{"id":7380,"date":"2023-02-01T14:30:20","date_gmt":"2023-02-01T14:30:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=7380"},"modified":"2023-05-15T15:53:34","modified_gmt":"2023-05-15T15:53:34","slug":"la-rete-m2a-in-aiuto-delle-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/la-rete-m2a-in-aiuto-delle-scuole\/","title":{"rendered":"La Rete M2A in aiuto delle scuole"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Che cos\u2019\u00e8 la Rete M2A e quali aiuti pu\u00f2 dare a istituti e scuole del territorio italiano? Come sono cambiate le esigenze nel mondo della meccatronica, sia dal punto di vista della formazione sia da quello delle aziende? Lo abbiamo chiesto a Imerio Chiappa, dirigente scolastico dell\u2019Istituto Tecnico Industriale Statale \u201cP. Paleocapa\u201d di Bergamo.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>mondo dell\u2019istruzione tecnica<\/strong> sta cambiando molto rapidamente: ci sono nuovi strumenti dedicati agli studenti, ma soprattutto le aziende hanno nuove necessit\u00e0 e la scuola deve preparare i giovani al futuro post-diploma. Per farlo \u00e8 importante unire le forze: \u00e8 per questo che qualche anno fa \u00e8 la nata la <strong><a href=\"http:\/\/www.retem2a.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Rete M2A<\/a><\/strong>, che vuole raccogliere gli istituti tecnici e gli ITS che si occupano di meccatronica, meccanica e automazione. Ce ne ha parlato <strong>Imerio Chiappa<\/strong>, dirigente scolastico e capofila di Rete M2A.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Partiamo dal principio: che cos\u2019\u00e8 la Rete M2A? Come \u00e8 nata? Chi raccoglie al suo interno? Quali attivit\u00e0 proponete?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Rete M2A nasce su sollecitazione di un protocollo d\u2019intesa tra l\u2019associazione <strong>AIdAM <\/strong>e l\u2019allora <strong>MIUR (ora MIM)<\/strong> che aveva come scopo principale sostenere la formazione tecnica e collaborare con le <strong>scuole a indirizzo meccatronico<\/strong>. A questo protocollo \u00e8 seguita una fase di confronto fra quattro scuole distribuite in diversi contesti territoriali, che ha permesso di cogliere le differenze e le analogie fra le stesse. Questo confronto ha generato la necessit\u00e0 di continuare a vedersi e da l\u00ec l\u2019idea di costituire una rete di scuole a indirizzo meccanica e meccatronica. Il 25 settembre 2019 una sessantina di scuole si sono trovate al Ministero per la costituzione della Rete M2A. Il nome vuole richiamare gli indirizzi di meccanica, meccatronica e automazione che tipicamente si ricollegano agli intenti nati dal protocollo AIdAM-MIUR, ma accoglie al suo interno anche molte scuole a indirizzo elettrotecnico, elettronico, energie e informatica in quanto molte tematiche affrontate risultano trasversali a questo indirizzo. Il nome della Rete M2A vuole anche richiamare la famosa formula di Einstein E=MC<sup>2<\/sup> che racchiude in s\u00e9 l\u2019idea di energia e forza che sono anche elementi base della Rete. Attualmente, nonostante la Rete sia nata proprio negli anni della pandemia, sono circa <strong>120 le scuole aderenti<\/strong> alla stessa. Le attivit\u00e0 che la Rete ha attuato in questi tre anni sono riferibili alle finalit\u00e0 che la stessa si \u00e8 data: promuovere l\u2019offerta formativa degli istituti tecnici e professionali e degli Istituti Tecnici Superiori in Italia, con particolare riferimento alla produzione industriale e artigianale del settore meccanica, meccatronica e automazione; elaborare e realizzare proposte di orientamento degli studenti in ingresso e in uscita finalizzata a promuovere presso gli alunni e le loro famiglie la scelta di corsi di istruzione secondaria e ITS riconducibili all\u2019area meccanica meccatronica e automazione; promuovere la collaborazione tra gli istituti, le scuole e il sistema delle imprese, afferenti al contesto della meccanica, meccatronica e automazione, al fine di condividere e formulare linee di sviluppo, metodologie attive per la promozione della qualit\u00e0 degli insegnamenti e apprendimenti nell\u2019ambito del curricolo degli studenti; rappresentare le esigenze degli istituti della Rete M2A alle istituzioni e enti di livello nazionale e regionale; favorire l\u2019immagine e