{"id":2572,"date":"2019-11-05T15:47:50","date_gmt":"2019-11-05T15:47:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=2572"},"modified":"2020-03-10T13:34:09","modified_gmt":"2020-03-10T13:34:09","slug":"alimentare-per-passione-dal-486-alla-stampa-3d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/alimentare-per-passione-dal-486-alla-stampa-3d\/","title":{"rendered":"Alimentare per passione, dal 486 alla stampa 3D"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nata nell\u2019aprile 2018 a San Bonifacio (VR), <a href=\"http:\/\/www.accettini.it\"><strong>Accettini<\/strong><\/a> \u00e8 un\u2019azienda fortemente specializzata nella realizzazione dei sistemi di alimentazione a vibrazione elettromagnetica. Sebbene il quartier generale sia ancora un cantiere aperto, l\u2019officina lavora a pieno ritmo fin dal primo giorno per consegnare ai clienti alimentatori di alta qualit\u00e0 e con un livello elevato di customizzazione. Tra passato, presente e progetti (tanti) per il futuro, Matteo Accettini racconta come intende far crescere la sua azienda. Partendo dall\u2019innovazione e da un team affiatato e partecipe.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Fabrizio Dalle Nogare<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Parafrasando il celebre detto anglosassone \u201cThe show must go on\u201d, un\u2019azienda, sebbene giovanissima, non pu\u00f2 permettersi di attendere i tempi tecnici di cui architetti, designer, muratori e operai hanno bisogno per creare gli uffici o modellare gli spazi. Il lavoro deve necessariamente essere portato avanti. E, questo, Matteo Accettini, deus-ex-machina della Accettini di San Bonifacio, ce l\u2019aveva ben presente fin da quando, lo scorso anno, decise di mettersi in proprio e fondare una nuova azienda, fortemente specializzata nella realizzazione dei sistemi di alimentazione a vibrazione elettromagnetica.<br> Ci basta scambiare qualche parola con lui, dunque, per comprendere come l\u2019inevitabile e temporanea precariet\u00e0 dovuta ai lavori di ristrutturazione dei locali aziendali lascer\u00e0 presto spazio al disegno che Accettini ha immaginato sin da quando &#8211; nei primi mesi del 2018 &#8211; ha dato vita a questa avventura. La cui parola chiave \u00e8, senza dubbio, innovazione. \u201cSono fermamente convinto del fatto che sia necessario rimettere in gioco il modo in cui abbiamo sempre inteso la progettazione e la realizzazione dei sistemi di alimentazione\u201d, racconta Matteo Accettini. \u201cUna realt\u00e0 come la nostra, che \u00e8 nata davvero da poco, deve puntare sulla tecnologia pi\u00f9 innovativa e sull\u2019utilizzo di nuovi materiali. Non a caso, avremo anche la possibilit\u00e0 di sperimentare in questo senso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong> Un percorso virtuoso e appassionante nel mondo dei vibratori<\/strong><br> A questo punto, per\u00f2, siamo curiosi di sapere da dove tutto ci\u00f2 ebbe inizio. Chiediamo quindi a Matteo Accettini di raccontarci la sua storia. \u201cNel 1997 ho cominciato a lavorare come operaio in un\u2019azienda che produceva vibratori, e sono entrato in contatto con un mondo che mi ha da subito appassionato. Il ruolo di operaio, per\u00f2, mi stava stretto e ho iniziato a sviluppare delle mie idee, disegnando nel tempo libero con un vecchio IBM 486 dove avevo installato una versione di AutoCAD. Allargando, poi, lo sguardo alle fiere di settore mi sono presto reso conto che, parlando di vibratori, c\u2019era un mondo da esplorare. Cos\u00ec, il passo successivo \u00e8 stato quello di fondare, insieme ad altri soci, un\u2019azienda, sempre specializzata negli alimentatori. Questo mi ha consentito di imparare, quotidianamente e sul campo, a gestire un\u2019impresa, finch\u00e9 ad aprile dello scorso anno ho deciso di mettermi in proprio\u201d.<br> Scontrandosi, ci racconta Accettini, con gli ostacoli (burocrazia, tempi lunghi, finanziamenti incerti) che spesso incontra, purtroppo, chi vuol fare impresa in Italia. \u201cIl capannone era ancora vuoto, ma i clienti, fin dai primissimi giorni e per fortuna, hanno iniziato a ordinare i nostri prodotti, cos\u00ec, insieme ai miei collaboratori, ci siamo impegnati a fondo predisponendo pian piano i primi banchi di lavoro. Siamo assolutamente grati a tutti quei clienti &#8211; cos\u00ec come ai fornitori e anche a qualche competitor &#8211; che hanno creduto in noi, dandoci una mano e soprattutto dimostrando fiducia e credendo nel nostro progetto\u201d.<br> Un progetto che guarda anche a una gestione attenta e sostenibile degli spazi e dell\u2019ambiente di lavoro. Ma soprattutto a una concezione moderna del rapporto con le persone e tra le persone che lavorano in azienda. \u201cNoi tutti lavoriamo per un obiettivo comune\u201d, sintetizza Matteo Accettini. \u201cIo conto sul fatto che i dipendenti vengano a lavorare con la massima serenit\u00e0, sentendosi parte della squadra. Stiamo gi\u00e0 investendo, per esempio, in formazione, con particolare riguardo agli aspetti della comunicazione e della gestione delle qualit\u00e0 interpersonali\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Velocit\u00e0, cambio formato e controllo delle vibrazioni tra le priorit\u00e0<\/strong><br> Le cosiddette soft skill sono fattori importanti, nel contesto produttivo attuale. Non bisogna, per\u00f2, trascurare le hard skill, vale a dire quelle competenze strettamente tecniche che risultano decisive