{"id":313,"date":"2018-04-22T12:37:52","date_gmt":"2018-04-22T12:37:52","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=313"},"modified":"2025-06-24T15:42:18","modified_gmt":"2025-06-24T15:42:18","slug":"industry-4-0-e-la-strategia-oceano-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/industry-4-0-e-la-strategia-oceano-blu\/","title":{"rendered":"Industry 4.0 e la strategia Oceano Blu"},"content":{"rendered":"<p>Prendendo spunto da un libro che spiega come l\u2019innovazione sia la chiave per avere successo in un business gi\u00e0 saturo, vediamo quali sono le mosse che le imprese possono compiere per aprire mercati inesplorati, in cui la crescita \u00e8 garantita<\/p>\n<p><em>di Valerio Alessandroni<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u201cStrategia Oceano Blu\u201d (Blue Ocean Strategy) \u00e8 un libro pubblicato qualche anno fa, scritto da W. Chan Kim e Ren\u00e9e Mauborgne, professori all\u2019INSEAD e co-direttori dell\u2019Istituto INSEAD Blue Ocean Strategy. L\u2019opera afferma che le imprese possono avere successo non tanto battendo i rivali quanto, piuttosto, creando nuovi spazi di mercato.<br \/>\nNell\u2019accezione del libro, l\u2019oceano blu rappresenta uno spazio di mercato inesplorato, che si distingue dall\u2019oceano rosso, ossia dall\u2019oceano insanguinato dove nuotano gli squali della concorrenza e dove le imprese devono accontentarsi di bassi margini di profitto, perch\u00e9 l\u2019approccio strategico \u00e8 quello tradizionale, basato sulla sconfitta dei competitor. Creare un oceano blu significa invece puntare sull\u2019innovazione per avere successo anche in un mercato gi\u00e0 saturo. Attraverso queste mosse strategiche, si crea nel valore dell\u2019impresa, nei suoi clienti e nei dipendenti, accedendo a nuova domanda e riducendo la competizione. Cos\u00ec, si pu\u00f2 avere successo aprendo un\u2019attivit\u00e0 commerciale in un\u2019area gi\u00e0 coperta dalla concorrenza, oppure offrire servizi gi\u00e0 disponibili dando loro una veste nuova. Questo \u00e8 un esempio dei \u201cnuovi business model\u201d di cui tanto si parla nell\u2019ambito di Industry 4.0.<\/p>\n<p><strong>Le tecnologie digitali e le categorie su cui hanno l\u2019impatto maggiore<\/strong><br \/>\nIl tema \u201coceano blu\u201d ci porta a parlare di Industry 4.0. Secondo un rapporto della societ\u00e0 di consulenza McKinsey, le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell\u2019ambito di quattro categorie di sviluppo: la prima riguarda l\u2019utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettivit\u00e0, comprendendo per esempio i Big Data, l\u2019Internet of Things e le comunicazioni m2m (machine-to-machine). La seconda \u00e8 quella dei sistemi di analisi, che permettono di ricavare valore, ossia informazioni, dai dati raccolti. La terza categoria di sviluppo riguarda l\u2019interazione tra uomo e macchina, che richiede interfacce sempre pi\u00f9 intuitive, e la realt\u00e0 aumentata: per esempio per migliorare le proprie prestazioni sul lavoro utilizzando strumenti come i Google Glass. Infine c\u2019\u00e8 tutto il settore che si occupa del passaggio dal digitale al \u201creale\u201d e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l\u2019energia in modo migliore. In particolare, il rapporto osserva che oggi solo l\u20191% dei dati raccolti viene utilizzato dalle imprese, che potrebbero invece ottenere vantaggi a partire dal \u201cmachine learning\u201d, dalle macchine cio\u00e8 che \u201cimparano\u201d dai dati via via raccolti e analizzati.<\/p>\n<p><strong>Una opportunit\u00e0 di crescita per le PMI italiane<\/strong><br \/>\nE per quanto riguarda l\u2019Italia? Il primo Rapporto Industria 4.0 delle PMI italiane a cura del nuovo Laboratorio Manifattura Digitale dell\u2019Universit\u00e0 di Padova, nato all\u2019interno del Dipartimento di Scienze economiche Marco Fanno, fornisce alcuni spunti interessanti. Il quadro restituito dai ricercatori, che si sono concentrati sulle aziende del Nord, \u00e8 a due facce. L\u2019indagine \u00e8 stata effettuata su un campione di 5.421 imprese manifatturiere appartenenti a diversi settori del made in Italy. Solo il 19% circa delle aziende intervistate ha dichiarato di utilizzare almeno una delle tecnologie Industria 