{"id":7948,"date":"2023-11-06T10:45:28","date_gmt":"2023-11-06T10:45:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=7948"},"modified":"2025-01-31T14:55:20","modified_gmt":"2025-01-31T14:55:20","slug":"uno-sguardo-ai-mercati-esteri-marocco-algeria-e-polonia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/uno-sguardo-ai-mercati-esteri-marocco-algeria-e-polonia\/","title":{"rendered":"Uno sguardo ai mercati esteri: Marocco, Algeria e Polonia"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">AIdAM sta portando avanti diversi progetti che riguardano i mercati esteri, con l\u2019obiettivo di permettere alle aziende associate di inserirsi in nuovi Paesi. In questo senso, l\u2019associazione ha organizzato un webinar dedicato a tre mercati che stanno diventando centrali per il comparto: Marocco, Algeria e Polonia. Sono intervenuti Giovanni Salinaro di SACE e Stefano Zedde della Camera di Commercio e dell\u2019Industria Italiana in Polonia.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong><a href=\"https:\/\/www.aidam.it\/frontend\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">AIdAM \u2013 Associazione Italia di Automazione Meccatronica<\/a><\/strong> sta portando avanti diverse progettualit\u00e0, che coprono vari focus. L\u2019<strong>internazionalizzazione<\/strong> \u00e8 una di queste, in quanto il mercato sta vivendo un momento positivo in cui c\u2019\u00e8 il margine giusto per far crescere ulteriormente il settore in Paesi stranieri. \u00c8 proprio in questi momenti che bisogna iniziare ad affacciarsi su <strong>mercati esteri <\/strong>che magari possono essere da traino, quando nel mercato locale e nazionale ci sar\u00e0 un rallentamento, legato al fatto che non sar\u00e0 possibile continuare ad avere una parte di incentivi che hanno messo in euforia il mercato in questi ultimi anni, rendendo estremamente dinamico il mercato dell\u2019automazione e della meccatronica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tre aree geografiche stanno diventando particolarmente interessanti per il settore dell\u2019automazione meccatronica: <strong>Marocco<\/strong>, <strong>Algeria <\/strong>e <strong>Polonia<\/strong>. Delle prime due ne ha parlato<strong> Giovanni Salinaro<\/strong> di <strong>SACE<\/strong>, mentre per la Polonia \u00e8 intervenuto <strong>Stefano Zedde<\/strong> della <strong>Camera di Commercio e dell\u2019Industria Italiana in Polonia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Marocco e Algeria<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i Paesi del Nord Africa pi\u00f9 interessanti per il settore delle aziende associate ad AIdAM troviamo Marocco e Algeria, due paesi che nell\u2019area geografica interessata hanno una buona solidit\u00e0 in questo momento storico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPurtroppo \u2013 spiega Giovanni Salinaro &#8211; la geografia del Nord Africa storicamente subisce delle variazioni di profilo di rischio anche molto repentine, a seconda di alcuni eventi che possono verificarsi, siano essi politici, sia dal punto di vista economico, che \u00e8 quello che \u00e8 successo pi\u00f9 di recente ad alcuni di questi Paesi come la Tunisia e l\u2019Egitto, che stanno soffrendo di una crisi economica importante. Il Marocco e l\u2019Algeria in questo momento si sono salvati, grazie alle loro caratteristiche\u201d. SACE produce e aggiorna periodicamente degli indicatori che informano su quali siano le opportunit\u00e0 di esportazione e di investimento in una determinata nazione; sono sei gli indicatori di rischio: <strong>tre di tipo politico e tre del credito<\/strong>. \u201cIl<strong> \u2018rischio del credito\u2019<\/strong> \u2013 spiega Giovanni Salinaro \u2013 \u00e8 un rischio fondamentalmente di mancato pagamento, quindi l\u2019importatore