{"id":1127,"date":"2019-05-14T08:46:26","date_gmt":"2019-05-14T08:46:26","guid":{"rendered":"https:\/\/controlloemisura.com\/?p=1127"},"modified":"2025-06-24T15:41:26","modified_gmt":"2025-06-24T15:41:26","slug":"la-nuova-via-della-seta-opportunita-e-rischi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/la-nuova-via-della-seta-opportunita-e-rischi\/","title":{"rendered":"La Nuova Via della Seta: opportunit\u00e0  e rischi"},"content":{"rendered":"<p>Il gigantesco progetto della Nuova Via della Seta, promosso dalla Cina, mira a ridefinire il sistema di rapporti economici e politici a livello globale. Una strategia con molti pro e contro. Ma soprattutto, quale sar\u00e0 la posizione dell\u2019Italia?<\/p>\n<p><em>di Renato Uggeri<\/em><\/p>\n<p>Il memorandum d\u2019intesa con Pechino che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha recentemente firmato, formalizza l\u2019adesione dell\u2019Italia alla Belt and Road Initiative (BRI), il grande piano infrastrutturale cinese che coinvolge Asia, Africa ed Europa. Il progetto mira a rafforzare i collegamenti infrastrutturali, commerciali e di investimento tra la Cina e altri 65 Paesi che rappresentano nel loro insieme oltre il 30% del PIL globale, il 62% della popolazione e il 75% delle riserve energetiche note.<\/p>\n<p><strong>Due corridoi economici attraverso una serie di infrastrutture e nodi<\/strong><br \/>\nLa Belt and Road Initiative prevede la creazione di due corridoi, uno marittimo e uno terrestre, con l\u2019obiettivo di fare della Cina il perno di una complessa rete di collegamenti. Per la realizzazione della rete, che si snoder\u00e0 attraverso una serie di infrastrutture e nodi, sono gi\u00e0 stati stanziati oltre 100 miliardi di Euro.<br \/>\nSin dall\u2019inizio, la Cina ha tenuto ben distinta la Silk Road Economic Belt o Via della Seta, il tratto terrestre del progetto che collega la Cina all\u2019Asia centrale e meridionale e si spinge verso l\u2019Europa, dalla Maritime Silk Road, la sua controparte marittima che collega la Cina alle nazioni del Sud-Est asiatico, alle nazioni del Golfo, al Nord Africa e all\u2019Europa. Completano il quadro altri sei corridoi economici. Pi\u00f9 in dettaglio, la Via della Seta si configura come una serie di \u201cponti terrestri\u201d autostradali o ferroviari fra loro connessi e destinati a svolgere il ruolo di rotte commerciali e tratti d\u2019incontro tra i Paesi interessati, dalla Russia al Myanmar, a loro volta membri dell\u2019Asian Infrastructure Investment Bank che veicola finanziamenti e disponibilit\u00e0 economiche. Tra i \u201cponti\u201d pi\u00f9 importanti vi sono il China-Pakistan Economic Corridor (Cpec) e il New Eurasian Land Bridge (Nelb) che connetter\u00e0 Cina e Germania attraverso Russia e Kazakistan. La Nuova Via della Seta richiama, nel suo stesso nome, l\u2019epoca degli scambi nei grandi spazi euroasiatici, l\u2019era delle carovane che attraversando Siria, Iran e Asia Centrale consentivano il commercio tra il bacino del Mediterraneo e la Cina.<\/p>\n<p><strong>L\u2019Italia come testa di ponte per gli interessi cinesi in Europa?<\/strong><br \/>\nPer l\u2019Italia, la Nuova Via della Seta \u00e8 particolarmente interessante, perch\u00e9 le rotte dei collegamenti via terra e via mare confluiscono nella nostra penisola e precisamente a Venezia, richiamando cos\u00ec Marco Polo e i suoi viaggi in Cina.<br \/>\nL\u2019iniziativa ha invece ricevuto molte critiche dagli Stati Uniti per i timori che possa trasformarsi in una sorta di cavallo di Troia per far prevalere gli interessi di Pechino in Europa.<br \/>\nIrritazione anche da parte dell\u2019Unione europea che ha gi\u00e0 richiamato gli Stati membri a non attuare iniziative del genere da soli. Ma in Europa anche altri Paesi come Ungheria, Polonia, Grecia e Portogallo hanno firmato il memorandum di intenti con Pechino. I pi\u00f9 critici ritengono che l\u2019Italia possa fungere da testa di ponte per un approdo strategico della Cina in Europa. Tuttavia, considerando che il mercato cinese \u00e8 quello con la maggiore crescita di domanda al mondo, potrebbe trattarsi di un\u2019occasione per le esportazioni del made in Italy.