la conoscenza degli istituti tecnici e professionali e degli ITS della Rete M2A anche con l\u2019organizzazione di eventi per la diffusione della cultura tecnica e manifatturiera; promuovere attivit\u00e0 formative per il personale docente anche attraverso percorsi formativi in azienda; partecipare a bandi e avvisi pubblici coerenti con le finalit\u00e0 del presente accordo. Proprio per dare realizzazione alle finalit\u00e0 previste, <strong>le scuole sono state coinvolte<\/strong>, in forma singola o in gruppo, durante questi tre anni, in diverse iniziative. In particolare vogliamo ricordare la partecipazione a pi\u00f9 convegni, a diverse fiere di settore e momenti dedicati all\u2019education. L\u2019offerta di oltre 200 ore di formazione tecnica specifica per i docenti proposti gratuitamente dalle aziende partner della Rete M2A. Lo scambio di studenti e docenti per attivit\u00e0 legate alla PCTO, la realizzazione di progetti e attrezzature laboratoriali tra alcune scuole della Rete. Inoltre, \u00e8 iniziato un progetto molto importante con Federmeccanica e Unioncamere relativamente alla certificazione delle competenze che vede coinvolte numerose scuole.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1_rete-m2a-min.jpg\" alt=\"Attualmente sono circa 120 le scuole aderenti a Rete M2A.\" class=\"wp-image-7383\" width=\"204\" height=\"324\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1_rete-m2a-min.jpg 503w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1_rete-m2a-min-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/1_rete-m2a-min-94x150.jpg 94w\" sizes=\"auto, (max-width: 204px) 100vw, 204px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Attualmente sono circa 120 le scuole aderenti a Rete M2A.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Anche se la Rete M2A \u00e8 nata relativamente da poco, nel 2019, raccoglie persone che si occupano di scuola e formazione da anni. Come avete visto cambiare il rapporto tra istituti e aziende?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questi anni ho osservato, in maniera molto chiara, un cambiamento tra le scuole della Rete e le aziende partner. In particolare si \u00e8 passati da richieste, da parte delle aziende, di soli studenti diplomati a <strong>collaborazioni molto pi\u00f9 strutturate<\/strong>. La prima azione intrapresa \u00e8 stata quella di avvicinare i docenti alle nuove strumentazioni che le aziende utilizzano. Abbiamo tenuto <strong>pi\u00f9 di 200 ore di corsi<\/strong>, completamente gratuiti, su tematiche inerenti ai contenuti disciplinari degli ambiti della meccatronica, automazione, elettrotecnica e informatica, corsi della durata variabile da 6 a 24 ore che hanno visto la partecipazione di centinaia di docenti di molte scuole italiane. Alcune aziende hanno, inoltre, offerto formazione e approfondimenti non solo ai docenti ma anche agli studenti. Tutto questo \u00e8 avvenuto durante il periodo del lockdown e ha permesso di <strong>potenziare e ampliare l\u2019offerta delle scuole<\/strong>. Questa esperienza di collaborazione \u00e8 stata ulteriormente potenziata grazie alla collaborazione Federmeccanica e Unioncamere nel percorso che ha da poco preso avvio, relativo alla certificazione delle competenze in ambito meccatronico. Per la progettazione di tale percorso, della durata di oltre un anno, sono stati necessari molti momenti di confronto tra docenti ed esperti aziendali per discutere del concetto di competenza, di come poterla sviluppare, valutare e certificarle. Inoltre, in questo scambio continuo, \u00e8 stato possibile progettare percorsi di PCTO con le aziende, concordati sia negli aspetti di formazione per i singoli alunni, sia nella strutturazione delle attivit\u00e0 da svolgere in azienda, che rientrassero coerentemente nel curriculum dello studente.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quali sono le skill che oggi le aziende chiedono maggiormente ai neo-diplomati? Su cosa dovrebbero concentrarsi le scuole? Su cosa dovrebbero investire e che oggi non fanno o fanno poco?