{"id":2618,"date":"2019-11-06T11:04:30","date_gmt":"2019-11-06T11:04:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=2618"},"modified":"2020-03-10T13:34:14","modified_gmt":"2020-03-10T13:34:14","slug":"nuovo-record-per-la-robotica-ma-il-2019-e-allinsegna-della-staticita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/nuovo-record-per-la-robotica-ma-il-2019-e-allinsegna-della-staticita\/","title":{"rendered":"Nuovo record per la robotica, ma il 2019 \u00e8 all\u2019insegna della staticit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Settembre \u00e8 sempre un mese importante per il mondo della robotica poich\u00e9 l\u2019<strong>International Federation of Robotics (IFR) <\/strong>pubblica l\u2019annuale rapporto sull\u2019andamento mondiale del settore, cui contribuiscono in modo sostanziale le varie associazioni nazionali di robotica. In Italia \u00e8 SIRI, l\u2019emanazione diretta dell\u2019IFR e, come tale, \u00e8 suo il compito di rendere noti i risultati contenuti nel World Robotics Report che per il 2018 mostra un valore di vendita globale annuo di 16,5 miliardi di USD &#8211; un nuovo record. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Fabrizio Garnero<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Nel 2018 sono state spedite in tutto il mondo 422.000 unit\u00e0, con un incremento del 6% rispetto all\u2019anno precedente. Le previsioni IFR prevedono che le spedizioni nel 2019 si allontaneranno dal livello record del 2018, ma prevedono una crescita media annua del 12% dal 2020 al 2022.<br>\n\u201cAbbiamo visto una performance dinamica nel 2018 con un nuovo record di vendite, anche se i principali clienti dei robot &#8211; l\u2019industria automobilistica ed elettrico-elettronica &#8211; hanno avuto un anno difficile\u201d, afferma Junji Tsuda, Presidente della Federazione Internazionale di Robotica. \u201cIl conflitto commerciale USA-Cina impone incertezza all\u2019economia globale &#8211; i clienti tendono a rinviare gli investimenti. Ma \u00e8 entusiasmante che il target di 400.000 installazioni di robot all\u2019anno sia stato superato per la prima volta. Le prospettive a lungo termine dell\u2019IFR mostrano che il trend di automazione in corso e i continui miglioramenti tecnici comporteranno una crescita a due cifre &#8211; con una stima di circa 584.000 unit\u00e0 nel 2022\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Una panoramica su Europa, Asia e Americhe<\/strong><br> L\u2019Asia \u00e8 il pi\u00f9 grande mercato mondiale dei robot industriali. Nel 2018, c\u2019era un quadro misto per i tre maggiori mercati asiatici: Le installazioni in Cina e nella Repubblica di Corea sono diminuite, mentre il Giappone \u00e8 aumentato considerevolmente. In totale, l\u2019Asia \u00e8 cresciuta dell\u20191%. Le installazioni di robot nel secondo mercato pi\u00f9 grande, l\u2019Europa, sono aumentate del 14% e hanno raggiunto un nuovo picco per il sesto anno consecutivo. Nelle Americhe, il tasso di crescita ha raggiunto il 20% in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente, il che segna un nuovo livello record anche per il sesto anno consecutivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I primi cinque mercati del mondo<\/strong><br> Cinque importanti mercati dei robot industriali rappresentano il 74% delle installazioni globali nel 2018: Cina, Giappone, Repubblica di Corea, Stati Uniti e Germania. <br> La Cina rimane il pi\u00f9 grande mercato mondiale dei robot industriali, con una quota del 36% del totale delle installazioni. Nel 2018, sono state installate circa 154.000 unit\u00e0. Si tratta dell\u20191% in meno rispetto all\u2019anno precedente, ma pi\u00f9 del numero di robot installati in Europa e nelle Americhe insieme. Il valore delle installazioni ha raggiunto i 5,4 miliardi di USD &#8211; 21% in pi\u00f9 rispetto al 2017.