{"id":580,"date":"2018-09-07T08:56:10","date_gmt":"2018-09-07T08:56:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=580"},"modified":"2018-09-10T09:31:51","modified_gmt":"2018-09-10T09:31:51","slug":"intelligenza-artificiale-litalia-e-in-ritardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/intelligenza-artificiale-litalia-e-in-ritardo\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale: l\u2019Italia \u00e8 in ritardo"},"content":{"rendered":"<p>Uno studio condotto da<a href=\"https:\/\/www.rolandberger.com\/it\/?country=IT\">\u00a0<b>Roland Berger<\/b><\/a>, in collaborazione con Asgard, ha evidenziato che l\u2019Italia occupa il penultimo posto per numero di startup attive nel settore dell\u2019Intelligenza Artificiale a livello mondiale. La societ\u00e0 di consulenza tedesca ha passato al setaccio le informazioni di oltre 3.400 startup appartenenti a 26 settori differenti. Con soltanto 22 startup all\u2019attivo, l\u2019Italia occupa la 19esima posizione nella classifica dei Top 20 Paesi al mondo per numero di startup nel settore dell\u2019Intelligenza Artificiale. La classifica \u00e8 dominata dagli Stati Uniti, con 1.393 startup all\u2019attivo. A seguire la Cina (383), Israele (362), UK e Canada.<\/p>\n<p><b>Una questione europea<br \/>\n<\/b>Secondo Andrea Marinoni, senior partner di Roland Berger, \u201c\u00e8 evidente che nessun Paese in Europa abbia la necessaria massa critica in materia di Intelligenza Artificiale al contrario di Stati Uniti, Cina e Israele. Di certo non l&#8217;Italia, penultima nella graduatoria per numero di startup, ma nemmeno Francia e Germania, rispettivamente settima e ottava nel ranking mondiale\u201d. L\u2019Europa, insomma, non \u00e8 stata ancora in grado di adottare soluzioni AI in settori chiave quali l&#8217;energia, l&#8217;automotive, le costruzioni, l&#8217;agricoltura e la pubblica amministrazione: contro ogni aspettativa, tecnologie su robotica, l&#8217;IoT e guida autonoma sono sotto rappresentate in Europa nonostante il peso dei settori tradizionali di riferimento.<\/p>\n<p><b>Ripartire dalla formazione<br \/>\n<\/b>Sempre secondo Roland Berger, uno dei principali motivi per il quale l\u2019Italia si trova in fondo alla classifica per numero di startup attive nel settore AI \u00e8 dovuto all\u2019assenza di una formazione adeguata e in grado di fornire ai giovani gli strumenti necessari per affrontare al meglio i lavori del futuro. \u201cPer creare una circolarit\u00e0 virtuosa e realizzare nel tempo un nostro ecosistema AI \u00e8 necessario incoraggiare le nostre aziende campioni nazionali a investire in nuove tecnologie attraverso il corporate venture capital creando e celebrando storie di successo che mettano al centro i nostri talenti che cos\u00ec saranno incentivati a puntare sul nostro Paese; anche gli imprenditori digitali stranieri devono trovare nell&#8217;Italia il luogo ideale dove si pu\u00f2 coniugare innovazione e senso del bello ovunque\u201d. In questo modo, prosegue Marinoni, \u201cpotremo attrarre la finanza necessaria e nel tempo consolidare in Italia una vocazione all&#8217;impresa del futuro incentrata su AI che dovr\u00e0 comunque accompagnarsi con un rinnovamento del sistema educativo, non pi\u00f9 al passo con i tempi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno studio condotto da\u00a0Roland Berger, in collaborazione con Asgard, ha evidenziato che l\u2019Italia occupa il penultimo posto per numero di startup attive nel settore dell\u2019Intelligenza Artificiale a livello mondiale. La societ\u00e0 di consulenza tedesca ha passato al setaccio le informazioni di oltre 3.400 startup appartenenti a 26 settori differenti. 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