locale, sia esso un\u2019azienda, la banca o addirittura entit\u00e0 pubbliche o sovrane, \u00e8 pi\u00f9 o meno probabile che non ci ripaghi nei termini previsti il bene esportato. Invece, il <strong>\u2018rischio politico\u2019 <\/strong>\u00e8 un indicatore che racchiude a sua volta una serie di indicatori, che spaziano dalla presenza di violenza politica ad atti di esproprio, nazionalizzazione e il rischio di trasferimento e convertibilit\u00e0. <strong>Il Marocco si assesta tra i Paesi migliori dell\u2019area<\/strong>, con una media di rischio politico addirittura al di sotto del 50% e una media di rischio del credito che \u00e8 al di sopra del 50% ma, se confrontata con gli altri Paesi, \u00e8 una percentuale davvero molto contenuta\u201d. Inoltre, si tratta di un Paese che ha un contesto politico molto semplice, che non \u00e8 stato interessato dalle Primavere Arabe e possiede una democrazia con un governo stabile. \u201cIl Marocco ha un debito pubblico in aumento, che \u00e8 di circa il 65% del PIL. In realt\u00e0 pesa poco sugli equilibri dei conti pubblici dei marocchini, perch\u00e9 \u00e8 principalmente denominato in valuta locale e di tenore medio-lungo. Inoltre, il Marocco ha un buon accesso ai mercati dei capitali, i quali hanno appetito per questo rischio e lo apprezzano anche con costi abbastanza contenuti, se paragonato alla Tunisia o all\u2019Egitto. Un\u2019altra caratteristica molto importante, che spiega perch\u00e9 il Marocco sia <strong>macro economicamente stabile<\/strong>, \u00e8 il fatto che abbia un accesso a una linea di credito precauzionale del Fondo Monetario Internazionale che ha attivato di recente, pari a 5 miliardi. Altro punto a favore di questo paese \u00e8 il suo settore manifatturiero molto sviluppato, ad elevato valore aggiunto\u201d. Non solo, il Marocco \u00e8 <strong>ricco di materie prime<\/strong>: possiede il 70% delle riserve globali di fosfato, che \u00e8 il materiale verso cui si sta tendendo per la produzione di batterie per i veicoli elettrici in quanto \u00e8 pi\u00f9 sicuro e meno costoso del cobalto. In Marocco si producono circa 450.000 auto l\u2019anno, lo stesso numero prodotto dall\u2019Europa: dopo la Cina, \u00e8 il <strong>secondo produttore mondiale di veicoli elettrici<\/strong>, ponendolo in una posizione privilegiata nel settore automotive. \u201cRecentemente \u2013 racconta Giovanni Salinaro \u2013 si \u00e8 abbattuto un forte terremoto in Marocco, che ne rallenter\u00e0 un po\u2019 la crescita; ma comunque parliamo di un Paese nonostante tutto solido, che investe in energie rinnovabili e in manifatturiero. Tra l\u2019altro, ha un <strong>ottimo rapporto commerciale con l\u2019Italia<\/strong>: \u00e8 infatti al terzo posto per esportazioni nel Nord Africa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019<strong>Algeria<\/strong>, invece, \u00e8 un Paese molto diverso: ha un\u2019economia che dipende dagli idrocarburi ed \u00e8 per l\u2019Italia il <strong>quarto mercato di destinazione dell\u2019export<\/strong>. \u201cSi tratta di un Paese \u2013 spiega Giovanni Salinaro \u2013 politicamente ed economicamente abbastanza chiuso, che rifiuta l\u2019indebitamento con l\u2019estero; questo limita per\u00f2 lo sviluppo delle relazioni di operatori esteri con il Paese\u201d. In questo momento, l\u2019Algeria si trova in un momento positivo per la sua economia: dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, l\u2019Algeria si \u00e8 riposizionata come fornitore di gas, cosa che le ha permesso di dare respiro ai conti pubblici e aumentare la riserva in valuta. \u201cNonostante l\u2019Algeria mostri un profilo di rischio del credito leggermente superiore al Marocco \u2013 afferma Giovanni Salinaro &#8211; in questo momento \u00e8 un profilo di rischio che beneficia dell\u2019andamento