{"id":186,"date":"2018-06-26T13:07:25","date_gmt":"2018-06-26T13:07:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.assemblaggio-online.it\/?p=186"},"modified":"2018-06-26T13:07:25","modified_gmt":"2018-06-26T13:07:25","slug":"adesivi-ibridi-a-doppia-polimerizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/adesivi-ibridi-a-doppia-polimerizzazione\/","title":{"rendered":"Adesivi ibridi a doppia polimerizzazione"},"content":{"rendered":"<p>La maggior parte delle imprese manifatturiere preferisce utilizzare adesivi fotopolimerizzabili, con l\u2019obiettivo di raggiungere alti livelli di produttivit\u00e0. L\u2019utilizzo di questi sistemi, tuttavia, non sempre \u00e8 possibile. Per questo, negli ultimi anni, i produttori di adesivi come DELO hanno cercato di andare oltre i propri limiti, sviluppando prodotti a doppia polimerizzazione.<\/p>\n<p><em>di Stefano Farina<\/em><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>In molti settori industriali, dall\u2019automotive, all\u2019industria elettronica, fino all\u2019ingegneria meccanica, l\u2019incollaggio ha acquisito un\u2019importanza sempre maggiore, dovuta alla presenza di costruzioni estremamente leggere, componenti miniaturizzati e strutture multimateriali. Gli adesivi vengono anche sempre pi\u00f9 utilizzati come sigillanti per proteggere i componenti dagli agenti atmosferici. Le aziende che producono su scala industriale preferiscono utilizzare adesivi fotopolimerizzabili, se possibile, per ragioni di produttivit\u00e0. Un ulteriore beneficio \u00e8 l\u2019elevata precisione di posizionamento, in quanto i componenti possono essere fissati, a seguito del verificarsi di una determinata condizione, solo tramite esposizione alla luce, in tempi brevi, evitando possibili colature, come pu\u00f2 succedere nel caso di prodotti termopolimerizzati in forno.<br \/>\nGli adesivi fotopolimerizzabili, se sottoposti a irradiazione, raggiungono la massima resistenza nel giro di pochi secondi, in casi speciali anche in meno di un secondo. Questo grazie all\u2019utilizzo di lampade LED ad alta energia che generano da 100 a 1000 volte l\u2019intensit\u00e0 della luce diurna, all\u2019interno del loro spettro di luce specifico. Questi adesivi sono per\u00f2 soggetti a limitazioni, ad esempio per applicazioni che superano i 150 \u00b0C e dove si ha il contatto prolungato con prodotti chimici aggressivi, olii e acidi.<\/p>\n<p><strong>Dove c\u2019\u00e8 luce, c\u2019\u00e8 anche ombra<\/strong><br \/>\nQuando due componenti vengono incollati, \u00e8 importante che l\u2019adesivo sia completamente polimerizzato. Se la luce raggiunge soltanto alcuni punti dell\u2019adesivo, nelle cosiddette zone d\u2019ombra rimane dell\u2019adesivo liquido. Questo espone i componenti al rischio di corrosione o, nel caso di prodotti ottici, crea un effetto indesiderato nel fascio luminoso. Le zone d\u2019ombra dovrebbero pertanto essere evitate sin dall\u2019inizio, in fase di progettazione, se si intende utilizzare adesivi fotopolimerizzabili. L\u2019industria degli adesivi ha sviluppato per\u00f2 nuovi prodotti a doppia polimerizzazione, per i casi in cui non \u00e8 possibile o risulta problematico polimerizzare l\u2019adesivo. Oltre alla luce, questi prodotti utilizzano un altro metodo di polimerizzazione, in modo che gli adesivi possano essere fissati in modo affidabile anche nelle zone d\u2019ombra. Per quanto riguarda questo secondo meccanismo, \u00e8 possibile scegliere tra la polimerizzazione all\u2019umidit\u00e0, la polimerizzazione anaerobica o la termopolimerizzazione. Ciascuna opzione soddisfa requisiti diversi e consente svariati processi di produzione. In tutti e tre i casi, si tratta di prodotti monocomponente, privi di isocianati e siliconi, fatta eccezione naturalmente per i siliconi UV.<\/p>\n<p><strong>L\u2019utilizzo dell\u2019umidit\u00e0 naturale presente nell\u2019aria<\/strong><br \/>\nIn seguito al fissaggio iniziale tramite luce, gli adesivi fotopolimerizzabili\/polimerizzabili all\u2019umidit\u00e0 si combinano, nelle zone d\u00b4ombra, con l\u2019umidit\u00e0 naturale presente nell\u2019aria. Uno dei vantaggi offerti da questo metodo \u00e8 che non \u00e8 necessaria alcuna attrezzatura addizionale e nessun\u2019altra fase di polimerizzazione dopo la fotopolimerizzazione. Inoltre, i componenti possono essere ulteriormente lavorati subito dopo che sono stati incollati.<br \/>\nIn termini chimici, gli adesivi fotopolimerizzabili\/polimerizzabili all\u2019umidit\u00e0 sono strettamente legati agli acrilati fotopolimerizzabili convenzionali e presentano propriet\u00e0 simili. Per via della semplicit\u00e0 del processo, questo gruppo di prodotti viene scelto per requisiti medi, ad esempio per temperature di utilizzo di massimo 120-150 \u00b0C e in caso di impatto chimico moderato. I siliconi UV funzionano in base allo stesso principio e possono essere utilizzati fino a circa 300 \u00b0C.<br \/>\nTuttavia, a cusa della ridotta forza di adesione, sono adatti solo per essere utilizzati come sigillanti e presentano gli svantaggi tipici dei siliconi, come la tendenza al rigonfiamento e il fatto che contaminano l\u2019impianto produttivo.