{"id":2557,"date":"2019-11-05T15:18:56","date_gmt":"2019-11-05T15:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=2557"},"modified":"2019-11-05T16:46:59","modified_gmt":"2019-11-05T16:46:59","slug":"tre-robot-scara-per-un-collaudo-piu-efficiente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/tre-robot-scara-per-un-collaudo-piu-efficiente\/","title":{"rendered":"Tre robot SCARA per un collaudo pi\u00f9 efficiente"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"http:\/\/www.tecnologika.it\"><strong>Tecnologika<\/strong><\/a> \u00e8 una piccola ma competitiva realt\u00e0 di Brugnera, in provincia di Pordenone, specializzata nella progettazione e realizzazione di macchine di assemblaggio e collaudo, in particolare per le industrie automotive e degli elettrodomestici. Grazie anche alle soluzioni disponibili all\u2019interno della gamma di robot SCARA Epson, distribuiti in Italia da Sinta, l\u2019azienda friulana ha costruito una macchina per il collaudo di pacchi lamellari per motori elettrici compatta e performante, in grado di assicurare un tempo ciclo di appena 6 secondi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Fabrizio Dalle Nogare<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">\u00c8 una cittadina di confine, Brugnera, tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. Appartenente a una regione, quest\u2019ultima, che segna a sua volta il confine orientale del territorio italiano. Una terra verde, ospitale e, soprattutto, operosa, con un tessuto di piccole realt\u00e0 altamente specializzate e in grado, grazie a quella qualit\u00e0 tutta italiana che si chiama inventiva, di competere a livello globale. Come? Attingendo alla migliore tecnologia disponibile sul mercato e combinandola, come nella storia che stiamo per raccontare, per realizzare macchine speciali di assemblaggio e collaudo. <br>\nStefano Rossi, che ci ha accolto nella sua azienda e ci ha mostrato una macchina per il collaudo di pacchi lamellari per motori elettrici praticamente pronta per la consegna, \u00e8 il CEO di Tecnologika, \u201cuna piccola ditta di automazione industriale\u201d, come la definisce, che occupa non pi\u00f9 di 15 persone ed \u00e8 attiva con questo nome da nemmeno 10 anni. L\u2019esperienza di Rossi nel settore \u00e8, per\u00f2, pi\u00f9 lunga. E comincia con una societ\u00e0 specializzata nella realizzazione di quadri elettrici. <br>\n\u201cEravamo integratori della parte elettrica, lavoravamo a stretto contatto con i costruttori di macchine\u201d, ci racconta Stefano Rossi. \u201cPresto, per\u00f2, quello che facevamo ha iniziato a starci stretto, cos\u00ec abbiamo deciso di fare un passo in pi\u00f9 e diventare, a nostra volta, costruttori. Abbiamo, nel corso degli anni, costruito macchine speciali di assemblaggio e collaudo per diversi settori, anche se oggi la nostra attivit\u00e0 si rivolge prevalentemente all\u2019industria automotive e a quella degli elettrodomestici: due ambiti molto sfidanti in termini di richieste da parte dei clienti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Trasversalit\u00e0 delle competenze<\/strong><br> Progettazione meccanica ed elettrica, costruzione meccanica ed elettrica, sviluppo software e assemblaggio della macchina stessa. Sono, queste, tutte attivit\u00e0 che Tecnologika \u00e8 in grado di svolgere grazie alla presenza di professionisti con competenze trasversali. \u201cIn linea di massima, l\u201980-90% delle nostre macchine \u00e8 realizzato all\u2019interno: fanno eccezione alcuni componenti meccanici per cui ci rivolgiamo a selezionati fornitori\u201d, illustra il CEO. \u201cLavoriamo in autonomia anche per quanto riguarda il sistema software per la tracciabilit\u00e0 della produzione e la raccolta e lo storage dei dati a livello locale. Abbiamo al nostro interno personale specializzato in grado di programmare il PLC cos\u00ec come, per esempio, di gestire i robot. Questa trasversalit\u00e0 \u00e8 una qualit\u00e0 molto apprezzata dai nostri clienti perch\u00e9 ci permette di essere veloci nello sviluppo delle soluzioni, e oggi la rapidit\u00e0 \u00e8 una variabile sempre pi\u00f9 importante\u201d.<br> A proposito di clienti, chiediamo a Stefano Rossi se, secondo la sua esperienza, stanno cambiando le loro richieste in tema di digitalizzazione e gestione dei dati in epoca di Industra 4.0. \u201cNaturalmente, noi forniamo le macchine \u2018Industry 4.0-ready\u2019, poi c\u2019\u00e8 una parte di integrazione con il gestionale del cliente o di collegamento a un livello superiore rispetto a quello locale che non ci compete. Nel mondo dell\u2019assemblaggio la tracciabilit\u00e0 della produzione \u00e8 ormai uno standard. Gli incentivi governativi hanno certamente acceso l\u2019interesse per il passo successivo, quello della digitalizzazione vera e propria, ma vediamo che non tutti ancora sono pronti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli SCARA come soluzione conveniente per le esigenze di manipolazione<\/strong><br> A proposito di evoluzione e cambiamenti che interessano la progettazione e la realizzazione delle macchine, salta immediatamente all\u2019occhio, una volta messo piede in officina, che i robot hanno un ruolo fondamentale nel concetto di automazione portato avanti da Tecnologika. \u201cIn effetti &#8211; continua Stefano Rossi &#8211; da parecchi anni lavoriamo con i robot e, specialmente nell\u2019ultimo periodo, stiamo utilizzando quasi esclusivamente robot Epson per la manipolazione leggera. Rispetto a qualche anno fa, quando optavamo prevalentemente per gli antropomorfi, che ci assicuravano la possibilit\u00e0 di fare determinate movimentazioni, prendiamo molto pi\u00f9 in considerazione i robot SCARA. Al contrario di quanto accadeva in passato, quando abbiamo l\u2019esigenza di gestire una piccola manipolazione, diventa conveniente rivolgersi a soluzioni pronte sul mercato e facilmente integrabili, piuttosto che progettare appositamente dei manipolatori\u201d.