<br> I fornitori cinesi di robot hanno aumentato la loro quota delle installazioni totali sul mercato interno di 5 punti percentuali (2018: 27% contro il 2017: 22%). Questo risultato \u00e8 in linea con la politica cinese di promozione dei produttori nazionali. Le installazioni di fornitori stranieri di robot (comprese le unit\u00e0 prodotte in Cina da fornitori non cinesi) sono invece diminuite del 7% a circa 113.000 unit\u00e0 (2017: circa 122.000 unit\u00e0). Questa riduzione \u00e8 causata anche da un indebolimento dell\u2019industria automobilistica.<br> Le vendite di robot in Giappone sono aumentate del 21% a circa 55.000 unit\u00e0, che rappresentano il valore pi\u00f9 alto di sempre per il paese. Il tasso medio annuo di crescita del 17% dal 2013 \u00e8 notevole per un mercato con una produzione industriale gi\u00e0 altamente automatizzata. Il Giappone \u00e8 il primo produttore mondiale di robot industriali e ha consegnato il 52% dell\u2019offerta globale nel 2018.<br> Le installazioni di robot negli Stati Uniti sono aumentate per l\u2019ottavo anno consecutivo fino a raggiungere un nuovo picco nel 2018 e hanno raggiunto circa 40.300 unit\u00e0. Si tratta del 22% in pi\u00f9 rispetto al 2017. Dal 2010, il motore della crescita in tutte le industrie manifatturiere degli Stati Uniti \u00e8 stata la continua tendenza ad automatizzare la produzione al fine di rafforzare le industrie statunitensi sia sul mercato interno che su quello globale. Per quanto riguarda le installazioni annuali, il paese ha ottenuto la terza posizione dalla Repubblica di Corea.<br> Le installazioni annuali di robot nella Repubblica di Corea sono diminuite del 5% &#8211; circa 38.000 unit\u00e0 sono state vendute nel 2018. Il mercato dei robot dipende fortemente dall\u2019industria elettronica che ha avuto un anno difficile. Tuttavia, le installazioni sono aumentate in media del 12% all\u2019anno dal 2013.<br> La Germania \u00e8 il quinto mercato mondiale dei robot e il primo in Europa, seguita da Italia e Francia. Nel 2018, il numero di robot venduti \u00e8 aumentato del 26%, raggiungendo quasi 27.000 unit\u00e0 &#8211; un nuovo record di tutti i tempi. Le installazioni sono guidate principalmente dall\u2019industria automobilistica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I robot nell\u2019industria di tutto il mondo<\/strong><br> L\u2019industria automobilistica rimane il maggiore utilizzatore mondiale di robot, con una quota di quasi il 30% dell\u2019offerta totale (2018). Dopo un forte anno 2017 che ha visto un aumento del 21% delle installazioni, questo livello \u00e8 stato mantenuto e leggermente aumentato del 2% nel 2018. Gli investimenti in nuove capacit\u00e0 di produzione di automobili e nella modernizzazione hanno spinto la domanda di robot. L\u2019utilizzo di nuovi materiali, lo sviluppo di sistemi di propulsione ad alta efficienza energetica e la forte concorrenza in tutti i principali mercati automobilistici hanno spinto per gli investimenti. Il 79% delle installazioni di robot industriali ha avuto luogo in 5 mercati chiave: Cina (39.351 unit\u00e0), Giappone (17.346 unit\u00e0), Germania (15.673 unit\u00e0), Stati Uniti (15.246 unit\u00e0) e Repubblica di Corea (11.034 unit\u00e0). \u00c8 interessante notare che l\u2019India, quarto produttore mondiale di veicoli secondo le statistiche di produzione di OICA, aveva appena 2.100 robot industriali installati nella sua industria automobilistica.