{"id":197,"date":"2018-06-26T13:16:44","date_gmt":"2018-06-26T13:16:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=197"},"modified":"2018-06-26T13:16:44","modified_gmt":"2018-06-26T13:16:44","slug":"che-gioiello-di-macchina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/che-gioiello-di-macchina\/","title":{"rendered":"Che gioiello di macchina!"},"content":{"rendered":"<p>Pensando al settore dell\u2019oreficeria, ma con l\u2019idea di utilizzarla anche in altri ambiti produttivi, l\u2019azienda vicentina Errea Sistemi ha sviluppato una macchina per la lavorazione in continuo di oggetti 3D &#8211; in mostra nell\u2019area Know How 4.0 a SPS Italia &#8211; che utilizza i robot con livelli di precisione tipici delle macchine utensili. Con uno sforzo notevole in termini di ricerca e customizzazione, Mitsubishi Electric ha fornito non solo i robot, i servosistemi e il PLC, ma anche la piattaforma completa di automazione iQ.<\/p>\n<p><em>di Fabrizio Dalle Nogare<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La bottega &#8211; cos\u00ec Andrea Ciscato e Roberto Bedin, titolari di Errea Sistemi, chiamano la loro azienda, alle porte di Vicenza &#8211; pu\u00f2 sembrare a prima vista una \u201cnormale\u201d officina meccanica. Basta una chiacchierata, per\u00f2, per capire che in realt\u00e0 ci troviamo immersi in un luogo in cui si cerca di portare al limite le potenzialit\u00e0 dell\u2019automazione di macchina, senza temere di assumersi dei rischi. La motivazione che spinge i due appassionati tecnici-imprenditori la carpiamo a microfono spento, quando Andrea Ciscato ci racconta che non si sono mai accontentati di procedere lungo la strada tracciata, ma hanno sempre cercato di fare il passo successivo, sperimentare soluzioni nuove, proporre qualcosa di inedito.<br \/>\nLa macchina che ci presentano &#8211; ancora in fase di completamento, ma sar\u00e0 al lavoro eccome, sebbene in versione demo, nell\u2019area Know How 4.0 di SPS Italia &#8211; \u00e8 il risultato di una sfida produttiva pensata per il settore orafo, ma applicabile anche ad altri settori, che Mitsubishi Electric ha prontamente raccolto, investendo risorse, tecnologia, ricerca. E rendendo possibile ci\u00f2 che non sembrava poterlo essere.<\/p>\n<p><strong>Precisione, facilit\u00e0 di utilizzo e versatilit\u00e0<\/strong><br \/>\nContando sull\u2019integrazione dei sistemi di automazione avanzati di Mitsubishi Electric, Errea Sistemi ha sviluppato una macchina, la 3D Robot, per la lavorazione robotizzata in continuo di oggetti 3D che assicura livelli molto alti di precisione, facilit\u00e0 di utilizzo e versatilit\u00e0. Infatti, \u00e8 la macchina che si adatta al pezzo da processare, e non viceversa. \u201cSiamo partiti dall\u2019esigenza, espressa da un cliente nel settore orafo, di effettuare lavorazioni di altissima precisione sui gioielli\u201d, racconta Ciscato. \u201cSono molte per\u00f2 le possibili applicazioni della macchina: dall\u2019occhialeria al medicale, dall\u2019orologeria alla lavorazione della plastica. Il sistema consente di automatizzare, con una ripetibilit\u00e0 molto elevata, operazioni che tradizionalmente vengono eseguite manualmente, con le inefficienze legate al fatto di dover lavorare grandi quantit\u00e0 di pezzi\u201d. Estremamente compatta (ha un\u2019impronta di poco superiore al metro quadrato), la macchina sviluppata da Errea Sistemi \u00e8 basata sull\u2019utilizzo di due robot a sei assi forniti da Mitsubishi Electric. Il primo, con payload di 4 kg, preleva il pezzo da un caricatore e, dotato di una pinza con sistema autocentrante, lo porta nella postazione in cui avviene la lavorazione. Qui uno scanner identifica le caratteristiche del pezzo ed entra in azione un secondo robot a sei assi, con payload di 7 kg e montato a soffitto, dotato di un tool speciale con componentistica sviluppata da Errea Sistemi che consente di lavorare il pezzo secondo le specifiche richieste. Una macchina, quest\u2019ultima, che \u00e8 coperta da brevetti.<\/p>\n<p><strong>Se i robot si comportano da macchine utensili<\/strong><br \/>\nLa 3D Robot, completamente automatica e con un ciclo di lavoro molto breve, affida ai robot lavorazioni di estrema precisione pi\u00f9 tradizionalmente associate alle macchine utensili: nel caso dei gioielli, si parla di oggetti realizzati a partire da fogli con spessore nell\u2019ordine dei decimi di millimetro.