{"id":1650,"date":"2020-03-13T11:35:12","date_gmt":"2020-03-13T11:35:12","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=1650"},"modified":"2025-06-24T15:42:18","modified_gmt":"2025-06-24T15:42:18","slug":"pmi-e-maturita-digitale-la-sfida-continua","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/pmi-e-maturita-digitale-la-sfida-continua\/","title":{"rendered":"PMI e maturit\u00e0 digitale: la sfida continua"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo il 26% delle imprese \u00e8 pronto a sfidare i mercati mondiali con processi produttivi digitalizzati: \u00e8 quando emerge dalla ricerca nazionale dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, presentato durante la fiera A&amp;T<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Claudia Dagrada<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Va bene, ma potrebbe andare meglio: semplificando si potrebbe sintetizzare cos\u00ec l\u2019attuale relazione tra il mondo delle PMI italiane e i processi di innovazione e digitalizzazione 4.0. Lo scorso febbraio la fiera A&amp;T di Torino, in collaborazione con l\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, ha presentato durante la giornata inaugurale una ricerca su un campione di circa 1.500 PMI (rappresentativo delle 200.000 totali), focalizzata sulla maturit\u00e0 digitale del tessuto produttivo italiano. Partiamo dal presupposto che le aziende con un numero di addetti tra i 10 e i 249 rappresentano numericamente solo il 5% del totale delle imprese italiane, ma da sole generano il 41% dell\u2019intero fatturato del nostro Paese: appare evidente che una bassa propensione al 4.0 impatti in modo significativo sull\u2019economia locale e sulla competitivit\u00e0 internazionale. Dall\u2019analisi emergono chiaramente dati preoccupanti: solo il 26% delle piccole e medie imprese nostrane \u00e8 pronta a sfidare i mercati mondiali potendo contare su tecnologie avanzate e processi produttivi digitalizzati. Questo nonostante 9 imprenditori su 10 considerino l\u2019innovazione e la visione 4.0 necessari per lo sviluppo del business aziendale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quali sono i freni che ostacolano lo sviluppo tecnologico?<\/strong><br> A frenare lo sviluppo tecnologico delle PMI italiane ci sono diversi fattori, come ha sottolineato Giorgia Sali, ricercatore senior dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, che ha curato e presentato la ricerca all\u2019Oval Lingotto: \u201cManca la reale volont\u00e0 di innovare da parte degli imprenditori italiani. Le previsioni di investimento in processi digitali nel 2020 parlano di stagnazione e in alcuni casi anche di contrazione rispetto all\u2019anno appena trascorso, confermando una visione di sviluppo in ottica 4.0 ancora troppo timida\u201d. Secondo Giorgia Sali, la reticenza ad allocare investimenti in digitalizzazione \u00e8 spiegata da una parte da una visione imprenditoriale che guarda pi\u00f9 al breve che al medio lungo termine, dall\u2019altra dalla presenza di alcuni elementi di freno, come i costi di acquisto dei servizi digitali percepiti come troppo elevati (27%), la mancanza di competenze e di cultura digitale nell\u2019organizzazione (24%), lo scarso supporto da parte delle istituzioni (11%).<br> Su quest\u2019ultimo punto, si riscontra anche una scarsa conoscenza da parte di chi guida le aziende degli incentivi messi in campo dal Governo, in particolare nel Centro e Sud Italia: si \u00e8 rilevato che ad esempio il 68% degli imprenditori non \u00e8 aggiornato sui voucher consulenza in innovazione promossi dal MISE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il concetto chiave del 2020: investire nelle competenze<\/strong><br> Dunque serve crederci di pi\u00f9 investendo in tecnologie e persone. A tal proposito la ricerca ha messo in luce un altro punto cruciale legato allo sviluppo tecnologico delle PMI nostrane: le competenze. <br> Per il 44% delle aziende medio piccole, il presidio delle aree ICT e Digital \u00e8 del Responsabile IT il quale, nella maggioranza dei casi, \u00e8 impiegato a gestire attivit\u00e0 non innovative, ma di manutenzione ordinaria dei sistemi informatici. Solo nel 20% dei casi \u00e8 presente negli stabilimenti un Innovation Manager che porta avanti le attivit\u00e0 legate a percorsi di innovazione, di prodotto o di interi processi aziendali. <br> Il 18% delle PMI ha invece una figura dedicata a uno specifico ambito del digitale o a un singolo processo, ad esempio un responsabile della sicurezza informatica, un eCommerce Manager oppure un Data Scientist, senza per\u00f2 avere un presidio generale che coordini le progettualit\u00e0 in maniera centralizzata. Infine, il 18% non ha alcuna figura dedicata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019outsourcing per supplire la mancanza di risorse interne<\/strong><br> Esiste quindi un eccessivo frazionamento di competenze e di ruoli che operano all\u2019interno dei processi tecnologici delle imprese, e in molti