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come dicevo in precedenza <strong>molte sono le competenze richieste dalle aziende<\/strong>, in particolare competenze trasversali quali il saper lavorare in gruppo e competenze specifiche relative al singolo indirizzo di studio. Il lavoro intrapreso per la certificazione ci ha portato a capire che non \u00e8 realistico pensare che le scuole possano sviluppare le competenze tecniche in modo sufficientemente adeguato a ogni singola azienda. Diversi contesti territoriali e produttivi richiedono diverse capacit\u00e0 e diverse competenze. Compito principale della scuola rimane quindi quello di aiutare gli studenti a diventare persone capaci di lavorare in team, confrontarsi e saper continuare ad approfondire. I percorsi intrapresi per la certificazione hanno infatti declinato alcune competenze partendo dagli elementi base sviluppati gi\u00e0 all\u2019inizio del triennio di specializzazione, arricchendole e potenziandole con la partecipazione diretta, a scuola, degli esperti aziendali fino al termine del percorso di studi. Queste competenze troveranno poi il loro completamento all\u2019interno della singola realt\u00e0 produttiva, laddove sar\u00e0 possibile, partendo da una base comune sviluppata a scuola. Le scuole devono, quindi, sviluppare sempre pi\u00f9 relazioni e collaborazioni con le aziende per fruire delle esperienze dei tecnici aziendali e delle potenzialit\u00e0 delle aziende, tenendo comunque e sempre presente che fare una buona scuola significa non seguire una singola realt\u00e0 aziendale, ma far s\u00ec che le diverse esperienze diventino <strong>patrimonio comune a tutti gli studenti<\/strong> in ingresso nel mondo del lavoro &#8211; ed \u00e8 l\u2019impegno principe della Rete.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Ogni azienda lamenta la difficolt\u00e0 a trovare operatori e tecnici con competenze in ambito meccatronico: cosa possono fare le aziende per aiutarvi nella vostra azione di educational?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Giustamente nella domanda viene usato il termine \u201clamentare\u201d. Soprattutto in alcuni territori, la carenza di tecnici specializzati sta creando, e creer\u00e0 in futuro, difficolt\u00e0 a diverse realt\u00e0 produttive. Cosa possono quindi fare le aziende per favorire l\u2019interesse verso l\u2019istruzione tecnica e quindi aumentare il numero di studenti preparati nel prossimo futuro? Io credo che se si vuole raccogliere un buon frutto si debba anche pensare a un buon terreno e a un buon albero, ossia le aziende non devono ritenersi il fruitore finale di un percorso formativo, ma devono, come gi\u00e0 fanno con la Rete, diventare <strong>parte attiva nella formazione<\/strong> in collaborazione con le singole scuole, mettendo a disposizione, laddove possibile, i propri laboratori e le competenze dei loro tecnici. Anche per quanto riguarda le competenze trasversali, le aziende possono rappresentare un valido contributo: il lavorare in gruppo e il confronto continuo sono competenze ormai consolidate nelle realt\u00e0 aziendali, che possono essere traslate con progetti sostenuti anche all\u2019interno delle realt\u00e0 scolastiche.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"350\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2_rete-m2a-min.jpg\" alt=\"Passare dalla simulazione alla sperimentazione su macchine reali \u00e8 un valore aggiunto.\" class=\"wp-image-7384\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2_rete-m2a-min.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2_rete-m2a-min-300x131.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2_rete-m2a-min-150x66.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/2_rete-m2a-min-768x336.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Passare dalla simulazione alla sperimentazione su macchine reali \u00e8 un valore aggiunto.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La digitalizzazione del manifatturiero vuol dire anche una maggiore importanza dell\u2019attivit\u00e0 di programmazione e informatica: \u00e8 possibile insegnare a usare strumenti meccatronici utilizzando solo software di simulazione? Mi spiego meglio, si pu\u00f2 insegnare a programmare robot senza avere dei robot nei propri laboratori?