<br> L\u2019industria elettrica\/elettronica stava per sostituire l\u2019industria automobilistica come cliente pi\u00f9 importante per i robot industriali nel 2017. Tuttavia, nel 2018, la domanda globale di dispositivi e componenti elettronici \u00e8 notevolmente diminuita. Questo settore di clienti \u00e8 probabilmente quello pi\u00f9 colpito dalla crisi commerciale USA-Cina, in quanto i paesi asiatici sono leader nella produzione di prodotti e componenti elettronici. Le installazioni di robot in questo settore sono diminuite del 14%, passando dal livello massimo di circa 122.000 unit\u00e0 nel 2017 a 105.000 unit\u00e0 nel 2018. 79% del totale installazioni nel settore elettrico\/elettronico sono state installate in tre paesi con un\u2019importante<br> siti di produzione: Cina (43%), Repubblica di Corea (19%), Giappone (17%). Il Vietnam ha visto un\u2019unica volta aumento degli impianti nel 2017, trainati da alcuni grandi progetti (7.080 unit\u00e0), ma in calo nel 2018 (689 unit\u00e0).<br> L\u2019industria dei metalli e dei macchinari si \u00e8 affermata come la terza maggiore industria cliente. Le installazioni hanno rappresentato il 10% della domanda totale nel 2018. Sia i produttori di prodotti in metallo (senza pezzi di ricambio per autoveicoli) che produttori di macchinari industriali, hanno acquistato ingenti quantitativi di robot negli ultimi anni. Le installazioni sono salite a circa 43.500 unit\u00e0 nel 2018. Questo \u00e8 l\u20191% in meno rispetto all\u2019anno record del 2017 (44.191 unit\u00e0). L\u2019industria dei metalli e dei macchinari \u00e8 stata la maggiore industria cliente in Finlandia (44%), Svezia (42%), Svizzera (40%), Belgio (30%), Austria (27%), Italia (26%) e Danimarca (21%). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel 2018, l\u2019Italia \u00e8 stata superiore alla Germania come crescita<\/strong><br> Come visto, il 2018 \u00e8 stato dunque un anno ancora positivo per la robotica mondiale, cosa non cos\u00ec scontata dopo un anno record come \u00e8 stato il 2017. Un\u2019euforia diffusa che ha trascinato l\u2019Italia a un traguardo ancora migliore di realt\u00e0 importanti come la stessa Germania e come ci ha raccontato Domenico Appendino, Presidente SIRI cui &#8211; in occasione dell\u2019inaugurazione del nuovo plant di Roboteco-Italargon a Genova Bolzaneto &#8211; abbiamo chiesto un commento proprio sulla situazione italiana alla luce dei dati IFR.<br> \u201cCi lasciamo alle spalle un 2018 con un risultato estremamente positivo per il mondo della robotica, addirittura andato oltre le nostre aspettative\u201d esordisce Appendino. \u201cI dati IFR del 2018 che abbiamo ricevuto in questi giorni con la pubblicazione del World Robotics report mostrano un numero di 9.847 unit\u00e0 commercializzate in Italia cui corrisponde un aumento del 27% rispetto al 2017 che, sostanzialmente ci confermano come secondo mercato europeo dopo la Germania per la vendita di robot. Ma non solo; questo risultato ci fa scalare la classifica mondiale di vendita si un posto, facendoci passare cos\u00ec dall\u2019ottava alla settima piazza\u201d. <br> \u201cL\u2019Italia, nel 2018, pur dopo un 2017 da record, ha espresso un consumo con un valore che \u00e8 4,5 volte la media del mondo (6% secondo IFR), due volte quello della media europea e del Nord America (entrambe al 14%) e ventisette volte l\u2019Asia che nel corso dell\u2019anno ha fatto registrare una crescita dell\u20191%. Direi quindi che possiamo tranquillamente parlare di un risultato molto interessante ed estremamente soddisfacente per tutti gli operatori del comparto\u201d ha commentato compiaciuto Appendino. <br> \u201cScendendo pi\u00f9 nel dettaglio della situazione europea, l\u2019Italia nel 2018 \u00e8 stata superiore alla Germania come crescita essendosi fermata al 26%. Certo \u00e8 solo un punto percentuale che per\u00f2 \u00e8 piuttosto significativo se contestualizzato nella crescita media annua degli ultimi cinque anni da cui si evince che, soprattutto grazie agli ultimi tre anni, il nostro Paese ha avuto una