{"id":16839,"date":"2026-07-08T01:43:00","date_gmt":"2026-07-07T23:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/?p=16839"},"modified":"2026-07-06T11:45:05","modified_gmt":"2026-07-06T09:45:05","slug":"riccardo-di-stefano-confindustria-alleiamoci-per-colmare-il-gap-tra-formazione-e-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/riccardo-di-stefano-confindustria-alleiamoci-per-colmare-il-gap-tra-formazione-e-lavoro\/","title":{"rendered":"Riccardo Di Stefano (Confindustria): &#8220;Alleiamoci per colmare il gap tra formazione e lavoro&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il paradosso italiano del mercato del lavoro ha un nome preciso &#8211; mismatch di competenze &#8211; e radici profonde: culturali, strutturali, demografiche che oggi frenano pesantemente la crescita delle nostre imprese. Abbiamo intervistato Riccardo Di Stefano, Delegato Confindustria all\u2019Education e Open Innovation, per capire come cambiare rotta e, finalmente, creare un dialogo efficace tra scuola, ITS, universit\u00e0 e impresa.<\/h2>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Uno dei gridi d\u2019allarme pi\u00f9 frequenti del manifatturiero italiano riguarda la difficolt\u00e0 nel reperire profili tecnici specializzati. Cosa impedisce ancora oggi a molti giovani e alle loro famiglie di vedere nella fabbrica moderna un luogo di alta innovazione e realizzazione professionale?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il <strong>mismatch di competenze<\/strong> non \u00e8 un problema astratto: \u00e8 un freno concreto alla competitivit\u00e0 del Paese. Secondo i dati Unioncamere \u2013 Excelsior, nel 2025 quasi un\u2019assunzione su due \u00e8 considerata di difficile reperimento (47%): secondo lo studio, infatti, la mancanza di candidati continua a rappresentare la principale causa della difficolt\u00e0 di reperimento, affiancata da una quota non trascurabile di casi di inadeguatezza delle competenze. Secondo l\u2019indagine sul lavoro del <strong><a href=\"https:\/\/www.confindustria.it\/centro-studi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Centro Studi Confindustria<\/a><\/strong> tra le imprese con ricerche di personale in corso al momento dell\u2019indagine, il 67,8% dichiara di riscontrare difficolt\u00e0 di reperimento, e le problematiche emergono soprattutto per le competenze tecniche. Ci\u00f2 significa che <strong>il Paese si sta frenando da solo<\/strong>. Uno dei principali ostacoli da affrontare per cambiare rotta \u00e8 culturale. Per anni abbiamo trasmesso l\u2019idea di una gerarchia tra percorsi formativi, in cui il liceo rappresenta l\u2019eccellenza e il tecnico una scelta residuale. Questo ha contribuito ad allontanare i giovani dall\u2019idea di lavorare in un\u2019impresa, che oggi \u00e8 invece considerata un ambiente altamente tecnologico, dove si utilizzano robotica collaborativa, digital twin e intelligenza artificiale. A ci\u00f2 si aggiunge un <strong>problema di orientamento<\/strong>: a nostro avviso l\u2019orientamento deve diventare una politica educativa permanente, non essere limitato al solo open day di fine anno. Va anticipato gi\u00e0 alle elementari e alle medie, con strumenti diversi a seconda dell\u2019et\u00e0: attivit\u00e0 esperienziali, di orientamento, laboratori, visite in azienda. Come Confindustria stiamo lavorando molto per far conoscere i mestieri tecnici di oggi, quali sono le competenze pi\u00f9 richieste, cosa significa avviare una propria impresa e quali skills sono necessarie per farlo, legando di fatto formazione, innovazione, lavoro e imprenditorialit\u00e0. Non si tratta solo di comunicazione, ma di costruire un sistema in cui impresa e scuola siano parte dello stesso progetto formativo.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Come si sta evolvendo il ruolo degli ITS all\u2019interno della filiera \u2013 tecnologico professionale e quali le sfide per il futuro?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli <strong>ITS Academy <\/strong>rappresentano oggi uno degli strumenti pi\u00f9 efficaci per colmare il mismatch tra domanda e offerta di competenze. I dati parlano chiaro: livelli di occupabilit\u00e0 superiori all\u201980% e una forte connessione con le filiere produttive. Questo li rende un asset strategico della filiera tecnologico-professionale. La loro evoluzione deve per\u00f2 mantenere un equilibrio preciso: rafforzarne il ruolo senza snaturarne l\u2019identit\u00e0. Gli ITS devono restare percorsi agili, fortemente orientati al fare, con un legame strutturale con le imprese che spesso contribuiscono direttamente con docenze da parte di imprenditori o manager. Le sfide sono due. Da un lato, integrarli pienamente nella <strong><a