infette o a violazioni di connessioni VPN. Gli attacchi subiti in passato hanno inoltre dimostrato che le minacce possono riguardare addirittura protocolli industriali specifici e tecnologie proprietarie nel caso di attacchi mirati. Nuove vulnerabilit\u00e0 della sicurezza e un numero crescente di programmi dannosi rendono necessaria la protezione di computer e sistemi di controllo delle reti industriali contro attacchi, malware e accessi non autorizzati.<\/p>\n<p><strong>Nuovi scenari di rischio richiedono nuove strategie<br \/>\n<\/strong>Gli attaccanti si sono dotati di strumenti automatici molto potenti che moltiplicano enormemente la loro capacit\u00e0 di colpire chiunque in modo sistematico. L\u2019automatizzazione degli strumenti di attacco, che spesso consistono in piattaforme software disponibili a poco prezzo sul &#8220;dark web&#8221;, ha permesso a molti criminali di ottenere grandi prodotti economici. Se lo sviluppo dei sistemi di attacco industrializzati e automatizzati permette un\u2019azione su larga scala, il crescente impiego di soluzioni digitali nei sistemi industriali porta a una contemporanea crescita dei nodi esposti al rischio di attacchi. A questo si aggiunge un tasso di crescita di questi sistemi pi\u00f9 alto dello sviluppo della capacit\u00e0 di proteggerli. Come risultato, la forbice tra i costi di attacco e quelli di difesa si sta sempre pi\u00f9 ampliando. Tutto ci\u00f2 rende necessario cambiare le strategie difensive e diventare consapevoli del fatto che la vera questione non \u00e8 pi\u00f9 &#8220;se&#8221; ma &#8220;quando&#8221; si subir\u00e0 un attacco informatico. Le imprese possono munirsi di misure preventive per affrontare tali minacce, economicamente pi\u00f9 sostenibili rispetto a una soluzione messa in atto quando l\u2019attacco \u00e8 gi\u00e0 avvenuto. Le principali cause di incidente informatico sono la scarsa conoscenza delle minacce e l\u2019errore umano, per cui \u00e8 decisivo migliorare sia la cultura della sicurezza informatica, sia la consapevolezza del rischio e delle modalit\u00e0 per affrontarlo.<\/p>\n<p><strong>IT e OT sono due mondi con le proprie peculiarit\u00e0<br \/>\n<\/strong>Nella scelta delle soluzioni da adottare per garantire la corretta implementazione dell\u2019Industrial Cyber Security, \u00e8 fondamentale considerare non solo i rischi, ma anche le situazioni operative quotidiane: soluzioni rodate e ben funzionanti in campo IT potrebbero non prestarsi altrettanto bene a un impiego in applicazioni OT (Operation Technology). I sistemi IT impiegati negli ambienti di produzione e di ufficio si differenziano sotto quattro aspetti. Innanzitutto, nei PC da ufficio si installano regolarmente programmi antivirus e aggiornamenti alle soluzioni di sicurezza. Al contrario, spesso i sistemi operativi e gli applicativi industriali non sono oggetto delle stesse attenzioni, perch\u00e9 le patch non sono sempre disponibili o richiedono preventive misure di validazione, a volte complicate. Inoltre, nell\u2019industria vengono impiegati particolari protocolli non utilizzati nel mondo office. Nella scelta del firewall bisogna quindi assicurarsi che riconosca i protocolli utilizzati nello specifico ambiente industriale. I grandi impianti sono poi tipicamente strutturati in celle collegate in rete tra loro, e composte da macchine fornite da costruttori esterni. Le macchine sono per lo pi\u00f9 indipendenti tra loro, e potrebbero utilizzare indirizzi IP identici per tutti i sistemi dello stesso tipo. Il vantaggio per il costruttore \u00e8 quello di semplificare la costruzione e la gestione delle macchine stesse. Dal punto di vista del gestore dell\u2019impianto industriale, l\u2019utente necessita di un router in grado di mappare le reti di macchina all\u2019interno della rete di produzione che le contiene. Per evitare di modificare tutti gli indirizzi IP di ogni nodo nella macchina, \u00e8 possibile utilizzare la funzionalit\u00e0 di routing NAT 1:1. Infine, gli impianti produttivi richiedono spesso regole di firewall specifiche durante le fasi di funzionamento: le operazioni da eseguire in condizioni normali non saranno le stesse da eseguire in caso di anomalia. In questo scenario, introdurre un firewall incapace di tenere in conto queste variabili rischia di complicare la situazione. Per questo motivo, un firewall industriale deve avere a bordo un firewall condizionale capace di dialogare con la macchina, ossia adattare dinamicamente le proprie regole in funzione delle condizioni di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Prepararsi nel modo migliore ai nuovi rischi informatici<br \/>\n<\/strong>I pi\u00f9 recenti modelli produttivi, a partire da Industry 4.0 e IIoT (Industrial Internet of Things), pur aprendo la via verso nuove opportunit\u00e0, allargano al mondo della produzione rischi che fino a poco tempo fa riguardavano i sistemi d\u2019ufficio. \u00c8 dunque ormai necessario mantenere un\u2019attenzione elevata e seguire alcune regole di base, senza confondere la compliance alle normative con l\u2019effettiva sicurezza. In particolare, bisogna applicare un processo integrato e articolato di cyber security, basato su logiche di (cyber) risk management a tutti i livelli, che promuova un\u2019adeguata educazione e favorisca l\u2019adozione di misure di prevenzione. In questo modo, si potr\u00e0 diffondere l\u2019abitudine di introdurre il tema cyber security gi\u00e0 in fase di progetto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vulnerabilit\u00e0 della sicurezza e l&#8217;aumento dei programmi dannosi rendono necessaria la protezione di computer e sistemi di controllo delle reti industriali contro gli attacchi informatici. Come prevenire questi rischi? La parola va a Phoenix Contact di Anna Balliana Il panorama industriale attuale vede la diffusione sempre maggiore di sistemi interconnessi tra loro. 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