casi servizi e opportunit\u00e0 digitali strategici in termini di competitivit\u00e0 vengono esternalizzati, come ad esempio l\u2019e-commerce, il CRM, le piattaforme web. La scelta dell\u2019outsourcing deriva dalla difficolt\u00e0 di acquisire competenze ad hoc in azienda, dalla ciclicit\u00e0 delle progettualit\u00e0 digitali (soprattutto in caso di sviluppo di una nuova piattaforma) e dai costi legati all\u2019aggiornamento e alla formazione delle risorse dedicate. Coerentemente, sono ancora poche le realt\u00e0 in cui sono presenti iniziative di formazione strategica su tematiche digitali. La maggior parte opta per attivit\u00e0 \u201cinformali\u201d, ossia demanda all\u2019iniziativa del singolo la scelta di formarsi sui temi in oggetto, o per semplici campagne di sensibilizzazione: ad esempio, nel 2019 il 41% ha investito sulla formazione di base relativa all\u2019analisi dei dati e il 65% ha svolto attivit\u00e0 di sensibilizzazione (dall\u2019invio di newsletter informative alla fruizione di corsi verticali) su tematiche legate alla cybersecurity.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Scetticismo e preoccupazione per la sicurezza dei dati aziendali<\/strong><br> Il 28% delle piccole e medie imprese italiane svolge analisi di dati in maniera strutturata, ma meno del 10% svolge analisi avanzate sfruttando i big data, valore che mostra uno spiccato divario rispetto alle PMI europee. <br> Per quanto riguarda l\u2019utilizzo dei sistemi in Cloud Computing per lo storage delle informazioni aziendali, i numeri crescono se si parla di grandi imprese, non decollano invece nelle medie e piccole, tra le quali solo il 30% utilizza queste tecnologie. Il principale ostacolo \u00e8 riferito, in quest\u2019ambito, alle preoccupazioni sulla sicurezza dei dati e delle applicazioni, una resistenza culturale difficile da superare.<br> Infine, un dato veramente preoccupante: il 61% dei piccoli imprenditori non ha mai sentito parlare di soluzioni di Internet of Things per l\u2019Industria 4.0, e quelli che hanno provato a investire su questo asset centrale per efficientare i processi mantengono scetticismo per via di una difficolt\u00e0 oggettiva nel misurare nel breve periodo gli investimenti compiuti.<br> Nel Nord-Ovest italiano, dove risiede il 32% delle PMI, esiste un alto livello di maturit\u00e0 digitale relativa a specifici processi interni (\u00e8 ad esempio pi\u00f9 elevato che in altre aree geografiche il grado di adozione di sistemi gestionali e di tecnologie IoT), ma guardando a un processo di innovazione a 360\u00b0 i dati preoccupano: il 13% non ha nessuna figura che si occupi delle tematiche ICT e digital, il 32% non adotta soluzioni di cybersecurity, il 20% non ha un sito web.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aprirsi alle nuove tecnologie e investire in formazione<\/strong><br> Ha dichiarato Luciano Malgaroli, Ceo della fiera A&amp;T: \u201cOltre il 70% delle PMI italiane, dal nostro osservatorio di fiera specializzata \u00e8 consapevole che occorre investire in innovazione e digitalizzazione per affrontare le sfide della competitivit\u00e0 globale. <br> Gli imprenditori hanno ben presente che serve una strategia industriale inclusiva, che consideri l\u2019innovazione centrale in tutto il processo produttivo\u201d. Per Luciano Malgaroli occorre aprirsi alle nuove tecnologie, investire in formazione, sdoganarsi da visioni soggettive di breve periodo e scegliere sistemi innovativi abilitanti di medio lungo termine. <br> In sostanza, \u00e8 necessaria non solo un\u2019agenda industriale che spazzi via la paura degli imprenditori e consegni al Paese un asset produttivo coraggioso e innovativo, ma anche fare chiarezza e raccontare cosa e come fare, concretamente, per permettere a chi guida o gestisce un\u2019azienda di investire correttamente e capire quali tecnologie servono realmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solo il 26% delle imprese \u00e8 pronto a sfidare i mercati mondiali con processi produttivi digitalizzati: \u00e8 quando emerge dalla ricerca nazionale dell\u2019Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, presentato durante la fiera A&amp;T di Claudia Dagrada Va bene, ma potrebbe andare meglio: semplificando si potrebbe sintetizzare cos\u00ec l\u2019attuale relazione tra il mondo &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1651,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_twitter_title":"","_seopublitec_twitter_desc":"","_seopublitec_twitter_image":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[27],"tags":[695,694],"class_list":["post-1650","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologie","tag-maturita-digitale","tag-pmi"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[1651],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1650"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1652,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1650\/revisions\/1652"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}