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sicuramente l\u2019informatica e la programmazione sono ormai attivit\u00e0 trasversali in tutte le realt\u00e0 produttive, ma in parte lo sono anche in tanti indirizzi dell\u2019istruzione tecnica. Voglio riprendere innanzitutto il concetto del \u201clavorare in team\u201d, in quanto, come nella Rete M2A esistono scuole con indirizzi diversi &#8211; meccanica, informatica, elettronica eccetera &#8211; anche nei team aziendali esistono diverse figure di specialisti. Questo serve a capire che anche <strong>i software di simulazione sono utili alle scuole<\/strong>, in quanto permettono a tutti gli studenti di capire su cosa si sta operando. Certamente il passare dalla simulazione alla sperimentazione su macchine reali \u00e8 un valore aggiunto, ma non \u00e8 detto che questo sia possibile per tutte le scuole e non lo ritengo un grande gap. Peraltro, anche in questo caso, il contributo delle aziende potrebbe essere significativo permettendo, chiaramente con opportuni accordi e in opportuni momenti, di fruire delle tecnologie a disposizione delle aziende. Faccio un esempio semplicissimo: simulare a scuola una sequenza di movimenti con un robot industriale e vederla poi realizzata in una azienda che possiede tale tecnologia. Sono ben conscio che questa sfida non sia semplice ma \u00e8 possibile, in alcune scuole \u00e8 gi\u00e0 realt\u00e0. Alla base c\u2019\u00e8 sempre e comunque la disponibilit\u00e0 al confronto e alla <strong>collaborazione tra scuola e azienda<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Nell\u2019educational un ruolo fondamentale \u00e8 quello dello Stato: cosa pu\u00f2 fare il MIUR per supportarvi nella vostra azione? Cosa \u00e8 mancato fino a ora?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come dicevo la rete meccatronica \u00e8 nata in seguito a un protocollo tra l\u2019associazione AIdAM e MIUR (ora MIM), proprio per sostenere le scuole in ambito meccatronico. Il ruolo del Ministero \u00e8 stato, e deve rimanere, quello di guida. Deve aiutare le scuole a <strong>mantenere la giusta direzione<\/strong>. Il profilo di uscita degli studenti dai diversi indirizzi dell\u2019istruzione tecnica \u00e8 delineato dal Ministero e deve rimanere valido sull\u2019intero territorio nazionale. Certamente le singole realt\u00e0 territoriali e produttive possono arricchire, con la loro specificit\u00e0, le competenze degli studenti. Ciononostante, la preparazione finale di base deve essere di <strong>qualit\u00e0 comune a tutte le scuole tecniche d\u2019Italia<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Per concludere, c\u2019\u00e8 ancora un pregiudizio verso gli istituti tecnici da parte delle famiglie? Vengono ancora visti come una scuola di serie B rispetto al liceo o qualcosa finalmente sta cambiando?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 una tendenza a livello italiano a orientare le scelte degli studenti verso le scuole liceali. Solo poche le provincie che hanno una forte presenza di aziende manifatturiere dove questo fenomeno risulta pi\u00f9 contenuto. In alcune provincie, la scelta dell\u2019istruzione tecnica risulta addirittura percentualmente molto vicina a quella dei licei. \u00c8 difficile dire se l\u2019istruzione tecnica \u00e8 considerata di serie B, sicuramente <strong>la qualit\u00e0 dell\u2019insegnamento di molti istituti \u00e8 di alto livello<\/strong> e con il progredire della tecnologia e con i finanziamenti ricevuti le scuole si sono ammodernate, permettendo ai ragazzi di acquisire le competenze sempre pi\u00f9 richieste dal mondo del lavoro. Non parlerei quindi di serie B, ma parlerei di istruzione tecnica di qualit\u00e0 che permette, da una parte un inserimento al lavoro, ma anche la possibilit\u00e0 di continuare gli studi verso l\u2019ITS o l\u2019universit\u00e0 con una preparazione altamente adeguata. \u00c8 necessario che le famiglie colgano l\u2019istruzione tecnica come <strong>una possibilit\u00e0 di futuro reale per i loro figli<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-layout-flex wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-white-color has-vivid-red-background-color has-text-color has-background wp-element-button\" href=\"https:\/\/www.calameo.com\/read\/0072743630218cf979ecd\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sfoglia lo Speciale Educational!<\/a><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 la Rete M2A e quali aiuti pu\u00f2 dare a istituti e scuole del territorio italiano? 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