4.0. Tali imprese hanno iniziato ad utilizzare queste tecnologie da tempo, prima degli incentivi proposti dal governo e non sono solamente quelle pi\u00f9 grandi. Infatti, il 40% delle adottanti \u00e8 costituita da piccole imprese. Le tecnologie dell\u2019industria 4.0 sono adottate principalmente per produrre prodotti personalizzati. Il 68% delle imprese adottanti realizza prodotti su misura o personalizzati, mentre solo il 32% prodotti a catalogo (standard). Le motivazioni che hanno spinto all\u2019adozione sono legate, nel 51,2% dei casi, alla volont\u00e0 di migliorare il servizio al cliente. Segue l\u2019efficienza nel 43,4% dei casi. In termini di impatti, le imprese dichiarano principalmente tre risultati ottenuti: aumento della produttivit\u00e0 (46%), efficienza (46%), incremento della qualit\u00e0 del servizio al cliente (45%).<\/p>\n<p><strong>Un programma che intende incentivare l\u2019imprenditoria digitale<\/strong><br \/>\nChe fare, allora? Una risposta pu\u00f2 venire da Watify (da \u201cWhat if I\u2019\u201d ossia \u201cChe cosa succederebbe se sviluppassi la mia idea e creassi una startup?\u201d), un programma promosso dalla Commissione Europea che ha lo scopo di sensibilizzare le PMI sui vantaggi della digitalizzazione grazie ad esempi concreti. Infatti, il problema dell\u2019imprenditoria europea non risiede tanto nella mancanza di idee \u2013 che, anzi, abbondano \u2013 quanto nei tantissimi \u201cdubbi\u201d che assalgono gli aspiranti imprenditori al momento di mettere in pratica le loro idee. In sostanza, Watify punta a coinvolgere i principali opinion leader dell\u2019innovazione digitale, e a promuovere cos\u00ec una adeguata formazione per i giovani o meno giovani che vogliono innovare PMI esistenti o sviluppare nuove idee imprenditoriali. I cosiddetti \u201cAmbasciatory Watify\u201d sono professionisti di provata esperienza che aiutano le aziende a muovere i primi passi in un terreno ricco di ostacoli e di promesse non sempre mantenute. Il progetto prevede inoltre diverse sessioni, durante le quali l\u2019esperienza di alcuni imprenditori, che hanno superato i dubbi e hanno avviato la digitalizzazione della propria azienda, viene condivisa con i partecipanti. A ci\u00f2 si aggiunge una serie di strumenti e servizi. Per esempio, lo strumento \u201cSelling online\u201d fornisce informazioni sui vari obblighi normativi a carico delle societ\u00e0, specialmente delle piccole-medie imprese, che vendono online o che hanno intenzione di farlo. Lo strumento offre informazioni sulle normative legali e sulle azioni pratiche che una societ\u00e0 deve intraprendere per risultare conforme all\u2019ambiente normativo al momento dell\u2019avvio di un\u2019attivit\u00e0 di vendita online, soprattutto se tale attivit\u00e0 ha luogo al di fuori del proprio Paese.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prendendo spunto da un libro che spiega come l\u2019innovazione sia la chiave per avere successo in un business gi\u00e0 saturo, vediamo quali sono le mosse che le imprese possono compiere per aprire mercati inesplorati, in cui la crescita \u00e8 garantita di Valerio Alessandroni \u201cStrategia Oceano Blu\u201d (Blue Ocean Strategy) \u00e8 un libro pubblicato qualche anno &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":314,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_twitter_title":"","_seopublitec_twitter_desc":"","_seopublitec_twitter_image":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[27],"tags":[128],"class_list":["post-313","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologie","tag-valerio-alessandroni"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[314],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/313","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=313"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/313\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":315,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/313\/revisions\/315"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media\/314"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=313"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=313"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=313"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}