{"id":4715,"date":"2021-01-28T15:31:15","date_gmt":"2021-01-28T15:31:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=4715"},"modified":"2021-03-25T15:59:04","modified_gmt":"2021-03-25T15:59:04","slug":"robotica-mobile-collaborativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/robotica-mobile-collaborativa\/","title":{"rendered":"Il valore aggiunto della robotica mobile collaborativa"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La robotica collaborativa \u00e8 al momento ancora un comparto di nicchia nell\u2019industria, ma nel futuro potrebbe coinvolgere sempre pi\u00f9 aziende e sempre pi\u00f9 settori. Questo lo sa bene <a href=\"https:\/\/www.kuka.com\/it-it\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">KUKA<\/a>, che sta investendo sui cobot e propone soluzioni all\u2019avanguardia per il mondo dell\u2019assemblaggio. Abbiamo raggiunto al telefono Alberto Pellero, Director Strategy and Marketing presso KUKA Roboter Italia, con cui abbiamo parlato dello stato dell\u2019arte della robotica collaborativa nell\u2019assemblaggio, delle sue innovazioni come la sinergia con gli AGV e dell\u2019importanza di avere tecnici preparati.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La robotica collaborativa sta man mano prendendo sempre pi\u00f9 piede nel mondo industriale, andando a sostituire gli operatori in diverse operazioni non ergonomiche e ripetitive, che non lasciano spazio all\u2019intelletto umano e che quindi non portano un vero valore aggiunto. Questo \u00e8 vero soprattutto per il mondo dell\u2019assemblaggio, dove i cobot stanno lentamente facendosi strada all\u2019interno degli stabilimenti. \u201cLa robotica collaborativa \u00e8 un segmento allo stesso tempo importante, ma ancora di nicchia \u2013 spiega Alberto Pellero \u2013 secondo le statistiche dell\u2019IFR, infatti, si parla di circa il 4% di robot collaborativi nel panorama degli oltre 300.000 robot industriali che si vendono ogni anno nel mondo. Per\u00f2 \u00e8 una tecnologia che sta solo iniziando a far vedere le proprie potenzialit\u00e0, quindi nel futuro penso avr\u00e0 degli sviluppi interessanti\u201d. La produzione industriale richiede produttivit\u00e0 elevata e di conseguenza alta velocit\u00e0; il grande problema \u00e8 che la velocit\u00e0 non \u00e8 compatibile con le normative di sicurezza legate alla collaborazione uomo-robot. La domanda che sorge spontanea \u00e8: quando la robotica collaborativa pu\u00f2 essere utilizzata al meglio delle sue potenzialit\u00e0? \u00c8 ideale laddove ci sia un\u2019esigenza di lentezza e\/o di intervento umano, come per esempio nell\u2019assemblaggio manuale. \u201cI robot industriali tradizionali non sono adatti a quel tipo di operazione \u2013 sottolinea Alberto Pellero \u2013 perch\u00e9 avrebbero bisogno di essere ipersensorizzati, ma questo richiede una spesa molto elevata. Quindi entra in gioco la robotica collaborativa: il cobot fa una parte dell\u2019assemblaggio e ne lascia un\u2019altra all\u2019operatore\u201d. Il robot, in questo senso, rappresenta un ulteriore utensile, anche se intelligente, nelle mani dell\u2019umano, che lo utilizza per quelle mansioni che non pu\u00f2 o non vuole fare, per esempio le meno ergonomiche, quelle dove si manipolano oggetti pesanti oppure con azioni ripetitive. I robot KUKA sono presenti soprattutto dove bisogna effettuare degli assemblaggi con feedback di forza, dove, per esempio, \u00e8 il robot a dover trovare, grazie la sua sensibilit\u00e0 data dai sensori di coppia integrati, la posizione giusta. In questo modo \u00e8 possibile fare un assemblaggio automatico laddove prima era tutto demandato alla sensibilit\u00e0 dell\u2019operatore, con un rischio di errore umano alto. \u201cPer citare un caso applicativo \u2013 racconta Alberto Pellero \u2013 Lamborghini usa i nostri cobot in una fase di avvitatura sotto scocca per un suo modello di SUV: in questo caso l\u2019operatore dovrebbe movimentare un trapano a circa 1,80 m di altezza, ma l\u2019operazione, chiaramente poco ergonomica, \u00e8 lasciata al robot, che lavora in sinergia con un robot mobile\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-2.jpg\" alt=\"Il KMR iiwa estende l\u2019area di lavoro del cobot grazie proprio al fatto che questo sia montato su un sistema mobile che si pu\u00f2 spostare per tutto lo stabilimento.\" class=\"wp-image-4718\" title=\"Il KMR iiwa estende l\u2019area di lavoro del cobot grazie proprio al fatto che questo sia montato su un sistema mobile che si pu\u00f2 spostare per tutto lo stabilimento.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-2.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-2-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/3-2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>Il KMR iiwa estende l\u2019area di lavoro del cobot grazie proprio al fatto che questo sia montato su un sistema mobile che si pu\u00f2 spostare per tutto lo stabilimento.