{"id":16986,"date":"2026-09-23T11:52:22","date_gmt":"2026-09-23T09:52:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=16986"},"modified":"2026-09-23T11:52:24","modified_gmt":"2026-09-23T09:52:24","slug":"sick-portiamo-lautomazione-a-tua-immagine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/sick-portiamo-lautomazione-a-tua-immagine\/","title":{"rendered":"SICK: &#8220;Portiamo l&#8217;automazione a tua immagine&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">SICK secondo Fabio Gallerani: \u201cNon siamo per tutti, e va bene cos\u00ec\u201d. L\u2019amministratore delegato di SICK S.p.A. rivendica una posizione scomoda: niente prodotti \u201cda prezzo\u201d, solo partnership di lunga durata. Garantisce riguardo l\u2019interoperabilit\u00e0 (l\u2019esorcista non serve), e il data scientist per rendere l\u2019AI fruibile a tutti l\u2019ha gi\u00e0 assunto SICK.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019intervista con <strong>Fabio Gallerani<\/strong>, amministratore delegato di <strong><a href=\"https:\/\/www.sick.com\/it\/it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SICK S.p.A.<\/a><\/strong>, inizia con una domanda molto diretta: quale messaggio vorresti arrivasse agli OEM \u201cgiusti\u201d, scoraggiando quelli \u201csbagliati\u201d? <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cNon siamo per tutti, e va bene cos\u00ec. Il valore di SICK non risiede nel prezzo, ma nella capacit\u00e0 di <strong>fornire soluzioni tecnologicamente avanzate<\/strong> per applicazioni complesse e ad alte prestazioni\u201d. La parola che torna pi\u00f9 volte, nel racconto di Gallerani, \u00e8 <strong>\u201cpartnership\u201d<\/strong>. Auspica relazioni con il cliente di lunga durata, e un coinvolgimento di SICK gi\u00e0 dalle primissime fasi progettuali. Quando si crea un rapporto di questo tipo, dice, \u201ctutto vola\u201d. Gli OEM che hanno scelto SICK, aggiunge, sono partner ormai da tempo e ne stanno raccogliendo i benefici. \u201cEsistono persone, nel nostro team, di grande competenza, che sono la chiave per offrire un <strong>supporto consulenziale di alto profilo<\/strong>. La tecnologia \u00e8 fondamentale, ma il nostro vero vantaggio competitivo sono le persone che aiutano i clienti a trasformarla in valore, accompagnandoli dalla progettazione fino all\u2019intero ciclo di vita della soluzione\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conduttrice lo incalza: Perdonami: Tutto ci\u00f2\u2026 per un sensore?!? \u201cParlare di sensori, oggi, \u00e8 riduttivo &#8211; ribatte Gallerani &#8211; Penso alla visione, alla sicurezza, ad alcuni aspetti di digitalizzazione. Non sono semplicemente componenti da scegliere a catalogo, sono ormai dei <strong>piccoli sistemi che comunicano tra loro<\/strong>, con un\u2019intelligenza a bordo, e che, di conseguenza, devono essere ben programmati, ben studiati, ben dimensionati&#8230;\u201d E il momento migliore per farlo \u00e8 in fase di progetto. Secondo la vostra esperienza, in che fase gli OEM perdono pi\u00f9 tempo? Sviluppo, integrazione o messa in servizio? In tutte e tre le fasi in egual misura, risponde Gallerani. Anche per questo \u00e8 importante coinvolgere un partner come SICK fin dal principio \u2013 la cooperazione abbrevia l\u2019intero processo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Interoperabilit\u00e0: serve un esorcista?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si fa presto a dire \u201cOpen\u201d, ma se provo a far parlare uno dei vostri componenti con quello di un vostro concorrente, devo chiamare l\u2019esorcista?!? Gallerani esclude l\u2019intervento soprannaturale, salvo riservarsi di trovare un \u201cprofessionista\u201d all\u2019occorrenza. SICK non ha, e non vuole, uno standard proprietario. <strong>Supporta tutti i protocolli pi\u00f9 diffusi<\/strong> &#8211; OPC UA, IO-Link, di cui \u00e8 stata tra i primi fornitori, fino a omlox per la localizzazione, oltre ai classici PROFINET ed EtherNet\/IP. La ragione della scelta \u00e8 intrinsecamente contenuta in quanto detto poco sopra: se il sensore \u00e8, oggi, un piccolo sistema interconnesso, che scambia dati con i componenti circostanti, <strong>quel dato deve avere il giusto valore<\/strong>, ed essere reso disponibile nel modo giusto. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Imporre uno standard proprietario? \u201cAssolutamente no. Meglio essere forti nelle proprie soluzioni \u2013 sensori affidabili, visione affidabile \u2013 e l<strong>asciare che il dato resti fruibile da chiunque<\/strong>, attraverso protocolli gi\u00e0 consolidati.\u201d \u00a0<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">L\u2019accessibilit\u00e0 dell\u2019AI<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per usare la vostra <strong>AI<\/strong>, un OEM deve assumere un data scientist da 80.000 euro l\u2019anno? In altri termini: come rendete la vostra AI fruibile anche dal classico perito industriale?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta di Gallerani arriva ridendo, ma \u00e8 di pura sostanza: \u201cIl data scientist lo abbiamo assunto noi.\u201d Dietro SICK c\u2019\u00e8 una struttura importante, che include un<strong> Engineering HUB<\/strong> e un nutrito numero di Application Engineer specializzati nell\u2019integrazione del dato, al lavoro per ottenere quella fantomatica <strong>convergenza IT\/OT <\/strong>tanto citata quanto, apparentemente irraggiungibile. Grazie a questi specialisti, SICK ha sviluppato blocchi di <strong>intelligenza artificiale \u201cready to use\u201d<\/strong>: algoritmi che masticano il dato grezzo del sensore, gli aggiungono valore (grazie anche agli ottant\u2019anni di esperienza SICK nel settore), e lasciano all\u2019integratore solo quell\u2019ultimo miglio di personalizzazione necessario perch\u00e9 il componente si integri alla perfezione nell\u2019ecosistema del cliente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per il perito industriale, l\u2019AI diventa cos\u00ec trasparente: trova il dato gi\u00e0 interpretato, senza dover guardare cosa accade dietro le quinte. Esattamente come quando l\u2019app di posta ci fissa automaticamente una riunione, o quando chiediamo all\u2019agente IA integrato nel pacchetto Office di sintetizzare un testo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Le parole proibite<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa dovrebbe rimanere impresso nella testa di un automation manager di un OEM dopo aver parlato con te, senza citare: digitalizzazione, performance, sostenibilit\u00e0, one stop shop, innovazione e AI. Gallerani risponde senza incertezze, e fa centro al primo colpo: \u201cDall\u2019analisi dei dati alla sicurezza dei processi, <strong>SICK \u00e8 un\u2019azienda fatta di persone che portano l\u2019automazione a tua immagine<\/strong>.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><em>di Alberto De Bernardi<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"AUTOMAZIONE INdiscreta - Fabio Gallerani, SICK\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/hRwSruQ7F_o?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SICK secondo Fabio Gallerani: \u201cNon siamo per tutti, e va bene cos\u00ec\u201d. 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