{"id":237,"date":"2018-06-26T14:00:07","date_gmt":"2018-06-26T14:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=237"},"modified":"2018-09-17T14:20:20","modified_gmt":"2018-09-17T14:20:20","slug":"anche-in-italia-la-robotica-e-in-piena-salute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/anche-in-italia-la-robotica-e-in-piena-salute\/","title":{"rendered":"Anche in Italia, la Robotica \u00e8 in piena salute"},"content":{"rendered":"<p>La spinta di Industria 4.0, che mette in connessione la fabbrica fisica con la realt\u00e0 virtuale, non sembra destinata a esaurirsi. Lo testimoniano le previsioni dell\u2019IFR, l\u2019International Federation of Robotics, secondo cui circa 1,7 milioni di nuovi robot entreranno nelle fabbriche di tutto il mondo entro il 2020, e i 7.289 i robot ordinati in Italia nel corso del 2017. Questo dato certifica l\u2019ottimo stato di salute di uno dei comparti pi\u00f9 strategici in ottica Smart Manufacturing anche per il nostro Paese e indica una crescita di circa il 20% rispetto all\u2019anno precedente.<\/p>\n<p><em>di Fabrizio Garnero<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00c8 questo il quadro emerso dall\u2019incontro del Gruppo di Lavoro Statistiche di SIRI (GdLS) che, con il contributo del Centro Studi di UCIMU &#8211; Sistemi per Produrre, monitora lo stato di salute della Robotica nel nostro Paese.<br \/>\nNel Vecchio Continente, la capolista \u00e8, infatti, la Germania, quinto mercato di robot pi\u00f9 grande al mondo, e il pi\u00f9 grande in Europa, secondo quanto riportato dal World Robotics Report 2017 dell\u2019IFR. Ma il nostro \u201cBel Paese\u201d non sfigura affatto. Anzi! Fatte le debite proporzioni e in considerazione delle caratteristiche tipiche del tessuto industriale italiano, l\u2019aver venduto quasi 8.000 robot \u00e8 di sicuro un ottimo risultato. Senza precedenti! Occorre per\u00f2 precisare che i 7.289 robot indicati dal GdLS sono la stima precisa del numero di unit\u00e0 ordinate in Italia nel 2017 e non le macchine installate. \u00c8 importante dirlo poich\u00e9, pur essendo sempre pi\u00f9 evidente che anche le piccole e medie imprese nostrane si avviano verso una produzione automatizzata, \u00e8 altrettanto vero che il dato \u00e8 sicuramente influenzato dall\u2019ottimo lavoro degli \u201cintegratori\u201d italiani, i migliori al mondo, che con le loro competenze e capacit\u00e0 di problem solving sono protagonisti del mercato realizzando celle robotizzate che spesso sono destinate oltre confine. I robot sono quindi venduti in Italia ma installati in chiss\u00e0 quale zona del mondo. I dati SIRI indicano quindi correttamente il quantitativo di robot ordinati nel nostro Paese ma non il nuovo parco installato.<\/p>\n<p><strong>Crescita a due cifre anche per questo 2018<\/strong><br \/>\nTornando ai numeri spicci, i 7.289 robot ordinati sul mercato italiano sono cos\u00ec suddivisi: 6.169 antropomorfi, 760 unit\u00e0 di tipo Scara e i restanti ripartiti tra robot a cinematica parallela e gli innovativi robot collaborativi, o cobot che dir si voglia. Sono questi i valori raccolti a oggi tra un campione significativo dei principali player del settore che partecipano al Gruppo di Lavoro Statistiche di SIRI (GdLS). Come detto poco sopra, nella realt\u00e0 il numero di robot \u201cnostrani\u201d ha, di fatto, gi\u00e0 superato quota 8.000 e punta dritto verso le 9.000 unit\u00e0 ma si tratta di un dato ufficioso emerso dal dibattito apertosi in sede di Comitato. Sul dato ufficiale (7.289 robot) pesano, infatti, due fattori: la non adesione al GdLS di un paio di nomi non trascurabili del mercato e il veto da parte delle rispettive case madri a fornire i dati relativi alla vendita dei cobot in Italia impartito ai due maggiori player di questo nuovo mercato. \u00c8 quindi anche alla luce di queste considerazioni che il dato di 7.289 robot venduti in Italia in un solo anno rappresenta, comunque, al netto di quanto poc\u2019anzi detto, un grande traguardo che, all\u2019atto pratico, sarebbe ancora pi\u00f9 rilevante. \u201cSi tratta di un ottimo risultato &#8211; ha commentato positivamente Domenico Appendino, Presidente SIRI, a margine dei lavori del GdLS &#8211; che deriva non solo da una crescita generale della Robotica nel mondo, in piena seconda giovinezza, ma anche dagli incentivi legati all\u2019Industria 4.0, di cui i robot sono elemento fondamentale. Il dato \u00e8 positivo non solo per l\u2019incremento del settore industriale specifico, ma anche per la crescita dei posti di lavoro per l\u2019uomo che, come noto, sono generati dalla presenza dei robot all\u2019interno dei processi produttivi in cui sono integrati. Infatti, i posti di lavoro eliminati dai robot sono ampiamente compensati da quelli nuovi generati grazie alla maggior competitivit\u00e0 e produttivit\u00e0 delle aziende in cui operano\u201d. Le parole del Presidente SIRI confermano l\u2019ottimismo diffuso fra gli operatori del settore che prevedono una nuova crescita per l\u2019anno corrente. \u201cLa previsione di una crescita a due cifre anche per questo 2018, che porterebbe a un dato di vendita certo superiore agli 8.000 robot, \u00e8 pi\u00f9 che una semplice speranza in quanto, a meno di eventi imprevedibili, rappresenta la convinzione diffusa tra la maggior parte dei protagonisti di questo mercato\u201d.