href=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/cambio-nella-formazione-al-via-la-formula-42-per-listruzione-tecnica-e-professionale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">filiera 4+2<\/a><\/strong>. I numeri sono positivi: secondo il MIM per l\u2019anno scolastico 2026\/2027 la filiera 4+2 quasi raddoppia gli iscritti, con un boom nel Mezzogiorno. Dall\u2019altro, farli diventare un ponte operativo tra PMI e universit\u00e0, attraverso laboratori condivisi, prototipazione e progetti applicativi. Come Confindustria stiamo lavorando molto per rafforzare il <strong>dialogo tra scuola, ITS, universit\u00e0 e impresa<\/strong>. Se non rafforziamo questo legame, il risultato \u00e8 che i percorsi non dialogano tra loro, le competenze non si aggiornano alla velocit\u00e0 dei fabbisogni del mercato del lavoro, e le imprese \u2013 soprattutto PMI \u2013 non riescono ad \u201centrare\u201d nella formazione in modo semplice e continuativo. In occasione della Fiera Didacta 2026 abbiamo infatti annunciato un accordo insieme a INDIRE, CRUI e Rete ITS Italy, per mappare e analizzare come universit\u00e0 e ITS Academy stiano collaborando o possano collaborare meglio senza sovrapporsi. L\u2019obiettivo \u00e8 dare piena attuazione all\u2019Articolo 8 della legge 99\/2022, individuando strategie e linee guida che rendano i percorsi formativi pi\u00f9 flessibili, riducano gli abbandoni scolastici e avvicinino realmente la formazione alle esigenze delle aziende.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"652\" height=\"461\" src=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/di-stefano.jpg\" alt=\"Riccardo Di Stefano \u00e8 Delegato all\u2019Education e Open Innovation nella squadra di Presidenza di Confindustria. \" class=\"wp-image-16841\" style=\"width:454px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/di-stefano.jpg 652w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/di-stefano-300x212.jpg 300w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/di-stefano-150x106.jpg 150w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/di-stefano-200x141.jpg 200w, https:\/\/www.publiteconline.it\/assemblaggio\/wp-content\/uploads\/2026\/07\/di-stefano-566x400.jpg 566w\" sizes=\"auto, (max-width: 652px) 100vw, 652px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>Riccardo Di Stefano \u00e8 Delegato all\u2019Education e Open Innovation <br>nella squadra di Presidenza di Confindustria.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Siamo nel pieno della transizione verso l\u2019Industria 5.0, che mette al centro la sostenibilit\u00e0 e il rapporto uomo-macchina con competenze che cambiano con una velocit\u00e0 senza precedenti. Come pu\u00f2 Confindustria supportare le aziende italiane nello sviluppo di queste nuove skill?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il panorama delle competenze oggi \u00e8 in continua evoluzione. Le <strong>competenze tecniche e digitali<\/strong> sono gi\u00e0 essenziali per il nostro tessuto produttivo, e in futuro, con la diffusione sempre pi\u00f9 capillare dell\u2019intelligenza artificiale, lo saranno ancora di pi\u00f9. L\u2019accelerazione tecnologica e della sostenibilit\u00e0 richiede alle imprese uno sforzo straordinario per qualit\u00e0, intensit\u00e0 e velocit\u00e0 del cambiamento. Servono quindi tecnici nei settori della chimica, dell\u2019informatica, della meccatronica, ma anche specialisti della moda, della meccanica e del legno-arredo, tutte le grandi aree per cui l\u2019Italia \u00e8 famosa in ogni parte del mondo. In questo contesto, <strong>il vero fattore competitivo diventa il capitale umano<\/strong>. Oggi il rischio \u00e8 che la tecnologia evolva pi\u00f9 rapidamente delle competenze disponibili. Per evitarlo, serve un impegno collettivo su pi\u00f9 livelli. Primo, la <strong>scuola<\/strong>: introdurre in modo strutturale competenze digitali, trasversali e di cittadinanza tecnologica. Secondo, la f<strong>ormazione tecnica<\/strong>: rafforzare e far conoscere sempre di pi\u00f9 le opportunit\u00e0 della \u201cRiforma 4+2\u201d, degli ITS Academy, e favorire anche l\u2019apprendimento \u201con the job\u201d tramite, ad esempio, gli apprendistati soprattutto in ambiti come data science, cloud e cybersecurity. Terzo, <strong>parti sociali e pubblica amministrazione<\/strong> devono rafforzare upskilling e reskilling, utilizzando ad esempio strumenti come i Fondi Interprofessionali. Su tutto questo Confindustria sta gi\u00e0 lavorando, e anche a livello territoriale sono tante le associazioni che offrono progetti di orientamento per far conoscere le imprese ai giovani e alle famiglie del proprio territorio.