crescita (16%) doppia rispetto ai tedeschi (8%)\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 l\u2019Asia l\u2019ago della bilancia<\/strong><br> Riassumendo, quindi, l\u2019Italia sale al settimo posto della classifica mondiale per consumo di robot, dal decimo al nono posto come densit\u00e0 di robot per addetti a livello mondo e al quarto in Europa. Il 2018 \u00e8 stato dunque un anno ancora decisamente positivo per la robotica italiana, nonostante per chiarezza di informazione e uniformit\u00e0, occorra dire che si tratta di un risultato favorito dalla scarsa crescita dell\u2019Asia, che nel recente passato &#8211; avendo avuto dei tassi di crescita elevati &#8211; ci aveva fatto scendere nelle varie classifiche mondiali. <br> \u201cCon l\u2019Asia che ha rallentano noi siamo tornati ad avere il ruolo che storicamente ci compete\u201d commenta Appendino che poi prosegue: bene cos\u00ec! Questo risultato premia un comparto estremamente innovativo che nel nostro Paese coinvolge non solo i costruttori di robot ma anche &#8211; anzi soprattutto &#8211; i numerosi integratori italiani, tanto apprezzati sia dal mercato domestico che estero; che \u00e8 poi il motivo per cui per l\u2019Italia si parla di robot commercializzati e non installati. <br> Certo, con ogni provabilit\u00e0, si tratta di una situazione temporanea poich\u00e9 appena l\u2019emisfero asiatico si risveglier\u00e0 dal torpore la nostra situazione di classifica, sicuramente, subir\u00e0 ancora dei cambiamenti; vi basti dire che solo la Cina rappresenta il 36% del consumo mondiale di robot mentre l\u2019Italia \u00e8 il 2,3%. Questo paragone rende bene l\u2019idea e fa chiaramente capire che il risultato 2018 \u00e8 pi\u00f9 unico che raro; ci\u00f2 non toglie che si tratta comunque di un risultato ancora estremamente positivo per il comparto italiano\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un secondo semestre non facile, ma poi si torna subito a sorridere<\/strong><br> \u201cUn confronto pi\u00f9 indicativo \u00e8 quello con la Germania che nell\u2019ultimo quinquennio abbiamo doppiato come crescita\u201d afferma ancora Appendino. \u201cSperiamo che questo tipo di risultato possa via via nel tempo diventare strutturale anche se, per essere sinceri, i dati semestrali elaborati dal Centro Studi UCIMU e dal Gruppo di Lavoro Statistiche di SIRI parlano di un sentiment generale che non volge certo all\u2019ottimismo. I dati raccolti dal campione di 11 aziende rispondenti al questionario per i primi sei mesi del 2019 parlano infatti di stabilit\u00e0 che, nella migliore delle ipotesi, significherebbe mantenere il livello raggiunto con la crescita cos\u00ec alta dello scorso anno. Dopo tre anni di crescita continua stiamo attraversando una fase di stasi che non ci coglie impreparati perch\u00e9 era prevedibile un rallentamento dopo aver corso tanto gli anni scorsi. Sta accadendo anche alla macchina utensile italiana e quindi non c\u2019\u00e8 da stupirsi che un fenomeno del genere possa riguardare anche i robot che comunque crescono ancora poco pi\u00f9 del 2% anche se rispetto al primo semestre 2018 vi \u00e8 una differenza sostanziale: l\u2019automotive, almeno per quest\u2019anno, sembrerebbe tornare a essere il settore trainante e non pi\u00f9 la General Industry grazie ad alcuni investimenti fatti da FCA in ottica veicoli elettrici\u201d. <br> Le sensazioni raccolta intorno al tavolo del Gruppo di Lavoro di SIRI parlano purtroppo di un secondo semestre 2019 non facile all\u2019insegna della staticit\u00e0. Certo, non \u00e8 una situazione che ci rallegra ma allo stesso tempo non desta particolari preoccupazioni essendo in linea con una situazione economica mondiale che deve confrontarsi con alcune questioni piuttosto complicate come i dazi USA, la