{"id":2341,"date":"2019-09-09T08:10:49","date_gmt":"2019-09-09T08:10:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=2341"},"modified":"2019-09-25T08:25:39","modified_gmt":"2019-09-25T08:25:39","slug":"meccatronica-e-innovazione-per-essere-ancora-protagonisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/meccatronica-e-innovazione-per-essere-ancora-protagonisti\/","title":{"rendered":"Meccatronica e innovazione  per essere ancora protagonisti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dall\u2019ottobre 2018, <a href=\"https:\/\/www.gimatic.com\"><strong>Gimatic<\/strong><\/a> fa parte del Gruppo statunitense Barnes, colosso globale attivo nella realizzazione di componenti e sistemi ad alto contenuto tecnologico. Non cambia, tuttavia, la governance dell\u2019azienda bresciana, fondata 34 anni fa da Giuseppe Bellandi, n\u00e9 la volont\u00e0 di puntare sull\u2019innovazione e sulla centralit\u00e0 dell\u2019ufficio tecnico. Come mostrano le caratteristiche di alcuni dei nuovi prodotti meccatronici che saranno in mostra al Motek di Stoccarda e al K di D\u00fcsseldorf.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Giorgia Stella<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cPer il Gruppo Barnes, Gimatic era un\u2019azienda appetibile per due motivi fondamentali: \u00e8 una realt\u00e0 molto innovativa ed \u00e8 attiva in due settori &#8211; quello della plastica e quello dell\u2019automazione industriale &#8211; strategici per l\u2019azienda americana. L\u2019acquisizione ci ha sicuramente reso pi\u00f9 forti ma non cambia il nostro core business\u201d. Parole di Giuseppe Bellandi, fondatore e CEO di Gimatic, pronunciate all\u2019inizio di luglio in occasione dell\u2019evento stampa ospitato presso la sede bresciana dell\u2019azienda.<br>\nFacciamo per\u00f2 un passo indietro: il Gruppo Barnes &#8211; americano, quasi 6.000 dipendenti nel mondo e un fatturato di 1 miliardo e mezzo di dollari &#8211; realizza dal 1857 componenti e sistemi altamente tecnologici, principalmente per il settore areospace ma anche per molti altri comparti industriali. Lo scorso ottobre ha, appunto, acquisito Gimatic, un nome molto familiare per i lettori della nostra rivista: azienda specializzata nella realizzazione di componenti meccatronici e pneumatici di automazione che proprio Bellandi ha fondato 34 anni fa, che non ha praticamente mai smesso di crescere e che ha fatto registrare, lo scorso anno, il fatturato record di 48,6 milioni di euro.<br>\nIl COO Guerino Rosso, che ha fatto gli onori di casa nel corso dell\u2019evento, ha snocciolato i numeri aggiornati che aiutano a inquadrare il momento e il potenziale dell\u2019azienda. 19 filiali commerciali, pi\u00f9 3 in arrivo, tra cui Bulgaria e UK; oltre 30 distributori; 2 competence center in Serbia e Cina; pi\u00f9 di 300 dipendenti dislocati nel mondo; oltre 2 milioni di prodotti realizzati all\u2019anno, 200 soluzioni customizzate, 2.000 EOAT (end-of-arm tools) installati ogni anno e, soprattutto, oltre 180 brevetti depositati, risultato degli investimenti in R&amp;D che sono stati, finora, la forza di Gimatic.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>I mercati di riferimento e il peso dell\u2019automotive<\/strong><br> \u201cQui a Roncadelle assembliamo e testiamo i componenti. La progettazione e realizzazione delle soluzioni customizzate &#8211; vale a dire l\u2019integrazione dei componenti Gimatic in prodotti su misura rivolti ai clienti &#8211; vengono fatte dalle nostre filiali (come Gimatrade, attiva in Italia, ndr). C\u2019\u00e8 una collaborazione molto stretta tra l\u2019ufficio tecnico, il reparto di controllo qualit\u00e0 e i fornitori esterni. Questo fa s\u00ec che ogni singolo lotto venga controllato al 100% e sottoposto a test di validazione molto rigorosi; ai clienti garantiamo inoltre la tracciabilit\u00e0 assoluta dei nostri prodotti\u201d, ha spiegato Guerino Rosso. \u201cIn pi\u00f9, stiamo lavorando per armonizzare le procedure operative tra tutte le filiali del Gruppo\u201d.