<\/p>\n<p><strong>Adesivi fotopolimerizzabili\/anaerobici<\/strong><br \/>\nSe i requisiti sono pi\u00f9 elevati, al posto dell\u2019umidit\u00e0, come secondo meccanismo, \u00e8 possibile ricorrere alla polimerizzazione anaerobica. Gli adesivi fotopolimerizzabili\/anaerobici offrono livelli di resistenza maggiori e una resistenza a temperature fino a 180 \u00b0C. Possono cos\u00ec essere utilizzati in applicazioni pi\u00f9 complesse, come ad esempio nei motori elettrici, dove si hanno alti livelli di dissipazione del calore. Sono anche resistenti ai tipici prodotti chimici utilizzati nel settore automotive, come il liquido per freni, l\u2019olio e il sale stradale.<br \/>\nQuesti prodotti sono basati sugli adesivi per metalli, largamente utilizzati in ambito industriale. Per la completa polimerizzazione nelle zone d\u2019ombra \u00e8 necessaria la presenza di ioni metallici e l\u2019assenza di aria. Tuttavia, questi prodotti offrono due vantaggi rispetto agli adesivi per metallo tradizionali: da un lato, la produttivit\u00e0 \u00e8 maggiore per via della velocit\u00e0 del processo di fotopolimerizzazione; dall\u2019altro, l\u2019adesivo polimerizza anche sul bordo dove, normalmente, la presenza di aria inibisce la reazione. Sia le aree polimerizzate per mezzo di fotopolimerizzazione sia quelle polimerizzate per via anaerobica presentano un livello di polimerizzazione completo e propriet\u00e0 simili. Se gli ioni metallici sono presenti a sufficienza, non \u00e8 necessario un ulteriore processo per polimerizzare le zone d\u2019ombra.<\/p>\n<p><strong>Massima potenza: luce combinata a calore<\/strong><br \/>\nLa terza opzione \u00e8 rappresentata dai materiali fotopolimerizzabili\/termopolimerizzabili. In questo caso, si ricorre alla fornitura di calore per ottenere la massima resistenza adesiva. Questo gruppo rappresenta il pi\u00f9 variegato, in quanto offre prodotti basati su resine epossidiche, acrilati e su altre chimiche. Questi ultimi vengono principalmente utilizzati nel settore dell\u2019optoelettronica, per via della loro elevata trasparenza e del basso livello di ingiallimento e degassamento.<br \/>\nLe resine epossidiche tendono a presentare livelli di resistenza maggiori; sono pi\u00f9 dure e, per via della loro maggiore densit\u00e0, anche resistenti ai prodotti chimici e alle temperature elevate. Alcuni di questi prodotti sono talmente resistenti da poter essere utilizzati in moduli permanentemente a contatto con olio per cambio e trasmissione. Gli acrilati sono pi\u00f9 morbidi e pertanto presentano una maggiore flessibilit\u00e0 e capacit\u00e0 di compensazione delle tensioni, caratteristiche grazie alle quali riescono a controbilanciare meglio le sollecitazioni dinamiche. Un esempio \u00e8 l\u2019applicazione di finiture decorative e componenti nell\u2019abitacolo delle auto, casi in cui la tensione dei componenti deve essere compensata in un campo di temperatura tra -40 e +100 \u00b0C.<br \/>\nQuesti tipi di prodotto sono accumunati dal fatto che fissano i componenti mediante luce UV o luce visibile nel giro di pochi secondi e assicurano quindi un\u2019elevata precisione di posizionamento rispetto ai prodotti standard. In questo modo si evita che i componenti si spostino prima o durante la termopolimerizzazione.<br \/>\nPer fornire il calore necessario nella fase finale della polimerizzazione, solitamente si utilizzano forni a convezione. In alternativa, possono essere utilizzati anche forni a tunnel, a induzione o elementi riscaldanti (termodi). Le temperature tipiche si aggirano sui 100 \u00b0C, mentre i prodotti ad alta affidabilit\u00e0 necessitano di almeno 120 \u00b0C e i componenti sensibili alla temperatura possono essere incollati con altri materiali a una temperatura di soli 60 \u00b0C. In questo modo \u00e8 possibile combinare elevata precisione, processi di produzione definiti e tempi ciclo brevi a una bassa sollecitazione termica.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><br \/>\nGli adesivi a doppia polimerizzazione offrono gli stessi benefici dei sistemi a fotopolimerizzazione, senza alcun compresso in termini di affidabilit\u00e0, resistenza di adesione e qualit\u00e0 di processo. Inoltre, garantiscono la completa polimerizzazione dell\u2019adesivo nel componente finito e consentono la massima precisione di incollaggio in moduli complessi. Offrono, infine, un alto grado di flessibilit\u00e0 nella produzione, garantendo agli utilizzatori maggiore libert\u00e0 nello sviluppo dei processi produttivi.<\/p>\n<p>(Stefano Farina \u00e8 Regional Sales Manager di DELO)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La maggior parte delle imprese manifatturiere preferisce utilizzare adesivi fotopolimerizzabili, con l\u2019obiettivo di raggiungere alti livelli di produttivit\u00e0. L\u2019utilizzo di questi sistemi, tuttavia, non sempre \u00e8 possibile. 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