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Spesso quando si parla di education si sentono tanti slogan contrapposti: sento dire che bisogna \u201cportare l\u2019impresa in classe\u201d, ma anche che \u201cla scuola deve entrare in azienda\u201d. \u00c8 utile un avvicinamento di questi due mondi e, se s\u00ec, in che modo portarlo avanti?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La contrapposizione tra \u201cportare l\u2019impresa in classe\u201d e \u201cportare la scuola in azienda\u201d \u00e8, a mio avviso, superata. Il punto non \u00e8 scegliere una direzione, ma costruire un <strong>sistema di integrazione <\/strong>tra questi che sembrano due mondi separati ma non lo sono, se pensiamo che al centro c\u2019\u00e8 la persona e la sua formazione che non finisce certo a scuola. Il tema \u00e8 l\u2019integrazione. Le imprese non possono essere viste semplicemente come coloro a cui bussare per trovare lavoro. Perch\u00e9 se le imprese non si integrano nel percorso di studio, con i cambiamenti e le crisi che viviamo, trovare lavoro \u00e8 pi\u00f9 difficile. Non si tratta di operazioni di marketing, ma di un processo strutturato attraverso cui <strong>rafforzare il collegamento tra percorsi formativi e mondo del lavoro<\/strong>: la scuola che non solo prepara, ma co-progetta; l\u2019impresa che non solo assume, ma partecipa alla formazione; universit\u00e0, ITS, startup e PMI che non si incontrano solo in occasioni straordinarie, ma lavorano insieme su problemi reali. \u00c8 quello che si sta cercando di fare con gli ITS Academy e la riforma 4+2: proporre modelli didattici innovativi che si focalizzano su problemi reali, valorizzare la cultura tecnico-scientifica e le materie STEM, promuovere competenze e tematiche vicine alle nuove esigenze delle imprese. Proprio i pi\u00f9 recenti dati ITS mostrano che oltre ad una fortissima coerenza tra ci\u00f2 che si studia e ci\u00f2 che si fa una volta assunti, c\u2019\u00e8 anche un importante successo formativo con ottime performance su lettura, calcolo, competenze scientifiche. Quindi non solo lavoro, ma anche competenze e cultura. La direzione, quindi, \u00e8 quella di<strong> costruire alleanze educative<\/strong>: cluster in cui scuole, ITS, universit\u00e0, imprese e amministrazioni progettano insieme. \u00c8 cos\u00ec che si supera la distanza tra formazione e lavoro.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Qual \u00e8 il principale obiettivo che si \u00e8 posto quando le \u00e8 stata affidata questa delega?<\/h3>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019obiettivo principale \u00e8 costruire <strong>una vera politica industriale del capitale umano<\/strong>. Education e open innovation non sono ambiti separati: sono due leve attraverso cui si rafforza la competitivit\u00e0 di un Paese. Questo significa agire su tre direttrici. Primo, <strong>rafforzare la filiera tecnico-professionale<\/strong>, con particolare attenzione agli ITS. Secondo, <strong>creare ecosistemi territoriali <\/strong>dell\u2019innovazione che mettano in rete imprese, ricerca e formazione. Terzo, <strong>trasformare la formazione in un\u2019infrastruttura di sistema<\/strong>. Anche perch\u00e9 c\u2019\u00e8 un tema trasversale che condiziona tutto: la demografia. Secondo l\u2019Istat al 2050 la popolazione under 14 in Italia sar\u00e0 11,2%. Recentemente sempre l\u2019Istat ha sottolineato che nel 2025 le nascite sono state 355mila, con una diminuzione del 3,9% rispetto al 2024. <strong>Non possiamo permetterci di sprecare neanche un talento<\/strong>. Ogni competenza diventa strategica. La sfida, quindi, non \u00e8 solo formativa, ma sistemica. Servono politiche integrate: sostegno alla natalit\u00e0, occupazione femminile, servizi per l\u2019infanzia, formazione, generazione e valorizzazione di talenti. Per questo come Confindustria lo scorso ottobre abbiamo avviato il <strong>progetto GENESI<\/strong>, una piattaforma aperta che mette insieme dati, iniziative e responsabilit\u00e0 attorno a queste tematiche strategiche. GENESI ha tre strumenti principali: un cruscotto nazionale con indicatori aggiornati e integrati da pi\u00f9 fonti; un bollino per riconoscere e rendere visibili i progetti associativi che agiscono su orientamento, formazione continua, demografia, scuola, universit\u00e0; un report pubblico annuale con un momento di restituzione in cui si guarda ai numeri e si analizzano eventuali proposte di policy.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paradosso italiano del mercato del lavoro ha un nome preciso &#8211; mismatch di competenze &#8211; e radici profonde: culturali, strutturali, demografiche che oggi frenano pesantemente la crescita delle nostre imprese. 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