<br> Per avere una filiera produttiva ancora pi\u00f9 controllata, il Gruppo Gimatic ha di recente inglobato la MTM, azienda da oltre 10 milioni di euro di fatturato, con sede a Bagnolo Mella (BS) che realizza, a partire dagli estrusi in alluminio e acciaio i semilavorati che faranno parte dei componenti di automazione. Prodotti, questi ultimi, rivolti sia a mercati pi\u00f9 tradizionali &#8211; automotive, elettronica, factory automation, macchina utensile, food &amp; beverage &#8211; che a settori che offrono prospettive interessanti, come il medicale (progetti in partnership con alcuni costruttori di robot hanno portato allo sviluppo di pinze per camera bianca) o il farming. <br> Anche in questo caso, attraverso partnership con costruttori e integratori \u00e8 stato possibile creare sistemi di presa, per esempio, per la raccolta della frutta. Un discorso un po\u2019 pi\u00f9 articolato lo merita il settore dell\u2019automotive che, come conferma il COO di Gimatic, \u201cassorbe tuttora da solo circa la met\u00e0 del fatturato di Gimatic. Il rallentamento della produzione in questo comparto, specialmente in Europa, sta generando incertezza per quanto riguarda le vendite, al momento. Crediamo per\u00f2 che i trend per il futuro, che prevedono veicoli sempre pi\u00f9 elettrificati, leggeri e connessi, interesseranno da vicino non solo la meccatronica ma anche l\u2019utilizzo della plastica, materiale chiave per ridurre il peso complessivo delle vetture\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Dal sistema di riconoscimento RFID al Capacitor Box per ridurre il cablaggio<\/strong><br> Plastica, handling, meccatronica e sensori sono le &#8211; ormai consolidate &#8211; divisioni esistenti all\u2019interno di Gimatic, che si intersecano, comunicano e contribuiscono reciprocamente allo sviluppo dei prodotti e dei sistemi. Tra questi, in tema di soluzioni abilitanti per Industria 4.0 e funzionali in particolare al monitoraggio del processo, il sistema RFID per l\u2019identificazione senza contatto, testato peraltro nel reparto produttivo della stessa Gimatic si basa sull\u2019utilizzo di un\u2019app dedicata, disponibile sullo store Android. Le informazioni raccolte sul campo possono essere salvate sul web service Gimatic, a disposizione esclusiva del cliente, che \u00e8 libero di visualizzare cos\u00ec i dati provenienti da tutti i suoi siti produttivi nel mondo.<br> Altra novit\u00e0 presentata nel corso dell\u2019incontro a Roncadelle \u00e8, per quanto riguarda gli EOAT, il dispositivo Capacitor Box che, grazie alla tecnologia integrata dei supercapacitori, rende possibile il corretto funzionamento delle pinze elettriche Gimatic nei casi in cui non si disponga di alimentazione in corrente. Il circuito Capbox, che rende disponibili connessioni sia lato ingresso che lato uscita, elimina cos\u00ec la presenza di cavi lungo il robot. La carica, di lunga durata, assicura l\u2019esecuzione di oltre 20 cicli, con un tempo di ricarica inferiore ai 2,5 secondi.<br> <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un occhio all\u2019evoluzione dei robot, collaborativi e tradizionali<\/strong><br> Nel corso del dialogo con il COO Guerino Rosso \u00e8 emerso chiaramente come Gimatic guardi con attenzione sempre maggiore all\u2019evoluzione della robotica collaborativa, senza peraltro tralasciare il segmento dei robot, cosiddetti tradizionali, che oggi sono indubbiamente pi\u00f9 diffusi a livello industriale. La partnership con Universal Robots per l\u2019inserimento di alcuni kit Gimatic all\u2019interno della piattaforma UR+ \u00e8 soltanto un esempio: progetti e collaborazioni sono in atto anche con altri costruttori globali di cobot.<br> A questo proposito, \u00e8 pensato per i cobot uno dei nuovi prodotti che l\u2019azienda bresciana presenter\u00e0 al Motek di Stoccarda, la pinza con frizione RPF. \u201cIl sistema &#8211; ha spiegato Guerino Rosso &#8211; \u00e8 intrinsecamente certificato perch\u00e9 utilizza la forza del robot, e anche la programmazione della pinza, il cui montaggio \u00e8 puramente meccanico, \u00e8 fatta utilizzando il software del robot. Le dita di presa possono essere diversificate a seconda delle esigenze applicative\u201d. Un\u2019altra novit\u00e0 in mostra a Stoccarda \u00e8 il sistema di cambio utensile elettrico pensato s\u00ec per l\u2019utilizzo con i robot collaborativi, ma applicabile anche ai robot pi\u00f9 tradizionali. I modelli EQC sono, infatti, progettati senza spigoli vivi per la massima sicurezza dell\u2019operatore e, nella versione elettrica EQC, \u00e8 disponibile per payload di 5, 20 e 100 kg. Il sistema \u00e8 rigorosamente plug &amp; play, predisposto con un tag per il riconoscimento RFID e prevede fino a 6 connessioni pneumatiche, oltre ai collegamenti elettrici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dall\u2019ottobre 2018, Gimatic fa parte del Gruppo statunitense Barnes, colosso globale attivo nella realizzazione di componenti e sistemi ad alto contenuto tecnologico. Non cambia, tuttavia, la governance dell\u2019azienda bresciana, fondata 34 anni fa da Giuseppe Bellandi, n\u00e9 la volont\u00e0 di puntare sull\u2019innovazione e sulla centralit\u00e0 dell\u2019ufficio tecnico. 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