quando si parla di vibratori. Alla base di questi oggetti &#8211; cruciali per la produttivit\u00e0 delle macchine di produzione, e di quelle di assemblaggio in particolare &#8211; ci sono infatti profonde conoscenze meccaniche e meccatroniche, nonch\u00e9 tanta ricerca. \u201cLa complessit\u00e0 &#8211; spiega Matteo Accettini &#8211; sta nel processo di progettazione e costruzione del vibratore. Un\u2019operazione manuale che si fonda, appunto, sulle conoscenze specifiche del progettista. E qui affrontiamo un\u2019altra questione primaria per aziende come la nostra, cio\u00e8 la difficolt\u00e0 di reperire giovani tecnici specializzati. Qui in Accettini, stiamo spingendo i progettisti con pi\u00f9 esperienza a trasmettere il loro know-how ai pi\u00f9 giovani, formandoli\u201d. Addentrandoci in questioni strettamente tecniche, chiediamo quali sono i principali elementi di difficolt\u00e0 nella progettazione di un vibratore. \u201cVelocit\u00e0, capacit\u00e0 di processare in uno stesso vibratore pezzi di tipologia diversa, vibrazioni adeguate al tipo di selezione da effettuare sono le caratteristiche principali che devono avere i nostri vibratori. Occorre tenere presente che scostamenti anche minimi in fase di progettazione o di costruzione del vibratore ne possono alterare profondamente il funzionamento e l\u2019efficacia. La strada che seguiamo noi \u00e8 quella di assicurare al cliente un prodotto di altissima qualit\u00e0, ponendoci dunque su una fascia di prezzo non bassa. Anche per questo siamo partner di RNA, Rhein Nadel Automation, azienda di primo piano a livello globale nel settore, e utilizziamo i loro componenti di altissima qualit\u00e0 per realizzare i nostri vibratori\u201d. Il rapporto di Accettini con RNA si \u00e8 ulteriormente rafforzato dallo scorso mese di agosto, quando la giovane azienda italiana \u00e8 diventata distributore autorizzato dei prodotti standard a marchio RNA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il ruolo centrale dei sensori di visione<\/strong><br> Quello dei sistemi di alimentazione a vibrazione elettromagnetica, inoltre, \u00e8 un ambito profondamente caratterizzato dall\u2019evoluzione tecnologica. Specialmente nel caso di vibratori che devono processare componenti di diverse tipologie, la presenza di sensori di visione consente il riconoscimento della geometria dei pezzi senza precludere la velocit\u00e0 di esecuzione, fattore fondamentale specialmente nell\u2019assemblaggio.<br> \u201cIl mercato propone oggi sistemi di pick &amp; place robotizzati che assicurano flessibilit\u00e0 senza per\u00f2 garantire una velocit\u00e0 paragonabile a quella di un vibratore, che \u00e8 peraltro in grado di preparare i pezzi semi-orientati\u201d, aggiunge Matteo Accettini. \u201cI sensori sono sempre pi\u00f9 utilizzati nei vibratori che realizziamo e diventano importantissimi per venire incontro a un\u2019esigenza particolarmente sentita dai clienti, quella del cambio formato, che presuppone delle accortezze in pi\u00f9 anche in fase di progettazione meccanica. Un\u2019altra richiesta che arriva sempre pi\u00f9 spesso dai nostri clienti riguarda la compattezza dei prodotti. A questo proposito, studiamo delle protezioni di forma particolare &#8211; tonde o sagomate, per esempio &#8211; che siano meno ingombranti, pi\u00f9 ergonomiche e permettano all\u2019operatore di intervenire in modo pi\u00f9 semplice sulla macchina\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Cosa riserva il futuro<\/strong><br> Essendo cos\u00ec giovane, la Accettini guarda naturalmente al futuro. La digitalizzazione dei processi di produzione, con la conseguente riduzione della carta e la creazione di uno storico, insieme alla gestione del flusso degli ordini secondo una logica kanban sono obiettivi primari in vista dei molti progetti che l\u2019azienda ha in cantiere.<br> \u201cParallelamente alla conclusione dei lavori nella zona degli uffici, vogliamo completare al pi\u00f9 presto l\u2019area dedicata al montaggio, per cui prevediamo dei banchi di lavoro mobili e personalizzati anzich\u00e9 postazioni fisse: ogni operatore avr\u00e0 quindi la sua attrezzatura, che potr\u00e0 portare con s\u00e9 anche in fase di assistenza post-vendita. Disponiamo di macchinari per la sabbiatura, che utilizziamo anche per lavorazioni conto terzi a beneficio di clienti finali\u201d, racconta Accettini. \u201cCi occuperemo anche della trasformazione della lamiera, con l\u2019obiettivo di diventare un\u2019officina attrezzata a realizzare tutte le lavorazioni. Consideriamo questo un passo fondamentale per essere il pi\u00f9 possibile autonomi e soprattutto versatili con i nostri clienti, oltre ad avere una maggiore libert\u00e0 nella progettazione dei vibratori. Abbiamo gi\u00e0 acquistato il capannone di fianco e una volta pronto ne attrezzeremo una parte per la stampa 3D finalizzata alla realizzazione di tazze vibranti\u201d.                      <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nata nell\u2019aprile 2018 a San Bonifacio (VR), Accettini \u00e8 un\u2019azienda fortemente specializzata nella realizzazione dei sistemi di alimentazione a vibrazione elettromagnetica. Sebbene il quartier generale sia ancora un cantiere aperto, l\u2019officina lavora a pieno ritmo fin dal primo giorno per consegnare ai clienti alimentatori di alta qualit\u00e0 e con un livello elevato di customizzazione. 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