{"id":2742,"date":"2021-05-17T08:42:49","date_gmt":"2021-05-17T08:42:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/?p=2742"},"modified":"2025-06-24T15:37:08","modified_gmt":"2025-06-24T15:37:08","slug":"la-sicurezza-nei-robot-collaborativi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/la-sicurezza-nei-robot-collaborativi\/","title":{"rendered":"La sicurezza nei robot collaborativi"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il tema della sicurezza nella robotica collaborativa \u00e8 assai complesso. Con le loro 17 safety function native, i cobot di <a href=\"https:\/\/www.universal-robots.com\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Universal Robots<\/a> sono intrinsecamente sicuri e garantiscono l\u2019incolumit\u00e0 dell\u2019operatore in ogni condizione, incidendo su vari aspetti<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Rispetto ai robot tradizionali, i cobot si sono distinti immediatamente per alcune differenze sostanziali fin dal loro ingresso nel campo dell\u2019automazione. Il loro livello di sicurezza intrinseco ha dimostrato la possibilit\u00e0 di una robotica da implementare in tempi rapidi, con spese di attrezzaggio contenute, in layout saturi e senza bisogno di segregare porzioni di spazio da destinare all\u2019operativit\u00e0 del robot, separata da quella dell\u2019uomo. In sostanza, si \u00e8 venuto a creare per le imprese un modo nuovo di produrre e automatizzare. I cobot di Universal Robots, specialista nel settore dell\u2019automazione collaborativa, sono nati nel 2005 quando inizi\u00f2 lo sviluppo del primo prototipo, un UR5. Da allora la gamma si \u00e8 arricchita con nuove proposte fino al UR16e del 2019.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/1-14.jpg\" alt=\"L\u201980% dei cobot UR opera senza recinzioni di protezione intorno.\" class=\"wp-image-2743\" title=\"L\u201980% dei cobot UR opera senza recinzioni di protezione intorno.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/1-14.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/1-14-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/1-14-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>L\u201980% dei \ncobot UR opera senza recinzioni di protezione intorno.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Fare la valutazione dei rischi della singola applicazione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I cobot sono nati principalmente in risposta a un bisogno di flessibilit\u00e0 per automatizzare operazioni semplici e produzioni con un\u2019elevata variabilit\u00e0. Si pose fin da subito il problema della sicurezza: essendo strumenti dal deployment rapido, dovevano anche garantire la possibilit\u00e0 di essere applicati in ogni condizione operativa, anche senza gabbie di protezione. I cobot vengono definiti \u201cquasi macchine\u201d poich\u00e9 sono automazioni aspecifiche, in grado di svolgere decine di applicazioni diverse. L\u2019abbinamento con un \u201cend effector\u201d consente l\u2019automazione di compiti specifici. I cobot UR sono intrinsecamente sicuri poich\u00e9, in virt\u00f9 delle 17 safety native, sono in grado di garantire l\u2019incolumit\u00e0 dell\u2019operatore in ogni condizione. Quella che va condotta, secondo la normativa vigente, \u00e8 invece l\u2019analisi del rischio e la sicurezza dell\u2019applicazione. Un cobot sar\u00e0 sempre sicuro ma se, per esempio, nell\u2019esecuzione del task dovesse maneggiare strumenti taglienti o appuntiti, allora \u00e8 necessario verificare che l\u2019applicazione nel suo complesso sia sicura per l\u2019operatore. Questa quindi \u00e8 una prima fondamentale specifica da tenere presente: fare la valutazione dei rischi della singola applicazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le norme per la sicurezza?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il tema della sicurezza \u00e8 estremamente complesso. Le norme sono sostanzialmente di tre tipi, con l\u2019aggiunta di una \u201ctechnical specification\u201d che non ha valore obbligatorio, ma funge da linea guida. Sono in vigore le norme di tipo A come la ISO 12100, che riguarda in generale l\u2019analisi del rischio, e le norme di tipo B come la ISO 13849-1, che dettaglia il comportamento delle singole parti dell\u2019applicazione. Infine le norme di tipo C che riguardano nello specifico i robot e danno indicazioni ai costruttori (ISO 10218-1) e agli integratori (ISO 10218-2). Vi \u00e8 poi la ISO\/TS 15066, una specifica tecnica che fornisce alcune indicazioni su parametri come forza e pressione. Non esistono parametri fissi che definiscono sicura un\u2019applicazione: anche a bassa velocit\u00e0 e con ridotto grado di forza, la manipolazione di un oggetto tagliente pu\u00f2 risultare pericolosa. I casi vanno valutati uno per uno conducendo l\u2019analisi non tanto sul cobot, che \u00e8 intrinsecamente sicuro, n\u00e9 sulla cella, ma sull\u2019applicazione robotica nel suo complesso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/2-11.jpg\" alt=\"Universal Robots associa da sempre al concetto di sicurezza quello di collaborativit\u00e0.