{"id":711,"date":"2018-09-17T13:37:31","date_gmt":"2018-09-17T13:37:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=711"},"modified":"2018-09-17T13:37:31","modified_gmt":"2018-09-17T13:37:31","slug":"un-nuovo-concetto-di-intralogistica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/un-nuovo-concetto-di-intralogistica\/","title":{"rendered":"Un nuovo concetto di intralogistica"},"content":{"rendered":"<p>I robot autonomi collaborativi dell\u2019azienda danese MiR, commercializzati in Italia anche da K.L.AI.N.robotics, hanno l\u2019ambizione (non nascosta) di rivoluzionare l\u2019intralogistica di fabbrica, affiancando gli operatori e sollevandoli da compiti ripetitivi e potenzialmente dannosi. Fernando Fandi\u00f1o Oliver, Area Sales Manager Southern Europe and Brazil, spiega perch\u00e9 si adattano particolarmente alle aziende manifatturiere italiane.<\/p>\n<p><em>by Giorgia Stella<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u201cIl futuro \u00e8 adesso\u201d, ci dice Fernando Fandi\u00f1o Oliver, Area Sales Manager Southern Europe and Brazil di MiR quasi alla fine della chiacchierata che ci ha concesso nel corso di una recente visita in Italia, in risposta a chi pensa che tecnologie come la robotica mobile collaborativa riguardino il futuro e non il presente degli ambienti manifatturieri. Grazie alle loro caratteristiche (interfaccia aperta, capacit\u00e0 di trasportare anche carichi pesanti, programmazione semplificata, navigazione sicura) l\u2019intralogistica pu\u00f2 essere automatizzata in modo semplice ed efficiente.<\/p>\n<p><strong>Non chiamateli AGV<\/strong><br \/>\n\u201cIl MiR (Mobile industrial Robot, ndr) semplicemente non \u00e8 un AGV &#8211; afferma Fandi\u00f1o Oliver &#8211; perch\u00e9 per andare da un punto A a un punto B non ha bisogno di una guida ma pu\u00f2 calcolare da s\u00e9 il percorso migliore. Inoltre, le macchine sono in grado di muoversi in flotte considerando anche la posizione degli altri robot e, soprattutto, \u00e8 sempre possibile comunicare con i robot ed effettuare modifiche alla mappatura dell\u2019ambiente\u201d. Il MiR \u00e8 in grado di orientarsi conoscendo il perimetro dell\u2019azienda. Il sistema memorizza la planimetria dell\u2019ambiente, inclusi gli ostacoli fissi (pareti, macchine di produzione ecc.) o non fissi, come i pallet per esempio. La programmazione prevede semplicemente l\u2019inserimento del punto di partenza e di quello di arrivo.<br \/>\nCome detto in precedenza, il percorso migliore lo decide il robot, che \u00e8 in grado &#8211; grazie alle telecamere e agli scanner di cui \u00e8 dotato &#8211; di aggirare eventuali ostacoli, comprese le persone, che incontra lungo il tragitto.<\/p>\n<p><strong>Payload fino a 500 kg<\/strong><br \/>\nAttualmente, la gamma di MiR include modelli con payload di 100, 200 e 500 kg (l\u2019ultimo arrivato, vedi box) che possono, per le loro caratteristiche, coabitare con gli operatori di fabbrica.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche la possibilit\u00e0 di montare un gancio sul robot finalizzato al trasporto di carichi pi\u00f9 pesanti su un carrello.<br \/>\n\u201cI robot MiR si prendono cura di una serie di compiti di trasporto faticosi e potenzialmente dannosi per gli esseri umani, anche grazie a una vasta gamma di moduli personalizzabili che possono facilmente essere installati direttamente sui robot\u201d, prosegue Fandi\u00f1o Oliver. \u201cInoltre, possono accedere ad ambienti proibitivi per gli esseri umani, per esempio per via di rumori forti o sostanze nocive. Sostituendosi alle persone nei compiti ripetitivi di trasporto, i robot lasciano pi\u00f9 tempo per dedicarsi alle proprie professioni, creando lavoro perch\u00e9 le aziende avranno bisogno di persone che vi lavorino insieme\u201d.<\/p>\n<p><strong>Rendere mobili i robot collaborativi<\/strong><br \/>\nUn utilizzo particolarmente interessante dei MiR \u00e8 quello con i bracci robotici collaborativi, sempre pi\u00f9 diffusi sul mercato. L\u2019automazione, in questo caso, \u00e8 conveniente specialmente in applicazioni che prevedono processi ripetitivi.<br \/>\n\u201cAbbiamo gi\u00e0 installato parecchie applicazioni che prevedono l\u2019integrazione con i robot collaborativi &#8211; spiega l\u2019Area Sales Manager di MiR &#8211; anche in Sud Europa. I nostri prodotti si adattano a robot di costruttori diversi e costituiscono un\u2019opzione di utilizzo in pi\u00f9. Il concetto chiave, a mio parere, \u00e8 la flessibilit\u00e0 della produzione, un\u2019esigenza che il mercato esprime in modo sempre pi\u00f9 prepotente\u201d. Chiediamo a Fernando Fandi\u00f1o Oliver anche un suo parere sull\u2019applicabilit\u00e0 di questa tecnologia nel tessuto produttivo italiano, caratterizzato, com\u2019\u00e8 noto, dalla presenza di tante PMI. \u201cIn Italia c\u2019\u00e8 molto interesse per i robot mobili e vediamo grande elasticit\u00e0 da parte di imprenditori e manager, specialmente delle nuove generazioni, ma non solo. I MiR sono progettati per muoversi anche in spazi ristretti e diventano ancora pi\u00f9 interessanti quando le persone sono poche e possono svolgere compiti a pi\u00f9 alto valore aggiunto che non spingere un carrello\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I robot autonomi collaborativi dell\u2019azienda danese MiR, commercializzati in Italia anche da K.L.AI.N.robotics, hanno l\u2019ambizione (non nascosta) di rivoluzionare l\u2019intralogistica di fabbrica, affiancando gli operatori e sollevandoli da compiti ripetitivi e potenzialmente dannosi. 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