<br> Parlando in generale, quali sono le caratteristiche pi\u00f9 importanti per i compiti che vengono tipicamente richiesti ai robot SCARA? \u201cLa velocit\u00e0, certamente. Ma non solo\u201d, spiega Rossi. \u201cLa versatilit\u00e0 \u00e8 spesso un\u2019esigenza fondamentale nelle applicazioni di cui ci occupiamo. Se, infatti, \u00e8 indubbio che per effettuare un pick &amp; place da un punto A fino a un punto B, un semplice portale \u00e8 pi\u00f9 che sufficiente, qualora il compito preveda una complessit\u00e0 maggiore, allora diventa importante un oggetto che consenta di essere versatili. Nello specifico della collaborazione con Sinta per la fornitura dei robot Epson, un altro elemento per noi centrale \u00e8 l\u2019ampiezza della gamma di soluzioni tra cui scegliere, che ci permette di trovare il modello pi\u00f9 adatto per ogni singola applicazione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La macchina per il controllo dei pacchi lamellari<\/strong><br> Una di queste applicazioni, quella che abbiamo visto durante la nostra visita a Brugnera, \u00e8 una macchina progettata e realizzata per il controllo dei pacchi lamellari per motori elettrici destinati al settore automotive. Il pacco lamellare arriva alla macchina da una pressa di tranciatura tramite due canali di ingresso. Il primo dei tre robot SCARA Epson prende il pezzo e lo convoglia sulla tavola rotante principale, composta da pi\u00f9 di una stazione di lavorazione. Nella prima stazione, il pezzo viene compresso e calibrato. La compressione avviene con una forza determinata in partenza e con un metodo che permette di mantenere la geometria verticale del pezzo. In questa fase viene anche misurata l\u2019altezza sotto sforzo, cio\u00e8 quella che risulta una volta che la compressione \u00e8 terminata e il pezzo venga rilasciato. Nella seconda stazione, il pezzo viene misurato senza forza e si \u00e8 in grado di fare una valutazione di quanto \u00e8 stato quello che possiamo definire \u201ceffetto molla\u201d. Queste misure vengono successivamente analizzate e, in funzione di soglie impostabili dal cliente, si stabilisce se il componente \u00e8 buono o meno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un tempo ciclo di appena 6 secondi<\/strong><br> Una volta completate queste prime lavorazioni, un secondo SCARA preleva il pezzo e lo posiziona su un piattello dove, tramite dei profilometri o con un sistema di visione, viene fatto un controllo di qualit\u00e0 analizzando la geometria. Questo serve per sapere se il pezzo stesso rispetta determinate tolleranze angolari. La macchina costruita da Tecnologika prevede anche un sistema che serve per orientare il pezzo, che verr\u00e0 successivamente prelevato e spostato su una seconda tavola rotante, pi\u00f9 piccola della prima, dove un getto d\u2019aria pulisce il componente in lavorazione dalle impurit\u00e0. <br> La successiva stazione \u00e8 quella destinata alla marcatura laser. Qui viene marcato il codice data matrix del pezzo, che contiene informazioni sul prodotto e il numero progressivo, indispensabile per la tracciabilit\u00e0 del processo. Da qui, il pezzo marcato viene scaricato e posto davanti a un lettore che controlla che la marcatura sia stata effettuata in modo corretto con un\u2019operazione tecnicamente definita come grading.<br> L\u2019ultimo dei tre robot SCARA ha quindi il compito di scaricare il componente su una delle quattro piste disponibili: due sono destinate ai buoni, una ai pezzi di scarto che possono essere recuperati e l\u2019altra a quelli che non possono essere recuperati.<br> \u201cQuella del controllo \u00e8, evidentemente, una fase cruciale di questo processo\u201d, aggiunge Stefano Rossi. \u201cEntrambe le stazioni di controllo che abbiamo previsto sulla macchina utilizzano un encoder lineare magnetico. La movimentazione del pezzo \u00e8 altrettanto importante: in questo caso specifico, abbiamo inserito tre SCARA per mantenere un tempo ciclo molto basso, di un pezzo controllato ogni 6 secondi, per l\u2019esattezza. Di conseguenza, la possibilit\u00e0 di utilizzare pi\u00f9 robot \u00e8 fondamentale per raggiungere l\u2019obiettivo. In questa applicazione, i robot sono spinti al limite delle loro possibilit\u00e0, in termini di prestazioni, velocit\u00e0 e anche di vibrazioni che devono sopportare\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tecnologika \u00e8 una piccola ma competitiva realt\u00e0 di Brugnera, in provincia di Pordenone, specializzata nella progettazione e realizzazione di macchine di assemblaggio e collaudo, in particolare per le industrie automotive e degli elettrodomestici. 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