delle commodity. Il punto debole dell\u2019Algeria \u00e8 la sua <strong>esposizione al ciclo delle materie prime<\/strong>, che abbassano e alzano l\u2019indice di rischio. Inoltre, il sistema politico e burocratico \u00e8 molto farraginoso, burocratizzato, centralizzato e poco aperto. Questo ostacola anche delle riforme che debbono avvenire al Paese\u201d. L\u2019Algeria, che da sempre \u00e8 un Paese commercialmente abbastanza chiuso, ha iniziato ad aprirsi, soprattutto per quanto riguarda il settore automotive, come dimostrano gli accordi con Stellantis. Per l\u2019Italia \u00e8 il quarto mercato dopo il Marocco, soprattutto per quanto riguarda la <strong>meccanica strumentale<\/strong>. \u201cIn sintesi \u2013 afferma Giovanni Salinaro \u2013 si tratta di un Paese dal rischio medio nel quale si deve sfruttare il momento positivo, per\u00f2 ci sono una serie di barriere che vanno affrontate. Bisogna ricordarsi che ha una spese pubblica alta, soprattutto militare, e spesso ricorre a restrizioni importanti in caso di crisi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La Polonia<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dopo aver analizzato i mercati marocchino e algerino, Stefano Zedde ha parlato di quello polacco. \u201cLa Camera di Commercio Italiana in Polonia \u2013 spiega Stefano Zedde &#8211; \u00e8 un\u2019associazione di imprenditori riconosciuta dal Governo italiano. Facciamo parte della rete delle 81 Camere di Commercio estere nel mondo e abbiamo la missione di aiutare i nostri soci, di cui vedete i pi\u00f9 rappresentativi, negli <strong>investimenti italiani pi\u00f9 grandi in Polonia<\/strong>. Abbiamo la missione di aiutare i nostri soci a integrarsi e eccellere in Polonia e anche la missione di aiutare aziende italiane che comunque sono interessate al mercato polacco\u201d. La Polonia ha un\u2019economia molto forte, infatti ora \u00e8 la quinta economia europea, con un tasso di crescita del PIL che praticamente non ha conosciuto nessuno stop negli ultimi trent\u2019anni, tranne nel 2020 a causa della pandemia del Coronavirus. \u00c8, inoltre, un Paese con un <strong>tasso di disoccupazione bassissimo<\/strong>, infatti nel 2022 era del 5,40%. La Polonia ha infatti un\u2019industria molto forte, con una solida infrastruttura industriale. La Polonia, proprio per la sua strategicit\u00e0 logistica, essendo nel cuore dell\u2019Europa geografica, \u00e8 un <strong>centro logistico importante<\/strong>: si snodano le merci non solo per tutta l\u2019Europa, ma \u00e8 anche la porta d\u2019ingresso delle merci che arrivano dalla Cina. Lo Stato polacco, tra l\u2019altro, fornisce finanziamenti alle aziende straniere che voglio investire in Polonia, quindi da un minimo del 30% di intensit\u00e0 fino a un massimo del 50% di aiuti pubblici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cImportante \u00e8 il legame con l\u2019Italia \u2013 spiega Stefano Zedde &#8211; <strong>c\u2019\u00e8 un legame con l\u2019Italia fortissimo, culturale e commerciale<\/strong>. L\u2019Italia \u00e8 il quinto mercato di destinazione dell\u2019export polacco e il quarto fornitore della Polonia. Al contrario, la Polonia \u00e8 il decimo mercato di destinazione dell\u2019export italiano e il nono fornitore dell\u2019Italia. Nel 2022 l\u2019interscambio totale ha raggiunto la cifra record di circa 34 miliardi di euro. C\u2019\u00e8 una <strong>fortissima presenza di aziende italiane in Polonia<\/strong>: da un nostro studio abbiamo contato 2.475 aziende di capitale italiano o comunque con presenza di italiani come soci delle aziende\u201d. La presenza molto forte di italiani storicamente \u00e8 spiegata dal fatto che, gi\u00e0 dai primi anni Novanta, la Polonia \u00e8 rinata come Stato democratico. Sono arrivati in Polonia grandi gruppi, prima di tutto la FIAT, che ha costruito le due fabbriche di Tychy e Bielsko-Bia\u0142a, la quale ha attratto in Polonia tutto il mondo della catena del valore automotive.