lotta con la Cina, un automotive con poche idee chiare e una Germania che pi\u00f9 di tutti sta subendo il quadro macroeconomico attuale. <br> Non \u00e8 un mistero che sempre nel World Robotics report di IFR faccia una previsione 2019 con il segno meno che per\u00f2 dovrebbe tornare in positivo gi\u00e0 a partire dal 2020 con tassi di crescita annui del 12% fino al 2022. <br> L\u2019Italia \u00e8 quindi in linea con le altre aree del mondo rispetto ad alcune delle quali pu\u00f2 tuttavia vantare ancora un segno positivo di circa il 2% facendo riferimento al nostro campione statistico che pur essendo parziale \u00e8 estremamente significativo e rilevante. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>\u00c8 l\u2019automotive a caratterizzare il mercato italiano<\/strong><br> Ma vediamola pi\u00f9 nel dettaglio la situazione italiana grazie ai dati elaborati dal Centro Studi di UCIMU &#8211; Sistemi per Produrre su indicazione del Gruppo di Lavoro Statistiche di SIRI, i quali ci parlano di una crescita del 2,5% (4.274 unit\u00e0) nei primi sei mesi dell\u2019anno rispetto allo stesso periodo del 2018 in cui erano stati venduti 4.170 robot. In particolar modo, si evince chiaramente quanto detto dal Presidente SIRI con un comparto automotive tornato protagonista grazie a tassi di crescita pi\u00f9 importanti di quelli della General Industry che, pur vantando un numero di robot maggiore &#8211; 626 le unit\u00e0 vendute direttamente dai costruttori e 2.628 quelle tramite terzi (leggasi integratori) &#8211; ha avuto una crescita contenuta all\u201911% nel primo caso e una decrescita del -7,2% nel secondo. Per contro, l\u2019automotive \u00e8 cresciuto del 184,7% (168 unit\u00e0) nel caso dei robot venduti dai produttori di robot al comparto dell\u2019auto e del 65% (467 unit\u00e0) nel caso di quelli venduti all\u2019indotto formato dai cosiddetti Tier1\/Tier2; -10,7% con soli 385 robot \u00e8 invece il risultato delle attivit\u00e0 intrattenute dai system integrator con il settore auto. Un quadro che delinea chiaramente come siano stati gli investimenti fatti da FCA per produrre alcuni modelli di auto elettriche a caratterizzare questi primi sei mesi dell\u2019anno in corso in cui sono stati pi\u00f9 vivaci i costruttori di robot che con 1.261 unit\u00e0 vendute hanno fatto registrare una crescita del 39,2% rispetto agli integratori che nonostante i 3.013 robot venduti hanno avuto una decrescita del -7,7% rispetto allo stesso periodo del 2018. Conferme arrivano anche da un\u2019analisi dei dati sotto l\u2019aspetto applicativo: appare, infatti, evidente che la saldatura robotizzata &#8211; storicamente legata all\u2019auto &#8211; \u00e8 tornata protagonista: sono stati 314 i robot per arc welding venduti (29,2%) ma soprattutto 290 quelli per spot welding, per un tasso di crescita del 302,8%. Importante anche il risultato raggiunto dei robot destinati all\u2019asservimento delle macchine utensili che con 609 unit\u00e0 ha segnato un incremento del 26,9%. In linea il numero di robot destinati al processo di sbavatura che con 130 unit\u00e0 \u00e8 cresciuto del 19,3%. Il materail handling si conferma l\u2019applicazione con il pi\u00f9 alto numero di robot venduti, 1.867 per l\u2019esattezza; ci\u00f2 nonostante ha fatto registrare una decrescita pari a -7,8%. Nel 2018, invece, erano stati 2.024 i robot venduti per questo tipo di processo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Settembre \u00e8 sempre un mese importante per il mondo della robotica poich\u00e9 l\u2019International Federation of Robotics (IFR) pubblica l\u2019annuale rapporto sull\u2019andamento mondiale del settore, cui contribuiscono in modo sostanziale le varie associazioni nazionali di robotica. 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