<br \/>\nUna ventina gli accordi che affiancano il memorandum, per un valore di circa 20 miliardi di Euro. Alcuni sono commerciali, alcuni strategici come quelli con Cassa depositi e prestiti, che prevedono l\u2019emissione di Panda bond (obbligazioni che puntano a raccogliere capitale da investitori istituzionali cinesi, e che servono per finanziare le aziende italiane presenti nel Paese asiatico).<br \/>\nUna curiosit\u00e0: si \u00e8 parlato anche della possibilit\u00e0 di disputare una partita ufficiale del calcio tricolore in Cina, nel quadro di un accordo pluriennale sul modello di quello siglato con l\u2019Arabia Saudita per la Supercoppa.<\/p>\n<p><strong>Quali sono i pro e i contro?<\/strong><br \/>\nUn esempio portato contro l\u2019accordo \u00e8 il caso del porto del Pireo in Grecia, di cui la compagnia cinese COSCO ha acquistato il 67%. Se \u00e8 vero che il traffico nel porto mediterraneo sta aumentando notevolmente, il prezzo politico di questo risultato potrebbe essere alto. Un altro esempio potrebbe essere il tunnel che collegher\u00e0 nel prossimo decennio Helsinki in Finlandia con Tallinn in Estonia, e che sar\u00e0 realizzato in larga parte attraverso fondi cinesi destinati alle infrastrutture incluse nella Via della Seta. Il tunnel sottomarino, il pi\u00f9 lungo al mondo, collegher\u00e0 i due Paesi e avviciner\u00e0 la Scandinavia al centro dell\u2019Europa. \u00c8 altrettanto vero che molte nazioni in via di sviluppo si preparano a cogliere i frutti degli investimenti cinesi. Molti hanno un forte bisogno di infrastrutture nuove e di miglior qualit\u00e0, considerata la crescente pressione esercitata sulle strutture esistenti dall\u2019aumento della popolazione, dallo sviluppo economico e dall\u2019urbanizzazione. Intanto, l\u2019Europa riesamina la sua politica con la Cina proponendo \u201c10 azioni\u201d agli Stati membri, con l\u2019obiettivo di avviare una discussione per migliorare l\u2019approccio europeo. Vengono richieste, in particolare, la reciprocit\u00e0 nell\u2019accesso al mercato e agli investimenti, e una maggiore consapevolezza dei rischi per la sicurezza nazionale creati dagli investimenti stranieri in attivit\u00e0, tecnologie e infrastrutture strategiche.<\/p>\n<p><strong>Controllare la maggior parte delle infrastrutture<\/strong><br \/>\nLa Nuova Via della Seta \u00e8 la testimonianza della nuova fase di espansione dell\u2019economia cinese e, dal punto di vista logistico, ha uno scopo preciso: collegare Europa e Asia controllandone la maggior parte delle infrastrutture. Direttamente, con operai a lavorare nei cantieri, dipendenti a dirigere gli uffici, armatori e ferrovieri a trasportare tonnellate di beni. Indirettamente, investendo con finanziamenti e prestiti l\u2019enorme riserva di liquidit\u00e0 accumulata negli ultimi decenni passati a fabbricare oggetti di consumo per il mondo (inoltre, circa il 70% dell\u2019acciaio, che serve per costruire binari e ponti, viene dalla Cina).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il gigantesco progetto della Nuova Via della Seta, promosso dalla Cina, mira a ridefinire il sistema di rapporti economici e politici a livello globale. Una strategia con molti pro e contro. Ma soprattutto, quale sar\u00e0 la posizione dell\u2019Italia? di Renato Uggeri Il memorandum d\u2019intesa con Pechino che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha recentemente &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":1128,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_twitter_title":"","_seopublitec_twitter_desc":"","_seopublitec_twitter_image":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[27],"tags":[],"class_list":["post-1127","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologie"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[1128],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1127","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1127"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1127\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1129,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1127\/revisions\/1129"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1128"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/controlloemisura\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}