\" class=\"wp-image-2744\" title=\"Universal Robots associa da sempre al concetto di sicurezza quello di collaborativit\u00e0.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/2-11.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/2-11-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/2-11-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Universal Robots associa \nda sempre \nal concetto \ndi sicurezza quello di collaborativit\u00e0.\n<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Collaborativi in modo nativo<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le safety function integrate nativamente sui cobot UR sono tutte progettate secondo la UNI EN ISO 10218-1, e in conformit\u00e0 con quanto indica la TS 15066. Inoltre si avvalgono di certificazione TUV (che li rende ad esempio adatte ad applicazioni in cleanroom) e hanno la caratteristica di essere ridondate, ovvero prevedono sempre la presenza di almeno due sistemi elettronici programmabili in comunicazione fra loro nella stessa unit\u00e0 di controllo. Questo \u00e8 il campo in cui UR ha sviluppato maggiormente la propria competenza. Per l\u2019alto livello di sicurezza garantita, l\u201980% dei cobot UR opera senza recinzioni di protezione intorno, previa analisi del rischio. Un buon robot collaborativo deve offrire all\u2019utente la possibilit\u00e0 di incidere su molti e diversi parametri di sicurezza per rendere nullo il rischio per l\u2019operatore. I cobot UR offrono ben 17 funzioni di sicurezza PLD in categoria 3, che significa che vi \u00e8 un doppio controllo su ciascuna funzione e che in caso di malfunzionamento di un controllo, subentra il secondo. Le safety vanno a regolare velocit\u00e0, forza, momento angolare, possibilit\u00e0 di movimento dei singoli gradi di libert\u00e0 del cobot. Ma non si limitano a fare solo questo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"533\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/3-11.jpg\" alt=\"Il movimento del cobot avviene in \u201creduced mode\u201d o \u201drestricted zone\u201d.\" class=\"wp-image-2745\" title=\"Il movimento del cobot avviene in \u201creduced mode\u201d o \u201drestricted zone\u201d.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/3-11.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/3-11-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/3-11-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Il movimento del cobot avviene \nin \u201creduced mode\u201d o \u201drestricted zone\u201d.\n<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il concetto di collaborativit\u00e0<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per Universal Robots al concetto di sicurezza si \u00e8 sempre associato anche quello di collaborativit\u00e0, intesa come semplicit\u00e0 di programmazione, flessibilit\u00e0, facilit\u00e0 e rapidit\u00e0 di impiego e reimpiego. Le safety native incidono anche su questi aspetti. Ad esempio \u00e8 possibile creare un\u2019area di lavoro condivisa in cui il movimento del cobot avviene a parametri ridotti (\u201creduced mode\u201d, un comportamento ancor pi\u00f9 collaborativo e sensibile agli urti) o addirittura aree in cui \u00e8 vietato al cobot di lavorare (\u201crestricted zone\u201d). \u00c8 sufficiente impostare un piano verticale virtuale nella programmazione (sono fino a 8 quelli configurabili). All\u2019approssimarsi del piano virtuale, il cobot rallenta fino ad arrestarsi e non lo oltrepasser\u00e0 mai, se questo viene appunto programmato come invalicabile. In questo modo posso far operare gomito a gomito l\u2019addetto e il robot conservando l\u2019apertura del layout. Questo abbatte le spese di attrezzaggio e i fermi macchina. Oppure \u00e8 possibile andare ad aumentare il grado di sensibilit\u00e0 del cobot quando entra nella zona condivisa con l\u2019operatore: velocit\u00e0 e potenza andranno a scemare. Le safety vanno quindi interpretate non solo come un modo per rendere sicuro il robot, ma anche per rendere pi\u00f9 flessibile e accessibile l\u2019applicazione e pi\u00f9 semplice e rapido il suo sviluppo. Inoltre, i cobot non sono solo strumenti sicuri (intrinsecamente) ma anche in grado di aumentare la sicurezza dell\u2019ambiente lavorativo, proprio perch\u00e9 migliorano le condizioni di ergonomia dello stesso. I cobot danno il meglio quando applicati in compiti cosiddetti DDD (\u201cdull, dirty, dangerous\u201d ovvero noiosi, sporchi e pericolosi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema della sicurezza nella robotica collaborativa \u00e8 assai complesso. 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