{"id":8203,"date":"2024-03-08T14:40:37","date_gmt":"2024-03-08T14:40:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=8203"},"modified":"2025-01-31T14:46:19","modified_gmt":"2025-01-31T14:46:19","slug":"parliamo-di-digital-twin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/parliamo-di-digital-twin\/","title":{"rendered":"Parliamo di&#8230; Digital Twin"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il mondo \u00e8 sempre pi\u00f9 virtuale, il Digital Twin ne \u00e8 un esempio lampante e nel prossimo futuro sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante conoscerlo e saperlo padroneggiare. Gianluigi Moro, Senior Engineering Manager di ABB Robotics Italia ci ha raccontato che cos\u2019\u00e8 questo strumento e quale soluzione offre ABB in questo senso.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>Digital Twin<\/strong> o Gemello Digital \u00e8, principalmente, la possibilit\u00e0 di realizzare una copia virtuale dell\u2019impianto reale, che possa essere utilizzata in un ambiente di programmazione in qualunque momento, prima, durante e dopo la messa in funzione. Significa, quindi, avere la possibilit\u00e0 di accedere all\u2019impianto, al robot e\/o all\u2019automazione in maniera parallela alla realt\u00e0. \u201c\u00c8 uno strumento \u2013 spiega <strong>Gianluigi Moro<\/strong>, Senior Engineering Manager di <strong><a href=\"https:\/\/new.abb.com\/products\/robotics\/it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">ABB Robotics<\/a><\/strong> \u2013 nato prima per la programmazione offline, per dare la possibilit\u00e0 di programmare il robot, testare la raggiungibilit\u00e0 e verificare che un certo tipo di applicazione sia possibile o meno\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il Digital Twin non \u00e8 una mera simulazione, ma una <strong>rappresentazione virtuale completa e operativa <\/strong>di un asset o un sistema che combina gli aspetti digitali con quelli in tempo reale del funzionamento e della manutenzione. La capacit\u00e0 di fare riferimento a dati archiviati in luoghi diversi da un\u2019unica directory consente simulazione, diagnostica, previsione e casi di studio avanzati.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Programmazione e processo: tutte le skill necessarie<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bench\u00e9 ci siano soluzioni di Digital Twin anche per operatori poco esperti, ci sono delle competenze imprescindibili per la sua realizzazione, soprattutto quando si \u00e8 dei system integrator. \u201cServono innanzitutto \u2013 spiega Gianluigi Moro \u2013 competenze di <strong>disegno meccanico 3D <\/strong>per poter realizzare i modelli. Anche delle <strong>conoscenze di programmazione <\/strong>sono importanti, ad esempio RAPID, Python o C#, quindi sia linguaggi del costruttore o pi\u00f9 generici\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se lo scopo invece \u00e8 quello di utilizzarlo per realizzare un processo, quindi quello che fa un end-user, \u00e8 importante anche avere un\u2019interfaccia intuitiva e che permetta di inserire semplicemente tutte le informazioni necessarie affinch\u00e9 il processo avvenga come voluto. \u201cIn questo caso \u2013 prosegue Gianluigi Moro \u2013 l\u2019utente finale non deve possedere skill profonde di robotica, movimentazione o programmazione, ma di <strong>processo<\/strong>: deve conoscere che certi movimenti del robot devono essere accompagnati, nel caso della saldatura, da valori di tensione, corrente, velocit\u00e0 specifici del materiale utilizzato. Di conseguenza, chi produce soluzioni di Digital Twin deve <strong>mascherare le complessit\u00e0 di utilizzo del robot <\/strong>per permettere all\u2019utilizzatore finale, in maniera pi\u00f9 semplice e grafica, di utilizzarlo e aggiungere senza problemi la propria conoscenza di processo nell\u2019utilizzo dell\u2019ambiente virtuale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Impossibile non citare l\u2019intelligenza artificiale, che sta entrando prepotentemente anche nel mondo del Digital Twin. \u201cEsistono prodotti \u2013 spiega Gianluigi Moro \u2013 AI-powered, cio\u00e8 con algoritmi che permettono di riconoscere da un disegno 3D percorsi, saldature e le lavorazioni che compongono il processo. Quindi queste soluzioni facilitano l\u2019utilizzo dell\u2019ambiente virtuale, proprio perch\u00e9 permettono di avere una base di programmazione gi\u00e0 pronta senza utilizzare linguaggi complessi. Lo scopo finale di questi strumenti \u00e8 quello di permettere a chi ha meno competenze di essere <strong>pi\u00f9 veloce ed efficiente <\/strong>nel realizzare i programmi per le