{"id":2528,"date":"2019-11-05T14:16:28","date_gmt":"2019-11-05T14:16:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=2528"},"modified":"2020-03-10T13:33:47","modified_gmt":"2020-03-10T13:33:47","slug":"20-anni-insieme-verso-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/20-anni-insieme-verso-il-futuro\/","title":{"rendered":"20 anni insieme verso il futuro"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.aidam.it\"><strong>AIdAM<\/strong><\/a> ha festeggiato i suoi primi 20 anni di vita, e per celebrarli ha scelto di organizzare un convegno il 4 ottobre presso la Palazzina Appiani a Milano dal titolo \u201cNuovi modelli di business per l\u2019impresa che evolve. Acquisto o pay per use?\u201d. Da sempre con lo sguardo rivolto al futuro, l\u2019Associazione riflette sul noleggio come modello di business principale nel mondo dell\u2019automazione e della meccatronica<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Giordano Bracco<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-drop-cap wp-block-paragraph\">Ha festeggiato 20 anni di vita AIdAM, l\u2019Associazione italiana che esprime un settore tra i pi\u00f9 vitali e promettenti dell\u2019economia, quello dell\u2019automazione e della meccatronica. In essa convergono oggi decine di aziende che rappresentano il lato visionario dell\u2019imprenditorialit\u00e0 made in Italy: non solo costruttori di macchine, ma anche sistemisti che traducono la tecnologia della visione in applicazioni per l\u2019automazione, costruttori di componenti e specialisti in robotica, uniti in una rete unica in Europa. Forte di quella fantasia progettuale che \u00e8 tratto distintivo nazionale, l\u2019Italia si colloca insieme alla Germania ai vertici del settore per valore assoluto dei prodotti, seconda solo al Giappone. Un risultato sorprendente, soprattutto se si pensa che \u00e8 ottenuto a dispetto dei limiti che il settore affronta: limiti tipici di un comparto relativamente giovane e che, nonostante le evidenti potenzialit\u00e0, fino a poco tempo fa faticava a trovare il giusto spazio all\u2019interno del sistema economico. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Vent\u2019anni fa la nascita di un sistema coeso per dare forza al singolo<\/strong><br> \u00c8 stata la nascita di AIdAM, fortemente voluta da un piccolo nucleo di aziende e cresciuta nel tempo fino a contarne oggi oltre 70, a marcare il punto di svolta: l\u2019Associazione ha infatti rappresentato l\u2019opportunit\u00e0 per le imprese di aggregarsi in un sistema coeso, dando forza al singolo attraverso la forza del gruppo. AIdAM ha saputo fare quello che le imprese di automazione e meccatronica fanno ogni giorno: ha guardato lontano, immaginando il futuro e tracciando la strada per raggiungerlo, ponendosi come obiettivo la creazione delle migliori condizioni per lo sviluppo degli associati. L\u2019ha fatto e continua a farlo con mente aperta, capace di individuare i nodi e di scioglierli attraverso interventi efficaci, che spaziano con agilit\u00e0 dall\u2019education alle azioni in ambito di internazionalizzazione. \u201cBisogna avere nel DNA spirito di osservazione, curiosit\u00e0 e abilit\u00e0 nel cogliere il meglio da quanto ci sta attorno\u201d spiega Massimo Vacchini, storico Direttore dell\u2019Associazione \u201cma soprattutto \u00e8 fondamentale la capacit\u00e0 di trovare soluzioni ai problemi: non solo nell\u2019assemblaggio, ma anche nei processi, nella gestione aziendale, in quella del personale e allo stesso mondo all\u2019interno del macro ambiente in cui operiamo\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un riferimento per le aziende <\/strong><br> Prima realt\u00e0 a firmare un protocollo col MIUR per ridisegnare i programmi scolastici degli istituti tecnici, prima ad affrontare la stesura di un manuale sull\u2019assemblaggio delle macchine, prima a proporre un accordo con la SIAE per la tutela del know-how intellettuale del settore, AIdAM si \u00e8 anche impegnata per definire standard per i collaudi delle macchine, la compilazione dei contratti di fornitura e le tariffe di intervento, fornendo linee guida utili a tutte le aziende di meccatronica per proporsi in modo compatto e autorevole ai propri clienti, a garanzia della qualit\u00e0 dell\u2019operato. \u201cCi troviamo in un contesto economico caratterizzato da una continua e rapida evoluzione\u201d afferma Michele Viscardi, Presidente dell\u2019Associazione \u201cche chiede ai nostri imprenditori di portare avanti le aziende non pi\u00f9 solo grazie a idee forti e alla capacit\u00e0 di osare e di rischiare, come avveniva un tempo, ma sempre pi\u00f9 seguendo le regole d\u2019impresa. Il nostro talento sta nel bilanciare le esigenze di mercato e la creativit\u00e0: le persone che lavorano in questo settore sono abili nel governare i processi e gestire il caos, canalizzandolo senza imbrigliarlo all\u2019interno di schemi precostituiti e, per questo, improduttivi\u201d. Interpellate dai clienti per fronteggiare sfide sempre nuove, le aziende attive nell\u2019ambito dell\u2019automazione