\n<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Robot collaborativi, anche con altri robot<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">KUKA ha da qualche anno coniugato robotica collaborativa e mobile, per rendere le operazioni ancora pi\u00f9 automatiche e lasciare ancora pi\u00f9 tempo agli operatori per altre attivit\u00e0, oltre a migliorare la loro sicurezza e salute. Gli AGV proposti da KUKA sono di diverse dimensioni e pesi, a seconda dell\u2019applicazione dove verranno impiegati: si passa da robot mobili di svariate tonnellate, utilizzati per la movimentazione di oggetti di grandi dimensioni come le turbine degli aerei, fino a modelli pi\u00f9 compatti, come il modello KMB 500 (KUKA Mobile Platform) da 500 kg ideale per le industrie di produzione auto, dove muove i telai da una stazione all\u2019altra. E proprio quelli di quest\u2019ultima tipologia sono i protagonisti della sinergia con i cobot: \u201cIl nostro robot mobile collaborativo \u2013 spiega Alberto Pellero \u2013 si chiama KMR iiwa, cio\u00e8 KUKA Mobile Robot, il quale estende l\u2019area di lavoro del cobot grazie proprio al fatto che questo sia montato su un sistema mobile che si pu\u00f2 spostare per tutto lo stabilimento\u201d.<br>L\u2019AGV stesso, tra l\u2019altro, si pu\u00f2 definire robot collaborativo, perch\u00e9 dotato di sensori laser che monitorano la presenza di persone, cosicch\u00e9 rallenti o fermi la sua \u201ccorsa\u201d, per poi riprenderla nel momento in cui non rilevi pi\u00f9 ostacoli nella sua traiettoria. Utilizzano la suite di navigazione SLAM, che tramite la scansione dello spazio circostante crea una mappa e permette al robot di scegliere la traiettoria migliore per una determinata missione, il tutto in completa autonomia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Digitalizzazione e manutenzione<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa sinergia ci porta anche a un aspetto fondamentale della fabbrica contemporanea e 4.0: l\u2019interconnessione tra i suoi diversi elementi. \u201cI robot KUKA dal 1996 possiedono sia nel controller sia nel PC una scheda di rete, quindi sono da sempre interconnessi. \u2013 racconta Alberto Pellero \u2013 I dati di status del robot e della sua produttivit\u00e0 insieme ai programmi dello stesso sono facilmente trasferibili sui server o in cloud, e successivamente analizzabili con fieldbus\u201d. KUKA propone un proprio portafoglio di soluzioni di digitalizzazione e soprattutto di analisi dei dati, chiamato KUKA Digital Services: questi servizi comprendono il digital twin, quindi la virtualizzazione completa di una cella di lavoro robotica per fare delle analisi in fase di progettazione, fattibilit\u00e0, produttivit\u00e0 eccetera, e l\u2019ottimizzazione delle prestazioni di una linea robotizzata tramite uno sviluppo di consulenza sulle celle robotizzate denominato VCS (Virtual Commissioning System). \u201cCi\u00f2 che normalmente utilizziamo \u2013 spiega Alberto Pellero \u2013 \u00e8 il KUKA Micro Services, un software cloud-based, ma utilizzabile anche su server locali per quei clienti che hanno problematiche di sicurezza dati. Questo software analizza lo stato del robot, e pu\u00f2 essere utile, per esempio, per le attivit\u00e0 manutentive: fornisce i dati sugli intervalli sulla prossima manutenzione programmata e tutti i diversi alert, quali sovratemperatura dei motori, raggiungimento di soglie del robot eccetera; si apre quindi la porta alla manutenzione preventiva\u201d.<br>La manutenzione predittiva, invece, non \u00e8 compatibile con il mondo della robotica collaborativa. \u201cSui robot al momento non esiste \u2013 afferma Alberto Pellero \u2013 perch\u00e9 non abbiamo degli algoritmi efficaci che possano predire la rottura di una sua parte; inoltre, i robot sono una parte dell\u2019impianto, non un elemento a s\u00e9 stante come pu\u00f2 essere una macchina utensile. Un altro problema che abbiamo riscontrato \u00e8 quello dei fermi macchina: se l\u2019algoritmo, per esempio, dice che tra un paio di settimane c\u2019\u00e8 il rischio che si rompa un motore, si ferma la produzione per manutenerlo o cambiarlo quando poi magari non si sarebbe rotto? Quindi cerchiamo di evitare queste situazioni\u201d. KUKA sopperisce a questo attraverso pacchetti di manutenzione programmata: si va dalla manutenzione annuale, fino a l\u2019assistenza h24 e 7\/7, soprattutto per quei clienti che non possono fermare la produzione e che hanno un gran numero di robot.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-2.jpg\" alt=\"KUKA ha intrecciato negli anni diverse collaborazioni con istituti tecnici italiani, attraverso il KUKA College che organizza corsi, seminari e webinar sul mondo della robotica industriale.\" class=\"wp-image-4719\" title=\"KUKA ha intrecciato negli anni diverse collaborazioni con istituti tecnici italiani, attraverso il KUKA College che organizza corsi, seminari e webinar sul mondo della robotica industriale.\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-2.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-2-150x84.