{"id":6133,"date":"2021-11-22T10:29:42","date_gmt":"2021-11-22T10:29:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=6133"},"modified":"2021-11-22T11:46:28","modified_gmt":"2021-11-22T11:46:28","slug":"quando-lautomazione-prevede-lavvitatura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/quando-lautomazione-prevede-lavvitatura\/","title":{"rendered":"Quando l\u2019automazione prevede l\u2019avvitatura"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le fabbriche e gli impianti stanno cambiando, andando sempre di pi\u00f9 verso un\u2019industria interconnessa e automatizzata; il settore dell\u2019avvitatura, ovviamente, non \u00e8 rimasto a guardare: si stanno infatti affermando sul mercato sistemi semiautomatici e automatici, ideali per l\u2019utilizzo con i robot collaborativi. Ce ne ha parlato Nicola Bacchetta, Direttore Commerciale &amp; Marketing di FIAM, durante uno dei suoi interventi all\u2019Assembly Week.\u00a0<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le esigenze di produttivit\u00e0 odierne determinano un utilizzo sempre pi\u00f9 massiccio dei sistemi semiautomatici, che diventano un importante ausilio per l\u2019umano. Quando la loro presenza \u00e8 fondamentale e come possono migliorare il lavoro degli operatori?&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In effetti oggi le esigenze di produttivit\u00e0 delle aziende determinano in maniera sempre pi\u00f9 preponderante l\u2019impiego di sistemi produttivi semiautomatici o automatici, quindi anche le fasi di avvitatura seguono questo trend. Le principali esigenze che portano all\u2019utilizzo di questi sistemi sono: risparmiare tempo, evitare la manipolazione delle viti, migliorare l\u2019ergonomia della fase operativa, e incrementare componenti e fasi standard. C\u2019\u00e8 anche da dire che in contesti dove i cicli produttivi prevedono alte cadenze di viti\/ora, sono imprescindibili gli aspetti legati all\u2019ergonomia per gli operatori che vanno tutelati dai movimenti altamente ripetitivi durante i turni di lavoro. L\u2019automazione diventa quindi un ausilio per gli operatori e va smarcato il binomio \u201cpi\u00f9 automazione meno maestranze\u201d soprattutto se guardiamo appunto agli strumenti semiautomatici che riducono l\u2019affaticamento per l\u2019operatore, ma aumentano la produttivit\u00e0 fino al 35%.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando parliamo di sistemi semiautomatici, noi intendiamo strumenti che necessitano dell\u2019ausilio dell\u2019operatore e che sono indispensabili quando si devono avvitare medie e grandi serie di viti uguali. Inoltre, prevedono il continuo rifornimento delle viti che vengono inviate in automatico sul punto di avvitatura, ed eliminano le fasi manuali di presa vite e posizionamento della stessa sulla lama o sul pezzo. Questi sistemi si sono evoluti nel tempo e prevedono l\u2019impiego di pi\u00f9 tecnologie: oltre che quella pneumatica anche quella elettrica o elettronica sempre pi\u00f9 richiesta negli ambienti Industry 4.0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1_FIAM.jpg\" alt=\"Va smarcato il binomio \u201cpi\u00f9 automazione meno maestranze\u201d soprattutto se guardiamo appunto agli strumenti semiautomatici.\" class=\"wp-image-6134\" title=\"Va smarcato il binomio \u201cpi\u00f9 automazione meno maestranze\u201d soprattutto se guardiamo appunto agli strumenti semiautomatici.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1_FIAM.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1_FIAM-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1_FIAM-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/1_FIAM-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Va smarcato il binomio \u201cpi\u00f9 automazione meno maestranze\u201d soprattutto se guardiamo appunto agli strumenti semiautomatici.\n<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Accanto ai sistemi semiautomatici, esistono anche quelli completamente automatici, abbastanza diversi dai \u201ccugini\u201d di cui abbiamo appena parlato.\u00a0Pu\u00f2 spiegarci cosa li differenzia e quale valore aggiunto portano nei sistemi di assemblaggio?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Diversamente dagli avvitatori semiautomatici, i \u201ccugini\u201d, cio\u00e8 le soluzioni automatiche, sono moduli autonomi (salvo applicazioni su cobot) di avvitatura\u202fcomposti da un motore per avvitare installato su una slitta e movimentato da remoto. Si tratta di veri e propri sistemi plug &amp; play pronti e collaudati per essere subito integrati su sistemi produttivi esistenti e aumentare la capacit\u00e0 produttiva, per esempio linee di assemblaggio, tavole rotanti, manipolatori, assi cartesiani elettrici, robot o cobot. Anche qui il ciclo di avvitatura viene sempre gestito e controllato dal PLC integrato nella soluzione, che nel caso dell\u2019automazione risulta particolarmente