<\/p>\n<p><strong>La General Industry catalizza gli antropomorfi di casa nostra<\/strong><br \/>\nProviamo adesso ad addentrarci nei numeri per analizzare i dati emersi con pi\u00f9 attenzione e lo facciamo partendo dai robot antropomorfi che per ovvie ragioni caratterizzano il nostro mercato con ben 6.169 unit\u00e0 vendute cui corrisponde un incremento del 20,1% rispetto all\u2019anno precedente. Sono 1.533 i robot ordinati direttamente ai costruttori (+11,2%) e ben 4.636 quelli commercializzati tramite terzi (+23,3%), un dato che testimonia ancora una volta l\u2019ottimo lavoro degli integratori di casa Italia, veri e propri protagonisti di questa rinascita della Robotica di cui si fanno portavoce nei settori e negli ambiti pi\u00f9 diversi dell\u2019industria. Gi\u00e0! Anche questo \u00e8 un dato interessante ed evidente: \u00e8, infatti, la General Industry a catalizzare l\u2019attenzione con il maggior numero di robot acquisiti, 1.028 (+19,4%) quelli in forma diretta dai costruttori e ben 4.203 (+24,2%) quelli tramite terzi. A questo ottimo risultato dell\u2019industria in generale fa da contraltare l\u2019andamento non certo cos\u00ec positivo dell\u2019automotive, che in assenza di grandi progetti (cosa che tipicamente fa lievitare il dato verso l\u2019alto) segna decisamente il passo con un -25,3% dei robot ordinati ai produttori destinati all\u2019auto e solo il 2,1% &#8211; pari a 443 macchine contro le 434 dell\u2019anno precedente &#8211; destinato ai subfornitori del comparto Tier1 e Tier2. Leggermente meglio la percentuale destinata all\u2019automotive che ha coinvolto invece il lavoro di terzi per la vendita dei robot che con 433 macchine fa comunque segnare un +14,9% rispetto all\u2019anno precedente.<br \/>\nScendendo ancor pi\u00f9 nel dettaglio, parlando quindi di applicazioni, in un quadro decisamente positivo spicca il segno meno dell\u2019ArcWelding, -13,2% (376 macchine contro le 433 precedenti) che conferma le considerazioni fate poc\u2019anzi per il comparto dell\u2019auto in cui solo lo Spot Welding ha \u201ctenuto botta\u201d &#8211; passate l\u2019espressione &#8211; con 152 robot acquisiti pari a un +29,9%.<\/p>\n<p><strong>I numeri degli Scara e il mondo del montaggio robotizzato<\/strong><br \/>\nDetto degli antropomorfi, analizziamo ora nel dettaglio l\u2019andamento dell\u2019altro segmento di mercato pi\u00f9 importante, ovvero quello dei robot Scara. Anche in questo caso si parla di numeri in positivo anche se, per questo comparto, cresce il rammarico per la mancata adesione all\u2019indagine di qualche distributore che per il nostro mercato gioca un ruolo abbastanza significativo. In realt\u00e0 potremmo quindi parlare di numeri ancora pi\u00f9 belli e importanti di quanto gi\u00e0 non siano. I 760 robot Scara ordinati in Italia nel 2017, cui corrisponde un incremento percentuale del 27,9% rispetto all\u2019anno precedente, sono, infatti, un dato assolutamente importante e soprattutto significativo poich\u00e9 la suddetta mancanza \u00e8 ormai cosa storica e non una novit\u00e0 di quest\u2019anno, ragion per cui il campione preso in esame dall\u2019indagine rimane indicatore fedele di quello che \u00e8 l\u2019andamento del segmento. Nel caso degli Scara, a differenza di quanto accade per gli antropomorfi, l\u2019andamento delle vendite tra dirette dal costruttore\/distributore e quelle di terzi \u00e8 decisamente allineato con 375 macchine nel primo caso e 385 robot ordinati nel secondo. Numeri pressoch\u00e9 simili ma che, se letti in termini di percentuale d\u2019incremento rispetto all\u2019anno precedente, assumono valori differenti poich\u00e9 esprimono un +8,1% nel caso delle macchine ordinate in modo diretto e un +55,9% nel caso degli Scara venduti da terzi. Questo sottolinea ancora una volta l\u2019ottimo lavoro svolto dai nostri integratori, vero e proprio patrimonio della Robotica made in Italy.<br \/>\nMeno ampia e articolata l\u2019analisi dei dati sugli Scara dal punto di vista applicativo poich\u00e9 a farla da padrone sono i processi di montaggio e assemblaggio in cui, per loro natura e caratteristiche tecniche, questa tipologia di robot viene sovente preferita. Sono 474 le unit\u00e0 Scara vendute per il montaggio industriale, 124 in pi\u00f9 rispetto allo scorso anno, cosa che si traduce in una percentuale di crescita del 35,4%. L\u2019altro grande impiego degli Scara si ha nel Material Handling dove l\u2019incremento in termini percentuali \u00e8 stato del 25% con un totale di 285 unit\u00e0 ordinate. Da segnalare, pi\u00f9 per curiosit\u00e0 che per dovere di cronaca, l\u2019unico robot Scara venduto per un impiego in fonderia; un caso pi\u00f9 unico che raro probabilmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La spinta di Industria 4.0, che mette in connessione la fabbrica fisica con la realt\u00e0 virtuale, non sembra destinata a esaurirsi. 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