e della meccatronica si configurano come centri di ricerca e sviluppo costante. Dai loro laboratori non escono infatti prodotti pronti per essere industrializzati, ma pezzi unici, prototipi ogni volta diversi creati ad hoc per rispondere ad esigenze di produzione specifiche. Per questo devono operare sempre avendo come orizzonte il lungo termine: il risultato del loro lavoro dovr\u00e0 essere all\u2019avanguardia non solo in fase progettuale, ma al termine del processo di realizzazione della macchina, che pu\u00f2 richiedere anche diversi mesi. <br> \u201cQuello che facciamo oggi \u00e8 preistoria, quello che faremo domani \u00e8 gi\u00e0 vecchio, quello che faremo dopodomani forse va bene. I clienti ci scelgono perch\u00e9 sappiamo guardare al futuro\u201d chiarisce Michele Viscardi, condensando in una frase l\u2019essenza del suo lavoro. E prosegue delineando lo scenario del settore: \u201cAndiamo verso un\u2019integrazione dei servizi. Alle aziende di meccatronica verranno richieste sempre di pi\u00f9 anche consulenze sull\u2019automazione e la logistica, perch\u00e9 \u00e8 nell\u2019assemblaggio che si concentra il know-how ed \u00e8 a partire da questa fase che \u00e8 possibile ottimizzare le performance degli interi processi produttivi\u201d. In questa prospettiva, AIdAM si pone come un punto di riferimento strategico e un fluidificatore di relazioni tra aziende, istituzioni e associazioni di categoria, operando in ottica di rete. \u201cIl nostro compito non \u00e8 quello di offrire convenzioni o facilitazioni economiche\u201d chiarisce Massimo Vacchini \u201cma di mettere a disposizione degli associati l\u2019accesso alle best e worst practices sviluppate, oltre che servizi qualificati e funzionali allo sviluppo d\u2019impresa: il management condiviso, ad esempio, per tutte quelle aziende che ne comprendono l\u2019utilit\u00e0 ma non hanno le capacit\u00e0 finanziarie per sostenerlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Pay per use: il modello di business del futuro?<\/strong><br> \u00c8 in questa prospettiva che si \u00e8 inserito il convegno promosso da AIdAM, che il 4 ottobre ha proposto presso la Palazzina Appiani a Milano un momento di incontro tra imprenditori, associati e stakeholder. L\u2019appuntamento, dal titolo \u201cNuovi modelli di business per l\u2019impresa che evolve. Acquisto o pay per use?\u201d, ha affrontato, con la conduzione di Marcello Boccardo, un tema di assoluta avanguardia per l\u2019impresa: la formula del noleggio, che si sta propagando in tutti i settori in modo trasversale, rappresenta infatti una soluzione che ben si colloca nei nuovi scenari che si stanno delineando e che impone una riflessione sulle potenzialit\u00e0 offerte da questo approccio e un confronto sul percorso necessario per arrivare a metterlo in atto. Introdotto dal Presidente di AIdAM Michele Viscardi, il convegno ha dato voce ai contributi di Sergio Terzi, Professore presso la Facolt\u00e0 di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, Tullio Tolio, Professore presso la Facolt\u00e0 di Ingegneria dei Sistemi del Politecnico di Milano, Sergio Cavalieri, Professore presso la Facolt\u00e0 di Ingegneria Gestionale, dell\u2019Informazione e della Produzione dell\u2019Universit\u00e0 di Bergamo, Luciano Sottile, General Manager presso Goglio Group, Roberto Vavassori, Direttore Business, Development &amp; Marketing in Brembo e Stefano Firpo, direttore Generale di Mediocredito Italiano. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I pilastri dell\u2019Associazione <\/strong><br> AIdAM taglia cos\u00ec il traguardo dei vent\u2019anni preparandosi a progettare il futuro per le seconde generazioni, che si troveranno a fare impresa in un mercato globale caratterizzato da un\u2019elevata concorrenza. E lo fa puntando tutto su due grandi pilastri: da un lato sostenendo un vero e proprio \u201cumanesimo dell\u2019industria\u201d, in cui le imprese condividono know-how e risorse economiche per alimentare, gi\u00e0 a partire dai primi gradi dell\u2019istruzione, le menti di domani; dall\u2019altro promuovendo la realizzazione di  un sistema cooperante strutturato come un\u2019unica grande azienda, in cui i singoli attori non perdono la loro identit\u00e0 perch\u00e9 forti nella loro specializzazione. \u00c8 un passaggio ambizioso questo, che implica un cambio di mentalit\u00e0 significativo e la disponibilit\u00e0 di tutti gli associati a fare un passo indietro rispetto ai tradizionali sistemi di business, ma a vantaggio di un grande obiettivo comune e di enormi potenzialit\u00e0 a lungo termine: proporsi nel mercato globale con le dimensioni e la diversificazione necessarie a rendere il made in Italy vincente, anche in questo settore, su scala mondiale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AIdAM ha festeggiato i suoi primi 20 anni di vita, e per celebrarli ha scelto di organizzare un convegno il 4 ottobre presso la Palazzina Appiani a Milano dal titolo \u201cNuovi modelli di business per l\u2019impresa che evolve. 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