importante in quanto si relaziona con i sistemi produttivi automatizzati presenti nelle fabbriche 4.0. Possono impiegare anche differenti tecnologie come pneumatica, elettrica o elettronica; quest\u2019ultima, ai fini della flessibilit\u00e0 e versatilit\u00e0 produttiva, permette al sistema di essere programmato per eseguire diversi assemblaggi con differenti parametri di coppia, velocit\u00e0 eccetera, e quindi essere impiegato e riconvertito per pi\u00f9 componenti e\/o applicazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutta la componentistica per l\u2019automazione industriale \u00e8 interamente progettata e prodotta in FIAM\u202fper essere installata su macchina, presenta quindi caratteristiche specifiche per l\u2019automazione con le molteplici tecnologie adatte a ogni livello di accuratezza e precisione e tutte comunque ideali per integrarsi in qualsiasi produzione smart. Per componentistica intendiamo per esempio le slitte, gli alimentatori di vite dotati di PLC, le teste di alimentazione delle viti; tutti elementi che vengono sempre personalizzati sulla vite e sul componente da avvitare e la ciclica che il processo esige. Nel progettare e realizzare questa componentistica vanno sempre tenute in considerazione le criticit\u00e0 che l\u2019impiego automatico prevede, ed \u00e8 per questo che \u00e8 importante affidarsi a specialisti del settore. Faccio un esempio, il trattenimento della vite nelle manipolazioni automatiche: \u00e8 un elemento critico nell\u2019impiego di sistemi per avvitare su robot perch\u00e9 \u00e8 determinante il tipo di sistema impiegato per \u201ctrattenere\u201d la vite dopo lo sparo automatico della stessa nella testa di avvitatura. Durante le movimentazioni la vite pu\u00f2 infatti cadere perch\u00e9 non \u00e8 trattenuta saldamente, oppure perch\u00e9 il braccio colpisce degli ostacoli e questa situazione, ovvero la perdita della vite all\u2019interno dei componenti, \u00e8 assolutamente da evitare. Noi abbiamo un sistema \u201cmeccanico\u201d che trattiene la vite ed \u00e8 largamente preferibile a quello con sistema di aspirazione perch\u00e9 pi\u00f9 efficace per assicurare una presa sicura della vite ed evitare problematiche di perdita vite. Da segnalare che i sistemi di aspirazione, largamente diffusi sul mercato, non sono indicati, per esempio, in presenza di componentistica da avvitare in materiale plastico: dopo pi\u00f9 avvitature eseguite, i componenti possono rilasciare delle polveri che vengono risucchiate dal sistema, entrano nella testa di avvitatura e si depositano sulle pareti. Questa situazione di \u201csporco all\u2019interno dei dispositivi\u201d pu\u00f2 compromettere sia la perfetta tenuta della vite per mancanza di aderenza sia il suo scorretto posizionamento causa depositi di polvere. Tutto questo si traduce in blocchi produttivi e nella maggiore frequenza di interventi di manutenzione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando si parla di sistemi di avvitatura automatici, non si possono non citare i robot collaborativi.\u00a0Che soluzioni propone FIAM per i cobot? Pu\u00f2 illustrarcele?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il trend ci dice che nelle aziende queste \u201cmacchine intelligenti\u201d ovvero i robot collaborativi saranno sempre pi\u00f9 presenti. Ma, attenzione, non sono soluzioni destinate a sostituire l\u2019uomo ma piuttosto a collaborare con lui per assolverlo dai compiti pi\u00f9 gravosi e pericolosi e consentirgli di rappresentare il vero valore aggiunto nelle attivit\u00e0 lavorative. L\u2019operatore, ovvero l\u2019uomo, diviene quindi l\u2019attore ideale per effettuare operazioni complesse e le sue competenze sono allargate attraverso un meccanismo di \u201cjob enlargement\u201d in cui gli viene richiesto di svolgere attivit\u00e0 pi\u00f9 critiche per rendere il lavoro quotidiano pi\u00f9 motivante e con mansioni pi\u00f9 qualificate. Si pu\u00f2 iniziare il processo di automazione con quelli che vengono chiamati \u201cscrew presenter\u201d, ovvero degli alimentatori di vite con i quali il cobot svolge la fase di pick &amp; place della vite per procedere poi con l\u2019avvitatura. Ma il concreto vantaggio in termini di tempo si ottiene utilizzando sistemi con alimentazione automatica e sparo della vite: la selezione e il successivo sparo della vite avvengono in tempo \u201cmascherato\u201d durante la fase di avvitatura con un reale e importante risparmio in termini di tempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I dispositivi per avvitare Fiam, con qualsiasi tecnologia, pneumatica, elettrica o elettronica,\u202fsono perfettamente abbinabili a tutti i robot collaborativi presenti sul mercato e che sono utilizzati sempre pi\u00f9 frequentemente in quanto sono ideali per: automatizzare le operazioni ripetitive e impiegare al meglio le skills degli operatori; eseguire automaticamente la maggior