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/4-2-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption>KUKA ha intrecciato negli anni diverse collaborazioni con istituti tecnici italiani, attraverso il KUKA College che organizza corsi, seminari e webinar sul mondo della robotica industriale.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">I robot sono macchine intelligenti?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un altro cardine dell\u2019industria 4.0 \u00e8 l\u2019intelligenza artificiale, che sta acquistando ampio spazio in tutti i settori. \u201cL\u2019espressione \u2018intelligenza artificiale\u2019 \u2013 afferma Alberto Pellero \u2013 secondo me non \u00e8 adatta alla robotica industriale: infatti, la produzione dev\u2019essere solida e seriale, ed \u00e8 quindi fondamentale lasciare il meno possibile all\u2019invenzione. Se invece parliamo di intelligenza artificiale intesa come robot in grado di capire da solo cosa fare, la farei risalire gi\u00e0 ai primi sistemi di visione artificiale, circa 30 anni fa: questi mettevano gli occhi al robot e gli dicevano dov\u2019era posizionato l\u2019oggetto oppure che la parte assemblata, attraverso un controllo qualit\u00e0, era assemblata male. I sistemi di visione e i sensori si sono evoluti negli anni, rendono i cobot sempre pi\u00f9 intelligenti\u201d. Ci sono fabbriche che lavorano \u201cal buio\u201d, cio\u00e8 dove la presenza dell\u2019umano \u00e8 ridotta al minimo, ed \u00e8 essenzialmente presente solo in fase di controllo, e sono i robot a fare tutto il lavoro di produzione. \u201cMa il ruolo di quest\u2019ultimi non richiede \u2018creativit\u00e0\u2019 \u2013 sottolinea Alberto Pellero \u2013 sono intelligenti grazie ai sensori e ai sistemi di visione, non lo sono in modo intrinseco. Vedo difficile uno scenario futuro con dei robot come quelli dei film di fantascienza che compiono azioni e valutazioni senza il controllo umano\u201d. KUKA, in ogni caso, vuole rendere ancora pi\u00f9 intelligenti e autonomi i cobot, tenendo sempre conto che l\u2019operatore umano, e soprattutto la mente umana, deve restare al centro della fabbrica. \u201cPer il nostro showroom di Grugliasco \u2013 racconta Alberto Pellero \u2013 abbiamo sviluppato una cella robotizzata dove \u00e8 presente un cobot in grado di capire cosa c\u2019\u00e8 dentro una bottiglia, acqua, sabbia o altro materiale, semplicemente manipolandola, e pu\u00f2 farlo grazie ai sensori di coppia integrati e a un algoritmo che analizza i loro comportamenti\u201d. Lo showroom di KUKA \u00e8 sia utilizzato come vetrina per i clienti attuali e potenziali, ma anche, se non soprattutto, per gli studenti delle scuole superiori. KUKA, infatti, ha intrecciato negli anni diverse collaborazioni con istituti tecnici italiani, attraverso il KUKA College che organizza corsi, seminari e webinar sul mondo della robotica industriale (non solo per la scuola). Alcuni robot dell\u2019azienda sono anche stati dati alle scuole, in modo tale che i ragazzi possano toccare con mano ci\u00f2 su cui lavoreranno dopo il diploma, se non addirittura gi\u00e0 lavorarci durante gli anni scolastici. \u201cLa formazione \u00e8 fondamentale per KUKA \u2013 spiega Alberto Pellero \u2013 sia che passi per il re-skilling di chi \u00e8 gi\u00e0 operativo nell\u2019industria, sia per chi sta per entrare in questo mondo. L\u2019innovazione tecnologica corre molto velocemente e con essa le competenze richieste dalle aziende, che richiedono nuove figure adeguatamente formate. Inoltre, \u00e8 un grosso aiuto per il futuro dei ragazzi: per esempio, se hai gi\u00e0 programmato un robot mentre eri a scuola hai una marcia in pi\u00f9, e le aziende tengono conto di questo\u201d. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La robotica collaborativa \u00e8 ancora un comparto di nicchia, ma nel futuro potrebbe coinvolgere sempre pi\u00f9 aziende e sempre pi\u00f9 settori.<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":4720,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[56],"tags":[1276,3889,931,675,3887,1309,1061,899],"class_list":["post-4715","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-tecnologia","tag-agv","tag-alberto-pellero","tag-cobot","tag-digitalizzazione","tag-kuka-roboter-italia","tag-manutenzione","tag-robot-mobili","tag-robotica"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[4720,4718,4719],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4715","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4715"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4715\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4721,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4715\/revisions\/4721"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4720"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4715"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4715"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4715"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}