macchine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei prossimi anni sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante l\u2019utilizzo del Digital Twin, poich\u00e9 gli strumenti informatici sono di uso comune. Dal punto di vista tecnologico, il Digital Twin si sta arricchendo man mano di funzionalit\u00e0 grazie al <strong>cloud<\/strong>, che permette a pi\u00f9 persone di lavorare contemporaneamente su un solo progetto, anche da parte di figure aziendale molto diverse tra loro ma che per motivi diversi hanno bisogno di metterci mano. \u201cLe nuove generazioni \u2013 commenta Gianluigi Moro \u2013 utilizzano il computer molto pi\u00f9 delle precedenti, fin da piccolissimi, di conseguenza sono molto <strong>pi\u00f9 avvezzi all\u2019ambiente virtuale <\/strong>e in qualche modo facilitati ad approcciarvisi. Questo significa, tra l\u2019altro, che la difficolt\u00e0 di trovare operatori esperti di processo pu\u00f2 essere \u2018superata\u2019 dalla dimestichezza che i ragazzi hanno dell\u2019informatica. Secondo me, i neo-diplomati di oggi hanno una marcia in pi\u00f9 nell\u2019utilizzo di questi sistemi e per quanto un Digital Twin sia complesso possono arrivarci facilmente con le conoscenze e l\u2019intuito che si sono costruiti fin da piccoli in quanto nativi digitali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il robot \u201cvive\u201d nell\u2019ambiente virtuale<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RobotStudio <\/strong>\u00e8 il software di programmazione robotica di ABB, che permette di creare un Digital Twin dell\u2019intero impianto in cui \u00e8 presente un robot. \u201cQuando un cliente ci contatta \u2013 racconta Gianluigi Moro \u2013 il primo step \u00e8 quello di realizzare un disegno 3D dell\u2019impianto che andremo a proporre, cos\u00ec da capire subito e nel dettaglio la soluzione che possiamo offrire. I nostri ingegneri forniscono una simulazione che pu\u00f2 essere vista, modificata e riadattata dal cliente e dal nostro commerciale anche se non hanno competenze spinte di progettazione e programmazione. Questo perch\u00e9 si tratta di una <strong>soluzione scalabile<\/strong>, che ha la possibilit\u00e0 di essere utilizzata a livello base o pi\u00f9 avanzato, a seconda delle conoscenze in possesso e delle necessit\u00e0 in essere\u201d. Infatti, con RobotStudio \u00e8 possibile semplicemente importare i modelli 3D all\u2019interno dell\u2019ambiente ed eseguire i movimenti del robot; oppure, si pu\u00f2 modellare i componenti meccanici, la programmazione del robot, oltre che dialogare con tutti gli elementi presenti, che siano di ABB oppure no, utilizzando protocolli di comunicazione per movimentare gli oggetti grafici. \u201cIl cliente principale a cui noi come ABB ci rivolgiamo \u2013 afferma Gianluigi Moro \u2013 \u00e8 il <strong>system integrator<\/strong>, che ha forti competenze di programmazione e di automazione, quindi sa utilizzare RobotStudio alla sua massima potenzialit\u00e0 per modellare in anticipo la soluzione che daranno al cliente finale. D\u2019altra parte, invece, sar\u00e0 il cliente finale a dover utilizzare la macchina e l\u2019ambiente virtuale, e non \u00e8 scontato che possegga le stesse conoscenze di un system integrator. Quando lo abbiamo sviluppato, quindi, abbiamo tenuto conto di entrambi i profili\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">RobotStudio \u00e8 entrato gi\u00e0 da qualche anno nelle scuole, per supportare gli studenti all\u2019utilizzo di<strong> nuovi strumenti digitali<\/strong>. \u201cRobotStudio \u2013 spiega Gianluigi Moro \u2013 viene fornito gratuitamente agli istituti, proprio con l\u2019intento di divulgare il pi\u00f9 possibile l\u2019utilizzo di strumenti digitali che vengono utilizzati nel mondo del lavoro reale. \u00c8 anche lo strumento ideale anche per tutte quelle scuole che non hanno la possibilit\u00e0 di acquistare una macchina reale, perch\u00e9 non solo permette agli studenti di creare un Digital Twin perfetto, ma permette anche di avere un\u2019app per la <strong>realt\u00e0 aumentata<\/strong>, quindi i ragazzi possono vedere e \u2018lavorare\u2019 con il robot attraverso la realt\u00e0 virtuale come se fosse il mondo reale\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Le Parole della Meccatronica - Digital Twin\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/s0It05dC4Y0?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mondo \u00e8 sempre pi\u00f9 virtuale, il Digital Twin ne \u00e8 un esempio lampante e nel prossimo futuro sar\u00e0 sempre pi\u00f9 importante conoscerlo e saperlo padroneggiare. 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