{"id":2167,"date":"2019-07-26T12:23:58","date_gmt":"2019-07-26T12:23:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=2167"},"modified":"2019-07-26T12:30:27","modified_gmt":"2019-07-26T12:30:27","slug":"fotocellule-con-io-link-di-serie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/fotocellule-con-io-link-di-serie\/","title":{"rendered":"Fotocellule con IO-Link di serie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggetti trasparenti e perforati, item di altezze diverse tra loro, disturbi derivanti dallo sfrangiamento dei nastri trasportatori, falsi allarmi dati dal deposito dello sporco sulle ottiche sono alcuni dei pi\u00f9 comuni problemi che devono essere affrontati quando si parla di identificare oggetti su conveyor. Con l\u2019obiettivo di risolvere simili questioni, <strong><a href=\"https:\/\/www.sick.com\/it\/it\/\">SICK<\/a><\/strong> ha ideato <strong>una nuova generazione di fotocellule: Reflex Array<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La serie \u00e8 composta da RAY26 e RAY10,\ndelle <strong>particolari fotocellule che funzionano come barriere\ncatarinfrangenti<\/strong>. Il rilevamento che ne deriva \u00e8 il pi\u00f9\naffidabile del mercato, dal momento che la banda luminosa 2D\nindividua gli oggetti in ogni loro punto, indipendentemente dalla\nloro forma. Una caratteristica molto utile, ad esempio, per rilevare\nle sporgenze di materiale irregolare su conveyor utilizzando una sola\nfotocellula.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Inoltre, <strong>il fascio di luce \u00e8 sempre\nregolare e ben visibile fino a 4,5 m grazie alla tecnologia LED\nPinPoint<\/strong> che concentra l\u2019energia in una piccola area per\naumentare l\u2019intensit\u00e0 della luce. Questo rende molto pi\u00f9 semplice\nl\u2019allineamento e il commissioning del sensore.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Rilevare oggetti a partire da 3 mm di spessore<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre alla capacit\u00e0 di proiettare un\nfascio di luce laminare di 55 mm di altezza, RAY26 si differenzia\nanche per il suo MDO (Minimum Detectable Object); \u00e8, infatti, capace\ndi rilevare oggetti a partire da soli 3 mm di spessore. <strong>L\u2019MDO\npu\u00f2 essere impostato anche a 5 e 10 mm per raggiungere portate di\n4,5 m<\/strong>. E ancora: RAY26 non presenta alcuna zona cieca. L\u2019ottica\nautocollimata, infatti, consente di posizionare il catarifrangente a\ndistanze molto ravvicinate. Dall\u2019installazione alla messa in\nesercizio il tempo \u00e8 ridotto ad appena 3 secondi, quello che serve\nper premere il tasto di teach che innesca il commissioning.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>RAY10<\/strong>, invece, <strong>si\ncaratterizza per le dimensioni compatte<\/strong>. Con appena 21,5 x 36 x\n37,3 mm di ingombro pu\u00f2 essere installato ovunque, senza rinunciare\na grandi performance. Ad esempio, il suo fascio di luce di 25 mm ha\nuna portata massima di 1,5 m e una zona cieca di 0,5 m, che gli\nconsente di <strong>rilevare oggetti a partire da 5 mm<\/strong>. A differenza\ndel RAY26, la regolazione avviene via potenziometro con un indicatore\nvisivo che indica la qualit\u00e0 dell\u2019allineamento.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">IO-Link e doppio allarme di serie<\/h5>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Entrambe le versioni dei Reflex\nArray sono dotate di IO-Link di serie<\/strong>. L\u2019uso del protocollo si\nrileva fondamentale per un\u2019altra potenzialit\u00e0 unica dei RAY26 e\nRAY10, ossia quella di impostare delle aree di blanking. In questo\nmodo <strong>si possono oscurare i bordi esterni dei conveyor, soggetti a\nfrequente usura<\/strong> e, quindi, pericolosi per la generazione di falsi\nrilevamenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E sempre via IO-Link <strong>le nuove\nfotocellule comunicano degli alarm in caso di contaminazione\ndell\u2019ottica e\/o del riflettore<\/strong>. Il segnale di allarme viene\ndato anche in modo visivo tramite un LED blu: un doppio output per un\nintervento sempre pi\u00f9 tempestivo che abbatte i tempi di downtime.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggetti trasparenti e perforati, item di altezze diverse tra loro, disturbi derivanti dallo sfrangiamento dei nastri trasportatori, falsi allarmi dati dal deposito dello sporco sulle ottiche sono alcuni dei pi\u00f9 comuni problemi che devono essere affrontati quando si parla di identificare oggetti su conveyor. 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