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cEntrando nel merito del mondo del mercato polacco dell\u2019automazione e della robotica industriale \u2013 prosegue Stefano Zedde &#8211; vi \u00e8 uno studio che \u00e8 stato commissionato dall\u2019agenzia governativa polacca per l\u2019<strong>industria 4.0 <\/strong>con cui la nostra Camera di Commercio collabora molto. Ci dice che in Polonia operano 210 aziende del settore dell\u2019automazione industriale e della robotica, e generano un fatturato annuo che \u00e8 superiore ai 4 miliardi di Euro. Nonostante tutto, il tasso di utilizzazione dell\u2019industria polacca \u00e8 ancora significativamente inferiore rispetto ad altri Paesi sviluppati. Un altro dato importante \u00e8 che non ci sono produttori polacchi finali di robot, cobot, o altre soluzioni robotiche di una certa rilevanza. Stiamo parlando di 52 robot ogni 10.000 dipendenti. Giusto per capire l\u2019Italia, che \u00e8 pi\u00f9 o meno nelle prime posizioni, registra 217 robot ogni 10.000 dipendenti. Il leader \u00e8 la Corea del Sud con 1.000 robot ogni 10.000 dipendenti. In Polonia c\u2019\u00e8 ancora tanto da fare, per\u00f2 questa infrastruttura industriale cos\u00ec forte, questa economia industriale cos\u00ec forte, d\u00e0 l\u2019idea del grande potenziale che ha questo mercato\u201d. Insieme all\u2019<strong>Associazione polacca per l\u2019automazione e la robotica<\/strong>, l\u2019equivalente di AIdAM in Polonia, \u00e8 stato lanciato inoltre un sondaggio a cui hanno risposto 25 aziende leader in Polonia del settore, in particolare integratori, in merito allo stato dell\u2019arte del settore dell\u2019automazione meccatronica. Da queste domande \u00e8 emerso che 14 aziende su 25 offrono soluzioni di robot industriali, 10 offrono anche cobot industriali e 7 offrono soluzioni di robotica mobile. \u201cI ricavi derivanti dall\u2019automazione hanno rappresentato il 60% dei ricavi complessivi \u2013 spiega Stefano Zedde &#8211; Tutte le aziende intervistate ammontavano a 638 milioni di PLN. Il 45% di questi ricavi veniva dalla vendita di macchine di automazione, il 37% dalla vendita di servizi, come progetti ingegneristici, l\u20198% da vendita di controllori PLC, Il 10% da DCS, e il 5% da vendite di sistemi di azionamento di elettronica e motori e vendita di software industriali\u201d. Secondo questo sondaggio, ancora, tutte le aziende partecipanti hanno dichiarato che nel 2022, rispetto al 2021, il mercato, quindi il settore di robotica e automazione, \u00e8 cresciuto rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cSe possono scegliere \u2013 conclude Stefano Zedde \u2013 i polacchi preferiscono fare affari con italiani rispetto a tedeschi, francesi e altri partner commerciali. Gli italiani e gli americani culturalmente sono molto ben visti, per cui c\u2019\u00e8 anche questa semplicit\u00e0 culturale, questa apertura culturale che sicuramente aiuta nello sviluppo di rapporti commerciali con la Polonia. Per concludere, voglio dirvi che la Polonia \u00e8 un Paese che ha<strong> grandissime potenzialit\u00e0 di business e di relazioni commerciali<\/strong>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>di Rossana Pasian<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AIdAM sta portando avanti diversi progetti che riguardano i mercati esteri, con l\u2019obiettivo di permettere alle aziende associate di inserirsi in nuovi Paesi. In questo senso, l\u2019associazione ha organizzato un webinar dedicato a tre mercati che stanno diventando centrali per il comparto: Marocco, Algeria e Polonia. 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