parte delle fasi di avvitatura; essere riprogrammati rapidamente e riconvertiti per applicazioni diverse. Sono inoltre di facile programmazione, caratterizzati da tempi di impostazione molto rapidi, integrabili in ambienti Industry 4.0 e soprattutto sono molto sicuri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Grazie a queste caratteristiche di flessibilit\u00e0, collaborazione e semplificazione, le macchine collaborative si affermeranno sempre pi\u00f9 e in impieghi non solo confinati alle aziende. Diversi studi hanno dimostrato che l\u2019introduzione dei robot porta all\u2019aumento dell\u2019occupazione, il \u201cciclo virtuoso della robotica\u201d: l\u2019automazione riduce i costi di produzione e di conseguenza il prezzo dei prodotti, questo porta a un aumento della domanda, e a sua volta un aumento della forza lavoro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"600\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_FIAM.jpg\" alt=\"I dispositivi per avvitare Fiam\u202fsono perfettamente abbinabili a tutti i robot collaborativi presenti sul mercato.\" class=\"wp-image-6135\" title=\"I dispositivi per avvitare Fiam\u202fsono perfettamente abbinabili a tutti i robot collaborativi presenti sul mercato.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_FIAM.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_FIAM-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_FIAM-150x113.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/2_FIAM-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>I dispositivi per avvitare Fiam\u202fsono perfettamente abbinabili a tutti \ni robot collaborativi presenti sul mercato.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La progettazione adeguata dei componenti \u00e8 un tema molto importante ai fini dell\u2019assemblaggio,\u00a0perch\u00e9 da essa dipende la qualit\u00e0 del prodotto finale. Pu\u00f2 spiegarci qualcosa in pi\u00f9 in questo senso?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo \u00e8 un tema importante che inserisce l\u2019automazione dei processi di avvitatura. In questi anni abbiamo sensibilizzato moltissimo i reparti di design e progettazione dei nostri clienti con delle attivit\u00e0 di formazione diffuse, con vademecum e ogni strumento utile per sensibilizzare i progettisti di prodotto su questo aspetto altamente critico. Prodotti non adeguatamente progettati e con viti posizionate in punti di avvitatura quasi impossibili da raggiungere, impattano fortemente infatti a valle nelle linee di produzione e per noi non \u00e8 purtroppo raro trovare e dover risolvere problematiche di questo tipo con sistemi spesso molto costosi perch\u00e9 progettati su misura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda l\u2019automazione dei processi e quindi anche delle fasi di avvitatura, vanno considerati numerosi aspetti gi\u00e0 in fase di ingegnerizzazione prodotto al fine di predisporre \u201ca monte\u201d gli interventi sul processo produttivo. Per esempio: ridurre le possibili varianti di prodotto (per esempio le versioni con funzioni aggiuntive, le personalizzazioni eccetera) e quindi impiegare per quanto possibile della componentistica comune sulla gamma di prodotto; prestare attenzione anche alla tipologia di materiali, ed effettuare scelte non solo in funzione del loro costo ma adeguate alla qualit\u00e0 degli stessi; verificare le geometrie degli ingombri, ovvero dove posizionare gli elementi filettati per ottimizzare il numero e le tipologie di viti necessarie anche in funzione delle varianti di prodotto. \u00c8 importante, infine, anche considerare il lay out produttivo e renderlo adeguato all\u2019impiego dell\u2019automazione, verificando gli spazi per il posizionamento dei componenti e la corretta manipolazione manuale o automatica degli stessi. In definitiva, bisogna uniformare la componentistica e i suoi elementi costitutivi e contemplare il processo produttivo nel suo insieme.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questi risultati si ottengono puntando fortemente sulla sinergia tra l\u2019area progettazione e l\u2019area industrializzazione dell\u2019azienda; non sempre infatti \u00e8 chiara questa meta nella mente di chi cura il proprio prodotto: \u00e8 necessario un ponte, ovvero una mediazione tecnica che porti poi a processi produttivi veramente lean. In questa ottica sempre pi\u00f9 aziende ci coinvolgono fin dalla progettazione, e questo rappresenta un elemento di valore davvero importante e distintivo per i nostri clienti.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Infine, chiuderei con un tema fondamentale per la fabbrica odierna: la digitalizzazione.\u00a0Pu\u00f2 portarci qualche esempio di interazione con il sistema fabbrica? E, inoltre, quanto \u00e8 importante la memorizzazione dei dati nei sistemi di avvitatura?