{"id":16848,"date":"2026-07-10T03:00:00","date_gmt":"2026-07-10T01:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=16848"},"modified":"2026-07-06T15:01:10","modified_gmt":"2026-07-06T13:01:10","slug":"ot-cybersecurity-dalla-teoria-alla-fabbrica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/ot-cybersecurity-dalla-teoria-alla-fabbrica\/","title":{"rendered":"OT Cybersecurity: dalla teoria alla fabbrica"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il manifatturiero italiano \u00e8 uno dei bersagli preferiti del cyber-crime: quasi il 10% degli attacchi gravi mondiali colpisce il nostro Paese. Dal convegno del 16 giugno organizzato da Consorzio PROFIBUS e PROFINET, una mappa per orientarsi tra CRA, NIS 2 e standard IEC 62443, perch\u00e9 oggi il rischio cyber \u00e8 un pericolo per il business e la sicurezza per i lavoratori.<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 tenuto il 16 giugno il convegno <strong>\u201cOT Cybersecurity: dalla teoria alla fabbrica!\u201d<\/strong>, organizzato da <strong><a href=\"https:\/\/it.profibus.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Consorzio PROFIBUS e PROFINET<\/a><\/strong>, che ha messo a confronto esperti di sicurezza informatica e responsabili di produzione su un tema non pi\u00f9 rinviabile: la protezione degli ambienti OT nelle fabbriche italiane. Gli sponsor dell\u2019evento sono stati: ADFWeb, CSMT Innovation Hub, LAPP, Mooves, GFCC, PILZ, SIEMENS, Softing Industrial Automation, TECO, TXOne, WAGO.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il filo conduttore dell\u2019incontro \u00e8 stato un paradosso evidente quanto pericoloso. L\u2019Italia occupa stabilmente una posizione di prestigio nel panorama industriale globale. Ma proprio questa eccellenza ha trasformato l\u2019Italia in un <strong>bersaglio privilegiato del cyber-crime<\/strong>. Come ha sottolineato<strong><a href=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/uniti-nella-comunicazione-industriale-per-essere-piu-competitivi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> Cristian Sartori<\/a><\/strong>, Presidente del Consorzio PI Italia, \u201cla cybersecurity non \u00e8 pi\u00f9 un costo di manutenzione, ma il premio assicurativo sulla continuit\u00e0 del nostro Made in Italy\u201d. Per un\u2019azienda manifatturiera, la domanda non \u00e8 pi\u00f9 \u201cse\u201d verr\u00e0 colpita, ma quanto sar\u00e0 capace di reggere l\u2019urto.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Italia nel mirino<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I numeri presentati al convegno, tratti dall\u2019ultimo rapporto <strong>Clusit<\/strong>, stupiscono: a livello internazionale sono stati censiti 5.265 incidenti gravi, ma il dato italiano \u00e8 sproporzionato, con 507 attacchi censiti. Il Paese subisce quasi il 10% degli incidenti globali, a fronte di un peso reale intorno al 2,2% del PIL manifatturiero mondiale. <strong>Il 12,6% degli incidenti italiani colpisce direttamente il manifatturiero<\/strong>; considerando anche \u201cmultiple targets\u201d e i comparti contigui come i trasporti, l\u2019impatto sulla supply chain sfiora il 40%. \u201cIl rischio cyber \u00e8 ormai da considerare un rischio business, alla stessa stregua di qualunque rischio riferito alla catena logistica o ai costi delle materie prime\u201d, ha avvertito <strong>Enzo Tieghi<\/strong>, membro del Comitato Scientifico di Clusit.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Una \u201clegislazione barocca\u201d da cui non si pu\u00f2 sfuggire<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro normativo, definito dall\u2019avvocato<strong> Claudio Gabriele<\/strong> una vera \u201clegislazione barocca\u201d, trasforma la cyber-security da opzione tecnica a obbligo legale con responsabilit\u00e0 anche personali. Il <strong>Cyber Resilience Act <\/strong>considera la macchina un prodotto digitale: la non conformit\u00e0 comporta la perdita della marcatura CE e l\u2019esclusione dal mercato europeo. \u201cIl <strong>nuovo Regolamento Macchine<\/strong>, in piena applicazione dal 20 gennaio 2027 \u2013 ha spiegato Gabriele &#8211; allarga il perimetro della cybersecurity fino a toccare la sicurezza fisica delle persone in fabbrica: un sistema compromesso da un attacco pu\u00f2 alterare i parametri operativi di un impianto, disattivare le protezioni di un robot o manomettere i segnali di emergenza, traducendo la vulnerabilit\u00e0 digitale in un rischio concreto per i lavoratori. La <strong>NIS 2<\/strong> impone invece una governance rigorosa delle infrastrutture e del rischio lungo la supply chain\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra le scadenze richiamate, quella gi\u00e0 operativa dell\u2019articolo 14 del CRA, in vigore dall\u201911 settembre 2026, che obbliga a notificare le vulnerabilit\u00e0 sfruttate entro 24 ore, con dettagli a 72 ore e report finale entro un mese; il 20 gennaio 2027 per il Regolamento Macchine; l\u201911 dicembre 2027 per il CRA. Le sanzioni possono raggiungere i 15 milioni di euro o il 2,5% del fatturato mondiale. In Italia, in assenza di specifiche deleghe di funzione all\u2019interno del CDA, <strong>ogni membro risponde personalmente e cumulativamente <\/strong>delle violazioni: non \u00e8 pi\u00f9 possibile delegare la questione all\u2019ufficio tecnico senza una struttura di governance legale formale.