{"id":696,"date":"2018-09-17T13:26:56","date_gmt":"2018-09-17T13:26:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=696"},"modified":"2018-09-17T13:26:56","modified_gmt":"2018-09-17T13:26:56","slug":"internazionalizzare-si-ma-nel-modo-giusto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/internazionalizzare-si-ma-nel-modo-giusto\/","title":{"rendered":"Internazionalizzare s\u00ec, ma nel modo giusto"},"content":{"rendered":"<p>ITA (Italian Trade Agency) \u00e8 la denominazione che ha assunto l\u2019ICE dal 2011, quando l\u2019ente ha affrontato una riorganizzazione che non ha tuttavia mutato il suo scopo: supportare le imprese italiane, e specialmente le PMI, nel loro percorso di internazionalizzazione. Proprio in quest\u2019ottica, l\u2019agenzia sar\u00e0 presente alla BI-MU con un\u2019area che ospiter\u00e0 12 start-up. Marinella Loddo, direttore dell\u2019Ufficio ICE di Milano, ci ha concesso un\u2019interessante chiacchierata che ha toccato aspetti anche molto tangibili dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019agenzia.<\/p>\n<p><em>di Fabrizio Dalle Nogare<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nel 2011 l\u2019ICE (Istituto per il Commercio Estero) \u00e8 diventato ITA (Italian Trade Agency). Oltre al cambio formale di denominazione, \u00e8 cambiato qualcosa da un punto di vista pi\u00f9 sostanziale?<br \/>\n\u00c8 cambiata la figura giuridica, anzitutto, passata da ente pubblico non economico ad agenzia (Agenzia per la promozione all\u2019estero e l\u2019internazionalizzazione delle imprese italiane), cio\u00e8 una struttura che ha il compito di raggiungere obiettivi fissati dal ministero di riferimento, nel nostro caso il MISE, dando seguito alle politiche di indirizzo economico del governo.<br \/>\nSiamo ripartiti con una nuova organizzazione: in Italia c\u2019\u00e8 una sede centrale a Roma, con uffici che si occupano dei diversi settori industriali, tra cui l\u2019Ufficio Tecnologia Industriale, Energia e Ambiente (vedi box, ndr) e la sede di Milano, con competenza per le regioni del Centro-Nord e un approccio, quindi, territoriale. All\u2019estero sono presenti 64 uffici e 14 punti di corrispondenza.<\/p>\n<p><strong>Anche la filosofia dell\u2019ICE si \u00e8 dunque adattata ai cambiamenti che attraversano il mercato\u2026<\/strong><br \/>\n\u00c8 cos\u00ec, in effetti. La nostra azione non si limita a un supporto commerciale, ma comprende un supporto sulle modalit\u00e0 di presenza delle aziende nei mercati esteri, in termini di investimenti, collaborazioni industriali, trasferimento di tecnologia e cos\u00ec via. Per internazionalizzare, infatti, bisogna conoscere non solo i dati economici ma anche le usanze, i costumi, le tendenze di una nazione.<\/p>\n<p><strong>Che tipo di strumenti hanno a disposizione i piccoli imprenditori per essere aggiornati sull\u2019andamento dei mercati esteri?<\/strong><br \/>\nCuriamo diverse pubblicazioni che consentono di farsi un\u2019idea dei mercati esteri e del loro andamento, come il Rapporto Commercio Estero ICE, pubblicato ogni anno, il Rapporto ICE-Prometeia \u201cEvoluzione del commercio con l\u2019estero per aree e settori\u201d, che fornisce anche delle previsioni sulle prospettive future e \u201cItalia Multinazionale\u201d sugli investimenti.<br \/>\nIl nostro programma promozionale, finanziato dal fondo riservato all\u2019ICE nella legge di Stabilit\u00e0, conta circa 850 iniziative all\u2019anno tra partecipazione a fiere e organizzazione di workshop, eventi, seminari B2B. In pi\u00f9, le aziende possono richiedere servizi di consulenza personalizzati a costi contenuti.<\/p>\n<p><strong>Quali passaggi dovrebbe affrontare una PMI che intende guardare all\u2019estero?