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I sistemi per avvitare automatici, ma anche quelli semiautomatici, rappresentano anche una risposta alle esigenze di digitalizzazione perch\u00e9 sono strumenti intelligenti e quindi \u201csmart\u201d gi\u00e0 dotati di caratteristiche utili alla digitalizzazione. Questa \u00e8 intesa come strumento di utilizzo dei dati per creare valore attraverso l\u2019ottimizzazione dei processi produttivi; per noi i dati sono quelli di interscambio da e verso il sistema di avvitatura. Quando vengono, infatti, impiegati sistemi di avvitatura automatici con motorizzazione elettronica, ci si\u202fassicura non solo elevatissima precisione ma anche una completa interazione con il sistema fabbrica. In termini pratici abbiamo la possibilit\u00e0 di memorizzare i dati di avvitatura per le statistiche e tradurli in dati di analisi sulla produttivit\u00e0\/qualit\u00e0 dei processi, in KPI di analisi e monitoraggio.\u202f&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esempio \u00e8 un recente caso polacco: uno dei pi\u00f9 grandi produttori europeo di apparecchi televisivi con uno stabilimento con oltre 500 operatori, attualmente fornito di cinque robot collaborativi nelle linee di produzione e l\u2019obiettivo \u00e8 di arrivare a 20 unit\u00e0 totali nel 2021. Robotizzare alcune postazioni operative che svolgono le operazioni di avvitatura in maniera automatica risponde anche all\u2019esigenza di attuare le distanze operative imposte dalla recente emergenza sanitaria. L\u2019introduzione di robot collaborativi per operazioni ripetitive e in affiancamento e supporto agli operatori apre anche scenari di servizio molto ampi: per esempio, l\u2019interconnessione con il magazzino per il prelievo automatico di componenti o interventi e azioni complementari all\u2019avvitatura. La \u201crobotizzazione\u201d permette, tra le altre cose, di adattare i sistemi automatici di avvitatura a flussi produttivi sempre pi\u00f9 vari e mutevoli costituiti da varianti di prodotto da processare sempre pi\u00f9 numerose, con materiali differenti e tipologie di viti da impiegare, il tutto su pi\u00f9 turni produttivi e spesso diversificati. In pratica, gestire la complessit\u00e0 dei lotti di produzione, situazioni che comportano una programmazione dei cicli produttivi. Inoltre, i controlli in process offerti dai dispositivi per avvitare aiutano a verificare la qualit\u00e0 della produzione in tempo reale, ed evitare che diversi errori si accumulino fino alla fine del processo; i controlli post process, invece, permettono di raccogliere i dati, monitorare i processi ed effettuare le verifiche qualitative.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019interazione con il sistema fabbrica porta vantaggi importanti, tra cui: gestione da remoto del sistema di avvitatura per effettuare monitoraggi, controlli, diagnostiche, manutenzioni o programmazioni delle cicliche produttive; interconnessione con il PLC di linea e altri dispositivi, per esempio la possibilit\u00e0 di interfacciarsi con il nastro trasportatore attivando o disattivando eventuali le dime blocca-pezzo e quindi in funzione dei diversi componenti da assemblare e dei relativi programmi di avvitatura impostati; gestire il numero di avvitature per le diverse tipologie di componente nonch\u00e9 i relativi diversi parametri di coppia\/angolo\/tempo e quindi gestire con uniche soluzioni pi\u00f9 componenti da avvitare; contare le viti\/cicli di lavoro, attivare gli interventi di manutenzione, ricaricare l\u2019alimentatore viti per garantire la continuit\u00e0 produttiva; controllare la corretta successione delle avvitature pre-impostate; rilevare eventuali anomalie di processo, per esempio le viti sfilettate; interfacciamento con le macchine da remoto attraverso bus di campo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fabbriche e gli impianti stanno cambiando, andando sempre di pi\u00f9 verso un\u2019industria interconnessa e automatizzata; il settore dell\u2019avvitatura, ovviamente, non \u00e8 rimasto a guardare: si stanno infatti affermando sul mercato sistemi semiautomatici e automatici, ideali per l\u2019utilizzo con i robot collaborativi.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":6137,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[54],"tags":[4465,677,1046,931,675,106,3023,2735],"class_list":["post-6133","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-incontri","tag-assembly-week","tag-automazione","tag-avvitatura","tag-cobot","tag-digitalizzazione","tag-fiam","tag-nicola-bacchetta","tag-robot-collaborativi"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[6137,6134,6135],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6133"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6133\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6138,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6133\/revisions\/6138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}