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">DDoS, il fumo negli occhi<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tra i temi pi\u00f9 discussi, la tendenza a fermarsi alla superficie di un incidente. Un attacco plateale come un <strong>DDoS<\/strong>, capace di bloccare un sito o una linea produttiva, non \u00e8 quasi mai il fine ultimo, ma uno scudo tattico: mentre il team IT si concentra sul ripristino del servizio, l\u2019attaccante pu\u00f2 aver gi\u00e0 completato la sua vera missione, l\u2019esfiltrazione silenziosa di dati sensibili, un\u2019attivit\u00e0 che pu\u00f2 proseguire per mesi senza essere rilevata. <strong>Stefania Iannelli<\/strong> (Women for Security) ha portato casi concreti: dal blocco della supply chain di Land Rover all\u2019attacco a un mobilificio veneto. \u201cIl punto \u00e8 che non c\u2019\u00e8 solo l\u2019OT come target: chiunque pu\u00f2 essere un bersaglio se non protetto\u201d, ha ammonito Iannelli. Da qui l\u2019invito a costruire una solida <strong>Asset Inventory Governance<\/strong>: sapere cosa si possiede, tra macchine, software e connessioni, \u00e8 la prima condizione per difendersi.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Gli strumenti per non restare scoperti<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per rispondere a questi obblighi \u00e8 stato richiamato il ruolo dello <strong>SBoM (Software Bill of Materials)<\/strong>: una mappatura completa della catena di fornitura digitale. Senza sapere quali versioni di firmware, librerie o sistemi operativi sono installate su ogni PLC o HMI, rispondere all\u2019obbligo di notifica nelle 24 ore previste dal CRA diventa impossibile. \u201cLo standard di riferimento resta la IEC 62443 \u2013 ha spiegato<strong> Micaela Caserza Magro<\/strong>, GFCC &#8211; Centro di competenza PI Italia &#8211; la \u2018stella polare\u2019 della resilienza OT: garantisce la presunzione di conformit\u00e0 e propone un approccio di Defense in Depth, con suddivisione in zone e condotti e Maturity Level crescenti da 1 a 4\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sul fronte tecnologico, il passaggio alla nuova versione di <strong>Profinet 2.5<\/strong> introduce una verit\u00e0 scomoda per molti manager: il software non basta pi\u00f9. Come spiegato da <strong>Paolo Ferrari<\/strong>, CSMT &#8211; Centro di competenza PI Italia: \u201cla sicurezza di nuova generazione richiede hardware specifico dotato di microprocessori con Secure Elements (TPM) installati in fabbrica, aprendo un inevitabile ciclo di sostituzione del parco macchine pi\u00f9 datato\u201d. La strada operativa indicata non \u00e8 calare in fabbrica esperti IT estranei ai processi produttivi, ma formare chi le macchine le vive: i manutentori, che durante le fermate possono verificare i backup, ricaricare versioni software sicure e individuare anomalie che nascondono un\u2019intrusione.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Detection s\u00ec, recovery no: il vero punto debole<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi siamo migliorati nella detection, ma siamo <strong>drammaticamente indietro nel recovery<\/strong>, \u00e8 stato un tema che ha unito tutti i relatori in un modo o nell\u2019altro. Un\u2019azienda colpita senza un piano di ripristino efficace affronta in media un blocco totale di tre o quattro settimane, tempo sufficiente a mettere in crisi molte realt\u00e0 produttive. Eppure la conformit\u00e0 normativa non \u00e8 solo un peso: <strong>Giorgio Santandrea<\/strong>, consigliere Consorzio PI Italia, ha invitato a una lettura imprenditoriale del momento. \u201cCi pu\u00f2 essere del business dietro questa cosa: \u00e8 una grande opportunit\u00e0 per aggiornare il parco installato\u201d, ha osservato Santandrea, indicando nei <strong>Retrofit Package <\/strong>e nei servizi di<strong> Compliance-as-a-Service<\/strong> una strada per trasformare l\u2019obbligo in vantaggio competitivo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La cybersecurity \u00e8 il nuovo asset strategico <\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il messaggio conclusivo del convegno \u00e8 stato unanime: il rischio cyber va trattato come un <strong>rischio di business<\/strong>, non pi\u00f9 come una questione tecnica da relegare allo scantinato dell\u2019ufficio IT. La domanda con cui si \u00e8 chiuso l\u2019incontro resta la pi\u00f9 efficace sintesi del tema: se domani la produzione si fermasse per tre settimane a causa di un attacco informatico, l\u2019azienda sarebbe ancora in piedi? Da questa risposta comincia la vera resilienza del manifatturiero italiano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"537\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-800x537.jpg\" alt=\"Un prospetto del quadro normativo che coinvolge il tema della cybersecurity. \" class=\"wp-image-16850\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-800x537.jpg 800w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-300x202.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-150x101.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-768x516.jpg 768w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-200x134.jpg 200w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione-595x400.jpg 595w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/pi_legislazione.jpg 1502w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Un prospetto del quadro normativo che coinvolge il tema della cybersecurity.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il manifatturiero italiano \u00e8 uno dei bersagli preferiti del cyber-crime: quasi il 10% degli attacchi gravi mondiali colpisce il nostro Paese. 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