<\/strong><br \/>\nIntercettare le fonti di domanda internazionale, prima di tutto, quindi vedere le importazioni dei principali paesi mondiali e di quelli che possono essere pi\u00f9 promettenti. Le statistiche sono molto importanti e da l\u00ec occorre partire. \u00c8 poi fondamentale analizzare anche la dinamica e l\u2019andamento del settore in un determinato paese, cos\u00ec come il comportamento dei competitor. Se posso affidarmi a un\u2019immagine, potremmo dire che se si vuole operare sui mercati esteri occorre essere un po\u2019 strabici: pensare s\u00ec all\u2019oggi ma, allo stesso tempo, cercare di percepire i segnali di cambiamento che vengono dai clienti cos\u00ec come dai mercati, per anticipare le tendenze future.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 corretto considerare la prossimit\u00e0 geografica di un mercato come il criterio principale, soprattutto per le PMI?<\/strong><br \/>\nIn generale, l\u2019Europa \u00e8 ancora il principale mercato di sbocco delle merci italiane. Vale ancora, insomma, il criterio secondo il quale i paesi pi\u00f9 attrattivi sono quelli raggiungibili con non pi\u00f9 di 2-3 ore di aereo. Questo perch\u00e9 lunghi viaggi implicano anche un aumento di costi e di risorse. Secondo quanto detto, quindi, i paesi dell\u2019Est Europa, cos\u00ec come il Nord Africa, sono mercati sempre molto caldi per le imprese italiane. Sono per\u00f2 convinta che uno dei compiti dell\u2019ICE, in quanto ente pubblico, sia quello di esplorare le potenzialit\u00e0 di mercati che non rientrano nei circuiti principali, con l\u2019obiettivo di anticiparne le tendenze ed evidenziarne gli eventuali punti di interesse.<\/p>\n<p><strong>Dall\u2019altra parte ci sono gli imprenditori, per\u00f2, che devono fare la loro parte\u2026<\/strong><br \/>\nOccorre investire ancor di pi\u00f9 in conoscenza, un aspetto sempre pi\u00f9 importante nel contesto attuale, cos\u00ec come puntare sul networking, sulla rete di relazioni. Come ICE, spingiamo sempre le aziende a considerare l\u2019idea di aggregarsi in reti d\u2019imprese: in un mercato sempre pi\u00f9 alla ricerca di soluzioni piuttosto che di singoli prodotti, \u00e8 certamente pi\u00f9 vantaggioso presentarsi uniti per contrattare con potenziali clienti anche di grandi dimensioni.<\/p>\n<p><strong>Secondo lei l\u2019attenzione che di recente \u00e8 stata dedicata all\u2019innovazione tecnologica, anche grazie al Piano Nazionale Industria 4.0, fa percepire l\u2019industria italiana come pi\u00f9 moderna?<\/strong><br \/>\nE qual \u00e8 l\u2019immagine della meccanica italiana all\u2019estero? Lo svecchiamento del parco macchine in atto nelle aziende italiane sta dando riscontri molto positivi. I cambiamenti in atto nel mondo produttivo sono processi complessi, che coinvolgono anche le scuole e la formazione degli addetti, e devono necessariamente essere guidati col giusto equilibrio. Riguardo l\u2019industria meccanica, gli addetti ai lavori ben conoscono il valore delle aziende italiane, capaci di trovare soluzioni personalizzate e proporre prodotti di alta qualit\u00e0 come pochi altri sono in grado di fare. A livello generale, per\u00f2, non c\u2019\u00e8 ancora la percezione dell\u2019industria meccanica italiana come settore d\u2019eccellenza &#8211; al pari della moda, del food o dell\u2019arredamento &#8211; ma si sta lavorando molto, anche dal punto di vista promozionale e della comunicazione strategica, per colmare questo gap.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ITA (Italian Trade Agency) \u00e8 la denominazione che ha assunto l\u2019ICE dal 2011, quando l\u2019ente ha affrontato una riorganizzazione che non ha tuttavia mutato il suo scopo: supportare le imprese italiane, e specialmente le PMI, nel loro percorso di internazionalizzazione. 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