<br \/>\n\u201cPer poter ottenere un tale livello di precisione &#8211; non solo nella movimentazione, ma anche nella vera e propria lavorazione dei pezzi &#8211; abbiamo dovuto customizzare i robot, coinvolgendo anche i tecnici della nostra casa madre a Nagoya, a dimostrazione di quanto abbiamo creduto in questo progetto\u201d, ci spiega Marco Filippis, PM Robot della divisione Factory Automation di Mitsubishi Electric. \u201cInoltre, la piattaforma di automazione iQ permette di gestire con un unico hardware l\u2019automazione dell\u2019intera macchina: dai robot alla parte motion fino al PLC &#8211; tutti componenti forniti da Mitsubishi Electric &#8211; e all\u2019interconnessione con il sistema informativo dell\u2019azienda. I dati di lavorazione possono quindi essere trasmessi facilmente al MES, garantendo la possibilit\u00e0 di tracciare le varie fasi del ciclo di lavoro, analizzare i dati in tempo reale e gestire il funzionamento della macchina anche da remoto\u201d. In poche parole, ci\u00f2 che richiede una macchina di produzione per essere definita \u201c4.0\u201d. \u201cIl fatto di poter contare su un costruttore che non ci ha fornito soltanto i robot, ma che ci ha affiancato con una piattaforma completa per la gestione dell\u2019automazione ha comportato un notevole risparmio di tempo, di risorse e di energia in fase di progettazione e di realizzazione della macchina\u201d, conferma Roberto Bedin.<\/p>\n<p><strong>Ridurre al minimo gli scarti<\/strong><br \/>\nFlessibilit\u00e0 e adattabilit\u00e0 sono altre due parole chiave nel racconto di questo progetto, nonch\u00e9 due termini che ricorrono spesso quando si parla di Industria 4.0. Il perch\u00e9 ce lo racconta proprio Bedin. \u201cSpecialmente nel caso di oggetti 3D realizzati con processi manuali, ci sono sempre delle differenze, spesso impercettibili a occhio nudo, tra un oggetto e l\u2019altro. Poter contare su una macchina in grado di adattare i parametri della lavorazione da effettuare alle caratteristiche fisiche dell\u2019oggetto \u00e8 un fattore particolarmente importante perch\u00e9 permette di essere flessibili e organizzare la produzione sulla base di lotti composti anche da pezzi diversi tra loro\u201d.<br \/>\nTra i requisiti da rispettare assolutamente in fase di progettazione, poi, c\u2019era la riduzione al minimo degli scarti di produzione, i quali assumono un valore importante in settori come l\u2019oreficeria o l\u2019occhialeria.<br \/>\nLo scarto, in questo caso, ha una doppia valenza e va inteso sia come pezzi danneggiati o non conformi alle specifiche, sia come materiale asportato in fase di lavorazione. \u201cCi piace dire che del pezzo non si butta via niente: la macchina \u00e8 assolutamente ermetica perch\u00e9 deve contenere al suo interno tutto lo sfrido, cio\u00e8 il materiale asportato, che pu\u00f2 essere recuperato completamente\u201d, conferma Andrea Ciscato.<br \/>\nUn altro aspetto non secondario nel quadro di una collaborazione che davvero, per una volta, definire preziosa \u00e8 quanto meno riduttivo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pensando al settore dell\u2019oreficeria, ma con l\u2019idea di utilizzarla anche in altri ambiti produttivi, l\u2019azienda vicentina Errea Sistemi ha sviluppato una macchina per la lavorazione in continuo di oggetti 3D &#8211; in mostra nell\u2019area Know How 4.0 a SPS Italia &#8211; che utilizza i robot con livelli di precisione tipici delle macchine utensili. Con uno &hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":198,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","_seopublitec_title":"","_seopublitec_meta_desc":"","_seopublitec_keyphrases":"","_seopublitec_canonical":"","_seopublitec_noindex":false,"_seopublitec_nofollow":false,"_seopublitec_og_title":"","_seopublitec_og_desc":"","_seopublitec_og_image":"","_seopublitec_twitter_card":"","_seopublitec_cornerstone":false,"_seopublitec_score":""},"categories":[50,26],"tags":[121],"class_list":["post-197","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-applicazioni","category-robot-automazione","tag-mitsubishi-electric"],"openstation_lock":null,"openstation_contributors":[],"openstation_attached_media":[198],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/7"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=197"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":199,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/197\/revisions\/199"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/media\/198"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}